Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa

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    Ciao a tutti volevo chiedere dei consigli su come scrivere correttamente una e-mail a un/a professore/ssa senza sembrare ridicolo; e sapendo che su questo forum ci sono diversi professori, volevo avere un parere su quale per loro è la miglior forma da usare. Io tendo ad essere piuttosto formale al contrario di alcuni miei compagni che badano poco a tali aspetti. Di seguito farò un elenco delle cose su cui vorrei avere un consiglio:

    1. E’ opportuno usare le lettere maiuscole nei casi tipo: vorrei chiederLe, il Suo corso ecc.
    2. Quale è l’epiteto più appropriato da accostare al nome del professore aprendo l’email? Es. Chiarissimo, Caro, Gentile, Egregio ecc. Bisogna differenziare tra uomini e donne? E tra professori ordinari e assistenti/dottori?
    3. Come salutare alla fine? Es. Cordialmente, Cordiali saluti ecc.
    4. Bisogna sempre iniziare una e-mail presentandosi e dicendo a che corso si appartiene? Anche se ci si firma e anche se nella firma dell’email (quella alla fine di una e-mail sotto alle due linee “–“) si mettono tutte le informazioni del tipo nome cognome, corso, dipartimento ecc
    5. Dopo l’apertura (del tipo Caro dott. Mario Rossi) una e-mail va sempre iniziata con “buongiorno”?
    6. E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
    7. Come ringraziare alla fine? Bisogna sempre scusarsi per il disturbo?
    8. Il numero di matricola va scritto?

    Ho notato che in America si usa sempre “Dear” e non si scrive “goodmorning” (o sbaglio?) per l’apertura ma in italiano è corretto usare “Caro/a” e non scrivere buongiorno? Potreste evidenziare le differenze tra fomalismo Americano ed Italiano se ce ne sono e dire quali forme è meglio utilizzare nei due casi?

    A questa pagina troverete altri spunti e chiarimenti sull’argomento.

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    • #87748
      OldClaudio
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        Veramente quello che chiedi non ha nulla a che vedere né con la tipografia né con il sistema TeX in generale.

        Tuttavia cerco di rispondere alle tue domande;

        1) E’ opportuno usare le lettere maiuscole nei casi tipo: vorrei chiederLe, il Suo corso ecc.
        Niente maiuscole se non nei nomi propri; nemmo nell’appellativo Professore o prof. la maisucoal ci vuoe solo per gli appellativi non seguiti dal cognome, si potrebbe usare la maiuscola solo se si riferiscono a figure istituzionali, come il Predente della repubblica, e simili.

        2) Quale è l’epiteto più appropriato da accostare al nome del professore aprendo l’email? Es. Chiarissimo, Caro, Gentile, Egregio ecc. Bisogna differenziare tra uomini e donne? E tra professori ordinari e assistenti/dottori?
        Gentile va benissimo; se vuole essere più formale può usare Egregio; Chiarissimo è caduto in disuso da anni, e in 50 anni di permananza all’università non l’ho mai visto usare almeno dai docenti giovani, che oggi hanno superato al settantina; ci riderebbero sopra, forse.

        3) Come salutare alla fine? Es. Cordialmente, Cordiali saluti ecc.
        I saluti vero un prof sono rispettosi; quindi basta un Rispoettoi saluti, oppure può prendere due piccioni con ina fava scrivendo La ringrazio per la sua attenzione e la saluto rispettosamente.

        4) Bisogna sempre iniziare una e-mail presentandosi e dicendo a che corso si appartiene? Anche se ci si firma e anche se nella firma dell’email (quella alla fine di una e-mail sotto alle due linee “–“) si mettono tutte le informazioni del tipo nome cognome, corso, dipartimento ecc

        Una e-mail non è una lettera, ma a parte l’indirizzo per eventualmente rispondere ben visibile, non solo nel campo From, non occorrre nient’altro; per il resto nella lettera inviata per e-mail usa gli stessi criteri di una lettera scritta.

        5) Dopo l’apertura (del tipo Caro dott. Mario Rossi) una e-mail va sempre iniziata con “buongiorno”?
        Per carità: mai cominciare una lettera con buongiorn, nella lettera il saluto è già costituito da Egregio prof. Rossi.

        6) E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
        Per carità.

        7) Come ringraziare alla fine? Bisogna sempre scusarsi per il disturbo?
        Vedi sopra.

        8 ) Il numero di matricola va scritto?
        Dipende dal contenuto della lettera, ma generalmente non serve.

        Credo di averti risposto indirettamente anche alle osservazioni che hai fatto rispetto alle lettere in inglese; comuque Dear è l’invocazione o “salutation” standard che si omette anche in inglese solo quando si scrive alla Regina, o al Presidente, o al presidente della Corte Costituzionle, o simili.

        Nè in inglese né in italiano si comincia il testo con good morning né con buongiorno; Trovo scritta questa salutation quando ricevo e-mail scritte da persone che a mala pena sanno come mi chiamo ma non distinguono il nome dal cognome (di solito si tratta di stranieri) o che non sanno come cominciare una lettera. Di solito ci fanno una pessima figura, ma non per questo evito di rispondere; spesso, se la conosco, rispondo nella lingua materna di chi mi scrive; non sempre ottengo l’effetto tranquillizzante che esprimersi nella lingua dell’interlocutore dovrebbe produrre. Mi sono trovato a rispondere in francese, in spagnolo, in portoghese, ovviamente in inglese, con moltissime persone che hanno aperto le loro missive con Bonjour, o Ola, o Bom dia… Calma, calma, io non parlo bene queste lingue tranne l’inglese, ma scrivo abbastanza bene e se faccio qualche errore, ritengo che sia scusabile come accetto qualunque errore in italiano da uno straniero.

        Vedi quindi che non è una questione di essere formale; basta essere semplici e non farsi sedurre dal burocratese.

        Claudio

      • #87749
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        OldClaudio” post=87198Veramente quello che chiedi non ha nulla a che vedere né con la tipografia né con il sistema TeX in generale.

        Tuttavia cerco di rispondere alle tue domande;

        1) E’ opportuno usare le lettere maiuscole nei casi tipo: vorrei chiederLe, il Suo corso ecc.
        Niente maiuscole se non nei nomi propri; nemmo nell’appellativo Professore o prof. la maisucoal ci vuoe solo per gli appellativi non seguiti dal cognome, si potrebbe usare la maiuscola solo se si riferiscono a figure istituzionali, come il Predente della repubblica, e simili.

        2) Quale è l’epiteto più appropriato da accostare al nome del professore aprendo l’email? Es. Chiarissimo, Caro, Gentile, Egregio ecc. Bisogna differenziare tra uomini e donne? E tra professori ordinari e assistenti/dottori?
        Gentile va benissimo; se vuole essere più formale può usare Egregio; Chiarissimo è caduto in disuso da anni, e in 50 anni di permananza all’università non l’ho mai visto usare almeno dai docenti giovani, che oggi hanno superato al settantina; ci riderebbero sopra, forse.

        3) Come salutare alla fine? Es. Cordialmente, Cordiali saluti ecc.
        I saluti vero un prof sono rispettosi; quindi basta un Rispoettoi saluti, oppure può prendere due piccioni con ina fava scrivendo La ringrazio per la sua attenzione e la saluto rispettosamente.

        4) Bisogna sempre iniziare una e-mail presentandosi e dicendo a che corso si appartiene? Anche se ci si firma e anche se nella firma dell’email (quella alla fine di una e-mail sotto alle due linee “–“) si mettono tutte le informazioni del tipo nome cognome, corso, dipartimento ecc

        Una e-mail non è una lettera, ma a parte l’indirizzo per eventualmente rispondere ben visibile, non solo nel campo From, non occorrre nient’altro; per il resto nella lettera inviata per e-mail usa gli stessi criteri di una lettera scritta.

        5) Dopo l’apertura (del tipo Caro dott. Mario Rossi) una e-mail va sempre iniziata con “buongiorno”?
        Per carità: mai cominciare una lettera con buongiorn, nella lettera il saluto è già costituito da Egregio prof. Rossi.

        6) E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
        Per carità.

        7) Come ringraziare alla fine? Bisogna sempre scusarsi per il disturbo?
        Vedi sopra.

        8 ) Il numero di matricola va scritto?
        Dipende dal contenuto della lettera, ma generalmente non serve.

        Credo di averti risposto indirettamente anche alle osservazioni che hai fatto rispetto alle lettere in inglese; comuque Dear è l’invocazione o “salutation” standard che si omette anche in inglese solo quando si scrive alla Regina, o al Presidente, o al presidente della Corte Costituzionle, o simili.

        Nè in inglese né in italiano si comincia il testo con good morning né con buongiorno; Trovo scritta questa salutation quando ricevo e-mail scritte da persone che a mala pena sanno come mi chiamo ma non distinguono il nome dal cognome (di solito si tratta di stranieri) o che non sanno come cominciare una lettera. Di solito ci fanno una pessima figura, ma non per questo evito di rispondere; spesso, se la conosco, rispondo nella lingua materna di chi mi scrive; non sempre ottengo l’effetto tranquillizzante che esprimersi nella lingua dell’interlocutore dovrebbe produrre. Mi sono trovato a rispondere in francese, in spagnolo, in portoghese, ovviamente in inglese, con moltissime persone che hanno aperto le loro missive con Bonjour, o Ola, o Bom dia… Calma, calma, io non parlo bene queste lingue tranne l’inglese, ma scrivo abbastanza bene e se faccio qualche errore, ritengo che sia scusabile come accetto qualunque errore in italiano da uno straniero.

        Vedi quindi che non è una questione di essere formale; basta essere semplici e non farsi sedurre dal burocratese.

        Claudio

        Mi scuso allora, pensavo che potesse centrare qualcosa con la tipografia e che la sezione “Tipografia” fosse intesa un po’ in senso lato… Grazie per avermi comunque risposto, credo che le sue parole saranno utili anche ad altre persone essendo frequentato da studenti questo forum.

        Utilizzerò i suoi consigli per correggere l’esempio di e-mail nella pagina che ho linkato—mi dica se ho capito bene. Barrerò ciò che risulta scorretto in base ai suoi consigli.

        Egregio (o gentile) prof. Rossi,

        sono Pinco Pallino, uno studente del II anno di Psicologia. Le scrivo per chiederLele quando inizieranno le lezioni del suo corso di Psicologia Generale, dal momento che non ho avuto modo di vedere gli orari pubblicati sul nostro sito di facoltà, che ora non ci sono più.

        La ringrazio in anticipo e mi scuso per il disturbo.
        La ringrazio per la sua attenzione e la saluto rispettosamente.

        Cordiali saluti,

        Pinco Pallino


        pincopallino@università.com
        Pinco Pallino
        Dipartimento di Scienze della Vita
        Facoltà di Scienze Biologiche
        Università di Napoli

        6) E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
        Per carità.

        Se non è opportuno in questa circostanza, quando lo è? Solo nel caso in cui vengano richiesti i ricapiti?

      • #87750
        OldClaudio
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          Le Vcard sono per lo più una scocciatura per chi le riceve. Possono servire a qualcosa per i contatti di lavoro o commerciali; ne dubito, ma non lo escludo. Certamente non a un/a prof

          Tutte le persone che conosco e che usavano le Vcard quando all’inizio erano state “inventate” non le usano più, Saranno 20 anni che non ricevo più nemmeno dello psam con le Vcard, ma certamente nemmeno da persone che mi contattano per motivi di lavoro o commerciali, Ora sono sostituite da sfondi html con il logo del commerciante o dell’istituzione. le mail che mi manda la banca quando eseguo un bonifico, contengono un background con l’intestazione della pagina; questo fa diventare un messaggio di 500 byte, un carico pesante di molte decine di migliaia di byte.

          Ovviamente i messaggio della mia banca, non sono lettere così personali come una lettera a un/a prof.

          Le correzioni dell’esempio che ha inviato vanno bene.

        • #87751
          Liverpool
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            Per la mia esperienza personale, inserire all’inizio dell’email nome, cognome, insegnamento e corso di laurea può essere utile quando il docente tiene più insegnamenti anche in corsi di laurea o dipartimenti differenti, per inquadrare subito l’ambito dell’email (in generale la matricola è inutile). Mi è capitato di avere a che fare con professori nervosi e sbrigativi che mi hanno rimproverato di aver dovuto leggere “con attenzione” tutta la lettera per capire di cosa si parlasse. Da allora le mie email sono diventate molto schematiche: chi sono, cosa voglio, saluti.
            Quanto alla formula di apertura/chiusura, dipende dal grado di confidenza che si ha con un prof. Egregio è l’epiteto più neutrale. Mi è capitato di usare (credo una volta) chiarissimo per indicare effettivamente un docente che aveva questa (rara) attitudine. Ho usato anche stimatissimo e carissimo e nella formula di chiusura mi è capitato di usare perfino “con affetto”. Ovviamente ogni volta credevo veramente in quello che scrivevo. Comunque egregio va benissimo nel 100% delle situazioni perciò vai sicuro.

            Ciao

          • #87752
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            Liverpool” post=87226Per la mia esperienza personale, inserire all’inizio dell’email nome, cognome, insegnamento e corso di laurea può essere utile quando il docente tiene più insegnamenti anche in corsi di laurea o dipartimenti differenti, per inquadrare subito l’ambito dell’email (in generale la matricola è inutile). Mi è capitato di avere a che fare con professori nervosi e sbrigativi che mi hanno rimproverato di aver dovuto leggere “con attenzione” tutta la lettera per capire di cosa si parlasse. Da allora le mie email sono diventate molto schematiche: chi sono, cosa voglio, saluti.
            Quanto alla formula di apertura/chiusura, dipende dal grado di confidenza che si ha con un prof. Egregio è l’epiteto più neutrale. Mi è capitato di usare (credo una volta) chiarissimo per indicare effettivamente un docente che aveva questa (rara) attitudine. Ho usato anche stimatissimo e carissimo e nella formula di chiusura mi è capitato di usare perfino “con affetto”. Ovviamente ogni volta credevo veramente in quello che scrivevo. Comunque egregio va benissimo nel 100% delle situazioni perciò vai sicuro.

            Ciao

            Infatti era quello che credevo anche io ovvero che potesse essere utile per un professore sapere da subito con chi si sta parlando e a che corso/dipartimento si appartiene. Però credo anche che di OldClaudio ci si possa fidare! Ero anche convinto che nella firma della email (quella sotto “–“) vedendola usare da quasi tutti i professori fosse corretto riportare alcune informazione come il nome dello studente il dipartimento al quale si appartiene ecc. Soprattutto credevo che bisognasse sempre firmarsi alla fine e che fosse giusto usare sempre “Cordiali saluti” invece anche questa cosa non è corretta a quanto pare!

          • #87753
            OldClaudio
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              Be’ @repez, ho cercato di rispondere puntalmente ai vati punti che hai elencato, ma in quei punti non c’era scritto se bisognasse firmarsi. Mi pareva ovvio che non ci fosse quella domanda, perché è ovvio che bisogna firmarsi; bisogna farsi riconoscere. Certo!. Non come in quegli SMS dove per capire chi l’ha mandato bisogna fare sforzi di fantasia, quando non si è regisrato il numero cel cellulare insieme al nome del legittimo proprietario; A quanti SMS non ho mai irsposto per mancanza di identificazione del mittente.

              Qui sul forum è diverso: c’è la possibilità di mettere la forma automatica insieme ad una frase più o meno “witty”, e con l’accompagnamento di un avatar di buon o cattivo gusto. Il forum è molto più informale e ci si da anche tutti del tu; siamo della stessa confraternita, quella del GuIT, quindi non abbiamo bisogno di firmare esplicitamante. visti tutti gli altri segni di riconoscimento.

              Ma in una lettera scritta a mano o inviata per posta elettronica è doveroso firmarsi, ma è anche doveroso “mantenere le distanze” nel senso rispettoso del termine; questo vale anche per i docenti verso gli allievi, naturalmente, per esempio evitando di dare loro del tu: non per altezzosità, ma per rispetto; e il rispetto deve trasparire da ogni parola nella missiva, (missive nei due versi, naturalmente) che non consiste in parole e formule stereotipate ma nel vero rispetto della comunicazione. Detesto le missive commerciale Spett. Prof. e via di questo passo: Si fa persino fatica a trovare sul vocabolario la parola “spettabile” che oggi si usa solo nella formula stereotipata di apertura delle lettere commerciali o burocratiche.

              Il rispetto si manifesta anche nello scrivere bene, specialmente a un prof, ma in generale a tutti, rispettando l’ortografia, usando il congiuntivo quando ci vuole, rispettando la consecutio temporum quando serve per farsi capire senza incertezze, ma soprattutto usandola correttamente; evitando i neologismi inutili; evitando acronimi o sigle che non siano universalmente conosciuti; evitando la stenografia da SMS; questa è sgradita anche qui sul forum figuriamoci in una lettera a un prof. 😉

            • #87754
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              OldClaudio” post=87323Be’ @repez, ho cercato di rispondere puntalmente ai vati punti che hai elencato, ma in quei punti non c’era scritto se bisognasse firmarsi. Mi pareva ovvio che non ci fosse quella domanda, perché è ovvio che bisogna firmarsi; bisogna farsi riconoscere. Certo!. Non come in quegli SMS dove per capire chi l’ha mandato bisogna fare sforzi di fantasia, quando non si è regisrato il numero cel cellulare insieme al nome del legittimo proprietario; A quanti SMS non ho mai irsposto per mancanza di identificazione del mittente.

              Qui sul forum è diverso: c’è la possibilità di mettere la forma automatica insieme ad una frase più o meno “witty”, e con l’accompagnamento di un avatar di buon o cattivo gusto. Il forum è molto più informale e ci si da anche tutti del tu; siamo della stessa confraternita, quella del GuIT, quindi non abbiamo bisogno di firmare esplicitamante. visti tutti gli altri segni di riconoscimento.

              Ma in una lettera scritta a mano o inviata per posta elettronica è doveroso firmarsi, ma è anche doveroso “mantenere le distanze” nel senso rispettoso del termine; questo vale anche per i docenti verso gli allievi, naturalmente, per esempio evitando di dare loro del tu: non per altezzosità, ma per rispetto; e il rispetto deve trasparire da ogni parola nella missiva, (missive nei due versi, naturalmente) che non consiste in parole e formule stereotipate ma nel vero rispetto della comunicazione. Detesto le missive commerciale Spett. Prof. e via di questo passo: Si fa persino fatica a trovare sul vocabolario la parola “spettabile” che oggi si usa solo nella formula stereotipata di apertura delle lettere commerciali o burocratiche.

              Il rispetto si manifesta anche nello scrivere bene, specialmente a un prof, ma in generale a tutti, rispettando l’ortografia, usando il congiuntivo quando ci vuole, rispettando la consecutio temporum quando serve per farsi capire senza incertezze, ma soprattutto usandola correttamente; evitando i neologismi inutili; evitando acronimi o sigle che non siano universalmente conosciuti; evitando la stenografia da SMS; questa è sgradita anche qui sul forum figuriamoci in una lettera a un prof. 😉

              Grazie mille per i consigli tutti molto preziosi! Allora magari ci siamo capiti male: quando ho riportato l’esempio di lettera corretta ho barrato anche la firma e anche le diciture in cui riportavo il nome del dipartimento e della facoltà sia nella firma sia nella prima riga della lettera e visto che non sono stato corretto ho creduto di aver fatto bene! Ho un’altra domanda: per non riscrivere ad ogni lettera “sono Pinco Pallino uno studente di…” non è più comodo (e forse più elegante) riportare il tutto nella firma dell’email quella sotto “–” (contando che il nome lo si vede già nell’indirizzo email e nella firma all’email ovvero quella del tipo: “Saluti […],\newline Pinco Pallino”, appena prima di “–“)? O forse è più scomodo per il professore andare ad a guardare la firma per conoscere dipartimento e facoltà dello studente?

            • #87755
              OldClaudio
              Partecipante
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                repez” post=87324Grazie mille per i consigli tutti molto preziosi! Allora magari ci siamo capiti male: quando ho riportato l’esempio di lettera corretta ho barrato anche la firma e anche le diciture in cui riportavo il nome del dipartimento e della facoltà sia nella firma sia nella prima riga della lettera e visto che non sono stato corretto ho creduto di aver fatto bene! Ho un’altra domanda: per non riscrivere ad ogni lettera “sono Pinco Pallino uno studente di…” non è più comodo (e forse più elegante) riportare il tutto nella firma dell’email quella sotto “–” (contando che il nome lo si vede già nell’indirizzo email e nella firma all’email ovvero quella del tipo: “Saluti […],\newline Pinco Pallino”, appena prima di “–“)? O forse è più scomodo per il professore andare ad a guardare la firma per conoscere dipartimento e facoltà dello studente?

                Allora puntualizziamo; non esageriamo con le informazioni superflue e inutili. Per esempio il nome del corso degli studi e quello dell’istituzione che vi soprassiede (dipartimento, collegio, scuola,…) sono pleonastici, visto che il nome del corso di studi afferisce ad una sola di queste istituzioni.

                Dopi i saluti ci vuole la “firme”, cioè nome e cognome del mittente/studente: questo è essenziale. Il numero di matricola non serve sempre, speso è superfluo; dipende dall’argomento della lettera.
                Poi se si è allievi del prof destinatario della lettera, basta citare il nome del corso, magari con l’aggiunta di “frequentato nell’anno accademico xxxx/yy”, nel caso che lo sia frequentato in anni precedenti all’ultimo in cui il docente l’ha insegnato. Se invece non si è stati allievi del professore in questione, basta il nome del corso di laurea. Infine in nesusna lettera(quale quella dell’esempio che hai allegato quella volta, ma era solo un esempio) si scrive una lettera al professore per chiedergli l’orario dei suoi corsi; sicuramente il prof appartiene a un dipartimento che dispone di una segreteria. Quindi si scrive o si telefona a quella segreteria per questo genere di informazioni. Se neanche la segreteria è informata dei corsi dei docenti afferenti, vuol dire che l’ateneo o il singolo dipartimento sono molto disorganizzati. Succede. Mia figlia, iscrittasi alla facoltà di lettere (allora esistevano ancora le facoltà) andò nella sede della facoltà (condivisa con altre) per cercare gli orari dei corsi: non li trovò, non trovò la segreteria; non trovò nessuno; senza sapere con chi stesse parlando li domandò alla prima persona che incontrò nei corridoi; era una docente della facoltà di magistero (allora esisteva ancora) dove scoprì che le lingue straniere erano insegnate in lingua, e non in italiano e trovò subito la bacheca con gli orari; usci dall’università quello stesso giorno essendo già passata nella segreteria centrale per cambiare facoltà. Purtroppo queste cose non si possono fare quando si è alla fine del corso degli studi, ma…

                Ecco, quello che volevo sottolineare è che il rispetto consiste anche nel non scrivere lettere che manchino di rispetto al docente, nel senso di trattarlo, per esempio, come il segretario di se stesso.

                Ciao
                Claudio

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