Una nomenclatura è sostanzialmente una lista diescription, formattata in modo diverso, ma l’idea è quella.
Quando si usa una lista dei simboli, detta anche nomenclatura (parola che scritta con la k mi ricorda brutte cose). Tutte el volte che si usano abbreviazioni ed acronimi non uifficientemente diffusi o noti al lettore tipo; qualunque documento tu scriva lo devi adattare al letteri tipo, almeno come te lo immagini, ed avendone fatta una analisi accurata.
Persino in un testo didattico, dove spieghi certe cose e come si chiamano, potrebbe valere la pena di inserire una lista dei simboli e/o delle locuzioni per una rapida consultazione degli allievi, ben inteso con la pagina dve il concetto è definito.
Dove si mette? Ba’, dove vuoi, prima dell’inidcie generale, dopo l’indice generale, prima della bibliografia, dopo la bibliografia. In venerando testo molto autorevole, il Dizionario di Ingegneria, UTET, (fine anni ’60, inizio anni ’70 –l’opera uscì in una dozzina di volumi ad un ritmo di circa due volumi all’anno), la lista dei simboli, di una ventina di pagine, era all’inizio prima al posto dell’indice generala (era un dizionario e questi testi solitamente non hanno un indice generale).
Detto questo, però, io di solito non ho trovato quasi mai utile una lista dei simboli o delle locuzioni; certo non sono il lettore tipo, ma quando trovo una sigla che non conosco la cerco in rete dove verosimilmente trovo più spiegazioni che non in quattro righe nella lista dei simboli e delle locuzioni. Questo mi capito sovente quando leggo di “informatichese” dove chi scrive di informatica crede di essere molto “trendy” se usa più sigle che può, ovviamente senza spiegarle, assumendo che tutti le capiscano per scienza infusa, e non hanno questa infusione, allora non sono “degni” di leggere i loro scritti.
Colgo l’occasione per raccomandare ai chi scrive in questo forum di non usare acronimi o sigle; non tutti i lettori le conoscono.