Quel makeatletter non serve a niente, anzi… è un resudo di operazioni precedenti nelle quali cercavo di farmi scrivere sulla console i valori o i significati di variabili interne conteneti il segno @; mi sono scorato di cancellarlo.
[tt]\levavmodo[/tt] non da nessuna fastidio se lo integri dentro alla definzione di [tt]verseparallel[/tt]. perché serve solo per lasciare/abbandonare (to leave) il modo verticale ( v(ertical) mode); se il compilatore si trova già ad operare in modo orizzontale non fa assolutamente nulla.
L’utilità dell’ambeinte verse dentro l’ambiente verseparallel? Be’, dipende dalle tue necessità; certamente impostando il valore di \vindent, è possibile rientrare la seconda parte di un verso troppo lungo per stare nella giustezza, e quindi ripiegato sulla riga successiva. All’occorrenza si possono alternare i due versi dei distici. Volendo si possono numerare i versi sia con continuità sia con un certo ritmo, per esempio uno ogni cinque. La documentazione di verse è molto ricca e piena di esempi, compreso l’ultimo che riporta una poesia di Carrol, composta in forma di serpente… Certo, queste acrobazie di composizione non ti interessano, ma te l’ho citato tanto per darti un’idea di quello che si può fare con le funzionalità di quel pacchetto.
È vero, non è il caso di mescolare pagine diritte con pagine in landscape; io ti ho mostrato che cosa succede con una pagina A4 in verticale o in orizzontale, solo per mostrare l’effetto di una giustezza maggiore. Perè non è fuori luogo comporre dentro una minipage di larghezza maggiore della giustezza della pagina, collocandola in posizione centrata, in modo che l’eccesso di larghezza si ripartita in modo uguale fra i due margini laterali; scegliendo il valore giusto della larghezza della minipage puoi avere i due poemi affincati senza che siano separati da un gap troppo grande.
Inserendo due nuove lunghezze si può fare di meglio; guarda questo codice:`
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = XeLaTeX
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
\setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
\newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}
\usepackage[a4paper%,landscape
]{geometry}
\usepackage{kantlipsum}% testo di riempimento
% versi
\usepackage{verse}
\setlength{\vleftskip}{15pt}
\usepackage{parallel}
\newlength\leftwidth % Nuove lunghezze
\newlength\rightwidth
\newenvironment{verseparallel}[2]
{\footnotesize\parindent=0pt\relax
\begin{Parallel}{\leftwidth}{\rightwidth}% larghezze diverse
\ParallelLText{#1}\ParallelRText{#2}}
{\end{Parallel}}
\begin{document}
\noindent\makebox[\textwidth]{%
\begin{minipage}{1.1\textwidth}% il valore 1.1 è determinato sperimentalmente
\setlength{\leftwidth}{0.4\textwidth}
\setlength{\rightwidth}{0.55\textwidth}
\begin{verseparallel}
{\leavevmode\begin{greek}%
τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}
}
{%
Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
e il vello potete ancora oggi vederlo\\
disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
come il montone stesso chiese,\\
lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
nella sua veste di protettore di esuli.2
}
\end{verseparallel}
\end{minipage}}
\bigskip
\kant[1]
\end{document}`
Come vedi, giocando sulla larghezza della minipage e sulle larghezze dei due testi paralleli si ottiene un risultato che esce fuori dei marigni, ma non troppo, e dove gli spazi dedicati ai due teoremi paralleli sono equilibrati
Infine, tieni presente che l’ambiente verseparallel che hai deifinito non ti permette di usare il comando \ParallelPar, che va dato dopo \ParallelRtext, per separare due strofe consecutive. Forse risolvi con due ambienti verseparallel consecutivi, in mezzo ai quaili puoi porre a mano lo spazio che vuoi, ma il modo corretto di gestire el strove è tramite \ParallelPar.
Nella Guida GuIT, ho messo un esempio del Pater Noster scritto in caratteri latini, greci e copti, su tre colonne parallele; è un ambiente che ho scritto io e ha funzionalità minori di quelle del pacchetto parallel, tranne che mi consente un numero “qualsiasi” di colonne; va bene solo per il testo: non riusciresti a mettere un poema diviso in stroffe con due sue traduzioni parallele, perché o sono quinari o sono versi troppo lunghi.
Invece è interessante quello che stai facendo con due poemi paralleli. Puoi ottenere dei bei risultati unendo le potenzialità di parallel e di verse.