logos” post=89898Ciao! Per il simbolo di trasposta, io ho visto molte più varianti! La “t” minuscola, corsiva, prima della matrice, la “t” minuscola corsiva dopo la matrice, la “t” maiuscola in carattere senza grazie, la daga (\dagger) ecc. Personalmente, la prima e le ultime due sono quelle che meno mi ricordano un elevamento a potenza, ma la prima non mi piace granché, sicché io utilizzo sempre il carattere senza grazie: A^\mathsf{T}. Infine, secondo le norme ISO valgono giusto giusto per gli utilizzatori della matematica. Non conosco due matematici che utilizzino la stessa simbologia.
Domando infine ad Enrico se lui scrive anche sen e cos in corsivo, oppure se quelle le scrive in tondo, giusto per curiosità!
Dimentichi il –1 a pedice. 😉
Scrivo ‘sin’ e ‘cos’ in tondo, ovviamente. (Ma a volte cedo su ‘sen’ perché il coautore è più anziano.)
@Gero27: Basta non usare mai T (corsiva) come nome di una variabile. Il rischio di ambiguità è comunque molto basso, visto che non mi pare molto usato l’elevamento a potenza non intera per le matrici. La ricerca di una simbologia univoca che vada bene per tutti i casi è un’impresa impossibile (e un po’ assurda). Comprendo le esigenze di chi usa la matematica nei settori dove le norme ISO sono obbligatorie (anche se non comprendo alcune delle scelte, rimanendo convinto che i soloni dell’ISO si siano ben guardati dal domandare consulenze a matematici); ma sarebbe ridicolo pretendere l’obbligo di distinguere tra vettori e scalari da chi studia algebra astratta.
Ciao
Enrico