Credo che nessuna guida elementare tratti l’uso dei numeri complessi in LaTeX; qualcosa viene detto, ma pochissimo, nella Guida GuIT (sezione Documentazione, qui sopra). L’unica cosa che tipograficamente interessa i numeri complessi è come scrivere l’ “unità immaginaria”.
Come noto i matematici usano la i e gli ingegneri usano la j. Le nerme ISO accettano entrambe le notazioni,
Ma le norme ISO per le scienze e la tecnologia (per scienze si intendono quelle collegate in qualche odo alle grandezze misurabili, quindi non includono la matematica — come se la teoria della misura non sia una branca della matematica — tuttavia le norme ISO si riferiscono alle scienze le cui grandezze sono misubaili e per le quali si usano altre norme ISO per le notazioni metrologiche) vogliono anche che l’unità immaginaria sia scritta in tondo.
Sulla Guida GuIT è raccontato come definire un comando che rispetti la norma ISO e lascia libero chi definisce il comando di specificare la i o la j a suo piacimento, che comunque viene composta in tondo.
Un’osservazione personale: io ho usato sempre la j perché da vil meccanico qual sono nelle mie discipline si usa la j. Ma tipograficamente la j ha il difetto di presentare quella coda sporgente a sinistra, che la rende asimmetrica e può battere contro la base e quando si scrivono i fasori:
\[ \mathrm{e}^{\mathrm{j}\pi} + 1 = 0\] mentre
\[\mathrm{e}^{\mathrm{i}\pi} + 1 = 0\] funziona correttamente, almeno dal punto di vista tipografico.
Bisognerebbe usare una definizione più complessa, ma l’asimmetria resta sempre un problema; oppure bisognerebbe usare un font della famiglia “operator” che abbia una j con la coda meno pronunciata, ma questo non è sempre possibile.
Bisogna accontentarsi di quello che si può fare.