A me servirebbe un greco “simil corsivo”.
Ora, considerate questo codice:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
\usepackage[osf]{mathpazo}
\usepackage[scale]{tgadventor}
\renewcommand{\ttdefault}{tgcursor}
\usepackage{teubner}
\ifFamily{qag}{lmss}
\ifFamily{qpl}{lmr}
\usepackage{multicol}
\newenvironment{dblcolquote}
{\begin{multicols}{2}\sffamily\small\parskip=0pt}
{\end{multicols}}
\newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}
\begin{document}
Anassimandro ha detto che «principio degli esseri è l'infinito [\GR{>'apeiron}]
da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo».
\smallskip
{\raggedleft\small DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107\par}
\smallskip
\begin{dblcolquote}
In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.
L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
\GR{>'apeiron}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{t`o
je~ion}.
\end{dblcolquote}
\end{document}`
Mi consente di avere un greco “serif” nel testo che è in serif
e un greco “sans-serif” nel commendo a due colonne che è in sans-serif.
Ovviamente, se scelgo un font greco determinato, ad esempio Artemisia
con il codice
`\DeclareRobustCommand{\GR}{%
\fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
\def\encodingdefault{LGR}}`
mi salta la differenza dei due font greci.
C’è modo di salvare capra e cavoli?
m