Il numero delle lettere dell’alfabeto è certamente minore del numero delle grandezze fisiche, perciò l’ambiguità è un rischio concreto, anche a voler fare attenzione. Secondo me l’aspetto più negativo del differenziale dritto è che è bruttissimo quando lo accosti ad una variabile in corsivo, motivo per il quale questa norma non la seguo. Ce ne sono parecchie altre di brutture nelle norme ISO, ma capisco che da qualche parte bisognava pure incominciare. Sarei curioso di sapere – perché la storia non la conosco – se sono state realizzate con un largo consenso oppure imposte di testa propria.
Se non ricordo male, proprio @OldClaudio qualche tempo fa aveva segnalato su una domanda simile un articolo che parla della matematica con LaTeX e che mi sembrava interessante.
Ciao