Versi in parallelo

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  • #93905
    samiel
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      Per avere testo originale e traduzione di brevi passi uso un ambiente apposito.
      Tutto funziona per testi latino/italiano, ma col greco ho un problema:
      `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
      \usepackage{fontspec}
      \usepackage{polyglossia}
      \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
      \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
      \newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}

      % versi
      \usepackage{verse}
      \setlength{\vleftskip}{15pt}

      \usepackage{parallel}
      \newenvironment{verseparallel}[2]
      {\begin{Parallel}{}{}\footnotesize\parindent=0pt
      \ParallelLText{#1}\ParallelRText{#2}}
      {\end{Parallel}}

      \begin{document}

      \begin{verseparallel}
      {\begin{greek}
      τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
      ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
      ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
      Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
      κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
      Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
      τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
      Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}\\
      }
      {
      Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
      venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
      cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
      e il vello potete ancora oggi vederlo\\
      disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
      come il montone stesso chiese,\\
      lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
      nella sua veste di protettore di esuli.2\\
      }
      \end{verseparallel}

      \end{document}`
      Il primo verso risulta una riga sotto il corrispondente verso italiano:
      quale può essere la causa?

      grazie
      m

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      • #93906
        alegenn
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          samiel” post=93485Per avere testo originale e traduzione di brevi passi uso un ambiente apposito.
          Tutto funziona per testi latino/italiano, ma col greco ho un problema:
          `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
          \usepackage{fontspec}
          \usepackage{polyglossia}
          \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
          \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
          \newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}

          % versi
          \usepackage{verse}
          \setlength{\vleftskip}{15pt}

          \usepackage{parallel}
          \newenvironment{verseparallel}[2]
          {\begin{Parallel}{}{}\footnotesize\parindent=0pt
          \ParallelLText{#1}\ParallelRText{#2}}
          {\end{Parallel}}

          \begin{document}

          \begin{verseparallel}
          {\begin{greek}
          τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
          ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
          ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
          Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
          κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
          Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
          τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
          Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}\\
          }
          {
          Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
          venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
          cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
          e il vello potete ancora oggi vederlo\\
          disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
          come il montone stesso chiese,\\
          lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
          nella sua veste di protettore di esuli.2\\
          }
          \end{verseparallel}

          \end{document}`
          Il primo verso risulta una riga sotto il corrispondente verso italiano:
          quale può essere la causa?

          grazie
          m

          Hai provato a mettere un comando di tipo [tt]\section{…}[/tt] per dare un titolo a questa parte del tuo documento?

        • #93907
          samiel
          Partecipante
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            Vero, mettendo una \section il verso torna a posto,
            ma non è una sezione, ho diversi passi di seguito…
            Cosa devo dedurre?

          • #93908
            alegenn
            Partecipante
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              samiel” post=93487Vero, mettendo una \section il verso torna a posto,
              ma non è una sezione, ho diversi passi di seguito…
              Cosa devo dedurre?

              Non saprei, bisogna aspettare il parere degli esperti, suppongo abbia a che fare con le macro che definiscono gli ambienti a due colonne… mah.
              Nel l’attesa di una spiegazione sensata puoi “rattoppare” scrivendo [tt]\section*{null}[/tt], ovviamente non si tratta di una soluzione 🙁
              Saluti

            • #93909
              OldClaudio
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                L’ambinete greek riconosce se viene emesso in modo verticale o orizzontale; siccome il testo greco comincia quando l’ambiente Parallel è in modo verticale, \begin{greek emette una spaziatira e poi passa in mdo orizzontale. La soluzione del problema è nell’inserire un [tt]\leavevmode[/tt] prima di [tt]\begin{greek}[/tt] Poi il testo viene sempre correttamante; tieni presente eprò che i versi italiani sono più lunghi di quelli greci, quindi sarebbe forse il caso di specificare larghezze diverse per le due colonne; inoltre, comunque sia i versi appaiati si paiano perché nonessuna delle due colonne è larga abbastanza per contenreli senza spezzarli, quindi il parallelismo cade. Prendi il codice che ho leggermente modificato
                `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                % !TEX TS-program = XeLaTeX
                \documentclass[a4paper,11pt]{article}
                \usepackage{fontspec}
                \usepackage{polyglossia}
                \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
                \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
                \newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}

                \usepackage[a4paper%,landscape
                ]{geometry}

                % versi
                \usepackage{verse}
                \setlength{\vleftskip}{15pt}

                \usepackage{parallel}

                \newenvironment{verseparallel}[2]
                {\footnotesize\parindent=0pt\relax
                \begin{Parallel}{0.49\textwidth}{0.49\textwidth}
                \ParallelLText{#1}\ParallelRText{#2}}
                {\end{Parallel}}

                \begin{document}
                \makeatletter

                \begin{verseparallel}
                {\leavevmode\begin{greek}%
                τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
                ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
                ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
                Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
                κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
                Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
                τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
                Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}
                }
                {%
                Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
                venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
                cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
                e il vello potete ancora oggi vederlo\\
                disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
                come il montone stesso chiese,\\
                lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
                nella sua veste di protettore di esuli.2
                }
                \end{verseparallel}

                \end{document}`
                Io ho specificato larghezze uguali delle colonne, ma avrei potuto anche definirle uguali; compila così com’è e vedi chediversi veri italiani e diversi versi greci si spezzano perché non stanno nella giustezza; decommente l’opzione landscape nella chiamata del pacchetto geometry, e vedi che la pagina si mette di traverso, le due colonne definite con 049\textwidth sono larghissime, i versi non si spezzano e restano paralleli.

                Nota il comando \leavevmode nella prima colonna; lo potresti spostare dentro la definizione di verseparallel.

                A proposito di versi; a cosa ti serve il pacchetto verse se non ne usi le funzionalità nemmeno dentro l’ambiente verseparallel? Va bene che può esssrtei utile per versi non paralleli, ma forse lo potresti usare anche nel caso di versi paralleli, almeno quellli ripiegati perché non stanno nella giustezza della colonna, risultano un po’ rientrati e si cpaisce che si tratta di continuazioni della riga precedente.

              • #93910
                samiel
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                  Grazie della spiegazione.
                  In effetti con \leavevmode funziona. Poiché tuttavia ho anche casi latino/italiano
                  e inglese/italiano, dove non serve, se lo sposto nella definizione di verseparallel
                  per non doverlo ripetere ogni volta, può produrre dei guai?

                  Per la lunghezza, finito il lavoro vedo come adattare le colonne; ma trattandosi
                  di numerose citazioni piuttosto o molto brevi all’interno di un testo italiano,
                  non credo che sia il caso di usare occasionalmente landscape.

                  L’ambiente verse lo uso perché ho anche versi solo italiano,
                  però l’idea di usarlo all’interno di verseparallel[(b] per fruire dei suoi vantaggi
                  è buona! Però io già lo uso impostando un rientro specifico, In che modo
                  potrei usarlo dentro i versi paralleli?

                  Un’ultima cosa: non capisco a che cosa serve quel \makeatletter
                  che segue l’inizio del cocumento:
                  `\begin{document}
                  \makeatletter`

                  grazie
                  m

                • #93911
                  OldClaudio
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                    Quel makeatletter non serve a niente, anzi… è un resudo di operazioni precedenti nelle quali cercavo di farmi scrivere sulla console i valori o i significati di variabili interne conteneti il segno @; mi sono scorato di cancellarlo.

                    [tt]\levavmodo[/tt] non da nessuna fastidio se lo integri dentro alla definzione di [tt]verseparallel[/tt]. perché serve solo per lasciare/abbandonare (to leave) il modo verticale ( v(ertical) mode); se il compilatore si trova già ad operare in modo orizzontale non fa assolutamente nulla.

                    L’utilità dell’ambeinte verse dentro l’ambiente verseparallel? Be’, dipende dalle tue necessità; certamente impostando il valore di \vindent, è possibile rientrare la seconda parte di un verso troppo lungo per stare nella giustezza, e quindi ripiegato sulla riga successiva. All’occorrenza si possono alternare i due versi dei distici. Volendo si possono numerare i versi sia con continuità sia con un certo ritmo, per esempio uno ogni cinque. La documentazione di verse è molto ricca e piena di esempi, compreso l’ultimo che riporta una poesia di Carrol, composta in forma di serpente… Certo, queste acrobazie di composizione non ti interessano, ma te l’ho citato tanto per darti un’idea di quello che si può fare con le funzionalità di quel pacchetto.

                    È vero, non è il caso di mescolare pagine diritte con pagine in landscape; io ti ho mostrato che cosa succede con una pagina A4 in verticale o in orizzontale, solo per mostrare l’effetto di una giustezza maggiore. Perè non è fuori luogo comporre dentro una minipage di larghezza maggiore della giustezza della pagina, collocandola in posizione centrata, in modo che l’eccesso di larghezza si ripartita in modo uguale fra i due margini laterali; scegliendo il valore giusto della larghezza della minipage puoi avere i due poemi affincati senza che siano separati da un gap troppo grande.

                    Inserendo due nuove lunghezze si può fare di meglio; guarda questo codice:`
                    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                    % !TEX TS-program = XeLaTeX
                    \documentclass[a4paper,11pt]{article}
                    \usepackage{fontspec}
                    \usepackage{polyglossia}
                    \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
                    \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
                    \newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}

                    \usepackage[a4paper%,landscape
                    ]{geometry}

                    \usepackage{kantlipsum}% testo di riempimento

                    % versi
                    \usepackage{verse}
                    \setlength{\vleftskip}{15pt}

                    \usepackage{parallel}

                    \newlength\leftwidth % Nuove lunghezze
                    \newlength\rightwidth

                    \newenvironment{verseparallel}[2]
                    {\footnotesize\parindent=0pt\relax
                    \begin{Parallel}{\leftwidth}{\rightwidth}% larghezze diverse
                    \ParallelLText{#1}\ParallelRText{#2}}
                    {\end{Parallel}}

                    \begin{document}

                    \noindent\makebox[\textwidth]{%
                    \begin{minipage}{1.1\textwidth}% il valore 1.1 è determinato sperimentalmente
                    \setlength{\leftwidth}{0.4\textwidth}
                    \setlength{\rightwidth}{0.55\textwidth}
                    \begin{verseparallel}
                    {\leavevmode\begin{greek}%
                    τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
                    ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
                    ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
                    Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
                    κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
                    Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
                    τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
                    Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}
                    }
                    {%
                    Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
                    venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
                    cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
                    e il vello potete ancora oggi vederlo\\
                    disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
                    come il montone stesso chiese,\\
                    lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
                    nella sua veste di protettore di esuli.2
                    }
                    \end{verseparallel}
                    \end{minipage}}

                    \bigskip

                    \kant[1]

                    \end{document}`
                    Come vedi, giocando sulla larghezza della minipage e sulle larghezze dei due testi paralleli si ottiene un risultato che esce fuori dei marigni, ma non troppo, e dove gli spazi dedicati ai due teoremi paralleli sono equilibrati

                    Infine, tieni presente che l’ambiente verseparallel che hai deifinito non ti permette di usare il comando \ParallelPar, che va dato dopo \ParallelRtext, per separare due strofe consecutive. Forse risolvi con due ambienti verseparallel consecutivi, in mezzo ai quaili puoi porre a mano lo spazio che vuoi, ma il modo corretto di gestire el strove è tramite \ParallelPar.

                    Nella Guida GuIT, ho messo un esempio del Pater Noster scritto in caratteri latini, greci e copti, su tre colonne parallele; è un ambiente che ho scritto io e ha funzionalità minori di quelle del pacchetto parallel, tranne che mi consente un numero “qualsiasi” di colonne; va bene solo per il testo: non riusciresti a mettere un poema diviso in stroffe con due sue traduzioni parallele, perché o sono quinari o sono versi troppo lunghi.

                    Invece è interessante quello che stai facendo con due poemi paralleli. Puoi ottenere dei bei risultati unendo le potenzialità di parallel e di verse.

                  • #93912
                    samiel
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                      L’idea della minipage è ottima per evitare che i testi vadano a capo,
                      e anche se sfora i margini il risultato è tecnicamente felice perché consente
                      di mantenere il parallelismo fra testo originale e traduzione.

                      Della divisione in strofe non mi ero reso conto perché in questo testo
                      non ho casi del genere. D’altro canto nella poesia greca le strofe non esistono.

                      Nel caso non si usi la minipage, in effetti la rientranza prodotta da verse
                      è un segnale utile per capire che non si tratta di un verso nuovo,
                      ma continuo a non capire come integrare i due pacchetti, dal momento
                      che ho un ambiente verse con sue impostazioni specifiche.
                      Dovrei probabilmente creare un ambiente nuovo, ma non capisco
                      in che direzione si dovrebbe operare

                      m

                    • #93913
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        No, hai ragione, non è facile integrare l’ambiente verse con l’ambiente parallel e verseparallel. ho provato, ma in pratica bisogna riscrivere tutto quanto, oppure creare un ambiente ex novo. Il bello di parallele e quindi anche di verseparallel è che i due testi paralleli consentono un salto paigna (se i versi non sono ripiegati) dopo due versi corrispondenti elle due colonne. Usando scatole si potrebbero fare cose semplici, ma senza svuotarle riga per riga, la cosa non è possibile. formati così, anche se i poemi paralleli non ti consentono di usare l’ambiente poem dentro il testo destro e dentro quello sinistro.

                      • #93914
                        samiel
                        Partecipante
                          Up
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                          Infatti con i codici fin qui prodotti al momento posso dirmi soddisfatto 🙂
                          C’è solo una stranezza che è sorta. Ecco un frammento di codice di esempio:
                          `\documentclass[a4paper,12pt,twoside]{report}
                          \usepackage{fontspec}
                          \defaultfontfeatures{RawFeature=-clig,Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle,Contextuals=NoAlternate}
                          \setmainfont{EB Garamond}
                          \newfontfamily{\smallcaps}[RawFeature={+c2sc,+scmp}]{EB Garamond}
                          \setmonofont[Scale=MatchLowercase]{Myriad Pro}
                          \usepackage{polyglossia}
                          \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
                          \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
                          \newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}
                          \usepackage{microtype}
                          \usepackage[bindingoffset=1cm,heightrounded]{geometry}
                          \linespread{1.10}
                          \raggedbottom

                          \usepackage{verse}
                          \setlength{\vleftskip}{15pt}

                          \usepackage{parallel}
                          \newlength\leftwidth % Nuove lunghezze
                          \newlength\rightwidth
                          \newenvironment{verseparallel}[2]
                          {\begin{Parallel}{0.44\textwidth}{0.54\textwidth}\footnotesize\parindent=0pt
                          \ParallelLText{\leavevmode #1}\ParallelRText{#2}}
                          {\end{Parallel}}
                          \BeforeBeginEnvironment{verseparallel}{\medskip}
                          \AfterEndEnvironment{verseparallel}{\medskip}

                          \usepackage[perpage,bottom,hang,stable,norule]{footmisc}
                          \renewcommand{\hangfootparindent}{2em}
                          \renewcommand{\hangfootparskip}{3pt}
                          \renewcommand{\footnotemargin}{0.00001pt}
                          \renewcommand{\footnotelayout}{\hspace{1em}}

                          \begin{document}

                          \chapter{Costellazioni antiche}
                          La maggior parte delle ottantotto costellazioni è di origine greca. Gli antichi
                          in esse vedevano delle figure reali e, spesso, le associavano a personaggi
                          mitologici. Tra le più antiche vi sono quelle dello zodiaco.

                          \section{Costellazioni dello Zodiaco}
                          Le dodici costellazioni zodiacali sono quelle che fanno da sfondo al moto del
                          sole nel corso dell'anno, se parliamo in termini tolemaici, al moto apparente
                          del sole, se parliamo in termini copernicani. Le possiamo vedere prima
                          dell'alba, subito dopo il tramonto e in caso di eclissi.

                          L'Ariete è una delle costellazioni dello zodiaco; si trova tra i Pesci a ovest e
                          il Toro a est ed è una figura caratteristica dei cieli autunnali boreali. Si
                          tratta di una costellazione di dimensioni relativamente contenute. Le sue stelle
                          sono tuttavia abbastanza luminose. L'Ariete si individua con facilità poco a
                          ovest delle Pleiadi e a nord della grande costellazione della Balena. La
                          costellazione diventa visibile nel cielo serale alla fine dell'estate boreale
                          (settembre) e resta visibile per tutto l'autunno e l'inverno, fino al mese di
                          marzo; dall'emisfero australe invece la sua visibilità è più limitata, anche a
                          causa dell'incremento delle ore di luce nei mesi compresi fra ottobre e
                          dicembre, ossia in quei mesi di massima visibilità nel cielo serale.\footnote{bla bla}

                          In astronomia, l'Ariete ha molta importanza poiché ai tempi dei Greci conteneva
                          il punto cardinale noto come equinozio di primavera, il punto γ. È il punto in
                          cui vi è l'intersezione tra l'eclittica e l'Equatore e in cui il giorno
                          dell'equinozio di primavera si formano tre croci come scrive
                          Dante\footnote{D\textsc{ante}, \emph{Paradiso}, \textsc{i}, 37-42}:

                          \begin{verse}
                          Surge ai mortali per diverse foci\\
                          la lucerna del mondo; ma da quella\\
                          che quattro cerchi giugne con tre croci,

                          con miglior corso e con migliore stella\\
                          esce congiunta, e la mondana cera\\
                          più a suo modo tempera e suggella.
                          \end{verse}

                          Ma l'equinozio di primavera non è fisso, a causa della lenta oscillazione
                          dell'asse terrestre nota come precessione.\footnote{bla bla bla}:

                          Quando, intorno al 130 a.C., il grande astronomo greco Ipparco definì la
                          posizione dell'equinozio di primavera, questo punto si trovava a sud della
                          stella Mesarthim (Gamma dell'Ariete). Fu allora fissato qui l'inizio dello
                          zodiaco, e quindi l'equinozio di primavera fu comunemente noto come il primo
                          punto dell'Ariete. A causa della precessione, l'equinozio di primavera si è
                          spostato di circa 30 gradi dai tempi di Ipparco e attualmente si trova nella
                          confinante costellazione dei Pesci. Ciò nonostante, esso viene ancora chiamato
                          il primo punto dell'Ariete.\footnote{bla bla}

                          La costellazione dell'Ariete è per lo più associata al mito del vello d'oro,
                          ripreso in parte da Apollonio Rodio nella saga delle \emph{Argonautiche}.

                          Secondo il mito l'Ariete comparve sulla Terra quando il Re Atamante di Beozia si
                          accinse a sacrificare suo figlio Frisso per allontanare una carestia incombente.
                          Il re Atamante, infatti, si era unito a Ino, figlia del Re Cadmo della vicina
                          Tebe. Ino, però aveva in odio i figliastri, Frisso ed Elle, avuti da Atamante
                          con la prima moglie Negale, e organizzò una cospirazione per farli uccidere.
                          Cominciò a bruciare il grano per evitare che ci fosse un raccolto. Quando
                          Atamante chiese aiuto all'Oracolo di Delo, Ino corruppe i messaggeri affinché
                          ritornassero con la risposta falsa che Frisso doveva essere sacrificato per
                          salvare il raccolto.

                          A malincuore, Atamante portò suo figlio in cima al Monte Lafisto, che sovrastava
                          il suo palazzo a Orcomeno. Era sul punto di sacrificare Frisso a Zeus quando
                          Nefele intervenne per salvare suo figlio, mandando giù dal cielo un ariete alato
                          dal vello d'oro. Frisso si arrampicò sul dorso dell'animale, dove fu raggiunto
                          da sua sorella Elle che temeva per la propria vita. Volarono via in direzione
                          est verso la Colchide, che si trovava sulla sponda orientale del Mar Nero, sotto
                          le Montagne del Caucaso. Lungo il percorso Elle non riuscì a mantenere la presa
                          e cadde nel canale fra l'Europa e l'Asia, i Dardanelli, che in suo ricordo i
                          Greci chiamarono Ellesponto. Una volta raggiunta la Colchide, Frisso sacrificò
                          l'ariete a Zeus in segno di gratitudine. Regalò il suo vello d'oro al terribile
                          Re della Colchide, Eeta, che, in cambio, gli concesse la mano di sua figlia
                          Calciope.

                          Dopo la morte di Frisso il suo fantasma ritornò in Grecia per perseguitare suo
                          cugino Pelia, che si era impadronito del trono di Iolco in Tessaglia. Il vero
                          successore a quel trono era Giasone. Pelia promise di lasciarglielo se gli
                          avesse portato dalla Colchide il vello d'oro. Fu questa la sfida che diede il
                          via all'epico viaggio di Giasone e degli Argonauti.%\footnote{bla bla}

                          Al suo arrivo in Colchide Giasone chiese al re Eeta di dargli il vello che
                          pendeva da una quercia in un bosco sacro, custodito da un enorme serpente sempre
                          sveglio.

                          \noindent\makebox[\textwidth]{%
                          \begin{minipage}{1.1\textwidth}
                          \setlength{\leftwidth}{0.4\textwidth}
                          \setlength{\rightwidth}{0.55\textwidth}
                          \begin{verseparallel}
                          {\leavevmode\begin{greek}%
                          τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
                          ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
                          ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
                          Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
                          κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
                          Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
                          τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
                          Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}}
                          {Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
                          venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
                          cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
                          e il vello potete ancora oggi vederlo\\
                          disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
                          come il montone stesso chiese,\\
                          lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
                          nella sua veste di protettore di esuli\footnotemark.}
                          \end{verseparallel}
                          \end{minipage}}\footnotetext{A\textsc{pollonio} R\textsc{odio}, \emph{Argonautiche},
                          \textsc{ii} 1140-1146.}

                          \end{document}`
                          L’ultima nota, quella all’ambiente verseparallel, non prende come dovrebbe il numero 1,
                          visto che la numerazione delle note ha l’opzione perpage, ma continua sequenzialmente
                          la numerazione dalla pagina precedente. Basta aggiungere una nota (normale, \footnote)
                          in quella pagina che essa viene numerata come nota 1 e la nota a verseparallel
                          riprende la numerazione corretta e cioè nota 2. Non riesco a capire che cosa produce
                          questo risultato….

                          m

                        • #93915
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Il tuo esempio a me da la nota 1 nella prima pagina, le note 2, 3 e 4 nella seconda, e la nota 5 (quella dei versi paralleli) nel terza pagina; quindi apparentemente l’opzione perpage non funziona per niente indipendentemente dai versi paralleli.

                          • #93916
                            samiel
                            Partecipante
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                              Che stranezza ! A me viene nota 1 a pag. 1,
                              poi note 1 2 3 a pag 2 (per cui l’opzione perpage sembra funzionare)
                              e infine nota 4 a pag 3. Com’è possibile avere due esiti diversi????

                              E comunque aggiungendo una nota nella terza pagina
                              la numerazione riprende regolarmente (per pagina)

                              In ogni caso, col mio vecchio codice (cioè senza la minipage,
                              peraltro assai utile per “allargare” i testi a due colonne, la numerazione
                              delle note (sia tradizionale con \footnote sia “manuale
                              con \footnotemark e \footnotetext usciva corretta,
                              per cui ci deve essere qualche nuovo elemento di disturbo…

                            • #93917
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Credo che la spiegazione, che io non riesco a replicare, per il motivo che ti ho detto, discenda dal fatto che la minipage dei versi paralleli è attaccata al testo precedente, che costituisce un capoverso molto lungo; per cui, anche se la minipage è nella pagina 3, essa è stata inviata alla scatola 255 (la galley proof, la bozza non impaginata) quando è cominciato il capoverso, quindi quando era ancora in vigore la pagina 2. Prova a staccare meglio i capoversi e ad evitare i capoversi diciamo, di più di 10 righe e a vedere che cosa succede.
                                Come ho detto, non potendo replicare il “perpage”, io non poso verificare che cosa succede.

                              • #93918
                                samiel
                                Partecipante
                                  Up
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                                  Ho provato a spezzare tutti i capoversi, ma niente da fare.
                                  Non capisco il discorso sull’ancoraggio della minipage a una pagina specifica.
                                  Adesso è a pagina 3, preceduta da tre capoversi di pochissime righe ciascuno,
                                  ma continua a ereditare il numero progressivo si note dalla pagina precedente…

                                • #93919
                                  OldClaudio
                                  Partecipante
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                                    Lo so che il mio è soltanto un rattoppo, ma funziona così: (1) carichi il pacchetto afterpage; (2) dopo la fine di un capoverso che termina nella pagina precedente e non seguito da altre note per quella pagina, metti il comando`\afterpage{\setcounter{footnote}{0}}`

                                    La cosa si aggiusta ma chiaramente è una pezza. Non so perché succede quel che succede senza questa pezza. Certo le note dentro le minipage hanno un comportamanto particolare, ma tu dentro al minipage metti solo \footnotemark; è fatto apposta per mettere le note del testo fuori delle minipage.

                                  • #93920
                                    samiel
                                    Partecipante
                                      Up
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                                      Il tuo “sporco trucco” funziona, e almeno nell’immediatezza risolve il problema
                                      del testo che devo elaborare. Ho tentato anche altri “hack”, ma senza successo.
                                      Ad esempio col codice che segue
                                      `\documentclass[a4paper,11pt]{article}
                                      \usepackage{fontspec}
                                      \usepackage{polyglossia}
                                      \setmainlanguage[babelshorthands=true]{italian}
                                      \setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
                                      \newfontfamily\greekfont[Scale=MatchLowercase]{GFS Didot}

                                      \usepackage[a4paper]{geometry}
                                      \usepackage{lipsum}

                                      \usepackage[perpage,bottom,hang,stable,norule]{footmisc}
                                      \renewcommand{\hangfootparindent}{2em}
                                      \renewcommand{\hangfootparskip}{3pt}
                                      \renewcommand{\footnotemargin}{0.00001pt}
                                      \renewcommand{\footnotelayout}{\hspace{1em}}

                                      \usepackage{parallel}
                                      %\newlength\leftwidth % nuovA lunghezza sinistra
                                      %\newlength\rightwidth % nuovA lunghezza destra
                                      \newenvironment{verseparallel}[2]
                                      {\begin{Parallel}{0.44\textwidth}{0.54\textwidth}\footnotesize\parindent=0pt
                                      \ParallelLText{\leavevmode#1}\ParallelRText{#2}}
                                      {\end{Parallel}}
                                      \BeforeBeginEnvironment{verseparallel}{\medskip}
                                      \AfterEndEnvironment{verseparallel}{\medskip}
                                      \let\thempfootnote\thefootnote

                                      \begin{document}

                                      Testo normale testo normale testo normale testo normale testo normale
                                      testo normale testo normale testo normale testo normale\footnote{Nota al testo normale.}.

                                      \lipsum[1]

                                      \noindent\makebox[\textwidth]{%
                                      \begin{minipage}{1.1\textwidth}
                                      %\setcounter{mpfootnote}{\value{footnote}}
                                      \begin{verseparallel}
                                      {\begin{greek}%
                                      τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
                                      ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
                                      ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
                                      Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
                                      κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
                                      Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
                                      τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
                                      Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}
                                      }
                                      {%
                                      Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
                                      venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
                                      cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
                                      e il vello potete ancora oggi vederlo\\
                                      disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
                                      come il montone stesso chiese,\\
                                      lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
                                      nella sua veste di protettore di esuli\footnotemark.}
                                      \end{verseparallel}
                                      %\setcounter{footnote}{\value{mpfootnote}}
                                      \end{minipage}}\footnotetext{Apollonio Rodio, Argonautiche}

                                      Testo normale testo normale testo normale testo normale testo normale
                                      testo normale testo normale testo normale testo normale\footnote{Nota al testo normale.}.

                                      Testo normale testo normale testo normale testo normale testo normale
                                      testo normale testo normale testo normale testo normale\footnote{Nota al testo normale.}.

                                      \lipsum[1]

                                      \noindent\makebox[\textwidth]{%
                                      \begin{minipage}{1.1\textwidth}
                                      \setcounter{mpfootnote}{\value{footnote}}
                                      \begin{verseparallel}
                                      {\begin{greek}%
                                      τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
                                      ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
                                      ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
                                      Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
                                      κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
                                      Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
                                      τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
                                      Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}
                                      }
                                      {%
                                      Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
                                      venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
                                      cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
                                      e il vello potete ancora oggi vederlo\\
                                      disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
                                      come il montone stesso chiese,\\
                                      lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
                                      nella sua veste di protettore di esuli\footnotemark.}
                                      \end{verseparallel}
                                      \setcounter{footnote}{\value{mpfootnote}}
                                      \end{minipage}}\footnotetext{Apollonio Rodio, Argonautiche}

                                      Testo normale testo normale testo normale testo normale testo normale
                                      testo normale testo normale testo normale testo normale\footnote{Nota al testo normale.}.

                                      \begin{minipage}{\textwidth}
                                      asdfar rtuy opyuiol xcvbxcvb aaaaaaaaaa fghdfgh wert\footnotemark
                                      \end{minipage}\footnotetext{asdf asdfasdf}

                                      Testo normale testo normale testo normale testo normale testo normale
                                      testo normale testo normale testo normale testo normale\footnote{Nota al testo normale.}.

                                      \noindent\makebox[\textwidth]{%
                                      \begin{minipage}{1.1\textwidth}
                                      \setcounter{mpfootnote}{\value{footnote}}
                                      \begin{verseparallel}
                                      {\begin{greek}%
                                      τὸν δ᾽ Ἄργος προσέειπεν ἀμηχανέων κακότητι:\\
                                      ‘Αἰολίδην Φρίξον τιν᾽ ἀφ᾽ Ἑλλάδος Αἶαν ἱκέσθαι\\
                                      ἀτρεκέως δοκέω που ἀκούετε καὶ πάρος αὐτοί,\\
                                      Φρίξον, ὅτις πτολίεθρον ἀνήλυθεν Αἰήταο,\\
                                      κριοῦ ἐπεμβεβαώς, τόν ῥα χρύσειον ἔθηκεν\\
                                      Ἑρμείας: κῶας δὲ καὶ εἰσέτι νῦν κεν ἴδοισθε.\\
                                      τὸν μὲν ἔπειτ᾽ ἔρρεξεν ἑῇς ὑποθημοσύνῃσιν\\
                                      Φυξίῳ ἐκ πάντων Κρονίδῃ Διί. καί μιν ἔδεκτο\end{greek}
                                      }
                                      {%
                                      Vi era già prima noto, credo, che Frisso, nipote di Eolo,\\
                                      venne ad Eete della Grecia; Frisso che giunse alla città di Eete,\\
                                      cavalcando un montone che fu mutato da Ermes in oro,\\
                                      e il vello potete ancora oggi vederlo\\
                                      disteso sui folti rami di una quercia; poi,\\
                                      come il montone stesso chiese,\\
                                      lo sacrificò a Zeus, il figlio di Cronos,\\
                                      nella sua veste di protettore di esuli\footnotemark.}
                                      \end{verseparallel}
                                      \setcounter{footnote}{\value{mpfootnote}}
                                      \end{minipage}}\footnotetext{Apollonio Rodio, Argonautiche}

                                      Testo normale testo normale testo normale testo normale testo normale
                                      testo normale testo normale testo normale testo normale\footnote{Nota al testo normale.}.

                                      \end{document}`
                                      ottengo il risultato (ancora più strano) che la prima nota al testo della seconda pagina
                                      (dell’ambiente verseparallel) è numerata come 5 e al pi+ di pagina come 4, In pratica col codice
                                      `\setcounter{mpfootnote}{\value{footnote}}`
                                      come dicono qui a Venezia “pezo el tacon del buso”…

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