Re: Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa

#87755
OldClaudio
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    repez” post=87324Grazie mille per i consigli tutti molto preziosi! Allora magari ci siamo capiti male: quando ho riportato l’esempio di lettera corretta ho barrato anche la firma e anche le diciture in cui riportavo il nome del dipartimento e della facoltà sia nella firma sia nella prima riga della lettera e visto che non sono stato corretto ho creduto di aver fatto bene! Ho un’altra domanda: per non riscrivere ad ogni lettera “sono Pinco Pallino uno studente di…” non è più comodo (e forse più elegante) riportare il tutto nella firma dell’email quella sotto “–” (contando che il nome lo si vede già nell’indirizzo email e nella firma all’email ovvero quella del tipo: “Saluti […],\newline Pinco Pallino”, appena prima di “–“)? O forse è più scomodo per il professore andare ad a guardare la firma per conoscere dipartimento e facoltà dello studente?

    Allora puntualizziamo; non esageriamo con le informazioni superflue e inutili. Per esempio il nome del corso degli studi e quello dell’istituzione che vi soprassiede (dipartimento, collegio, scuola,…) sono pleonastici, visto che il nome del corso di studi afferisce ad una sola di queste istituzioni.

    Dopi i saluti ci vuole la “firme”, cioè nome e cognome del mittente/studente: questo è essenziale. Il numero di matricola non serve sempre, speso è superfluo; dipende dall’argomento della lettera.
    Poi se si è allievi del prof destinatario della lettera, basta citare il nome del corso, magari con l’aggiunta di “frequentato nell’anno accademico xxxx/yy”, nel caso che lo sia frequentato in anni precedenti all’ultimo in cui il docente l’ha insegnato. Se invece non si è stati allievi del professore in questione, basta il nome del corso di laurea. Infine in nesusna lettera(quale quella dell’esempio che hai allegato quella volta, ma era solo un esempio) si scrive una lettera al professore per chiedergli l’orario dei suoi corsi; sicuramente il prof appartiene a un dipartimento che dispone di una segreteria. Quindi si scrive o si telefona a quella segreteria per questo genere di informazioni. Se neanche la segreteria è informata dei corsi dei docenti afferenti, vuol dire che l’ateneo o il singolo dipartimento sono molto disorganizzati. Succede. Mia figlia, iscrittasi alla facoltà di lettere (allora esistevano ancora le facoltà) andò nella sede della facoltà (condivisa con altre) per cercare gli orari dei corsi: non li trovò, non trovò la segreteria; non trovò nessuno; senza sapere con chi stesse parlando li domandò alla prima persona che incontrò nei corridoi; era una docente della facoltà di magistero (allora esisteva ancora) dove scoprì che le lingue straniere erano insegnate in lingua, e non in italiano e trovò subito la bacheca con gli orari; usci dall’università quello stesso giorno essendo già passata nella segreteria centrale per cambiare facoltà. Purtroppo queste cose non si possono fare quando si è alla fine del corso degli studi, ma…

    Ecco, quello che volevo sottolineare è che il rispetto consiste anche nel non scrivere lettere che manchino di rispetto al docente, nel senso di trattarlo, per esempio, come il segretario di se stesso.

    Ciao
    Claudio

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