Re: lipsiakos

#89197
samiel
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    A me servirebbe un greco “simil corsivo”.
    Ora, considerate questo codice:
    `\documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
    \usepackage[osf]{mathpazo}
    \usepackage[scale]{tgadventor}
    \renewcommand{\ttdefault}{tgcursor}
    \usepackage{teubner}
    \ifFamily{qag}{lmss}
    \ifFamily{qpl}{lmr}
    \usepackage{multicol}
    \newenvironment{dblcolquote}
    {\begin{multicols}{2}\sffamily\small\parskip=0pt}
    {\end{multicols}}
    \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}

    \begin{document}
    Anassimandro ha detto che «principio degli esseri è l'infinito [\GR{>'apeiron}]
    da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
    secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
    dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo».
    \smallskip

    {\raggedleft\small DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107\par}
    \smallskip

    \begin{dblcolquote}
    In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
    tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
    Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
    che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
    rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
    rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
    sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.

    L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
    esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
    \GR{>'apeiron}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{t`o
    je~ion}.
    \end{dblcolquote}
    \end{document}`
    Mi consente di avere un greco “serif” nel testo che è in serif
    e un greco “sans-serif” nel commendo a due colonne che è in sans-serif.
    Ovviamente, se scelgo un font greco determinato, ad esempio Artemisia
    con il codice
    `\DeclareRobustCommand{\GR}{%
    \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
    \def\encodingdefault{LGR}}`
    mi salta la differenza dei due font greci.
    C’è modo di salvare capra e cavoli?

    m

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