È chiaro che lo schermo ha una densità di pixel al pollice molto inferiore della densita dei puntini colorati o neri sulla carta: oggi una stampante da 600dpi è considerata scadente, mentre non molti anni fa era consi=derata di categoria superiore (per il lavoro d’ufficioe).
Ma il concetto che segui usando scale secondo me non è corretto: mi spiego; se fai una immagine grandissima e poi al riduci moltissimomo per farla stare sulla apgina, è chiaro che i caratteri che vi sono scritti diventano piccolissimi e scarsamente leggibili sullo schermo; forse sulla carta si leggono ancora, ma siamo a livello dei bugiordini dei contratti di assicurazione…
I caratteri normalmente usati sono complessivamante di 10pt o 12pt; sicome un pt vale circa un terzo di millimetro (3pt circa uguale 1mm) fai presto a renderti conto di quel che succcede. Stampti la figuraa senza passare attraverso latex, misura le dimensioni della figura, calcola il rapporto di scale ed acco che con quel rapporto puoi vedere benisimo come verrà lo stampato, se cioè un font di corpo 12pt, cioè 4mm, diventa di 1mm o di mezzo millimetro. e fai presto a trarre le tue conclusiioni.
L’approccio giust è quello di fare figure, schemi, grafici del formato giusto per entrare nella gabbia di composizione del tuo documento, la tua tesi o il tuo rapporto tecnico. Quindi disegna i tuoi disegni in modo da non doverli scalare; se li devi scalare non usare l’opzione scale=…, ma usa Width=… parametrizzando la tua larghezza alla larghezza del testo; per esempio width=\textwidth. In altre circostansze potrebeb andare bene un width=0.8\textwidth se la figura non è tanto grande; in altri casi ancora potresti anche non eseguire nessun ridimensionamento.
Se segui questa regola non ti trovi mai a dover usare dei fattori di scal troppo piccoli, perché in partenza hai creato un disegno delle dimesnioni giuste.