Problema con note marginali e apparato

  • Questo topic ha 6 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 14 anni fa da Doc.
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  • #77231
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    Salve a tutti,
    sono una studentessa di filologia classica che sta preparando la sua tesi magistrale. Sto allestendo l’edizione critica di un manoscritto dall’impaginazione complicata, tentando di riprodurne la complessità servendomi in modo un po’ anticonvenzionale di note marginali e apparato critico.

    Repentinamente ho problemi nella compilazione di note marginali e a piè di pagina delle pagine di destra (dispari) di uno solo dei file su cui sto lavorando, e non riesco a individuarne la ragione; non escludo possa essere dovuto alla mia scarsa esperienza (nonostante abbia letto con la massima attenzione tutta la documentazione, è pur sempre la mia prima occasione di usare LaTeX), ma non credo sia qualcosa di ovvio perché non ottengo nessun messaggio di errore.

    Le note marginali appaiono solo se collocate in fondo alla riga a cui si riferiscono; se si aggiunge dopo la nota un altro periodo appartente allo stesso “paragrafo”, alla seconda compilazione la nota sparisce; viene ripristinata se si commenta la riga contenente la prosecuzione. Può forse dipendere dalla presenza dell’ambiente itemize? Non risultano problemi né nelle pagine di sinistra (pari, con ambiente verse e non itemize) né in un altro sorgente in cui non uso nessun ambiente (e nemmeno il pacchetto \ledpar).
    Quel che più è grave, trattandosi di un’edizione critica, è che, quando spariscono le note marginali, al contempo anche le note a piè di pagina (cioè l’apparato) delle pagine di destra vengono spostate in una nuova pagina sinistra successiva, che per il resto rimane vuota. Il risultato è che per ogni coppia di pagine scritte ottengo una coppia di pagine bianche, contenenti il solo apparato e pure sul lato sbagliato!

    Ecco un esempio minimo non funzionante (riga da decommentare nella pagina di destra per causare il problema; riga da decommentare nella pagina di sinistra per verificare che si comporta regolarmente):

    `
    % !TEX encoding = UTF-8
    % !TEX program = xelatex

    \documentclass[a4paper,11pt,twoside]{article}

    \usepackage{fontspec}
    \setmainfont[Ligatures=TeX]{Old Standard}
    \newfontfamily{\greekfont}[Ligatures=TeX,Scale=MatchUppercase]{Old Standard}

    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}
    \setotherlanguage{latin}
    \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}

    \usepackage{soulutf8}
    \usepackage{ledmac,ledpar}

    \usepackage{teubner}
    \usepackage{layaureo}

    \let\varor=\Afootnote
    \let\sparse=\Bfootnote
    \let\varcit=\Cfootnote

    \newcommand{\longdash}{——————}
    \renewcommand*{\Rlineflag}{}

    \firstlinenum{5}
    \linenumincrement{5}

    % Fine del preambolo

    \let\breve\relax
    \begin{document}

    \begin{pages}
    \begin{Leftside}
    \begin{greek}[variant=polytonic]
    \beginnumbering
    \begin{verse}

    \linenummargin{inner}
    \sidenotemargin{right}

    \pstart
    Οὐκ ἔστιν \edtext{οὐδὲν}{\varor{prova}} δεινὸν\ledsidenote{Nota di prova}, ὧδ’ εἰπεῖν ἔπος, \\
    %Testo da aggiungere\\
    οὐδὲ \edtext{πάθος}{\varor{altra prova}}, οὐδὲ \ledsidenote{Altra nota di prova}ξυμφορὰ θεήλατος, \\
    ἧς οὐκ ἂν ἄραιτ’ ἄχθος ἀνθρώπου φύσις.\\
    \pend

    \end{verse}
    \end{greek}
    \end{Leftside}

    \begin{Rightside}

    \linenummargin{inner}
    \sidenotemargin{right}

    \beginnumbering

    \pstart
    \begin{itemize}

    \item v. 1, \begin{greek}Ἠλέκτρα\end{greek}] \ledsidenote{\textbf{[pag.~4]}}
    %Electra soror Orestis, virilis animi femina, ut dicit Paterculus initio prioris voluminis acephali.

    \item v. 2, Parole parole parole. Parole parole parole.\ledsidenote{Altra nota di prova}
    Altre parole parole \edtext{parole}{\sparse{bla bla bla}}.
    Bla bla \edtext{bla}{\varcit{parole}}.

    \end{itemize}
    \pend

    \end{Rightside}

    \Pages

    \end{pages}

    \end{document}
    `

    Preciso che lavoro in Windows, con MiKTeK 2.9 e TeXworks.

    Spero di essermi spiegata con sufficiente chiarezza e ringrazio in anticipo chi mi concederà il suo prezioso aiuto!

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    • #77232
      OldClaudio
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        Attenta: non sono andato oltre il preambolo, quindi non so rispondere alla tua richiesta,, ma devo farti notare che il pacchetto teubner non è ancora compatibile con xelatex; ci sto lavorando da tempo, ma non è facile conciliare gli accrocchi che avevo realizzato per gestire i miei font greci con codifica LGR e i font greci che si possono usare con xelatex, tutti i font greci OpenType, compresi gli OldStandard che stai usando tu.
        Se eliminando la chiamata a teubner ti sparisce anche il tuo problema, tanto meglio, ma non ti ho scritto per risolverlo in questo modo, bensì per dirti solo che con xelatex e i font OpenType non puoi usare teubner.

      • #77233
        Doc
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          Martina, sto studiando il tuo caso, ma non riesco a riprodurre il problema sulla pagina di sinistra (pari), che da me si compila bene, o almeno credo.

          Circa il problema della pagina di destra (sinistra), ebbene posso dirti che mi pare fare rima con un vecchio problema che ho avuto anche io con [tt]ledmac[/tt] ed [tt]itemize[/tt], e poi risolto, in questo stesso forum, grazie ad Enrico. Puoi cercarlo nel forum!

          Tuttavia, ora sono migrato ad un sistema di items integrato in [tt]ledmac[/tt], di cui trovi info nel manuale. Potrei cercare di adattarlo al tuo caso, ma prima devo capire cosa veramente vuoi fare e realizzare. Ad esempio, per dirti!, il sistema dei pallini del tuo [tt]itemize[/tt] è quanto meno bruttacchio! 😀

          Un’alternativa potrebbe essere ricorrere alle [tt]endnotes[/tt], che ti consentirebbero una sincronizzazione con il testo, ma non so se e come si possano usare con [tt]ledpar[/tt], in modo cioè da far comparire il testo a sinistra e le endnotes a destra, e, come se non bastasse, non ho mai usato [tt]ledpar[/tt] e dunque non lo conosco affatto.

          Infine, aggiungo un carico a quanto scrive OldClaudio: togli il pacchetto [tt]teubner[/tt] e…. usa pure la classe [tt]book[/tt]! 😉
          Inoltre, non caricare tutte le vole
          `\linenummargin{inner}
          \sidenotemargin{right}`
          Mettilo nel preambolo, dopo ledmac e sei a posto! Tra l’altro, ti consiglierei di lasciare la numerazione sul margine interno, ma di porre le note marginali in [tt]outer[/tt]!

          Ciao
          Domenico

        • #77234
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          @OldClaudio
          : Grazie mille per la segnalazione! In effetti non risolve il problema, ma comunque mi era sfuggito e avrebbe potuto causare ulteriori problemi… Peccato, sarebbe stato utile!


          @Doc
          : Grazie mille per l’interessamento! Perdonami, ma sono in difficoltà a capire quale thread intendi, e pure a trovare in che punto il manuale parli del sistema di items: potresti essere così gentile da indicarmi riferimenti più precisi?
          La scelta di itemize e dei pallini è dettata solo dal fatto che, da neofita, sto cercando di mantenermi sul semplice e sul predefinito per avere il controllo sul codice, a scapito dell’estetica (lo ammetto!).
          Al momento sto strutturando l’impostazione dell’edizione, per sottoporla all’approvazione del mio relatore, che non conosce LaTeX; ho ricevuto indicazioni di massima sull’impaginazione ma ho carta bianca nell’ideazione del sistema di riferimenti interno.

          Per scendere più nel dettaglio (sperando di non spaventare nessuno!), si tratta di un commento latino a una tragedia greca. Nelle pagine di sinistra andrà il testo greco, con il suo apparato “tradizionale”; nelle pagine di destra il minuziosissimo commento latino, che nel manoscritto è impaginato in maniera disordinata, con un allucinante sistema di richiami (quasi totalmente simbolico, in minima parte numerico) sia al testo greco (i cui versi, peraltro, non sono numerati), sia ad altri pezzi di commento sparsi nella pagina.
          Per rendere conto di questo labirinto senza mandare in confusione il lettore, tutti i pezzi di commento sparsi nei vari margini finiranno in un apposito livello dell’apparato; ho pensato, inoltre, di impiegare note marginali numerate per le noticine già numerate nel manoscritto, e di includere il grosso del commento in un elenco puntato (perché puntato anche nel manoscritto, pur se con decine di simboli diversi), specificando il riferimento ai versi greci sia trascrivendo il relativo passo commentato, sia aggiungendo manualmente il numero del verso. Questa impostazione potrebbe ambire al titolo di edizione critica più pazza del mondo, vero? 🙂

          Comunque, siccome il grosso del materiale è costituito dall’elenco puntato delle pagine di destra, non so se convenga ricorrere alle endotes (ammesse anche da \ledpar, stando a un accenno nel manuale). Ovviamente mi fido del parere dei più esperti: ho provato il sistema che mi è venuto in mente, ma non è affatto detto sia il migliore!

          Quanto al resto, mi scuso per l’equivoco rispetto alla pagina di sinistra: si compila perfettamente anche da me. Avevo pensato di includerlo come controprova del fatto che il problema è limitato alla pagina di destra, ma temo di aver solo generato confusione… Inoltre, facendo altri esperimenti, mi sono accorta che eliminando il riferimento ai versi all’inizio degli \item le note si sistemano. Mi peserebbe rinunciarvi perché, come tentavo di spiegare, penso sarebbe un’indicazione molto utile al lettore.

          Vi ringrazio ancora di cuore del vostro tempo e accetto volentieri qualunque altro suggerimento!
          Ciao,

          Martina

        • #77235
          Doc
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            Martina, ora non ho tempo per studiare la cosa, ma, da filologo, ti dico la mia!
            A che serve l’edizione della tragedia (classica domanda di Martin West)? È l’Oreste, per caso?

            Se vuoi proporre un nuovo testo della tragedia, oppure riproporne un altro già edito, ti dico chiaramente che è fatica sprecata e non opportuna! Tra l’altro, dell’Oreste le edizioni critiche non mancano e la tradizione mss. è piuttosto complessa…

            Se invece vuoi proporre criticamente il testo del nostro commentatore, ovvero quello che contiene i commenti, allora si può fare ed ha senso!

            Come operare, quindi?
            Vada con il testo a sinistra, ma solo nella condizione di cui sopra, ma il commento o lo mettiamo in appendice, magari con [tt]endnotes[/tt], oppure anche a destra, ma…. in tal caso, a che ti servono gli [tt]items[/tt]?

            Io ho già curato e sto curando un’edizione di scolii (a Platone), dunque abbiamo problemi simili, ma non ci penso nemmeno a ri-pubblicare il testo platonico. Nel caso mio, gli [tt]items[/tt] servono per numerare i singoli scolii, in modo che il riferimento ad essi sia fatto sulla base del numero d’ordine e non del lemma.
            Non so se a te una cosa del genere serva, se non altro perché hai un preciso e semplice criterio: il numero di verso!
            Anche nel mio caso ci sono scolii che si riferiscono a lemmi contenuti in altri scolii, ma la cosa viene volta per volta indicata in modo semplicissimo ed inequivocabile.
            Usare pallini per i segni di rimando degli scolii? Assolutamente inutile! Faresti cosa ben più utile a repertoriare i vari segni utilizzati, seguendo le linee guide di Atsalos (congresso di Paleografia Greca di Berlino – Wolfenbüttel, se non ricordo male).

            Riflettiamo dunque bene sul da farsi e, se possibile, non complichiamo la vita a noi ed ai nostri lettori!

          • #77236
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            Domenico, non voglio certo abusare del tuo tempo: grazie per la tua tempestività e i consigli!

            Avevo provato a caricare le note marginali nel preambolo e come “outer”, ma me le compila nel margine opposto a quello che mi aspetterei; ho pensato così di caricarle in ciascuna pagina e a destra come escamotage artigianale per farle risultare giuste…

            Quanto alla prospettiva filologica, sono totalmente d’accordo con te! Il mio relatore è però convinto che il testo greco (sì, è un Oreste, di XVI sec. e con testo greco completo) sia da pubblicare, come trascrizione e non edizione critica, aggiungendo in apparato le varianti in manoscritti coevi, in modo che il lettore possa farsi un’idea delle lezioni che circolavano all’epoca. Banalmente, dovrei all’incirca trascrivere l’apparato già esistente nella recente edizione Oxford.

            Quanto agli items, ho afferrato il problema. Mi sembrava un modo semplice per mantenermi aderente al manoscritto, senza impazzire a disegnare i vari segni utilizzati, che sono molto particolari e sospetto non già presenti in qualche font. Mi procurerò lo studio di Atsalos, ma probabilmente la cosa più pratica è eliminare elenco puntato e pallini vari, accontentandomi del riferimento al verso.

            Grazie mille ancora, sei stato di grande aiuto per chiarirmi le idee!

          • #77237
            Doc
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              Martina M.” post=76431Avevo provato a caricare le note marginali nel preambolo e come “outer”, ma me le compila nel margine opposto a quello che mi aspetterei; ho pensato così di caricarle in ciascuna pagina e a destra come escamotage artigianale per farle risultare giuste…

              Le domande da porsi sono: dove te le aspetti? Cosa ci devi mettere in queste note? Io, ad esempio, ci metto le sigle delle fonti dei miei scolii. Considera che le tue note, o almeno quelle dell’esempio, sono “larghine” e dunque debordano!
              In base alle risposte, possiamo capire il da farsi!
              Non escludo poi che ti risultassero sbagliate poiché usavi la classe [tt]article[/tt], anziché [tt]book[/tt]!

              Martina M.” post=76431Quanto alla prospettiva filologica, sono totalmente d’accordo con te! Il mio relatore è però convinto che il testo greco (sì, è un Oreste, di XVI sec. e con testo greco completo) sia da pubblicare, come trascrizione e non edizione critica, aggiungendo in apparato le varianti in manoscritti coevi, in modo che il lettore possa farsi un’idea delle lezioni che circolavano all’epoca. Banalmente, dovrei all’incirca trascrivere l’apparato già esistente nella recente edizione Oxford.

              Un estimatore di Diggle…. 😐 😐 😐
              XVI secolo?!?!? Quali lezioni intende? Manoscritte o anche di stampe? Non fai prima a fare come tesi un repertorio delle varianti, sul tupo di quello che stanno curando relativo ad Eschilo? Bah! Rimango perplesso!
              A me pare più utile stampare il testo del nostro commentatore, magari indicando le principali varianti!

              Martina M.” post=76431Quanto agli items, ho afferrato il problema. Mi sembrava un modo semplice per mantenermi aderente al manoscritto, senza impazzire a disegnare i vari segni utilizzati, che sono molto particolari e sospetto non già presenti in qualche font. Mi procurerò lo studio di Atsalos, ma probabilmente la cosa più pratica è eliminare elenco puntato e pallini vari, accontentandomi del riferimento al verso.

              Il sistema dei segni di rimando negli scolii è variegatissimo, anche nel mio caso. A suo tempo me li catalogai, ma in definitiva non credo che ti sia veramente necessario….

              Ora, vado a nanna!
              Se hai altre idee, non esitare a comunicarcele!

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