Re: providecommand

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OldClaudio” post=94121Sì, lo so che Enrico stigmatizza la mia concezione di operatore dell’unità immaginaria; per gli ingegneri l’unità immaginaria è un operatore di rotoamplificazione; per i matematici è un coppia ordinata. Quindi non è questo il luogo per discutere queste cose.

Ma spiego perché a me piace considerare l’unità immaginaria indicata con il simbolo “j” come operatore e non come normale variabile (che comunque le nora ISO, stupide o non stupide, richiedono scritto in tondo. Perché gli ingegneri elettrici ed elettronici (io sono elettornico) usano al “j” e la semplice equazione $\mathrm{e}^{\mathrm{j}π} = 1 = 0$ risulterebbe composta con la letera “j’ la cui coda batte contro la lettera “e”. quando è definito come normale variabile scritta in tondo. Se invece è definita operatore c’è quel picco spazio in più che evita che la “j” batta conto al “e”.

Non mi sono spiegato bene, evidentemente; La moltiplicazione secondo le norme ISO NON è indicata anche con uno spazietto, ma è indicata:

a) senza spazio fra le due variabili letterali che vengono moltiplicate;
b) con un punto centrato fra due variabili letterali;
c) senza spazio fra un primo fattore numerico e un secondo fattore letterale;
d) con un punto centrato fra due fattori numerici;
e) con il segno $times$ fra due fattori numerici.

Perché LaTeX non mette lo spazietto? perché NON ci vuole nessuno spazio fra due fattori moltiplicativi nei casi in cui non sia prescritto un segno di operatore moltiplicativo come \cdot o \times.

E lo spazio tra la j e la pi? No, non sono d’accordo. Se c’è un problema tipografico di collisione, si risolve con [tt]\,[/tt] *dove serve*.

Ciao
Enrico

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