Re: Aumentare la sillabazione in XeTeX

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OldClaudio
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    Per le opzioni booleane la parte =true si può omettere; la parte =false deve invece essere esplicitata.

    Invece ho trovato l’inghippo:

    [attachment=652]CesuraApostrofo.png[/attachment]

    Come vedi ho scelto tre locuzioni apostrofate, una delle quali compare nel tuo esempio

    Nelle prime tre solo la tua locuzione è divisa in sillabe solo prima dell’apostrofo e non dopo; nelle seconde tre sono divise in sillabe tutte.

    Il file è stato composto con i font EB Garamond, ma non sembra quello il problema, confesso di non avere provato con altri font.

    Ma la spiegazione è la seguente: entrabi i set sono stati composti con xelatex senza specificare l’opzione [tt] [Ligatures=Tex] [/tt] nello specificare il main font

    I primi tre esempi hanno come apostrofo l’apostrofo ASCII; le seconde tre l’apostrofo utf8.

    Solo nel secondo caso la sillabazione funziona correttamente, mentre nel primo caso solo la tua espressione funziona con una sola divisione prima di “st”.

    Tini presente che l’algoritmo normale di sillabazione non divide una sillaba iniziale o finale di una parola se è formata da meno lettere di quanto specificato nei contatori \lefthyphenmin e \righthyphenmin; in italiano entrambi questi due parametri sono posti uguali a 2; quindi tanto per esemplificare la parola “idea” non viene divisa in sillabem sebbene la grammatica dica che la si può dividere in i-de-a, ma come vedi la prima e l’ultima sillaba sono di una sola lettera, quindi la parola non viene divisa “tipograficamente.

    Per TeX una parola comincia dopo un segno non alfabetico e termina con l’ultima lettera prima di un segno non alfabetico (ci sono delle ulteriori limitazioni, ma non preoccupiamoci di questi ukteriori casi) La parola deve essere composta di lettere alfabetiche e di altri segni, purché abbiano un codice di lettera minuscola pari a qualcosa diverso da 0. È chiaro che virgole, punti, apostrofi, parentesi, non hanno spontaneamente un carattere “minuscolo” che corrisponda loro; le lettere dell’alfabeto, anche accentate invece hanno il corrispondente minuscolo e maiuscolo. Con pdflatex l’apostrofo, per funzionare in italiano, francese, catalano, romancio, friulano, piemontese, ecc. — lingue di cui ho costruito i file di pattern, tranne il francese e il catalano sui file di pattern delle quali oggi non appaiono più le mie mani, ma a suo tempo, molto tempo fa, avevo creato i file di pattern anche per quelle lingue).
    Con pdflatex quelle tre locuzioni vengono divise in sillabe correttamente, perché l’apica ASCII, da usare come apostrofo, ha il codice di lettera minuscola diverso da zero.

    Con xelatex il codice di lettera minuscola ce l’ha solo l’apostrofo vero che ha un indirizzo esadecimale unicode del tipo “2039 (non lo ricordo a memoria); il secondo gruppo di esempi ha l’apostrofo unicode nel file sorgente e viene diviso in sillabe completamente; Invece nel primo insieme di esempi l’apostrofo ASCII non avendo il codice di lettera minuscola termna la parola che TeX può dividere in sillabe; quindi delle divisioni grammaticali que-st, del-l, e bel-l, accetta solo la prima, perché l’ultima “sillaba” ha due lettere, mentre non accetta lgli altri due casi perché l’ultima sillaba ha una sola lettera; quello che segue l’apice ASCII per TeX non è più parte di una parola finché non incontra lo spazio, dopo di che l’algoritmo di cesura ricomincia la ricerca dell’inizio di un’altra parola.

    Se però nel caricare il tuo font OpenType con cui stai componendo il tuo scritto inserisci l’opzione [Ligatures=TeX], oppure imposti questa dichiarazione com default, anche l’apice ASCII vien trattato come l’apostrofo unicode e tutto funziona liscio.

    Prova a ricomporre il tuo esempio specificando l’opzione e vedrai che la composizione con pdflatex e xelatex vengono se non uguali, almeno molto simili.

    Ciao
    Claudio

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