@Liverpool, la norma ISO, secondo me, è persino troppo tollerante. Un’abbreviazione è valida se serve davvero per scorciare qualche cosa, purché l’abbreviazione non sia ambigua.
Tolte abbreviazioni particolarmente corte come p. per pagina/e e n. per nota/e (quest’ultima ambigua rispetto a n. per numero/i) e alcune abbreviazioni burocratiche o militaresche (btg. per battaglione), sono solitamente costituite dalla prima sillaba e dalla prima lettera della seconda sillaba della parola che si vuole scorciare. Se ciò produce o può produrre ambiguità, l’abbreviazione è fuori luogo e non si abbrevia. Mi pare lapalissiano. Ma almeno si èvitano i VV.F., le OO.SS., le pp., i proff., i sigg. gli AA.VV. e altre simili ignominie usate nel linguaggio burocratico, in legalese, militarese e, purtroppo, troppo spesso nelle bibliografie.
Aggiungi che il bello scrivere accetta le abbreviazioni solo negli incisi parentetici; le bibliografie, ciò gli elenchi dei riferimenti non sono certo degli incisi parentetici.
Ciao
Claudio