Re: Parentesi graffe tratteggiate

#79992
OldClaudio
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    @OldClaudio: forse questo problema merita un cenno sull’Arte: lì si parla solo di font sgranati, ma non di altri elementi. Lorenzo, che pensi? Un breve cenno? Dove? Qualcuno se la sente di riassumere la cosa?

    È molto difficile spiegare la cosa in 10 o 20 righe; ci ho provato in una risposta su questo filone, ma la spiegazione o non è stata capita o è stata presa per traverso.

    Il problema è estremamente tecnico; quando TeX è nato, e Knuth l’ha fatto nascere per poter scrivere i suoi libri di matematica numerica e informatica, non esisteva PostScript, non esisteva il Portable Document Format, e non esistevano tante belle cose che esistono oggi. L’idea dei delimitatori espandibili era forse l’unica che egli poteva realizzare a suo tempo.

    Per questi delimitatori egli ha sviluppato tutta una serie di parametri del font che non hanno riscontro nei font testuali. ammontano a più di una ventina e servono, sostanzialmente per scegliere per i formati più piccoli fra due o tre glifi già disegnati interi, e poi per dire al programma di composizione, quando deve “disegnare” i delimitatori nei formati più grandi, dove trovare le parti componenti per giustapporre tante stanghette verticali insieme alle parti terminali e intermedie (vedi la figura 11.9 nella Guida GuIT). L’algoritmo è fatto piuttosto bene, ma quando due stanghette sono adiacenti/giustapposte, ma non sovrapposte (dipende da quante ne occorrono per formare il delimitatore di una data altezza), allora il programma di visualizzazione può interferire con una visualizzazione “corretta”; infatti quasi tutti i visualizzatori contengono un algoritmo di sfumatura dei contorni dei singoli glifi al fine di non mostrare o, almeno, di ridurre l’effetto di digitalizzazione dei contorni, che altrimenti apparirebbero seghettate. Era il problema di Adobe Reader fino alla versione 6 o 7; introdotta la sfumatura dei contorni il problema della seghettatura è svanito. Però ne è nato un altro, che è quello di visualizzare un piccolissimo gap, più grigio che bianco, quando due glifi sono giustapposti invece che sovrapposti. È questo è quello che succede a schermo con i grandi delimitatori a seconda di dove capiti nella matrice di pixel dello schermo la linea di accostamento dei due glifi. Ingrandendo l’immagine, l’effetto scompare. Quando il gap si vede è interessante far scorrere l’immagine in alto e in basso tendo d’occhio il gap; si noterà che a secondo di dove si sposta l’immagine il gap diventa più o meno visibile o può scomparire del tutto; dipende da dove quel gap cade in relazione alla “pixellatura” dell’immagine a schermo.
    Nelle stampanti che hanno una densità di pixel al pollice come minimo tre volte superiore a quella degli schermi, la necessità del filtro sfumatore non c’è, quindi i glifi giustapposti appaiono come un glifo unico.

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