Io, che sono umanista più o meno come Tommaso (anche se di una famiglia diversa, filosofo e non letterato),
ho cambiato decine e decine di font, ho una collezione di alcune decine di migliaia di TrueType e altro ancora.
Alla fine uso un po’ raramente TImes (Tex Gyre Termes), più spesso Palatino (Tex Gyre Pagella), mi piace abbastanza
l’Arno Pro di Adobe, non troppo largo ma molto leggibile- Amo moltissimo il Garamond.
Ho l’Adobe Garamond Premier Pro (tutte le famiglie dei corpi ottici), ma preferisco l’EB Garamond
perché ha un corsivo un po’ meno “stretto”. Francamente, non ho mai pensato troppo alla corrispondenza
tra font e contenuto: Aristotele col Garamond, Carnap col Times? Come si fa a decidere?
Ultimamamente ho usato quasi sempre l’EB Garamond rinunciando al grassetto che non ha (ancora).
Ma se vedi un testo della vecchia Einaudi (peggiorata notevolmente in questi ultimi anni) oppure di Utet,
allora ti accorgi che il grassetto non lo usano mai. E anche i titoli non trovo serva farli in un corpo cinque volte
più grande del corpo del testo. Si legge benissimo lo stesso e la pagina guadagna in omogeneità ed eleganza
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