Re: Introduzione a Arara

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robitex” post=82302È più semplice che non make.

Che sia più semplice di make non è in discussione, ma make permette di fare anche molto altro. Per esempio alcuni sviluppatori di pacchetti LaTeX (due a caso: Martin Scharrer e Joseph Wright) usano Makefile per per compilare creare l’archivio zip da inviare su CTAN, o compilare la documentazione e generare il .sty a partire dal .dtx, oltre a cancellare i file temporanei prodotti durante la compilazione. Inoltre arara non mi sembra che controlli se l’obiettivo è già aggiornato oppure se c’è bisogno di ricrearlo. Mi capita spesso di riprendere un grosso documento (intendo che richiede relativamente molto tempo per la compilazione completa, circa un minuto o poco meno) dopo qualche giorno dall’ultima modifica e non ricordo se il PDF presente nell’area di lavoro è aggiornato o meno. Eseguo make e mi passa il dubbio (anche latexmk fa un controllo simile), con arara dovrei comunque aspettare la completa compilazione del PDF, anche se fosse già aggiornato.

Secondo me il più grande punto di forza di arara rispetto a make è il fatto che scrivi le regole una sola volta (se anche hai bisogno di scriverne una non già presente) e dopo di ciò vivi felice per sempre, invece il Makefile devi sempre riscrivertelo tutto per intero (ovviamente non molta gente se lo riscrive seriamente per intero ma ricicla quelli già fatti). Da questo punto di vista si potrebbe dire i Makefile sono più adatti a chi è propenso a “sporcarsi le mani”. Comunque la sintassi delle regole di make non mi sembra molto più complessa delle regole di arara, anzi. Se uno non vuole il controllo sui prerequisiti (come arara) non deve far altro che non inserire nessun prerequisito.

Condivido la perplessità sulla scelta del linguaggio.

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