Re: eBook in formato pdf

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OldClaudio
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    Marzio, non ti scoraggiare.

    Il fatto che a me gli ebook non piacciano non è un buon motovo per escluderli.

    Come ho indicato all’inizio, c’è un articolo di Luca Merciadri che può essere interessante; credo però che si accessibile solo agli associati al TeX Users Group (TUG: http://www.tug.org).

    Il problema degli ebook è che il frmato ePuB è uno speciale adattamento del linguaggio JTML (o XML) il che, con tutto il merto che possono avere questi programmai, è come chiedere di arare un campo con un aratro tirato da due muli, invece che con un potente trattore a 16 erpici.

    Mi spiego: per leggere su scrmo, specialmente uno schermo piccolo, gestibile sia in verticale sia in orizzontale, ma sempre con formati dello schermo ridotti e non uniformi, diventa necessaria la riformattazione istantanea della schermata. Questo implica certe funzionalità specifiche (tipo i muli che arando concimano anche il terreno), ma alle spese di pesanti concessioni sulla qualità della composizione e ricomposizione; di solito righe composte in bandiera, o se giustificate, con spazi improponibili fra le parole; niente matematica; mancanza di corss reference che si aggiorni da sola ad ogni ricomposizione della schermata, eccetera.

    Il formato PDF è il trattore a 16 erpici; compone benissimo, anche con le raffinatezze della microtipografia; matematica del sistema TeX, cross reference perfetta; navigazione interna ed esterna, figure di ogni genere, eccetera; non è un caso che il formato PDF sia stndardizzato per la produzione di documenti da archiviare per tempi indefiniti, conservandone l’aspetto originale di qui a 50 anni, 100 anni, alcuni secoli, e per il futuro successivo ci penseranno i posteri. Però il formto PDF una volta composto non può venire ricomposto, meno che mai al volo; la pagina una volta formata resta immutata per sempre, a meno di volerla modificare con programmi/editor del formato PDF di tipo ultra professionale e costosissimi.

    Allora: se vuoi fare un ebook in formato pdf per un tablet, devi isizialmente sapre le dimensioni dello schermo del dispositivo; i tablet non sono di dimensioni unificate, ma direi che il 90mm per 120mm sia uno dei più piccoli; la pagina costruita per questo, va bene anche per gli scrmi più grandi; tuttavia si perde un poco nella qualità perché una pagina così piccola è difficile da comporre.

    Prendi geometry e specifichei le dimensioni della carta di 90mm per 120mm; poi specifichi un totalbody di 80mm per 110mm; il totalbody include anche testatina e piedino; specifichi i quattro margini di 5mm.

    Poi componi il tuo testo; se si tratta di novelle o comunque di solo testo non dovresti avere particolari problemi semplicemente compilando con pdflatex; al massimo devi aggiustare qualche capoverso in cui appare almeno una riga che sfora il margine.

    Se devi scrivere della matematica puoi avere necessità di comporla dentro ad ambienti particolari, per poter comporre le espressioni un po’ lunghette spezzandole a mao nei punti in cui la lettura della matematica lo consente. Le dimensioni delle figure vanno parametrizzate a frazioni di \textwidth; le tabelle devono contenere poche colonne e non troppo larghe, magari può essere utile il pacchetto tabularx e l’ambiente tabularx per comporre le colonne di tipo X che si aggiustano in larghezza in modo che la tabelle a ragginuga la larghezza specificatale, ovviamente non superiore alla \textwidth; per tabelle un po’ coprose probabilmente devi ricorrere all’ambiente longtable.

    Cuoi ricomporre in formato 170mm per 240mm? nessun problema: commenti la riga del comando geometry con cui hai specificato le dimensioni per la finestra di un tablet, e ci metti quelle adatte alla pagina fisica di superficie più di quattro volte più grande, lasciando margini più generosi, asimmetrici, come dovrebbe essere in ogni libro stampato bene; ricomponi, al piì apportando qualche modifica a quelle espressioni matematiche che non hanno più bisogno di essere spezzate su più righe, e il gioco è fatto.

    Come vedi non è difficile; ma con il formato pdf probabilmente ti puoi sognare di sfogliare con il dito passato sullo schermo touch screen, a meno che il visualizzatore del PDF sul tablet non lo consenta di suo. Però la lettura sarà molto più confortevole che su un libro composto in formato ePub.

    Poi ci si può domandare come si possa studiare un manuale universitario, specialmente di scienze dure (matematica, fisica, ingegneria, chimica e simili) su uno schermo di 90mm per 120mm; si può invece leggere comodamente un saggio in scienze umane, perché solitamente contiene solo testo. In entrambi i casi non è facile annotare il testo come puoi fare su un libro cartaceo (annotazioni che più accademicamente chiamerai glosse — ricorda: l’Università di Bologna è stata fondata nel 990 A.D. anche grazie ai glossatori che già operavano in quella città annotando sul margine i codici di giurisprudenza disponibili allora). Annotare il testo è fondamentale per un libro di studio di qualunque materia, inessenziale per un romanzo.

    Non scoraggiarti e provaci. Facci sapere, poi, come è andata.

    Ciao
    Claudio

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