Re: Introduzione a Arara

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OldClaudio” post=82305Enrico, so che citandolo, hai voluto rispondere a Tommaso; ma hai anche risposto a me.

Ecco il mio punto di vista:
1) non ho mai fatto glossari ma ho fatto indici analitici prima che scrivessimo imakeidx; le cose da fare serano molto simili, ma si facevano una tantum, non necessariamente come ultima cosa prima di licenziare il documento;
2) lo stesso discorso vale per la bibliografia; non è una cosa che fai all’ultima compilazione prima di licenziare il documento;
3) lo stesso discorso vale per compilare i frontespizio;
4) resta [pdf|xe]latex, che in realtà fai andare deicne di volte per controllare le bozze, vedere di non avere figura da muovere o da etichettare con opzioni di posizione diverse, dei disegni da correggere, delle tabelle da editare, delle righe che sforano i margini, e via di questo passo.

La fase 4 è quella che porta via più tempo, ovviamente, anche perché costituisce la parte principale del documento e la più grande anche in termine di numero di pagine.

Dunque se via via si è compilata anche la bibliografia, gli indici analitici, il frontespizio, ameno una volta e non è più necessario rimettere le amni su queste parti, le ultime tre passate atrtraverso pdflatex o xelatex non sono necessarie, nel senso che sono già state fatte epr altri scopi e si sono presi diversi piccioni con una fava.

Pertanto a che cosa serve arara? Ripeto bellissimo software; non conosco abbastanza Java per esprimere dei giudizi sulla sua idoneità a svolgere il compito; ma sicuramente si tratta di una bellissima idea; se invece di Java si fosse usato qualche altro linguaggio di scripting che si trovi (o sia installabile) universalmente su qualunque macchina con qualunque sistema operativo, l’idea sarebbe stata bellissima lo stesso. Bellissima anche la tua semplice guida; chiarissima come sempre lo sono le tue guide. Ma a me resta la domanda, forse da formulare in modo diverso: non “a che serve arara?” ma “a chi serve arara?”

Ecco: chi sono le perone che ne hanno veramente bisogno e a cui l’uso di quello script risparmia un bel po’ di tempo?

Io non mi sento una di quelle persone, ma mi piacerebbe sentire il parere di altri; mi piacerebbe anche che qualcuno mi dicesse: Claudio, hai contratto delle cattive abitudini; non devi operare così e così come stai facendo, ma devi operare cosà e cosà e allora vedresti quanto lavoro e quanto tempo potresti risparmiare se usassi arara.:wink:

Sono anch’io del parere che eseguire ogni volta tutta la procedura completa, come se si dovesse ottenere la versione finale, è una perdita di tempo. Infatti non uso mai latexmk che parte proprio da quel presupposto.

L’esempio che ho fatto dei sette passi necessari per la versione finale aiuta a capire dove arara può essere utile. Certo, non nel lanciare pdflatex per controllare la bozza, ma quanto meno per avere nel documento l’elenco di quei passi nel giusto ordine e la possibilità di lanciarli uno di seguito all’altro con una semplice e unica manovra quando serve.

Supponi poi che il documento dipenda anche da un certo numero di grafici che vanno precompilati con gnuplot o con sketch. Esiste una regola predefinita per il secondo, ma non per il primo, ma non è difficile aggiungere regole personali in una cartella nella propria home. Puoi certamente prepararti uno script separato che fa gli stessi passi di arara, ma ce l’avrai appunto in un file separato (o lo devi infilare a forza nel documento con l’ambiente [tt]filecontents[/tt] e il pacchetto omonimo).

Il file principale, con le direttive di arara, è autocontenuto. Puoi pure aggiungere direttive per le pulizie finali, se vuoi.


@elrond
: Vero, non c’è il controllo se l’obiettivo è già aggiornato, come fanno make e latexmk; il primo non è affatto facile da usare, il secondo invece non mi ha mai soddisfatto e, quanto all’estendibilità, stendiamo un velo pietoso (guarda la parte relativa a latexmk nella documentazione di frontespizio.sty per averne un’idea e confronta con [tt]frontespizio.yaml[/tt] dove semplicemente si dice “fa’ quello che voglio io”).

Perché Java? Perché nessun linguaggio di scripting ha tutto quello che serve (almeno così dice Paulo); si poteva scrivere in C (o varianti), con il problemino di doverlo compilare per una ventina di piattaforme diverse: chi si prende la briga? Come sapete, i la compilazione dei vari eseguibili di TeX Live è data in appalto a varie persone che hanno esperienza di un certo sistema operativo. Arara si appoggia solo alle librerie standard di Java che, essenzialmente, tutti hanno sulla loro macchina. Non vi piace Java? Pazienza. 🙂

Ciao
Enrico

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