Re: providecommand

#94494
OldClaudio
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    Scusate se intervengo con ritardo.

    Cerchiamo di capirci: le costanti numeriche sono formate da cifre, segni + o – e separatori decimali; talvolta in notazione scientifica si usa E seguito da un esponente di 10, oppure la scrittura di 10^{}.
    Le norme ISO citate richiedono se possibile (cioè font permettendo) di scrivere in tondo le costanti numeriche rappresentate da simboli, come e, π, Φ (numero aureo) e simili altre costanti matematiche.

    G non rappresenta una costante numerica, ma è un grandezza fisica formata dalla coppia {misura}[unità di misura] secondo la notazione che G= {G}[ G ]. Essendo questa una grandezza fisica costante, ma non una costante numerica, va scritta in corsivo. Non mi pare che ci siano delle ulteriori spiegazioni da dare circa l’applicazione delle norme ISO per la scrittura delle grandezze misurabili nelle scienze applicate. Il testo di Battaia è chiarissimo e non lascia adito a interpretazioni difformi da quanto ho scritto qui. Saper Comunicare è altrettanto esplicito e non ci sono interpretazioni alternative difformi da quanto detto qui. @skevin93 ha capito perfettamente questa differenza fra costanti matematiche e costanti fisiche.

    Per il resto gli spazi prima e dopo una variabile fisica sono fuori luogo; essi sono riservati agli operatori e G NON è un operatore; sono riservati agli operatori simbolici come a quelli letterali, ai delimitatori, e via di questo passo; i programmi di composizione del sistema TeX sono molto meticolosi nel riconoscere la sequenza degli “atomi” matematici per sapere quali spazi usare tra un atomo e l’altro. Un “atomo” matematico per i programmi del sistema TeX è un cosa non divisibile, come esprime la parola “atomo” stessa. Perciò una espressione come sin 2πx è fatta di quattro atomi “sin”, “2”, “π”, “x”.

    Forse farei bene ad aggiungere un paragrafo alla Guida GuIT per spiegare bene questa faccenda della spaziatura degli atomi matematici da parte dei programmi di composizione del sistema TeX; non è solo una questione di norme ISO, ma una questione di rispetto dell’estetica tipografica consolidata in alcuni secoli di stampa della matematica e praticata in pratica in tutti i paesi del mondo con pochissime varianti “nazionali” che non riguardano quasi mai dette spaziature.

    Premesso che gli spazi sottili prima e dopo G sono fuori luogo, se uno volesse eliminare detti spazi in presenza di esponenti lo potrebbe fare; i metodi sono tanti, ma visto che gli spazi non ci vogliono, non perdiamoci dietro a queste cose.

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