- Questo topic ha 18 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 13 anni, 4 mesi fa da
lorenzo.pantieri.
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6 Aprile 2013 alle 9:35 #84525::
Ciao, sto cercando di scrivere la tesi con LaTex ma ho trovato diversi problemi, per cui vorrei fare una serie di domande generiche.Considerando che uso Windows 7, le domande sono:
1) mi consigliate un editor a prova di stupido che abbia incluso anche il compilatore e lo scaricamento automatico dei pacchetti? Ho provato vari editor ma ho avuto diversi problemi “tecnici”. In ultimo dice che manca il pacchetto toptesi nonostante lo riscarichi ogni volta che lo chiede.
2) mi consigliate una guida super elementare? Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.Grazie!
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AutoreRisposte
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6 Aprile 2013 alle 9:49 #84526::
Benvenuto nel forum.Direi che sei un po’ troppo stringato nel dire che hai provato diversi editor che contengano anche il compilatore, ma nonostante tutto anche se carichi toptesi, non te lo trova.
1) l’editor e il complatore sono due cose diverse e distinte che vanno installate separatamente
2) nessun editor contiene il compilatore
3) quali editor hai provato?
4) quale installazione del sistema TeX hai eseguito?
5) se hai installato MiKTeX, hia installato al versione di base o quella completa?
6) toptesi fa prte nromalmente do ogni installazione, forse non in quelle di base
7) per installare un pacchetto su una installazione INCOMPLETA bisogna usare l’apposito programma/wizard/manager realtivo alla particolare distribuzione del sistema TeX che hai installato.
Vedi quindi che se sei reticente, è difficile aiutarti.
Io non ho scritto l’Arte di scrivere con LaTeX;, ma la trovo una guida chiarissima per chi è abituato a leggere. Vale la pena di spenderci due giorni e poi partire con il lavoro, che non prendere un “bigino” di poche pagine che non ti permette di capire niente di come funziona LaTeX; il tempo che consumi leggendo l’Arte, lo guadagni dopo e non hai idea di quanto ne guadagni.
Ricorda LaTeX (e il sistema TeX in generale) non è Word!
Con Word puoi permetterti di aprirlo e cominciare subito a scrivere, ma Word è un word processor, LaTeX è un programma di composizione tipografica.
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6 Aprile 2013 alle 10:05 #84527::
Ho provato 4 editor, ognuno mi dava un problema diverso:
-Led, mi diceva che non trovava il compilatore. Ho provato a smanettare un po’ ma niente
-con Winedt ho avuto problemi con il dizionario di italiano.
-Ora sto usando Texstudio e Texworks ma mi dicono entrambi che manca il pacchetto toptesi. Ma io l’ho installato.Tutto ciò più di un mese fa.
Ora vorrei ricominciare da zero; per la vostra esperienza, con quale programma mi conviene cominciare?
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6 Aprile 2013 alle 10:24 #84528::
Ciao e benvenuto 🙂Ricominciando proprio da zero, io ti consiglierei per prima cosa di installare TeXLive come distribuzione: è completa, ha tutti i pacchetti e quindi non avrai più il problema di installare al volo quello che ti manca (e ricordati anche di aggiornarla).
Dopo avere installato la distribuzione, installa un editor. Trovi una lista completa su http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_TeX_editors (io personalmente uso TeXMaker, ma ce ne sono di altrettanto validi come TeXworks, Emacs eccetera). Con una piccola ricerca sul forum potrai anche leggere diversi topic sull’argomento.
Infine, nota che le considerazioni sull’Arte non sono un “partire per la tangente”, ma utili suggerimenti. Tienili da conto!
Ciao
Claudio
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6 Aprile 2013 alle 10:30 #84529::
Ciao Agliuto,benvenuto sul forum anche da parte mia. 🙂
AgliutoOra vorrei ricominciare da zero; per la vostra esperienza, con quale programma mi conviene cominciare?
Direi con LaTeX. Il primo passo è di scaricare TeX Live e di installarla (scarica l’immagine ISO che trovi a questa pagina). Questo è tutto ciò di cui hai strettamente bisogno per scrivere i tuoi documenti con LaTeX. Potresti usare benissimo anche Blocco Note (c’è chi lo fa).
Per quanto riguarda l’editor, invece, ti posso dire che io mi trovo benissimo con TeXstudio. Il problema che esponi (un pacchetto che manca) non ha nulla a che vedere con l’editor che usi.
Per la mia esperienza il fatto di “perdere” anche non due ma cinque giorni a leggere un’eccellente guida qual è l’ “Arte” è la cosa migliore. È senza ombra di dubbio la miglior guida che ci sia per iniziare a usare LaTeX, ed è scritta in una maniera per cui la lettura risulta molto scorrevole. Quando finisci di leggerla avrai tutte le nozioni necessarie per usare LaTeX ad un livello davvero ben più che discreto, ma non solo. Avrai acquisito anche importanti nozioni di tipografia (se il risultato tipografico non t’interessa allora ti scoraggio dall’usare LaTeX e ti consiglio l’uso di un normale word processor). Come potresti farmi notare, ha tante pagine. Comunque non è necessario leggerle tutte, almeno all’inizio. Per esempio, potresti tralasciare il capitolo relativo ai grafici. Direi che è “d’obbligo” leggere l’Arte almeno fino al punto in cui si parla della creazione del proprio “primo documento” con LaTeX. Tieni conto che se non leggi l’Arte e continui a usare lo stesso LaTeX, prima o poi potresti ritrovarti a creare nuove discussioni qui sul forum su cose che sono date per assodate e direi anche ovvie (vedi ad esempio il tormentone dei margini, il posizionamento delle immagini, …).
Spero di essere stato utile. Ti auguro un buon proseguimento con LaTeX e un buon week end! Ciao, 🙂
Marco.
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6 Aprile 2013 alle 11:31 #84530::
Agliuto” post=83917Ho provato 4 editor, ognuno mi dava un problema diverso:
-Led, mi diceva che non trovava il compilatore. Ho provato a smanettare un po’ ma niente
-con Winedt ho avuto problemi con il dizionario di italiano.
-Ora sto usando Texstudio e Texworks ma mi dicono entrambi che manca il pacchetto toptesi. Ma io l’ho installato.Tutto ciò più di un mese fa.
Ora vorrei ricominciare da zero; per la vostra esperienza, con quale programma mi conviene cominciare?1) Led è un editor di categoria archeologica; è anche difficile da trovare in rete; qualcuno te l’ha indicato e quel qualcuno è di categoria archeologica anche lui.
2) WinEdt è uno dei migliori editor sul mercato; è shareware, quindi tocca tirare fuori una quarantina di dollari per acquistarlo dopo un mese di prova (sempre che dai miei tempi i 40$ non siano aumentati); Il suo problema con i dizionari non è l’installazione, ma la lettura della documentazione di WinEdt; senza leggere la documentazione è facile fare pasticci; la gestione dei dizionari è forse più complessa che per altri editor, ma consente di definirsi anche un serie di dizionari di tipo diverso che possono funzionare contemporaneamente. il problema del dizionario italiano ´che le parole tronche non sono accentate, quindi all’inizio le da tutte per sbagliate; Basta aggiungerle con un “point and click” al disionario User, e dopo pochissimo tempo le parole tronche che si usano più spesso diventano tutte valide visto che compaiono con l’accento nel dizionario User.
3) TeXstudio e TeXworks sono fra i migliori editor “LaTeX friendly” di tipo multipiattaforma esistenti in rete. Probabilmente TeXstudio piace di più perché ha un maggior numero di barre degli strumenti. Sta tranquillo che se toptesi fosse installato bene, LaTeX lo troverebbe; è LaTeX che usa i pacchetti, non TeXstudio o TeXworks o qualunque altro editor, fosse anche l’onnipotente Emacs.
4) Installare un pacchetto da usare con LaTeX va fatto in modo delicato e con molta attenzione; è per questo che:
a) conviene installare TeX Live che è una installazione completa;Naturalmente va aggiornata periodicamente;
b) se non vuoi rinunciare a MiKTeX devi configurarlo come si deve perché sia lui ad auto installarsi i pacchetti che tu vuoi usare; oppure installi a mano mediante l’apposito Wizard (il fatto che si chiami Wizard dovrebbe dirtela tutta: come sai wizard vuol dire mago, quindi l’installazione richiede alcune magie).
c) se volessi installare toptesi o qualunque altro pacchetto senza usare il Wizard, dopo averlo scaricato da CTAN, devi aprirne il file zip e leggere il file README (non usare BloccoNote (NotePad) perché non gestisce correttamente i byte di fine riga diversi da quelli che usa Windows; usa invece Wordpad); bisogna capire che cosa c’è scritto in un inglese decente ma non di un anglofono, ed eseguire passo passo quello che c’è scritto; bisogna avere molto metodo, conoscere molto bene il proprio PC, sapere come creare cartelle e alberi di cartelle, avere attenzione ad ogni minimo dettaglio, compreso quello di ricordare di eseguire l’aggiornamento del data base dei nomi dei file, perché senza questo aggiornamento LaTeX non riuscirà mai a trovare nessun nuovo pacchetto; bisogna disporre anche di una buona dose di masochismo, perché fare a mano quello che l’apposito Wizard sa fare meglio e con pochi click di mouse richiede appunto una buona dose di masochismo. Quel che è peggio, però, è che se l’installazione non è fatta a regola d’arte (come sa fare il Wizard) nessun programma di compilazione del sistema TeX (non l’editor, ma LaTeX, insomma) riuscirà mai a trovare né toptesi, né nessun altro pacchetto di post-installazione.Ricapitolando e per ricominciare da capo:
1) Disinstalla MiKTeX;
2) installa TeX Live come ti è stato suggerito in un altro post;
3) Configura TeXStudio e TeXworks perché sappiano dove trovare le radici degli alberi di cui hanno bisogno per compilare, vedere il risultato, creare indici analitici, confezionare la bibliografia, eccetera.Poi come interfaccia di lavoro usa quello dei due editor che preferisci; sono entrambi eccellenti; il primo lavora principalmente con molte barre degli strumenti e le loro icone; il secondo prevalentemente con menù a discesa; secondo me il secondo ha un visualizzatore sincrono di file PDF più versatile del primo èd è più facile eseguire la compilazione; ma è una questione di gusti, non c’è nessun motivo per preferire l’uno o l’altro e io li uso entrambi. Per il lavoro di tutti i giorni, visto che sono su un Mac, preferisco usare TeXShop, che però lavora solo sul Mac, e non lavora su Windows.
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11 Aprile 2013 alle 5:17 #84531::
Agliuto” post=83915
2) mi consigliate una guida super elementare? Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.Dubito che una guida come quella che desideri abbia molto senso. Una guida “super elementare” non potrebbe far altro che presentare l’ABC di LaTeX. Il problema è che tutti, prima o poi, vogliono sfruttare LaTeX un po’ più a fondo e personalizzarlo. Prima o poi è fatale porsi domande di questo genere:
0. Come installo LaTeX? Come lo aggiorno?
1. I font predefiniti non mi vanno: come posso cambiarli?
2. Idem per i margini.
3. Idem per il frontespizio.
4. Come produco i link?
5. Come coloro questo e quello?
6. Voglio inserire un’immagine: come faccio?
7. Voglio mettere un’immagine “lì”: come si fa?
8. Voglio inserire due immagini affiancate, ciascuna con la propria didascalia.
9. Ah, le didascalie predefinite non mi piacciono: come le personalizzo?
10. Devo scrivere una tabella fatta così e cosà.
11. Devo inserire un codice (ma ci vorrei dietro un bello sfondo grigino, con le parole chiave colorate).
12. Devo fare un disegno: c’è modo di farlo con LaTeX?
13. Come scrivo “quel” simbolo e “quella” formula matematica?
14. Come si fanno bibliografia e indice analitico?
15. Eccetera eccetera eccetera.Domande di questo genere se le fanno tutti, prima o poi. (Fidati: abbiamo un’esperienza pluriennale nell’uso del programma e nella frequentazione del forum). Ecco allora che una guida minimale ti lascia fatalmente a piedi. Al che ti tocca cercare su Internet, chiedere sul/sui forum, perdendo inevitabilmente una montagna di tempo.
Una volta un forumista ha scritto: “Non pensare di risparmiare tempo non leggendo l’Arte: è anzi vero il contrario”.
Sono d’accordo con lui! 🙂
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11 Aprile 2013 alle 6:58 #84532::
Agliuto” post=83915Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.
Grazie! 🙂
Potresti, per favore farci qualche esempio dei nostri viaggi per la tangente e poi riformulare il testo, per farci vedere come lo vorresti scritto? Per noi è importante.
Ciao
Tommaso
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13 Aprile 2013 alle 11:07 #84533::
Allora innanzitutto volevo dire che ho risolto il 90% dei problemi, ora sto scrivendo la tesi, grazie a tutti per il supporto.
Relativamente alla guida, avendo già esperienza del linguaggio Mediawiki mi aspettavo una guida del tipo: “il comando per fare il capitolo è questo, il comando per fare il grassetto è quest’altro, Amen”. Io sono più per un approccio del tipo: faccio dei testi molto elementari e dopo, se mi interessa, approfondisco.
Quindi a domande tipo “Come produco i link?”, “Come coloro questo e quello?” dico che queste sono funzioni successive, non di certo funzioni base.In realtà il mio errore è stato anche quello di leggere la guida da PC (come feci quando imparai il linguaggio Mediawiki) quando invece era meglio stamparla fin da subito.
Pertanto i miei suggerimenti vanno visti per fare una “Guida in 5 minuti” consultabile anche da PC.Io sarei partito da subito mostrando un codice di questo tipo
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
\author{autor1 \and aut2}
\title{titolo}
\maketitle\chapter{capitolo 1}
\section{un paragrafo}
contenuto\chapter{capitolo 2}
\section{un paragrafo}
contenuto\section{un paragrafo}
contenuto\end{document}
poi avrei fatto un esempio simile inserendo il codice per fare una tabella banale e uno per una figura.
“Ma questo è molto riduttivo” direte voi. Vero, ma paradossalmente questo è il 90% di quello che serviva sapere a me (e, immagino, a molti altri) e che era sparso in un elenco molto lungo di comandi la maggior parte dei quali non mi serviva.
Esempi di digressioni:
– Nel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
– Sempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
– I dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
– Nel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee. Cose come “il giusto spazio tra le parole” o “la sillabazione dei termini” secondo me sono un passo successivo.
– Nel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
– Considerazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).In verità io sono perplesso anche sui programmi usati da LaTex (non sul linguaggio). Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.
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13 Aprile 2013 alle 12:19 #84534::
Ciao,Agliuto, non sono molto d’accordo con te. 🙂
AgliutoNel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
Forse ti riferisci alla tabella 4 a pagina 22. Quella tabella viene indicata nel paragrafo 3.3. Lì, nel primo capoverso si dice:
Il loro numero dipende dalla complessità del documento, ma è importante sapere che a parte il file [tt].bib[/tt] non vanno toccati […]
Mi pare che la frase, insieme al capoverso, sia chiara: ciò che l’utente modifica sono i file .tex (ovviamente) e i file .bib. Niente di più riassuntivo.
AgliutoSempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
Proprio all’inizio del capitolo 3 c’è un codice minimo compilabile. Quel codice viene prima delle spiegazioni ed è chiaramente usabile prima di andare a leggersele. Anche se, personalmente non mi piace affatto usare del codice a “scatola chiusa”, ovvero senza comprendere effettivamente quel che va a fare. Un conto è se quel codice riguarda cosa piuttosto complesse, ma non è questo il caso.
AgliutoI dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
Direi che il termine “dettagli” è del tutto opinabile. Comunque, se la pensi così, sei liberissimo di scorrere avanti le pagine e passare a qualcosa che desti il tuo interesse.
AgliutoNel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee.
Non vedo dove possa esserci confusione, davvero. Le spiegazioni sono molto chiare.
AgliutoNel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
Qui ti do in parte ragione. In effetti potrebbe essere utile dare quell’informazione all’inizio del paragrafo. Come avrai capito, comunque, le immagini “in testo” non sono errate a priori. Solo, i casi in cui non lo sono sono davvero pochissimi, e quando si decide di inserire un’immagine “in testo” bisogna farlo con cognizione di causa. Comunque, direi che in questo caso non hai affatto tutti i torti (seppure quel paragrafetto è davvero molto breve e il tempo che si “perderebbe” è davvero pochissimo).
AgliutoConsiderazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).
Ti garantisco che leggendo tesi di studenti che hanno usato un word processor, quelle cose non sono affatto superflue.
Come lettore dell’Arte torno a ripetere che per chi vuole iniziare a usare LaTeX è la migliore guida in assoluto che ci sia. Credo che il saper usare il PDF di una guida sia essenziale per riuscire a trovare quello che si cerca (sempre che ci sia) in poco tempo. L’uso combinato dell’indice e della funzione “trova” mi ha fatto e mi fa risparmiare molto tempo. A mio avviso l’Arte ha due “modi d’uso”: 1) leggerla per intero al fine di avere una visione completa del programma LaTeX, del suo uso e anche di tante preziose nozioni di diverso carattere (uno su tutti quello tipografico) e 2) l’uso dell’indice e della funzione “trova” per trovare in breve tempo “come faccio a fare quella cosa”.
Queste sono solo le mie opinioni e capisco che uno può anche non condividerle per niente, ma credo che in linea di massima rispecchino ciò che pensano diversi altri utenti di questo forum.
Ciao e buona giornata, 🙂
Marco.
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13 Aprile 2013 alle 12:58 #84535::
Ti rispondo solo su un paio di cose.Agliuto” post=84167
– Nel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.Molti utenti principianti di LaTeX fanno una gran fatica a capire la differenza tra oggetti in testo e fuori testo, confondono “tabular” con “table” e “\includegraphics” con “figure”. Quando hanno bisogno di inserire una tabella o un’immagine “lì” (qualche volta capita), molti rimangono spiazzati dal fatto che basta scrivere \includegraphics o \begin{tabular} dove si vuole. Proprio per evitare questo comunissimo fraintendimento abbiamo messo subito le mani avanti.
Agliuto” post=84167Sempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
In realtà, se cerchi qui sul forum “fontenc”, “caratteri accentati” e “font sgranati” troverai molte decine di topic. Evidentemente tutte quelle domande sono indice di un problema: le due paginette dell’Arte sintetizzano problema e soluzione.
Agliuto” post=84167In verità io sono perplesso anche sui programmi usati da LaTex (non sul linguaggio). Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.
Ecco un altro errore comune: molti confondono l’editor, il motore e il visualizzatore di PDF, che sono cose ben distinte (il programma per aggiornare la distribuzione è altra cosa ancora). È comune sentire un principiante di LaTeX che alla domanda “che distribuzione di LaTeX usi?’” risponde “beh, io uso WinEdt!”. Per inciso, tutto ciò mi ricorda un mio conoscente, utente PC, che alla domanda “che versione di Windows usi?” rispose “non saprei, sul computer c’è scritto Compaq Presario!”.
Riguardo a “dividere le cose facili da quelle avanzate” l’abbiamo fatto eccome.
Mi pare, scusa per la franchezza, che tu chieda l’impossibile: una guida di poche pagine che permetta di usare LaTeX “in cinque minuti” per scrivere un documento significativo non si può scrivere. LaTeX è usato scrivere (diverse tipologie di) documenti “seri”. Una guida di pochissime paginette del tipo “fai questo, fai quello” ti lascia inevitabilmente a piedi appena vuoi andare un po’ fuori dal seminato. A quel punto ti tocca cercare/chiedere sul forum o su altre guide, perdendo inevitabilmente un mare di tempo. L’Arte, invece, ti permette di comporre documenti meravigliosi e significativi, capendo (non trascurabile!) come funzionano le cose.
Ah, capire come funzionano le cose non è una perdita di tempo (ecco per esempio perché spieghiamo i vari file con cui si ha a che fare con LaTeX).
È un po’ la differenza che c’è tra studiare su un bignamino o su un libro “vero”… Il bignamino fa semplificazioni drastiche (“Platone è idealista e Aristotele realista”, “Pascal è per il cuore e Cartesio per la ragione”, “Foscolo è classico e Leopardi romantico”), sostanzialmente sbagliate, buone al massimo per fare l’esame di terza media… 😉
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13 Aprile 2013 alle 16:13 #84536::
Agliuto” post=84167Allora innanzitutto volevo dire che ho risolto il 90% dei problemi, ora sto scrivendo la tesi, grazie a tutti per il supporto.
Relativamente alla guida, avendo già esperienza del linguaggio Mediawiki mi aspettavo una guida del tipo: “il comando per fare il capitolo è questo, il comando per fare il grassetto è quest’altro, Amen”. Io sono più per un approccio del tipo: faccio dei testi molto elementari e dopo, se mi interessa, approfondisco.
Quindi a domande tipo “Come produco i link?”, “Come coloro questo e quello?” dico che queste sono funzioni successive, non di certo funzioni base.In realtà il mio errore è stato anche quello di leggere la guida da PC (come feci quando imparai il linguaggio Mediawiki) quando invece era meglio stamparla fin da subito.
Pertanto i miei suggerimenti vanno visti per fare una “Guida in 5 minuti” consultabile anche da PC.Io sarei partito da subito mostrando un codice di questo tipo
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
\author{autor1 \and aut2}
\title{titolo}
\maketitle\chapter{capitolo 1}
\section{un paragrafo}
contenuto\chapter{capitolo 2}
\section{un paragrafo}
contenuto\section{un paragrafo}
contenuto\end{document}
poi avrei fatto un esempio simile inserendo il codice per fare una tabella banale e uno per una figura.
“Ma questo è molto riduttivo” direte voi. Vero, ma paradossalmente questo è il 90% di quello che serviva sapere a me (e, immagino, a molti altri) e che era sparso in un elenco molto lungo di comandi la maggior parte dei quali non mi serviva.
Esempi di digressioni:
– Nel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
– Sempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
– I dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
– Nel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee. Cose come “il giusto spazio tra le parole” o “la sillabazione dei termini” secondo me sono un passo successivo.
– Nel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
– Considerazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).In verità io sono perplesso anche sui programmi usati da LaTex (non sul linguaggio). Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.
Ciao,
grazie per i tuoi consigli 🙂 Come aiutante di Lorenzo nello scrivere la guida in oggetto, mi sento chiamato in causa. Scrivere un documento di 10 pagine per insegnare a usare LaTeX forse è possibile, ma ha poco senso. Come dice Lorenzo, inevitabilmente si deve ricorrere a un aiuto esterno appena c’è bisogno di una cosa che non c’è nelle 10 pagine. Si chiede all’amico o al forum.Del resto, non esiste nemmeno la guida omnicomprensiva a LaTeX, perché sarebbe talmente ponderosa da scoraggiare chiunque.
La sfiga dell’Arte è che è pensata come una guida da leggere dall’inizio alla fine, come se fosse un romanzo (noiosissimo). Non so nemmeno siamo riusciti in quest’intento, ma ti assicuro che non è facile decidere ogni anno cosa levare e cosa mettere. Ci sono mesi in cui con Lorenzo ci scriviamo anche dieci volte al giorno.
C’è una cosa, da dire, però: ogni anno cerchiamo di fare del nostro meglio, e segnaliamo sempre le novità, e chiediamo di leggerle e di darci consigli, ma di consigli ne arrivano pochi. Il consiglio che diamo noi è di leggerla, specie se si è alle prime armi. E ti assicuro che se l’Arte di scrivere con LaTeX venisse letta almeno nelle parti fondamentali, MOLTI messaggi su questo forum sarebbero risparmiati. Ma si leggono SEMPRE le stesse domande a cui si danno SEMPRE le stesse risposte: leggiti una guida, qualunque, che questa cosa che chiedi c’è scritta dappertutto. Poi, nel grande mare delle guide in inglese, l’Arte è in italiano, cioè una rarità: allora si dice leggiti l’Arte. Mica perché sia la migliore guida a LaTeX in circolazione.
Del resto, i consigli che ti ha dato OldClaudio qualche giorno fa sono gli stessi che diamo noi nella guida: non usare MiKTeX, usare TeXworks o TeXstudio. E li ha dati a te che hai detto di trovarti male (legittimamente) con l’Arte. Ma l’hai letta almeno una volta? 🙂
Se si leggesse la nostra guida, non si diventerebbe maghi del programma, ma si riuscirebbe a scrivere un documento completo e dignitoso, e complesso almeno come una tesi di laurea: frontespizio, sezioni, bibliografia, indice analitico, tabelle, figure, matematica, eccetera.
Allora dico: avete provato mai a seguire le nostre istruzioni fino in fondo, prima di chiedere aiuto qui? Lo avete fatto e il meccanismo si è inceppato a un certo punto? Allora ditecelo, per favore, così da migliorarla. Noi che la lavoriamo, forse spesso non vediamo le cose dall’esterno. Non credo che molti lo facciano, a giudicare dalle domande.
Ecco perché le tue osservazioni ci sono tanto più preziose, grazie 🙂 Sono tra le poche puntuali e critiche. Il punto di vista è il tuo e lo rispetto. Proverò a sfrondare del superfluo la guida per ridurla al midollo. Vediamo che viene fuori. Ma sono sicuro che appena uno vuole scrivere in una lingua che richiede un’altra codifica, per esempio, chiederà aiuto qui. E magari per quel qualcuno scrivere in cirillico con la codifica OT2 era IMPORTANTE tanto quanto per te non sapere a che serve il pacchetto inputenc. Vedi che è difficile decidere cosa levare. E ti accorgi che quella frase a metà, del tipo “esistono altre codifiche oltre a T1, e servono per scrivere in lingue non latine”, che tu giudicavi superflua per te, può mettere un grillo nella testa dell’utente e attivarlo per cercare autonomamente quali altre codifiche esistono, e capire da solo che basta scrivere OT2 al posto di T1. E così via 🙂
A volte a me e a Lorenzo sembra di svolgere un esercizio erudito solo per noi, tanto che ci diciamo: ma sì, tanto non la legge nessuno 🙂
La versione 2013 conterrà molte novità, ma si vedrà dopo l’estate. Non vi piacerà? Ditecelo, e diteci come migliorare. Ad ogni modo, tutto quello che hai chiesto nell’Arte c’è.
Ciao
Tommaso
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13 Aprile 2013 alle 16:15 #84537::
Agliuto” post=83915Ciao, sto cercando di scrivere la tesi con LaTex ma ho trovato diversi problemi, per cui vorrei fare una serie di domande generiche.
Considerando che uso Windows 7, le domande sono:
1) mi consigliate un editor a prova di stupido che abbia incluso anche il compilatore e lo scaricamento automatico dei pacchetti? Ho provato vari editor ma ho avuto diversi problemi “tecnici”. In ultimo dice che manca il pacchetto toptesi nonostante lo riscarichi ogni volta che lo chiede.
2) mi consigliate una guida super elementare? Finora ho seguito “L’arte di scrivere con Latex” di Pantieri e Gordini ma mi ci sono trovato veramente male. Preferirei qualcosa con meno incisi, più sintetico tipo libretto di istruzioni, e che non parta per la tangente ogni 2 righe.Grazie!
Vedi? Tanto per citarti, qui confondi editor, compilatore e programma di scaricamento. Nell’Arte c’è scritto chiaramente che sono tre cose DIVERSE. Io sono un insegnante di Liceo e basta, ma se un mio alunno mi fa questa domanda dopo che mi ha detto “ma io ho studiato” (e tu hai detto di aver letto l’Arte) io gli dico certe cose 🙂
Ciao
Tommaso
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13 Aprile 2013 alle 20:54 #84538::
mi consigliate un editor a prova di stupido che abbia incluso anche il compilatore e lo scaricamento automatico dei pacchetti?
…
Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.Il programma che cerchi si chiama MS Word.
Il quale, quando c’è qualche aggiornamento lo scopre da solo ma non se lo installa; devi cliccare tu qualcosa e lui chiede al sistema operativo di lanciare un programmino che ti scarichi l’aggiornamento e te lo installi. Ma hai fatto una installazione di Word di base? poi cerchi le funzioni statistiche che non vengono installate nella distribuzione di base? allora devi prendere i dischi di installazione di MS Office e scaricare quegli ulteriori pacchetti., Se ci riesci…; tu magari ci riesci, ma conosco molti utenti di quella suite che vengono a chiedere a me come si fa, e rimangono delusi nel sentire che io uso una macchina che è diversa dai PC Windows e che io uso raramente una versione di MS Office che, anche se ha lo stesso nome, non è identica a quella che viene usata sulla sua macchina.
Vedi, nemmeno Word, che è più user friendly del sistema TeX, evita di richiedere delle altre azioni difficili da fare; ammetto che senza leggere una guida come l’Arte, anch’io, da principiante, installerei MiKTeX, versione di base; ma poi bestemmierei come un dannato quando mi accorgessi di avere bisogno di un certo pacchetto ma che non ho accesso alla rete. Perché credi che nell’Arte ci sia scritto “installa TeX Live completa”. Proprio per evitare le bestemmie.
E leggendo ben bene l’Arte si capirebbe che LaTeX è un programma di composizione tipografica, non è un Word processor; che l’editor, il compilatore, il visualizzatore e il manager sono quattro cose distinte con funzioni diverse; anzi, ci sono tanti editor, la distribuzione TeX consente di usare una dozzina di programmi di compilazione, di visualizzatori ce ne sono tanti, solo il manager è uno solo specifico per ciascuna distribuzione.
Vuoi qualcosa di più “user friendly”, ma vuoi usare il linguaggio LaTeX. Non esiste, ma non è colpa nostra; ogni distribuzione TeX è fatta così.
Nemmeno LyX, che è la sirena che attrae i naviganti della composizione tipografica, funzionerebbe senza avere installata anche una distribuzione TeX. Vuoi provare LyX? Provalo, ma poi non chiedere sul forum come si fa questo e come si fa quello; qui al forum si è consigliato chiaro e tondo di non usare LyX, c’è scritto anche nell’Arte, proprio perché rende facili le cose banali che tu vorresti avere in una guida, ma ti rinchiude nella sua gabbia e non riesci ad uscirne se non ti studi LaTeX: e allora a cosa serve LyX, se poi devi studiarti LaTeX lo stesso?
@IlLinguista1972 ti ha detto che terrà in conto le tue osservazioni per la prossima edizione dell’arte. Certo dovrà ricorrere a compromessi, e certo non vorrà includere come capitolo 1 il bignamino scritto per i soci del GuIT e distribuito alcuni anni fa agli iscritti, che contiene un unico foglio UNI A4, scritto fronte-retro, con i 100 comandi più comuni; anche quel foglio promemoria non si capisce se già non si conosce LaTeX. LaTeX è troppo complesso per stare in un bignamino di poche pagine. Esiste poi un testo scaricabile dalla rete intitolato LaTeX per l’impaziente, ma per impaziente che uno sia si ritrova tra le mani un testo di circa 130 pagine; non è un bignamino, ma non è nemmeno l’Arte. È del 2008, ma secondo me, pur essendo ben fatto, si rifà a concetti software che erano aggiornati 5 anni fa, e non riflettono l’enorme sviluppo che i programmi di compilazione delal distribuzione TeX Live hanno avuto in questi 5 anni; ma come via di mezzo fra un bignamino e l’Arte può andare.
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14 Aprile 2013 alle 10:11 #84539::
Ciao,illinguista1972″ post=84178
Allora innanzitutto volevo dire che ho risolto il 90% dei problemi, ora sto scrivendo la tesi, grazie a tutti per il supporto.
Relativamente alla guida, avendo già esperienza del linguaggio Mediawiki mi aspettavo una guida del tipo: “il comando per fare il capitolo è questo, il comando per fare il grassetto è quest’altro, Amen”. Io sono più per un approccio del tipo: faccio dei testi molto elementari e dopo, se mi interessa, approfondisco.
Quindi a domande tipo “Come produco i link?”, “Come coloro questo e quello?” dico che queste sono funzioni successive, non di certo funzioni base.In realtà il mio errore è stato anche quello di leggere la guida da PC (come feci quando imparai il linguaggio Mediawiki) quando invece era meglio stamparla fin da subito.
Pertanto i miei suggerimenti vanno visti per fare una “Guida in 5 minuti” consultabile anche da PC.Io sarei partito da subito mostrando un codice di questo tipo
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
\author{autor1 \and aut2}
\title{titolo}
\maketitle\chapter{capitolo 1}
\section{un paragrafo}
contenuto\chapter{capitolo 2}
\section{un paragrafo}
contenuto\section{un paragrafo}
contenuto\end{document}
poi avrei fatto un esempio simile inserendo il codice per fare una tabella banale e uno per una figura.
“Ma questo è molto riduttivo” direte voi. Vero, ma paradossalmente questo è il 90% di quello che serviva sapere a me (e, immagino, a molti altri) e che era sparso in un elenco molto lungo di comandi la maggior parte dei quali non mi serviva.
Esempi di digressioni:
– Nel capitolo 3 c’è un elenco dei file con cui si ha a che fare. Serve? Basta dire quali sono i file che devo aprire e basta. Poi se mi interessa saperlo approfondisco.
– Sempre nel 3 c’è la spiegazione di \usepackage[T1]{fontenc} e \usepackage[utf8]{inputenc}. Anche qui, dimmi che devo inserirlo e basta, rimandando a dopo per capire a cosa servono.
– I dettagli come interlinea, testatine, numeri romani secondo me sono, appunto, dettagli e vanno spiegati dopo.
– Nel capitolo 4 andavano messi semplicemente: apici, pedici, corsivo, i paragrafi 4.6 e 4.7 e poco altro. Il resto sono cose specifiche che a un primo approccio non servono e che confondono solo le idee. Cose come “il giusto spazio tra le parole” o “la sillabazione dei termini” secondo me sono un passo successivo.
– Nel capitolo 6 si parla di tabelle e immagini “in testo”, spiegandone il codice, per poi dire “tabelle e immagini in testo è meglio non usarle”. Ma allora metti direttamente come si fa il “fuori testo”. Anche qui, se uno poi vuole un “in testo”, lo spieghi dopo.
– Considerazioni su come si scrive un testo sono superflue (tipo il paragrafo 4.1).In verità io sono perplesso anche sui programmi usati da LaTex (non sul linguaggio). Non capisco perché il programma per aggiornare i pacchetti sia diverso dall’editor che è diverso dal compilatore. Non ha più senso mettere tutto assieme in un unico programma? Forse è più limitante per chi vuole smanettare ma di certo è più user-friendly.
Ciao,
grazie per i tuoi consigli 🙂 Come aiutante di Lorenzo nello scrivere la guida in oggetto, mi sento chiamato in causa. Scrivere un documento di 10 pagine per insegnare a usare LaTeX forse è possibile, ma ha poco senso. Come dice Lorenzo, inevitabilmente si deve ricorrere a un aiuto esterno appena c’è bisogno di una cosa che non c’è nelle 10 pagine. Si chiede all’amico o al forum.Del resto, non esiste nemmeno la guida omnicomprensiva a LaTeX, perché sarebbe talmente ponderosa da scoraggiare chiunque.
La sfiga dell’Arte è che è pensata come una guida da leggere dall’inizio alla fine, come se fosse un romanzo (noiosissimo). Non so nemmeno siamo riusciti in quest’intento, ma ti assicuro che non è facile decidere ogni anno cosa levare e cosa mettere. Ci sono mesi in cui con Lorenzo ci scriviamo anche dieci volte al giorno.
C’è una cosa, da dire, però: ogni anno cerchiamo di fare del nostro meglio, e segnaliamo sempre le novità, e chiediamo di leggerle e di darci consigli, ma di consigli ne arrivano pochi. Il consiglio che diamo noi è di leggerla, specie se si è alle prime armi. E ti assicuro che se l’Arte di scrivere con LaTeX venisse letta almeno nelle parti fondamentali, MOLTI messaggi su questo forum sarebbero risparmiati. Ma si leggono SEMPRE le stesse domande a cui si danno SEMPRE le stesse risposte: leggiti una guida, qualunque, che questa cosa che chiedi c’è scritta dappertutto. Poi, nel grande mare delle guide in inglese, l’Arte è in italiano, cioè una rarità: allora si dice leggiti l’Arte. Mica perché sia la migliore guida a LaTeX in circolazione.
Del resto, i consigli che ti ha dato OldClaudio qualche giorno fa sono gli stessi che diamo noi nella guida: non usare MiKTeX, usare TeXworks o TeXstudio. E li ha dati a te che hai detto di trovarti male (legittimamente) con l’Arte. Ma l’hai letta almeno una volta? 🙂
Se si leggesse la nostra guida, non si diventerebbe maghi del programma, ma si riuscirebbe a scrivere un documento completo e dignitoso, e complesso almeno come una tesi di laurea: frontespizio, sezioni, bibliografia, indice analitico, tabelle, figure, matematica, eccetera.
Allora dico: avete provato mai a seguire le nostre istruzioni fino in fondo, prima di chiedere aiuto qui? Lo avete fatto e il meccanismo si è inceppato a un certo punto? Allora ditecelo, per favore, così da migliorarla. Noi che la lavoriamo, forse spesso non vediamo le cose dall’esterno. Non credo che molti lo facciano, a giudicare dalle domande.
Ecco perché le tue osservazioni ci sono tanto più preziose, grazie 🙂 Sono tra le poche puntuali e critiche. Il punto di vista è il tuo e lo rispetto. Proverò a sfrondare del superfluo la guida per ridurla al midollo. Vediamo che viene fuori. Ma sono sicuro che appena uno vuole scrivere in una lingua che richiede un’altra codifica, per esempio, chiederà aiuto qui. E magari per quel qualcuno scrivere in cirillico con la codifica OT2 era IMPORTANTE tanto quanto per te non sapere a che serve il pacchetto inputenc. Vedi che è difficile decidere cosa levare. E ti accorgi che quella frase a metà, del tipo “esistono altre codifiche oltre a T1, e servono per scrivere in lingue non latine”, che tu giudicavi superflua per te, può mettere un grillo nella testa dell’utente e attivarlo per cercare autonomamente quali altre codifiche esistono, e capire da solo che basta scrivere OT2 al posto di T1. E così via 🙂
A volte a me e a Lorenzo sembra di svolgere un esercizio erudito solo per noi, tanto che ci diciamo: ma sì, tanto non la legge nessuno 🙂
La versione 2013 conterrà molte novità, ma si vedrà dopo l’estate. Non vi piacerà? Ditecelo, e diteci come migliorare. Ad ogni modo, tutto quello che hai chiesto nell’Arte c’è.
Ciao
TommasoSi può scegliere di non leggere ciò che è scritto in una guida, ma non si può scegliere di leggere ciò che non c’è scritto. Quindi, a mio avviso, alcune cose fondamentali (come quella citata della codifica) non vanno tolte. Sempre secondo me, il lavoro più importante è quello, al più, di capire come riorganizzare meglio le informazioni. Credo che i migliori suggerimenti da parte degli utenti che non gradiscono l’Arte sono quelli relativi ad aggiunte, riformulazioni e riorganizzazioni migliori delle informazioni già presenti. Un suggerimento volto a far togliere qualcosa può far risparmiare tempo a quell’utente che non vuole perdere preziosi secondi a saltare quelle parti che ritiene poco utili, ma ne fa perdere ancora di più a chi ritiene quelle informazioni interessanti o ancora meglio utili per il suo uso di LaTeX.
Buon lavoro. Ciao,
Marco.
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20 Aprile 2013 alle 17:02 #84540::
illinguista1972″ post=84179
Vedi? Tanto per citarti, qui confondi editor, compilatore e programma di scaricamento. Nell’Arte c’è scritto chiaramente che sono tre cose DIVERSE.Ho già specificato che la maggior parte dei problemi erano dovuti al fatto che ho considerato il documento come una guida da leggere da PC. Quando l’ho stampata è stato (quasi) tutto molto più chiaro.
E vorrei anche specificare che non ho detto che se LaTex non è molto user-friendly è colpa vostra.
In ogni caso volevo segnalare un errore per le future versioni della guida: a pagina 25 si fa un esempio in cui compare il comando {\Ars}. Sarebbe il caso di specificare che per far funzionare il comando è necessario inserire prima il pacchetto GuiT 😀
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20 Aprile 2013 alle 21:28 #84541::
In ogni caso volevo segnalare un errore per le future versioni della guida: a pagina 25 si fa un esempio in cui compare il comando {\Ars}. Sarebbe il caso di specificare che per far funzionare il comando è necessario inserire prima il pacchetto GuiT
Nella pagina 25 il comando \Ars è usato solo per mostrare che dopo un comando che produce testo bisogna mettere qualcosa perché il testo prodotto non si attacchi alla parola che segue. Nella pagina 49, invece, c’è il § 4.3.2 che spiega tutta la questione dei loghi, e fa riferimento alla tabella 14 dove per ogni logo c’è scritto quale pacchetto sia necessario caricare. Che tu legga sollo schermo o su carta ricordati sempre di consultare l’indice analitico; è sempre molto probabile che ogni comando sia descritto in più di un luogo e che l’esame di questi luoghi mostra ciò che serve epr completare una informazione su un comando.
Però la tua osservazione è giusta; se uno fa in ordine come esercizio gli esempi proposti arrivato all’esempio della pagina 25 non se la cava perché manca il caricamento del pacchetto guit.
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20 Aprile 2013 alle 21:47 #84542::
Era successo anche a me di non riuscire a compilare il file seguendo passo passo la Guida. In seguito ho risolto il problema proprio con le informazioni della tabella 14 ma credo che nella futura versione dell’Arte gli autori potrebbero mettere una piccola nota a fondo pagina per aiutare il lettore.Ciao
Marco
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21 Aprile 2013 alle 8:19 #84543::
Agliuto” post=84538
In ogni caso volevo segnalare un errore per le future versioni della guida: a pagina 25 si fa un esempio in cui compare il comando {\Ars}. Sarebbe il caso di specificare che per far funzionare il comando è necessario inserire prima il pacchetto GuiT 😀Giusta osservazione, grazie. Per la prossima versione, suggerisco a Tommaso di valutare l’opportunità di usare un esempio con soli comandi standard, come \TeX e \LaTeX.
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