Re: ClassicThesis

#92404
OldClaudio
Partecipante
    Up
    0
    Down
    ::


    Non ho letto il file tex che hai allegato, perché mi pareva che ti avessero già dato molti consigli.

    Ora permettimi di dirti qualcosa che non hanno detto gli altri.

    Non entro in merito al fatto che tu usi ClassicThesis, che è uno dei pacchetti più “criticati” qui sil forum; ricordo delle discussioni lunghissime sul fatto che ci volesse o non ci volesse il pacchetto classichethis-ldpkg. Io credo di averlo usato solo una volta per dare una mano a un laureando che non riusciva a usarlo ben; e o docuto modificare alcuni comandi di scrreprt per adattarlo alle sue esigenze motivate e rese necessarie dalle richieste delle sau università.

    Supponiamo che tu ti sia documentato a questo proposito, ma non vado nemmeno a leggere la documentazione in merito, perché penso (e spero) che tu l’abbia già fatto aprendo una finestra comandi, scrivendoci dentro texdoc classicthesis, poi premendo il tasto invio, e poi leggendo quello che ti appare sullo schermo; l’hai fatto, vero?

    Vedo cdunque che carichi i pacchetti seguenti:
    1) varioref; alcuni lo ritengono utile, altri un po’ meno, ma l’avrai certamente caricato a ragion veduta.
    2) booktabs: utilissimo ma va usato assolutamente senza mettere filetti verticali nelle tabelle.
    3) geometry: ho il sospetto che sia già stato caricato da classicthesis. controlla.
    3a) se usi \geometry per cambiare il layout della pagina, cosa che l’autore di ClassicThes priobisce strenuamente, anche se non lo impdisce, rovini tutta la bellezza del risultato.
    4) guit: sie sicuro che in una tesi per Ca’ Foscari serva davvero? Cero non è vietato usarlo, ma anche lui carica graphics, e quindi potrebbero sal tar fuori degli errori “Option clash”.
    5)cclicenses: OK
    6)pstriks: mmmm…; questo ti obbliga a compilare con latex invece che con pdflatex; quindi ti obbliga poi a eseguire trasformazioni varie del risultato per arrivare alal forma finale in formato PDF; forse ti basta fermarti allo stadio di trasformare il fileDVI prodotto da latex in un file PS ottenuto trasformandolo con dvips. Ma Certamante perdi qualche funzionalità, visto che il formato DVI non può contenere alcune cose, e quindi le trasformazioni eseguibili non possono inserire informazioni che non ci sono nel file da trasformare. Il pacchetto TikZ è compatibile con il compilatore pdflatex; credo che @cfiandra, consigliandoti changes, implicitamente ti fornisse la stessa informazione/
    7) fancyhdr: se lo usi, cambi il look di classicthesis, e l’autore non lo vuolo. Inoltre \scritpsize per il corpo delle testatine è ridicolmente piccolo, ed equivale a testatine illeggibili.
    7a) le impostazioni di fancyhdr sono piuttosto insolite; di \scriptsize ho già detto; poi la testatina alta (\headheight} 0.5pt, cio`circa un sesto di millimetro è semplicemente ridicola.
    8 ) alltt: sei sicuro che ti serva” io in circa trent’anni che uso il sistema TeX non ne ho mai sentito il bisogno.
    9) indentfirst: OK
    10) graphics: già caricato almeno dal pacchetto guit.
    11) pstriks: già caricato; i commenti li ho scritti al punto6).
    12) footnote: la documentazione afferma che:”This package provides some commands for handling footnotes slightly better than LATEX usually does; there are several commands and environments (notably \parbox, minipage and tabular1) which ‘trap’ footnotes so that they can’t escape and appear at the bottom of the page.” LaTeX, anche quando era in versione 2.09 era capace di fare quelle cose senza bisogno di ricorrere a pacchetti aggiuntivi; questo poi non è più aggiornato dal 1997, cioè da 17 anni; o è talmente perfetto, che non ha bisogno di revisioni, o rimane per compatibilità col passato al fine di rendere compilabili vecchi documenti. Inoltre abbbiamo detto qui sul forum diverse volte che ne note nelle figure e nelle tabelel non si mettono, sia perché sono oggetti flottanti, sia perché, all’occorrenza possono essere messe nelle rispettive didascalie, ricorrendo all’uso dell’argomento facoltativo del comando \caption, che accetta una didascalia breve (per la lista delel figure o tabelle) e una didascalia lunga che può contenere quello che si vuole.
    13) hyperref: sei sicuro che non sia già stato caricato dalla classe o da classicthesis? Prova a toglierne la chiamata ma lascia \hypersetup; se ti da errore allora caricalo pure; ma sposta entrambi i comandi alla fine del preambolo.
    14) fncychap: a tutti coloro che hanno caricato questo pacchetto, sia pure con l’opzione normal, abbiamo sempre consigliato di astenersene. Se vuoi personalizzare lo stile dei capitolo usa pacchetti appropriati, ricordando che l’autore di classicthesis non vuole che si apportino modifiche al suo book design.
    15) makeidx; oggi si usa imakeidx che compone l’indice analitico in simultanea con il documento. Ma sei sicuro che la tua tesi abbia bisogno di un indice analitico?

    Poi cominci il documento.

    16) i bookmark servono per qualcosa di difficile da trovare, non per la prima pagina di un documento; non è vietato usarlo, ma…
    17) Ch.mo Prof.: Ch.mo non si usa più da un pezzo, ma se proprio lo vuoi usare, il successivo appellativo Prof. va minuscolo. Il tutto, però va nella stessa riga del nome in grassetto.
    18) Laureando/a: sappia bene se Desiré è maschile o femminile: perché sei incerto?
    19) anche il pdfbookmark mi sembra del tutto sprecato.
    20) \frontmatter è al posto sbagliato esso deve stare appena dopo \begin{document}, perché la numerazione dele pagine ricomincia da 1 (o da i con i numeri romani), mentre anche il frontespizio e l’indice fanno parte della front matter, anche se le rispettive pagine eventualmente no riportano il numero della pagina o in calce o nella testatina.
    21) mmm…; hai un file che contiene i capitoli della tesi: un file che contiene le tabelle e le figure? scherziamo? Poi un file che contiene la miscellanea; cosa sarebbe questa miscellanea?
    22) e le conclusioni della tesi nella backmatter? schrziamo?
    23) Quel pezzo di codica per rendere completamente bianca la pagina pari eventualmente appesa alla fine di un capitolo che termina con una pagina dispari lì dove l’hai messo, cioè alla fine del documento, non serve assolutamente a niente; a quel punto ormai è troppo tardi, se doveva servire a qualcosa doveva stare nel preambolo; ti risprmi ogni fastidio se nel preambolo carichi il pacchetto emptypage che fa le stesse cose e le fa meglio.
    24) \maetitle alla fine del documento? a cosa serve il titolo come ultima pagina?
    25) l’impostazione del contatore tocdepth al valore 4, messo lì in fondo quando le informazioni per comporre l’indice generale (TOC: table of contents) sono già state raccolte e scritte nei file ausiliari non serve a granché, anzi a niente. Se prprio vuoi lo metti nel preambolo, oppure subito dopo \begin{document}, ma… sei sicuro che vuoi avere un indice generale che assomigli ad un elenco telefonico? il valore 4 significa che l’ultimo comando di sezionamento che metti nell’indice è il capoverso con titolino (quello prodotto con il comando di sezionamento \paragra[h, tanto epr intenederci: i numeri che si mettono in quel contatore rappresentano il livelli dei comandi di sezionamento e vengono posti nell’indice tutti i titoli dei comandi di sezionamento file al livello corrispondente a quel numero:

    Livello comando significato in italiano
    -1 \part parte
    0 \chapter capitolo
    1 \section paragrafo
    2 \subsection sottoparagrafo
    3 \subsubsection sotto sottoparagrafo
    4 \paragraph capoverso
    5 \subparagraph comma

    Tutto ciò è spiegato in qualunque guida; ti sto svelando dei segreti di Pulcinella visto che tutto ciò è spiegato dalla guide che questo sito mette a disposizione dei suoi frequentatori nella sezione Documentazione e nelle sue sottosezioni; ti suggerisco L’Arte di scrivere con LaTeX e il LaTeX Reference Manual commentato
    e tradotto in italiano; anzi, di quest’ultima guida tematica è stata presentata propio ieri una nuova edizione arricchita di altri commenti.

    Se le personalizzazione che vuoi fare non sono fattibili sulla versione di ClassicThesis, ritorna a book (e non a scrbook), ma sta attento ai pacchetti che carichi, perché li carichi, e a non commettere gli errori che ti ho segnalato, decidendo in anticipo se ti servono la funzionalità di pdflatex (e quinidi senza usare pstriks) oppure se ne puoi fare a meno (e quindi usando pstriks). Io ti sconsiglio di usare pstriks, ma è solo un consiglio dovuto a preferenze personali, perché io preferisco disporre della piena potenza del linguaggio PDF originale.

    Go to top