Se Gorni fosse un lettore dell’Arte e un frequentatore del forum saprebbe che NON deve caricare amsfont E amsymb, e non deve MAi caricare latexsym, tanto per citarne una.
Ma ne ho viste delle altre che proprio nell’Arte sono ben descritte; ricordiamo inoltre , Lorenzo, che tu hai sempre detto che l’Arte è indirizzata ai principianti e verosimilmente la maggior parte dei tuoi lettori dovrebbero essere laureandi alla loro prima o seconda esperienza con LaTeX. Ma Gorni non è un principiante; forse non è molto aggiornato, ma tutto si può dire, tranne che sia un principiante; esemplifica ancora con le figure .eps; sono almeno una 10-15 anni che esiste pdflatex e per le figure .eps, pdflatex è in grado di incorporarle solo dal 2010, per altro già da tre anni esemplificare con .eps, senza dire che pdflatex preferirebbe i formati pdf, jpg, png, mps, vuol dire essere rimasto ai tempi di latex+dvips+ps2pdf. Caricare hyperref nelle prime righe si uniud.sty, letto nelle prime righe del template, per poi aggiungere nel template pacchetti che modificano il modo di comporre quelle cose che vengono ridefinite da hyperref, vuol dire non conoscere il funzionamento di hyperref, o almeno di non avere mai notato la raccomandazione di caricare hyperref sempre per ultimo.
Ripeto: è molto apprezzabile che Gorni abbia messo a disposizione degli allievi della sua università il template per comporre le tesi, ma come educatore avrebbe anche il compito di proporre agli allievi un software non solo funzionante (più o meno) ma anche corretto.
Io sono il primo a rendermi conto di quale sia il peso dell’aggiornamento continuo,e almeno ad ogni release della versione annuale di TeXLive del software cla cui impalcatura sia stata impostata nella seconda metà degli anno ’80 (parlo di TOPtesi, nel bene e nel male); con risultati certamante discutibili e criticabili, io mi sforzo di farlo; tu e Tommaso lo fate per l’Arte; Gorni non ne sembra preoccupato. La retrocompatibilità non è sempre assicurata, ma spesso è opportuno ricorrere ai nuovi pacchetti per rendere più trasparente e più efficace il codice oltre che più facile da commentare e da mantenere in buone condizioni. Anch’io ho cominciato a distribuire il file .tex e il file .sty senza nessuna documentazione o con documentazione minima e inefficace costituita solo da commenti telegrafici e che comprendevo solo io nei file suddetti. Ora, usando il literal programming offerto dal formato dtx, è più facile scrivere bene le cose, ma gli errori scappano sempre lo stesso anche nel codice. Quindi sono molto comprensivo nei confronti degli sforzi di Gorni, ma vorrei che ile mie critiche spingessero Gorni a scrivere meglio il codice, commentandolo con un vero codice dtx, e con un manuale d’uso degno di questo nome, senza leggerezze come quella che twoside spreca carta rispetto a oneside,…:???:
PS: cancello il “già caricato da arsclassica”.