Troppe domande.
Collettivamente:
Se mi vuoi citare come collaboratore, fallo pure, non è vietato, non vedo perché dovrebbe esserlo, ma come collaboratore del forum credo che sia mio compito insegnare a usare la canna da pesca, piuttosto che regalare un pesce a un affamato. È per questo che curo la Guida Guit, che raccolgie contributi non solo miei ma di molti frequentatori del forum, perché ho scritto un certo numero di guide tematiche e perché pubblico talvolta degli articoli di programmazione semplice su ArsTeXnica; gli argomenti che tratto in questi articoli cominciano spesso con titolo del tipo “I … questi sconosciuti” (non tutti per la verità). Nel penultimo numero di ArsTeXnica, quello di aprila 2013) c’è un articolo sulle immaginis di sfondo delle pagine, dette anche filigrane o, in inglese, watermark. Il giochetto della picture di dimensioni nulle fa perte dei trucchetti racontati in quell’articolo; esso sarà disponibile a chiunque frequenti il forum dopo un anno dalla pubblicazione; gi iscritti al GuIT invece lo ricevono in forma cartacea e vi possono accedere on line subito, appena la rivista viene pubblicata. Ma se leggi la guida tematica sul page design, e se leggi con attenzione la guida tematica del Manuale di LatueX commentato e in italiano, trovi la risposta a molte tue domande, se non tutte.
Il comando \SafatyLoadPackage non ti risprmia nesuna scrittura rispetto a usare il comando di LaTeX, ma ti offre il pericolo di specificare delle opzioni e quindi ti offre il pericolo di successivi option clash da parte di altri pacchetti, caricati dopo, che richiamano opzioni diverse. Io non lo userei, oppure lo userei icon uan definizione semplificata del tipo`\newcommand*|SafetyLoadPackage[1]{\@ifpackageloaded{#1}\RequirePackage{#1}}`Almeno risparmi qualche carattere perché non devi scriver eil nome del pacchetto due volte.
\renewcommand esegue delle verifiche sulla presenza del comando già definito e da ridefinire; \def e \gdef eseguono delle definizioni incondizionate (ed è per questo che è meglio non usarli in generale, ma in un file .sty, che si suppone adeguatamente verificato non dovrebbero esserci rischi di ridefinire incondizionatamente un comando di sistema), inoltre \def esegue una definizione locale, mentre \gdef la esegue globale; Attento la sintassi è diversa, non è affato simile a quella di \newcommand e di \renewcommand.
il \clearemptydoublepage era sbagliato anche se svolgeva il suo comito all’interno di titlepage in modo apparentemente corretto; sbagliato nel senso che funzionava correttamente sol dentro titlepage; invece la definizone che ti ho dato, a parte estenderla per l’openany, funziona correttamente anche fuori di titlepage.
I mistero della sottrazione di un pollice (1 in) è spiegato nell manuale di LaTeX ed è anche il motivo epr il quale si consiglia di usare geometry, invece di mettere le mani sui paramentri interni; c’è quello pollice di differenza che scardina tutte le macro improvvisate, scritte cioè da chi non si documento e non conosce questo segreto di Pulcinella. Tu stai ancora studiando, qindi non sei ancora tenuto a conoscere e a conservare i segreti di Pulcinella.:smile:
La furbata è quella di avere il cerchio con il diametro pari alla larghezza della pagina e che è allineati al top-left della scatila di dimensioni nulle, dunque se vuoi il centro del cerchio al centro della pagina devono eseguire quei semplici calcoli sapendo distinguere fra il diametro e il raggio; non è necessario essere dei geni per capire il calcoletto, nemmeno per inventarselo; d’altra aprte è questo il bello di LaTeX; ogni problema a mille soluzioni; il bello è di inventarsene di carine, semplici ed efficaci; oppure di lasciarlo fare agli altri che scrivono i pacchetti con le loro soluzioni semplici, carine ed efficaci, ma diverse da quello che noi consideriamo essere semplice, carino ed efficace; come al solito è una questione di gusti.
Ricorda, l’ambiente center inserisce spazi pria e dopo la cosa che ha centrato; la dichiarazione \centering non inserisce nessuno spazio verticale prima o dopo. \par è necessario perché la composizione in quella modalità viene eseguita solo alla fine del capoverso; \par termina il capoverso in modo esplicito; il nome deriva dalla parola paragraph che in inglese vuol dire capoverso.
Incidentalmente se vuoi scrive un retrofrontespizio, non ci sono problemi, bisogna solo stare attenti anon incasinare la dedica, ma è banale.
Dopo 600 chilometri nela pioggerellina e con un po’ di neve bagnata, con il buoi che scende alla 5 del pomeriggio, tanto più buoi quanto più sono dense le nuvole foriere di pioggia e di neve, ho gli occhi incorciati e questa sera non rivedo nulla. domani, magari vedo la tua versione 0.3.