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pbiffis.
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CreatoreTopic
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13 Febbraio 2014 alle 8:09 #92391::
Scusate:
sto cercando di utilizzare la classe ClassicThesis e seguo il manuale di L. Pantieri.Quando compilo, però, il relativo package non viene visto, ottengo una serie di errori successivi ma, continuando a premere
, alla fine ottengo un’ottima compilazione del lavoro predisposto sul sorgente. La qual cosa accade sia col Mac sia con Windows (TeXShop o TeXWorks).
Grazie dell’aiuto!
pb
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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13 Febbraio 2014 alle 8:44 #92392::
pbiffis” post=91992Scusate:
sto cercando di utilizzare la classe ClassicThesis e seguo il manuale di L. Pantieri.Quando compilo, però, il relativo package non viene visto, ottengo una serie di errori successivi ma, continuando a premere
, alla fine ottengo un’ottima compilazione del lavoro predisposto sul sorgente. La qual cosa accade sia col Mac sia con Windows (TeXShop o TeXWorks).
Grazie dell’aiuto!
pbNon saprei, ma intanto potresti postare un esempio di codice così posso fare rapidamente delle prove con la mia TeX Live 2013.
R.
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13 Febbraio 2014 alle 8:50 #92393::
robitex” post=91993
Scusate:
sto cercando di utilizzare la classe ClassicThesis e seguo il manuale di L. Pantieri.Quando compilo, però, il relativo package non viene visto, ottengo una serie di errori successivi ma, continuando a premere
, alla fine ottengo un’ottima compilazione del lavoro predisposto sul sorgente. La qual cosa accade sia col Mac sia con Windows (TeXShop o TeXWorks).
Grazie dell’aiuto!
pbNon saprei, ma intanto potresti postare un esempio di codice così posso fare rapidamente delle prove con la mia TeX Live 2013.
R.Sarebbe importante anche sapere quali sono gli errori successivi.
Ciao
Claudio
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13 Febbraio 2014 alle 9:49 #92394
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13 Febbraio 2014 alle 9:55 #92395
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13 Febbraio 2014 alle 10:00 #92396
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13 Febbraio 2014 alle 10:45 #92397::
pbiffis” post=91997Eccolo!
[attachment=928]TemplateClassicThesis.tex[/attachment]Senti, ma dove hai trovato quello che hai scritto nel file allegato? Non te la prendere, ma è un disastro autentico.
Non potrà mai funzionare. Ti consiglio di leggerti le parti fondamentali di una guida introduttiva a LaTeX, dove si spiega come scrivere un file sorgente.ClassicThesis è uno stile del tipo prendere o lasciare: non modificarne i margini né le testatine. È stato pensato per essere così come lo vedi. Se non ti piace, ti consiglio di utilizzare un altro stile. Purtroppo è così.
Ciao
Tommaso
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13 Febbraio 2014 alle 12:13 #92398::
Può essere… cmq:1) se ti riferisci all’ordine con la quale è scritta la successione dei pacchetti, dio solo sa quante volte ho cercato di capire e di copiare l’ordine con il quale essi vanno effettivamente inseriti nel preambolo;
2) se ti riferisci ai pacchetti di classicthesis, ho copiato pedissequamente dalla p. 5 e segg. della guida di Pantieri del 2010.
Non preoccuparti… io non me la prendo mai, se non altro perché so di non sapere.
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13 Febbraio 2014 alle 12:13 #92399::
In effetti il sorgente ha qualche problema, ma non solo il sorgente; anche i vari file che sono inclusi (quantomeno il 02 e 03) producono qualche errore.In merito al sorgente:
1) trovo bizzarro voler usare classicthesis e poi cambiare le dimensioni della pagina, testatine e stile dei capitoli;
2) il pacchetto pstricks è caricato due volte; oltretutto, per inserire annotazioni io userei il pacchetto changes;
3) l’inserimento dei comandi per “eliminare l’intestazione nelle pagine bianche che chiudono un capitolo” e compagnia vanno nel preambolo;
4) occorre accertarsi che di avere installato il pacchetto [tt]classicthesis-ldpkg[/tt]: a me `kpsewhere classicthesis-ldpkg.sty` non restituisce nulla quindi non è presente nella mia TexLive 2013 aggiornata;
5) credo che dare il titolo della tesi anche con [tt]\title[/tt] possa evitare un’errore.Nei file inclusi, visto che si incontra parecchie volte l’errore [tt]! LaTeX Error: There’s no line here to end.[/tt] probabilmente sono stati inseriti dei [tt]\\[/tt] dopo ambienti flottanti. Ci possono essere altre ragioni, ma questa mi sembra plausibile. Invece, [tt]! LaTeX Error: \begin{enumerate} on input line 15 ended by \end{document}.[/tt] mi sembra chiaro cosa significhi. Per quanto riguarda [tt]! Undefined control sequence.
l.36 e poi, nel testo, scrivere \euro[/tt] credo serva caricare il pacchetto [tt]eurosym[/tt] mentre per [tt]! Extra }, or forgotten \endgroup.
l.15 …quest’ultima colonna il simbolo \verb{\\{}
, restringedola in modo[/tt] dovrebbe mancare una graffa.Ciao
Claudio
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13 Febbraio 2014 alle 12:38 #92400::
cfiandra” post=92000In effetti il sorgente ha qualche problema, ma non solo il sorgente; anche i vari file che sono inclusi (quantomeno il 02 e 03) producono qualche errore.
In merito al sorgente:
1) trovo bizzarro voler usare classicthesis e poi cambiare le dimensioni della pagina, testatine e stile dei capitoli;
2) il pacchetto pstricks è caricato due volte; oltretutto, per inserire annotazioni io userei il pacchetto changes;
3) l’inserimento dei comandi per “eliminare l’intestazione nelle pagine bianche che chiudono un capitolo” e compagnia vanno nel preambolo;
4) occorre accertarsi che di avere installato il pacchetto [tt]classicthesis-ldpkg[/tt]: a me `kpsewhere classicthesis-ldpkg.sty` non restituisce nulla quindi non è presente nella mia TexLive 2013 aggiornata;
5) credo che dare il titolo della tesi anche con [tt]\title[/tt] possa evitare un’errore.Nei file inclusi, visto che si incontra parecchie volte l’errore [tt]! LaTeX Error: There’s no line here to end.[/tt] probabilmente sono stati inseriti dei [tt]\\[/tt] dopo ambienti flottanti. Ci possono essere altre ragioni, ma questa mi sembra plausibile. Invece, [tt]! LaTeX Error: \begin{enumerate} on input line 15 ended by \end{document}.[/tt] mi sembra chiaro cosa significhi. Per quanto riguarda [tt]! Undefined control sequence.
l.36 e poi, nel testo, scrivere \euro[/tt] credo serva caricare il pacchetto [tt]eurosym[/tt] mentre per [tt]! Extra }, or forgotten \endgroup.
l.15 …quest’ultima colonna il simbolo \verb{\\{}
, restringedola in modo[/tt] dovrebbe mancare una graffa.Ciao
ClaudioGrazie mille!
1) non sapevo fosse bizzarro cambiare la dimensione della pagina ecc.; pensavo fosse flessibile e simile alle classi book e article;
2) non mi sono accorto del doppio pstricks: cambierò con changes e spero che il risultato sia quello che ho già ottenuto con pstricks (che mi sembra molto utile ed efficiente);
3) il punto 3) con la classe book a volte funziona così, a volte quando è nel preambolo;
4) sulla guida di Pantieri è scritto che la classe dovrebbe essere compresa sulla TeXLive e pensavo ci fosse già sulla più recente; cmq era caricata;
5) il punto 5 non lo ho capito, ma me ne occupo;
per il resto, ora correggo.
Grazie mille e scusate.
pb
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13 Febbraio 2014 alle 13:06 #92401::
pbiffis” post=92001Grazie mille!
1) non sapevo fosse bizzarro cambiare la dimensione della pagina ecc.; pensavo fosse flessibile e simile alle classi book e article;
2) non mi sono accorto del doppio pstricks: cambierò con changes e spero che il risultato sia quello che ho già ottenuto con pstricks (che mi sembra molto utile ed efficiente);
3) il punto 3) con la classe book a volte funziona così, a volte quando è nel preambolo;
4) sulla guida di Pantieri è scritto che la classe dovrebbe essere compresa sulla TeXLive e pensavo ci fosse già sulla più recente; cmq era caricata;
5) il punto 5 non lo ho capito, ma me ne occupo;
per il resto, ora correggo.
Grazie mille e scusate.
pbNon avendo mai avuto a che fare direttamente con ClassicThesis, ho controllato le vecchie discussioni: classicthesis-ldpkg.sty not found spiega bene il motivo per cui c’è l’errore. Attenzione: sia classicthesis che classicthesis-ldpkg.sty sono pacchetti, non classi.
In merito al punto 1), ClassicThesis è ispirata al lavoro di Bringhurst: di certo, dal punto di vista del codice, è flessibile perché si possono fare tutte le modifiche del mondo, ma credo occorra sapere bene cosa si fa. Non è che ci si alza la mattina e si migliora ClassicThesis.
Per il punto 5): `\title{Titolo della tesi}` Questo evita un errore. Invece:`\author{Autore}` evita un warning.
In merito al punto 3) confesso che non sapevo si dovesse inserire una patch alla fine del documento. Sul punto 2), invece, consiglio caldamente il pacchetto changes che uso praticamente sempre per gli articoli. Questo è l’abc:
`\usepackage[authormarkup=superscript,deletedmarkup=sout,addedmarkup=em]{changes}
\usepackage{soul}
\definechangesauthor[name={Claudio Fiandrino}, color=violet!65!magenta]{CF}% USAGE
% \replaced[id=author’s id, remark=remark]{new text}{old text}
% \added[id=author’s id, remark=remark]{new text}
% \deleted[id=author’s id, remark=remark]{deleted text}
%
% In case of references:
% \replaced[…]{bla bla bla}{~\mbox{\cite{something}}}% custom commands
\newcommand{\cfreplace}[3][]{\replaced[id=CF,#1]{#2}{#3}}
\newcommand{\cfadd}[2][]{\added[id=CF,#1]{#2}}
\newcommand{\cfdelete}[2][]{\deleted[id=CF,#1]{#2}}`Ciao
Claudio
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13 Febbraio 2014 alle 13:33 #92402::
Si, si sono classi e non pacchetti;senza modificare la dimensione della pagina, il margine sx mi sembra troppo ridotto rispetto a quello dx, soprattutto se il lavoro viene poi rilegato; io cmq non modifico mai nulla, anzi mi attengo alle informazioni che riesco a capire, dato che non sono competente;
grazie per il consiglio su changes, ma per i miei scopi è troppo complicato e mi sembra sufficiente pstricks, eventualmente con l’appoggio delle note a margine.
In definitiva però presumo di abbandonare la classe per tornare a book.
Grazie mille.
pb
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13 Febbraio 2014 alle 16:00 #92403::
pbiffis” post=92006Si, si sono classi e non pacchetti;
senza modificare la dimensione della pagina, il margine sx mi sembra troppo ridotto rispetto a quello dx, soprattutto se il lavoro viene poi rilegato; io cmq non modifico mai nulla, anzi mi attengo alle informazioni che riesco a capire, dato che non sono competente;
grazie per il consiglio su changes, ma per i miei scopi è troppo complicato e mi sembra sufficiente pstricks, eventualmente con l’appoggio delle note a margine.
In definitiva però presumo di abbandonare la classe per tornare a book.
Grazie mille.
pbNo, sono pacchetti e non classi.
Non direi che tu non modifichi mai nulla: il file che hai allegato era pieno delle modifiche che dici di non fare mai. Non gettare la spugna: se ti piace ClassicThesis usalo, ma sappi che è uno stile che potrebbe risultare troppo bello e attrarre l’occhio del lettore su di sé. Questo non va bene, perché ciò che dovrebbe attrarre è il contenuto del tuo lavoro. Fidati di ciò che ClassicThesis fa per impostazione predefinita: sa farlo molto bene.
Piuttosto, il consiglio che ti do è di non basarti sulla guida a ClassicThesis di Lorenzo Pantieri: descrive una versione precedente a quella che hai. Sulla mia macchina c’è la versione 4.1 del 14 agosto 2012. È l’ultima disponibile. Fa’ in modo di avercela anche tu, poi apri un terminale o un prompt dei comandi, scrivi
`texdoc classicthesis`
e da’ Invio. Ti si aprirà il manuale di ClassicThesis in formato PDF. Studiati quello: contiene alcuni esempi per far funzionare lo stile.Ciao
Tommaso
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13 Febbraio 2014 alle 16:29 #92404::
Non ho letto il file tex che hai allegato, perché mi pareva che ti avessero già dato molti consigli.Ora permettimi di dirti qualcosa che non hanno detto gli altri.
Non entro in merito al fatto che tu usi ClassicThesis, che è uno dei pacchetti più “criticati” qui sil forum; ricordo delle discussioni lunghissime sul fatto che ci volesse o non ci volesse il pacchetto classichethis-ldpkg. Io credo di averlo usato solo una volta per dare una mano a un laureando che non riusciva a usarlo ben; e o docuto modificare alcuni comandi di scrreprt per adattarlo alle sue esigenze motivate e rese necessarie dalle richieste delle sau università.
Supponiamo che tu ti sia documentato a questo proposito, ma non vado nemmeno a leggere la documentazione in merito, perché penso (e spero) che tu l’abbia già fatto aprendo una finestra comandi, scrivendoci dentro texdoc classicthesis, poi premendo il tasto invio, e poi leggendo quello che ti appare sullo schermo; l’hai fatto, vero?
Vedo cdunque che carichi i pacchetti seguenti:
1) varioref; alcuni lo ritengono utile, altri un po’ meno, ma l’avrai certamente caricato a ragion veduta.
2) booktabs: utilissimo ma va usato assolutamente senza mettere filetti verticali nelle tabelle.
3) geometry: ho il sospetto che sia già stato caricato da classicthesis. controlla.
3a) se usi \geometry per cambiare il layout della pagina, cosa che l’autore di ClassicThes priobisce strenuamente, anche se non lo impdisce, rovini tutta la bellezza del risultato.
4) guit: sie sicuro che in una tesi per Ca’ Foscari serva davvero? Cero non è vietato usarlo, ma anche lui carica graphics, e quindi potrebbero sal tar fuori degli errori “Option clash”.
5)cclicenses: OK
6)pstriks: mmmm…; questo ti obbliga a compilare con latex invece che con pdflatex; quindi ti obbliga poi a eseguire trasformazioni varie del risultato per arrivare alal forma finale in formato PDF; forse ti basta fermarti allo stadio di trasformare il fileDVI prodotto da latex in un file PS ottenuto trasformandolo con dvips. Ma Certamante perdi qualche funzionalità, visto che il formato DVI non può contenere alcune cose, e quindi le trasformazioni eseguibili non possono inserire informazioni che non ci sono nel file da trasformare. Il pacchetto TikZ è compatibile con il compilatore pdflatex; credo che @cfiandra, consigliandoti changes, implicitamente ti fornisse la stessa informazione/
7) fancyhdr: se lo usi, cambi il look di classicthesis, e l’autore non lo vuolo. Inoltre \scritpsize per il corpo delle testatine è ridicolmente piccolo, ed equivale a testatine illeggibili.
7a) le impostazioni di fancyhdr sono piuttosto insolite; di \scriptsize ho già detto; poi la testatina alta (\headheight} 0.5pt, cio`circa un sesto di millimetro è semplicemente ridicola.
8 ) alltt: sei sicuro che ti serva” io in circa trent’anni che uso il sistema TeX non ne ho mai sentito il bisogno.
9) indentfirst: OK
10) graphics: già caricato almeno dal pacchetto guit.
11) pstriks: già caricato; i commenti li ho scritti al punto6).
12) footnote: la documentazione afferma che:”This package provides some commands for handling footnotes slightly better than LATEX usually does; there are several commands and environments (notably \parbox, minipage and tabular1) which ‘trap’ footnotes so that they can’t escape and appear at the bottom of the page.” LaTeX, anche quando era in versione 2.09 era capace di fare quelle cose senza bisogno di ricorrere a pacchetti aggiuntivi; questo poi non è più aggiornato dal 1997, cioè da 17 anni; o è talmente perfetto, che non ha bisogno di revisioni, o rimane per compatibilità col passato al fine di rendere compilabili vecchi documenti. Inoltre abbbiamo detto qui sul forum diverse volte che ne note nelle figure e nelle tabelel non si mettono, sia perché sono oggetti flottanti, sia perché, all’occorrenza possono essere messe nelle rispettive didascalie, ricorrendo all’uso dell’argomento facoltativo del comando \caption, che accetta una didascalia breve (per la lista delel figure o tabelle) e una didascalia lunga che può contenere quello che si vuole.
13) hyperref: sei sicuro che non sia già stato caricato dalla classe o da classicthesis? Prova a toglierne la chiamata ma lascia \hypersetup; se ti da errore allora caricalo pure; ma sposta entrambi i comandi alla fine del preambolo.
14) fncychap: a tutti coloro che hanno caricato questo pacchetto, sia pure con l’opzione normal, abbiamo sempre consigliato di astenersene. Se vuoi personalizzare lo stile dei capitolo usa pacchetti appropriati, ricordando che l’autore di classicthesis non vuole che si apportino modifiche al suo book design.
15) makeidx; oggi si usa imakeidx che compone l’indice analitico in simultanea con il documento. Ma sei sicuro che la tua tesi abbia bisogno di un indice analitico?Poi cominci il documento.
16) i bookmark servono per qualcosa di difficile da trovare, non per la prima pagina di un documento; non è vietato usarlo, ma…
17) Ch.mo Prof.: Ch.mo non si usa più da un pezzo, ma se proprio lo vuoi usare, il successivo appellativo Prof. va minuscolo. Il tutto, però va nella stessa riga del nome in grassetto.
18) Laureando/a: sappia bene se Desiré è maschile o femminile: perché sei incerto?
19) anche il pdfbookmark mi sembra del tutto sprecato.
20) \frontmatter è al posto sbagliato esso deve stare appena dopo \begin{document}, perché la numerazione dele pagine ricomincia da 1 (o da i con i numeri romani), mentre anche il frontespizio e l’indice fanno parte della front matter, anche se le rispettive pagine eventualmente no riportano il numero della pagina o in calce o nella testatina.
21) mmm…; hai un file che contiene i capitoli della tesi: un file che contiene le tabelle e le figure? scherziamo? Poi un file che contiene la miscellanea; cosa sarebbe questa miscellanea?
22) e le conclusioni della tesi nella backmatter? schrziamo?
23) Quel pezzo di codica per rendere completamente bianca la pagina pari eventualmente appesa alla fine di un capitolo che termina con una pagina dispari lì dove l’hai messo, cioè alla fine del documento, non serve assolutamente a niente; a quel punto ormai è troppo tardi, se doveva servire a qualcosa doveva stare nel preambolo; ti risprmi ogni fastidio se nel preambolo carichi il pacchetto emptypage che fa le stesse cose e le fa meglio.
24) \maetitle alla fine del documento? a cosa serve il titolo come ultima pagina?
25) l’impostazione del contatore tocdepth al valore 4, messo lì in fondo quando le informazioni per comporre l’indice generale (TOC: table of contents) sono già state raccolte e scritte nei file ausiliari non serve a granché, anzi a niente. Se prprio vuoi lo metti nel preambolo, oppure subito dopo \begin{document}, ma… sei sicuro che vuoi avere un indice generale che assomigli ad un elenco telefonico? il valore 4 significa che l’ultimo comando di sezionamento che metti nell’indice è il capoverso con titolino (quello prodotto con il comando di sezionamento \paragra[h, tanto epr intenederci: i numeri che si mettono in quel contatore rappresentano il livelli dei comandi di sezionamento e vengono posti nell’indice tutti i titoli dei comandi di sezionamento file al livello corrispondente a quel numero:Livello comando significato in italiano
-1 \part parte
0 \chapter capitolo
1 \section paragrafo
2 \subsection sottoparagrafo
3 \subsubsection sotto sottoparagrafo
4 \paragraph capoverso
5 \subparagraph commaTutto ciò è spiegato in qualunque guida; ti sto svelando dei segreti di Pulcinella visto che tutto ciò è spiegato dalla guide che questo sito mette a disposizione dei suoi frequentatori nella sezione Documentazione e nelle sue sottosezioni; ti suggerisco L’Arte di scrivere con LaTeX e il LaTeX Reference Manual commentato
e tradotto in italiano; anzi, di quest’ultima guida tematica è stata presentata propio ieri una nuova edizione arricchita di altri commenti.Se le personalizzazione che vuoi fare non sono fattibili sulla versione di ClassicThesis, ritorna a book (e non a scrbook), ma sta attento ai pacchetti che carichi, perché li carichi, e a non commettere gli errori che ti ho segnalato, decidendo in anticipo se ti servono la funzionalità di pdflatex (e quinidi senza usare pstriks) oppure se ne puoi fare a meno (e quindi usando pstriks). Io ti sconsiglio di usare pstriks, ma è solo un consiglio dovuto a preferenze personali, perché io preferisco disporre della piena potenza del linguaggio PDF originale.
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13 Febbraio 2014 alle 20:23 #92405::
Caro Claudio,ti ringrazio vivamente della quantità enorme di tempo che mi hai dedicato e dei preziosi consigli di cui farò tesoro.
Io sono un utente di Latex molto superficiale perché faccio un altro mestiere: sono riuscito a padroneggiare un po’ book e article e ho prodotto alcuni libri molto belli anche se, dal vostro punto di vista, saranno pieni di errori. Ma rispetto a quelli di altri editori e a word…
Pensavo di orientare gli studenti verso Latex, obiettivo che perseguo da anni con scarso successo, avvalendomi di classicthesis, ma non sapevo di infilarmi in un ginepraio; ovviamente mi sono fidato della versione di Pantieri e non sono andato a leggere il doc che mi hai consigliato. Ho cercato di installare il pacchetto ma la mia TeXLive2013 mi segnala che è già stato installato anche se poi non lo vede.
Comunque non ho tempo di imparare questa classe per gli studenti e quindi torno a book, cercando di migliorarne la conoscenza. Fra l’altro, se padroneggio meglio questa classe, realizzo meglio il mio obiettivo generale che è quello di ridurre l’intermediazione degli editori.
Grazie ancora,
pb
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13 Febbraio 2014 alle 21:41 #92406::
pbiffis” post=92017
Pensavo di orientare gli studenti verso Latex, obiettivo che perseguo da anni con scarso successo, avvalendomi di classicthesis, ma non sapevo di infilarmi in un ginepraio; ovviamente mi sono fidato della versione di Pantieri e non sono andato a leggere il doc che mi hai consigliato. Ho cercato di installare il pacchetto ma la mia TeXLive2013 mi segnala che è già stato installato anche se poi non lo vede.
Quello che dici mi stupisce; se hai seguito i consigli che si danno qui sul forum, sai che viene sempre consigliato di installare TeXLive nella versione completa ed aggiornata. sia che tu sia su Windows, sia sul Mac (facilissimo, perché la versione per Mac di TeXLive si chiama MacTeX e si installa sempre completa; inoltre ha una bella interfaccia grafica per l’aggiornamento che si chiama TeX Live Utility.app); sia si Linux e per gli utenti Linux il documento texlive-ubuntu.pdf che ha scritto Enrico si trova facilmente in rete; non serve solo per Ubuntu, ma per tutte le versioni Linux/Debian.
Bene; tutte le verisoni di TeXLive, hanno un TeXLive Manager che si attiva con l’apposita app sul Mac, ma che si attiva in Windows e in Linux con tlmgr –gui, comando che va dato in una finestra comandi; Questo Manager può essere usato anche quotidianamente (ma settimanalmente basta) e aggiorna e installa tutto quello che si vuole e lascia il computer pronto per usare tutto, assolutamente tutto; non è che questo lo vede e quello non lo vede. Se la cosa programma, classe, pacchetto, script viene installata da tlmgr, viene sempre instalalta correttamente e in modo da essere veduta. Se uno prova ad installare a mano è quasi certo che finisce per combinare qualcosa che non va.
Quindi non provare mai a installare qualcosa a mano; serviti sempre di tlmgr o TeXLive Utility.
Ciao
Claudio
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14 Febbraio 2014 alle 7:31 #92407::
E’ quello che ho sempre fatto, altrimenti come avrei fatto a stampare il mio libro e quello degli altri in quanto editore? Sharelatex è un ottimo strumento di civiltà, ma sono giunto alla conclusione che non evita di installare il sw sulla propria macchina.Dopo molti anni di attività didattica, invece, ho capito che troppo spesso il passaggio dell’informazione dipende sia da chi ascolta sia da chi trasmette; per questo cercavo di scrivere un vademecum. Le guide GUIT, infatti, sono utilissime ma molto spesso sono semplici traduzioni (non dichiarate), a anche mal fatte, del materiale inglese originario.
Inoltre sembrano fatte per allontanare, più che per avvicinare l’utente (ma questo dipende dall’incolmabile divario fra chi sa e chi no).Cmq, per chiudere la faccenda classicthesis, il manuale di Pantieri (2010) sta sia sul sito Guit, sia su sharelatex.com/. Così ho rotto l’anima anche a quelli; ora scrivo anche a loro ad evitare che cerchino inutili imposte alle mie richieste.
Ciao e grazie,
pb
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14 Febbraio 2014 alle 9:37 #92408::
pbiffis” post=92022Cmq, per chiudere la faccenda classicthesis, il manuale di Pantieri (2010) sta sia sul sito Guit, sia su sharelatex.com/. Così ho rotto l’anima anche a quelli; ora scrivo anche a loro ad evitare che cerchino inutili imposte alle mie richieste.
Beh, qui si va a toccare un tasto che in genere mi rende suscettibile 😉 A quale “manuale di Pantieri (2010) sta sia sul sito Guit” ti riferisci? All’introduzione su ClassicThesis? Nel mio precedente messaggio, ho allegato un link ad un’altra discussione: quel link manda ad un messaggio di Lorenzo in cui invita l’OP ad aggiornare la guida dal 2010 alla nuova versione 2012. Ora, non ce l’ho con te in particolare, ma il 90% dei problemi che viene postato qui si risolve avendo informazioni aggiornate. Tanto più nel caso di ClassicThesis il cui autore non mantiene compatibilità fra le versioni.
pbiffis” post=92022Dopo molti anni di attività didattica, invece, ho capito che troppo spesso il passaggio dell’informazione dipende sia da chi ascolta sia da chi trasmette; per questo cercavo di scrivere un vademecum. Le guide GUIT, infatti, sono utilissime ma molto spesso sono semplici traduzioni (non dichiarate), a anche mal fatte, del materiale inglese originario.
Ti ringrazio per il feedback. Posso parlare solo delle guide tematiche che ho scritto io, e non sono traduzioni di opere esistenti in inglese. Anzi, sebbene riguardi un argomento di nicchia, la guida sulla macro [tt]\tikzmark[/tt] è proprio la prima in assoluto a trattare l’argomento ed è stata realizzata mesi prima che l’autore rilasciasse il pacchetto [tt]tikzmark[/tt].
Ciao
Claudio
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14 Febbraio 2014 alle 9:45 #92409::
Posso parlare solo delle guide tematiche che ho scritto io, e non sono traduzioni di opere esistenti in inglese. Anzi, sebbene riguardi un argomento di nicchia, la guida sulla macro [tt]\tikzmark[/tt] è proprio la prima in assoluto a trattare l’argomento ed è stata realizzata mesi prima che l’autore rilasciasse il pacchetto [tt]tikzmark[/tt].
si, si lo so e me ne avvalgo; anzi ho fatto una breve lista di refusi (sulla Versione B5-0.98y) che appena ho messo a punto ti invio.
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14 Febbraio 2014 alle 10:13 #92410::
Sì ci sono delle guide mal fatte; si ci sono delle guide troppo lunghe e prolisse (non ultime quelle che scrivo io); è per questo che le leggo sempre in inglese; quando conosco la lingua originale e le guide esistono in lingua originale, le leggo anche in francese, spagnolo e portoghese, perché prefrisco sempre, potendo, non leggere le imprecisioni delle traduzioni.
Non ho mai trovato guide lughe che mi allontanassero dalla lettura anche su argomenti a me totalmente ignoti; ho trovato invece delle guide brevi incomprensibili e se ero veramente interessato alla cosa, mi leggevo il codice TeX piuttosto di sforzarmi di capire l’incomprensibile; ho imparato molto lo stesso (dalla lettura del codice). Comunque hai ragione a dire che la comprensibilità di una guida dipende da chi scrive e da chi legge. ma nel caso di LaTeX e dei suoi pacchetti di estensione, il divario non è tanto fra chi sa e chi non sa, quando dal fatto che il marj up di LaTeX è non solo vastissimo e nessuno lo conosce completamente, ma essendo scritto in un linguaggio che permette di eseguire delle definizioni di altro mark up e questo si è tradotto in circa 2800 pacchetti aggiuntivi al nucleo di LaTeX, sfido a trovare il Pico della Mirandola del caso che conosca il mark up completo ed esteso. Nessuno è in gradi di conoscere tutta questa montagna di cose; tuttavia bisogna sapersi barcamanare con la lettura della documentazione e saper mandare giù l’ostacolo di una lettura difficile.
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14 Febbraio 2014 alle 10:30 #92411::
cfiandra” post=92025
Cmq, per chiudere la faccenda classicthesis, il manuale di Pantieri (2010) sta sia sul sito Guit, sia su sharelatex.com/. Così ho rotto l’anima anche a quelli; ora scrivo anche a loro ad evitare che cerchino inutili imposte alle mie richieste.
Beh, qui si va a toccare un tasto che in genere mi rende suscettibile 😉 A quale “manuale di Pantieri (2010) sta sia sul sito Guit” ti riferisci? All’introduzione su ClassicThesis? Nel mio precedente messaggio, ho allegato un link ad un’altra discussione: quel link manda ad un messaggio di Lorenzo in cui invita l’OP ad aggiornare la guida dal 2010 alla nuova versione 2012. Ora, non ce l’ho con te in particolare, ma il 90% dei problemi che viene postato qui si risolve avendo informazioni aggiornate. Tanto più nel caso di ClassicThesis il cui autore non mantiene compatibilità fra le versioni.
Fino a qualche settimana fa su entrambi i siti vi era l’Introduzione (feb 2010); ora sul Guit non c’è più e su sharelatex c’è il Customizing (febb. 2012).
Se il 90% dei problemi attiene a questioni relative all’aggiornamento delle informazioni, per alleggerire il forum penso si dovrebbe agire sul quel punto. Ma mi sembra molto oneroso.
Oppure la prima risposta al 90% delle richieste dovrebbe essere più o meno ‘hai già visto l’aggiornamento di questo o di quello?’.
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14 Febbraio 2014 alle 10:46 #92412::
OldClaudio” post=92031
D’accordo: il problema si aggrava inoltre per chi, come me, non ha la testa sempre su latex, non sa leggere il codice, sa solo il francese, l’inglese e il padano, ecc.; figuriamoci gli studenti che non sanno nemmeno l’italiano o i colleghi che pensano ancora in word. Così va a finire che si cerca la linea più semplice, veloce e di minor resistenza… e così si va a sbattere.
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