Direi che non sia necessario che qualcuno lo faccia, lo puoi fare da solo:
1) nella chiamata della classe scrivi b5paper al posto di a4pare, e nel file ausiliario intitolatio impostazione-tesi.tex sosituisci la riga che contiene il comando \areaset con `\areaset[current]{282pt}{629pt}
\setlength{\marginparwidth}{7em}
\setlength{\marginparsep}{2em}`
se vuoi cambia anche la larghezza delle note marginali e del loro separatore con valori più piccoli di 7em e di 2 em (7em a 10pt sono 20mm e sono pochi; 2em a 10pt sono circa 6,5mm e sono uno spazio non trascurabile) puoi lasciare i 2em, ma invece di diminuire io aumenterei la larghezza delle note marginali; meglio ancora lascerei stare tutto così com’è e non farei uso di note marginali.
PS: i valori di areaset sono quelli per la pagina A4 moltiplicati per il fattore di scala 176mm/210mm, il rapporto fra le basi della carta B5 e della carta A4; in questo modo la sensazione di spaziosità della pagina di TesiClassica rimane inalterata. Forse non è la scelta migliore, ma certamente è una scelta coerente.
Che a Pisa si chiedano le tesi di dottorato in formato B5 non è una cosa strana; in altre università si richiedono anche formati più piccoli; questo richiede un taglio profondo della carta disponibile (solo A4 e A3 — sembra che venga prodotta anche la B4, ma in pratica viene prodotta solo per ordinativi di alcune tonnellate, non di una o due risme) con uno sfrido notevole a tutto svantaggio delle foreste e a tutto vantaggio di produttori di carta riciclata. Tutto questo per avere dei libretti di formato più elegante? Capisco che questa lamentela sia OT, ma visto che ci sono anche professori universitari che leggono questo forum, che portino questo messaggio alle loro facoltà e le convincano, caso mai a non produrre tesi di formati minori, ma di formati archiviabili elettronicamente, cosicché non debbano consumare spazi nel loro archivi, per raccogliere fascicoli che resteranno per la maggior parte rinchiusi in quelle squallide stanze a prender polvere.