numeri complessi in Latex

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    Salve,

    chiedo il Vostro aiuto per il seguente quesito:

    – in una equazione devo scrivere arg(z), dove z è un numero complesso. Esiste una sintassi particolare per la scrittura di arg?

    Grazie un anticipo e buone feste!

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    • #81559
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      Arekhnames” post=80804Salve,

      chiedo il Vostro aiuto per il seguente quesito:

      – in una equazione devo scrivere arg(z), dove z è un numero complesso. Esiste una sintassi particolare per la scrittura di arg?

      Grazie un anticipo e buone feste!

      [tt]\arg[/tt] è un comando predefinito che fa esattamente quello che ti serve.

      Ciao
      Enrico

    • #81560
      OldClaudio
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        Credo che nessuna guida elementare tratti l’uso dei numeri complessi in LaTeX; qualcosa viene detto, ma pochissimo, nella Guida GuIT (sezione Documentazione, qui sopra). L’unica cosa che tipograficamente interessa i numeri complessi è come scrivere l’ “unità immaginaria”.

        Come noto i matematici usano la i e gli ingegneri usano la j. Le nerme ISO accettano entrambe le notazioni,

        Ma le norme ISO per le scienze e la tecnologia (per scienze si intendono quelle collegate in qualche odo alle grandezze misurabili, quindi non includono la matematica — come se la teoria della misura non sia una branca della matematica — tuttavia le norme ISO si riferiscono alle scienze le cui grandezze sono misubaili e per le quali si usano altre norme ISO per le notazioni metrologiche) vogliono anche che l’unità immaginaria sia scritta in tondo.

        Sulla Guida GuIT è raccontato come definire un comando che rispetti la norma ISO e lascia libero chi definisce il comando di specificare la i o la j a suo piacimento, che comunque viene composta in tondo.

        Un’osservazione personale: io ho usato sempre la j perché da vil meccanico qual sono nelle mie discipline si usa la j. Ma tipograficamente la j ha il difetto di presentare quella coda sporgente a sinistra, che la rende asimmetrica e può battere contro la base e quando si scrivono i fasori:
        \[ \mathrm{e}^{\mathrm{j}\pi} + 1 = 0\] mentre
        \[\mathrm{e}^{\mathrm{i}\pi} + 1 = 0\] funziona correttamente, almeno dal punto di vista tipografico.
        Bisognerebbe usare una definizione più complessa, ma l’asimmetria resta sempre un problema; oppure bisognerebbe usare un font della famiglia “operator” che abbia una j con la coda meno pronunciata, ma questo non è sempre possibile.

        Bisogna accontentarsi di quello che si può fare.

      • #81561
        claudio
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          OldClaudio” post=80807Credo che nessuna guida elementare tratti l’uso dei numeri complessi in LaTeX; qualcosa viene detto, ma pochissimo, nella Guida GuIT (sezione Documentazione, qui sopra). L’unica cosa che tipograficamente interessa i numeri complessi è come scrivere l’ “unità immaginaria”.

          Come noto i matematici usano la i e gli ingegneri usano la j. Le nerme ISO accettano entrambe le notazioni,

          Ma le norme ISO per le scienze e la tecnologia (per scienze si intendono quelle collegate in qualche odo alle grandezze misurabili, quindi non includono la matematica — come se la teoria della misura non sia una branca della matematica — tuttavia le norme ISO si riferiscono alle scienze le cui grandezze sono misubaili e per le quali si usano altre norme ISO per le notazioni metrologiche) vogliono anche che l’unità immaginaria sia scritta in tondo.

          Sulla Guida GuIT è raccontato come definire un comando che rispetti la norma ISO e lascia libero chi definisce il comando di specificare la i o la j a suo piacimento, che comunque viene composta in tondo.

          Un’osservazione personale: io ho usato sempre la j perché da vil meccanico qual sono nelle mie discipline si usa la j. Ma tipograficamente la j ha il difetto di presentare quella coda sporgente a sinistra, che la rende asimmetrica e può battere contro la base e quando si scrivono i fasori:
          \[ \mathrm{e}^{\mathrm{j}\pi} + 1 = 0\] mentre
          \[\mathrm{e}^{\mathrm{i}\pi} + 1 = 0\] funziona correttamente, almeno dal punto di vista tipografico.
          Bisognerebbe usare una definizione più complessa, ma l’asimmetria resta sempre un problema; oppure bisognerebbe usare un font della famiglia “operator” che abbia una j con la coda meno pronunciata, ma questo non è sempre possibile.

          Bisogna accontentarsi di quello che si può fare.

          Incuriosito sono andato a leggere Short Math Guide for LATEX
          e ho trovato
          due comandi curiosi che riguardano la i e la j
          cioè
          `
          \imath
          \jmath
          `
          che ne pensate dell’idea di definire un nuovo comando tipo \uc che li usi?
          tipo

          `
          \newcommand{\uc}{\jmath}
          `
          buon Natale
          Claudio

        • #81562
          OldClaudio
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            Non prendere lucciole per lanterne: \jmath e \imath sono le j e i corsive senza puntino da usarsi per metterci sopra gli “accenti” matematici, come quando usi le frecce per i vettori e devi indicare i versori \[ \vec{\imath}, \vec{\jmath}, \vec{k}\]

            Buon Natale
            Claudio (Old)

          • #81563
            claudio
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              ops senza occhiali ogni gatto è grigio:D 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

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