Ciao,
Agliuto, non sono molto d’accordo con te. 🙂
AgliutoNel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
Forse ti riferisci alla tabella 4 a pagina 22. Quella tabella viene indicata nel paragrafo 3.3. Lì, nel primo capoverso si dice:
Il loro numero dipende dalla complessità del documento, ma è importante sapere che a parte il file [tt].bib[/tt] non vanno toccati […]
Mi pare che la frase, insieme al capoverso, sia chiara: ciò che l’utente modifica sono i file .tex (ovviamente) e i file .bib. Niente di più riassuntivo.
AgliutoSempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
Proprio all’inizio del capitolo 3 c’è un codice minimo compilabile. Quel codice viene prima delle spiegazioni ed è chiaramente usabile prima di andare a leggersele. Anche se, personalmente non mi piace affatto usare del codice a “scatola chiusa”, ovvero senza comprendere effettivamente quel che va a fare. Un conto è se quel codice riguarda cosa piuttosto complesse, ma non è questo il caso.
AgliutoI dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
Direi che il termine “dettagli” è del tutto opinabile. Comunque, se la pensi così, sei liberissimo di scorrere avanti le pagine e passare a qualcosa che desti il tuo interesse.
AgliutoNel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee.
Non vedo dove possa esserci confusione, davvero. Le spiegazioni sono molto chiare.
AgliutoNel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
Qui ti do in parte ragione. In effetti potrebbe essere utile dare quell’informazione all’inizio del paragrafo. Come avrai capito, comunque, le immagini “in testo” non sono errate a priori. Solo, i casi in cui non lo sono sono davvero pochissimi, e quando si decide di inserire un’immagine “in testo” bisogna farlo con cognizione di causa. Comunque, direi che in questo caso non hai affatto tutti i torti (seppure quel paragrafetto è davvero molto breve e il tempo che si “perderebbe” è davvero pochissimo).
AgliutoConsiderazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).
Ti garantisco che leggendo tesi di studenti che hanno usato un word processor, quelle cose non sono affatto superflue.
Come lettore dell’Arte torno a ripetere che per chi vuole iniziare a usare LaTeX è la migliore guida in assoluto che ci sia. Credo che il saper usare il PDF di una guida sia essenziale per riuscire a trovare quello che si cerca (sempre che ci sia) in poco tempo. L’uso combinato dell’indice e della funzione “trova” mi ha fatto e mi fa risparmiare molto tempo. A mio avviso l’Arte ha due “modi d’uso”: 1) leggerla per intero al fine di avere una visione completa del programma LaTeX, del suo uso e anche di tante preziose nozioni di diverso carattere (uno su tutti quello tipografico) e 2) l’uso dell’indice e della funzione “trova” per trovare in breve tempo “come faccio a fare quella cosa”.
Queste sono solo le mie opinioni e capisco che uno può anche non condividerle per niente, ma credo che in linea di massima rispecchino ciò che pensano diversi altri utenti di questo forum.
Ciao e buona giornata, 🙂
Marco.