Relazione grandezza nel pdf e stampata.

  • Creatore
    Topic
  • #96607
    Up
    0
    Down
    ::


    Buonasera a tutti, ho una domanda piuttosto generica che forse farà storicere il naso ai puristi della tipografia, vi prego di non demonizzarmi 🙄 🙂
    Per la mia tesi di laurea inserisco le immagini con l’opzione scale. Molte di queste immagini contengono del testo al loro interno. La mia domanda è semplice: voglio che lo scale che io dò sia atto a rendere leggibile il minimo carattere nell’immagine (nella versione stampata). Purtroppo non riesco a capire la relazione di grandezza tra il pdf e la versione stampata dei caratteri nelle figure. Mi spiego meglio: avevo un grafico dove nel pdf non si vedevano (con un ingrandimento 100%, ovvio) mentre nella versione stampata si vedevano. Ora ovviamente ci sono tutte le variabili da considerare tipo risoluzione dell’immagine, la distanza a cui si legge la versione stampata e le diottrie del lettore 😆 Ma io vorrei capire in linea generale come faccio a regolarmi…di certo non voglio spaccare il micrometro, ma sicuramente vorrei non dover fare immagini gigantesche solo perchè sbaglio pensando che i caratteri piccoli non sono leggibili e invece poi lo sono.
    Giusto per fare un idea, stampando un file in cui ci sono scritte che col pdf al 100% non riesco a leggere da una distanza di circa 30 cm, mentre nello stampato alla stessa distanza dal foglio riesco a leggerli. Con lo scale sono andato a tentativi facendo un paio di stampe, ma se avessi dovuto basarmi sul pdf avrei sovrastimato le dimensioni dell’immagine.
    Sperando di essermi spiegato nel miglior modo possibile, conscio di un concetto forse contorto frutto della mia fantasia….e sperando di non aver detto troppe castronerie tipografiche 🙄 passo la parola a voi esperti

Visualizzazione 17 filoni di risposte
  • Autore
    Risposte
    • #96608
      OldClaudio
      Partecipante
        Up
        0
        Down
        ::


        È chiaro che lo schermo ha una densità di pixel al pollice molto inferiore della densita dei puntini colorati o neri sulla carta: oggi una stampante da 600dpi è considerata scadente, mentre non molti anni fa era consi=derata di categoria superiore (per il lavoro d’ufficioe).

        Ma il concetto che segui usando scale secondo me non è corretto: mi spiego; se fai una immagine grandissima e poi al riduci moltissimomo per farla stare sulla apgina, è chiaro che i caratteri che vi sono scritti diventano piccolissimi e scarsamente leggibili sullo schermo; forse sulla carta si leggono ancora, ma siamo a livello dei bugiordini dei contratti di assicurazione…

        I caratteri normalmente usati sono complessivamante di 10pt o 12pt; sicome un pt vale circa un terzo di millimetro (3pt circa uguale 1mm) fai presto a renderti conto di quel che succcede. Stampti la figuraa senza passare attraverso latex, misura le dimensioni della figura, calcola il rapporto di scale ed acco che con quel rapporto puoi vedere benisimo come verrà lo stampato, se cioè un font di corpo 12pt, cioè 4mm, diventa di 1mm o di mezzo millimetro. e fai presto a trarre le tue conclusiioni.

        L’approccio giust è quello di fare figure, schemi, grafici del formato giusto per entrare nella gabbia di composizione del tuo documento, la tua tesi o il tuo rapporto tecnico. Quindi disegna i tuoi disegni in modo da non doverli scalare; se li devi scalare non usare l’opzione scale=…, ma usa Width=… parametrizzando la tua larghezza alla larghezza del testo; per esempio width=\textwidth. In altre circostansze potrebeb andare bene un width=0.8\textwidth se la figura non è tanto grande; in altri casi ancora potresti anche non eseguire nessun ridimensionamento.
        Se segui questa regola non ti trovi mai a dover usare dei fattori di scal troppo piccoli, perché in partenza hai creato un disegno delle dimesnioni giuste.

      • #96609
        Up
        0
        Down
        ::


        Il problema è che quasi tutte le immagini che sto inserendo nella tesi non sono fatte da me. Alcune sono prese da articoli scientifici, altre sono figure liberamente scaricabili da internet, poi ci sono i grafici che io esporto in pdf da un programma di calcolo (origin pro 9). Se ho capito bene il tuo discorso, nel mio caso in cui le figure non sono autoprodotte usare scale o textwidth cambia poco perchè devo comunque ridimensionare la figura originale.

        Quindi riassumendo, sempre se non ho capito male, il discorso che tu fai è questo: per regolarmi sulle dimensioni del testo presente nelle figure è conveniente che tali figure abbiano una dimensione circa simile a quella del testo cosichè le proporzioni che io vedo a schermo tra testo e figura siano le stesse dello stampato. E’ corretto?
        Però resta sempre il problema che le mie figure non sono autoprodotte quindi le dimensioni eccedono la gabbia del testo in ogni caso, e con un textwidth vengono comunque ridimensionate.
        La mia domanda era appunto che delle volte anche se la figura entra correttamente nella gabbia del testo (indipendentemente dall’uso di textwidth o scale) la figura risulta troppo grande in riferimento ai caratteri piccoli che non sono cosi poi piccoli stampati, e quindi mi occupa spazio (verticale!) nella pagina….
        intendo che il mio problema non è far entrare la figura come larghezza, perchè ce la faccio tranquillamente, ma ridurre al minimo le dimensioni in modo che la dimensione verticale non sia troppo elevata e mi prenda spazio al testo….

      • #96610
        franen
        Partecipante
          Up
          0
          Down
          ::

          deltax” post=96330poi ci sono i grafici che io esporto in pdf da un programma di calcolo (origin pro 9).

          Oltre a quanto detto da Claudio, mi permetto due consigli:
          – se usi Origin crea i grafici immaginandoli già nel tuo documento, quindi dando loro le misure corrette, e quindi usa per etichette e assi un font opportuno e della misura giusta, coerente con il resto del testo (se scrivi la tesi in Palatino puoi usare il Palatino in Origin)
          – da vecchio utente Origin mi sento anche di dire che, se hai tempo di imparare, otterrai risultati migliori con pgfplots.

          Francesco

        • #96611
          Up
          0
          Down
          ::

          deltax” post=96330Il problema è che quasi tutte le immagini che sto inserendo nella tesi non sono fatte da me. Alcune sono prese da articoli scientifici, altre sono figure liberamente scaricabili da internet, poi ci sono i grafici che io esporto in pdf da un programma di calcolo (origin pro 9).

          Sei sicuro di voler includere figure prese da articoli scientifici?

          Ciao
          Claudio

        • #96612
          OldClaudio
          Partecipante
            Up
            0
            Down
            ::



            @cfiandra
            ti ha posto una domanda molto importante: “sei sicuro di voler importare figure prese da articoli scientifici?”

            L’operazione è certo fattibile se citi il riferimento da dove li hai tratti, altrimenti commetti plagio e sei perseguibile penalmente; c’è anche il rischio che in seguito ad un processo nel quale ti fosse appioppata una condanna, si apre il processo civile per rifondere i danni agli autori originali, e la tua università potrebbe annullarti la laurea.

            Basta saperlo, e ci si comporta seguendo tutte le regole.

            È sempre una pessima idea ricavare figure da articoli o liberamente scaricabili da internet (che però contengono sempre una frase di licenza d’uso, la quale specifica che bisogna citare l’origine). Se anche fai tutto regolarmente secondo la legge, di solito quelle immagini sono bitmapped, non vettoriali, quindi, passi per le fotografie, ma per i diagrammi non vanno bene, la loro qualità non è adeguata alle necessità e il loro risultato a schermo è quello che vedi e del quale ti lamenti (giustamente).

            Comunque, sì, in ogni caso se la figura originale ha le dimensioni verticali e/o orizzontali tali da richiedere un cambiamento di dimensione non superiore al 20% in più o in meno, le legende dovrebbero leggersi bene sia a schermo sia a stampa. Ricordati di smarginare le figure e di togliere dal loro contorno ogni spazio bianco; esse devono essere iscritte in un rettangolo i cui lati (ideali e invisibili) siano tangenti alla contenuto della figura.

            Poi puoi ridimensionare anche in verticale con una opzione del tipo [tt]\includegraphics[width= 0.8\textwidth, height=0.3\textheight, keepaspectratio]{figura}[/tt] che non ti deforma la figura con due fattori di scala diversi, ma che sceglie automaticamente il fattore di scala che non faccia eccedere né la larghezza né l’altezza i valori prescritti.

            Ci sono tanti programmi per fare diagrammi; quelli che citi non fanno parte del sistema TeX; il pacchetto pgfplots del sistema TeX, che ti è stato già suggerito, ti assicura diagrammi vettoriali e gli stessi font del testo, senza problemi di rimpicciolimento. TiKZ in generale è il pacchetto del sistema TeX che ti permette una grafica raffinata, vettoriale e con i font del testo. Leggi le istruzioni aprendo un terminale e scrivendoci dentro texdoc pgfplots oppure texdoc tikz; dopo che hai premuto il tasto di invio, ti si apre al documentazione in PDF, dove ogni elemento grafico è fatto proprio con quei pacchetti. Esiste anche una guida, qui nella sezione documentazione del forum, dedicata a disegnare con TiKZ e a diagrammare con pgflotos. È molto leggibile; ma la documentazione ufficiale è evidentemente la risorsa ultima da usare. Non bisogn spaventarsi delle 700 pagine; capita la filosofia dai primi capitoli, che sono sostanzialmente dei tutorial, il resto lo si consulta nei punti che interessano, quando interessano.

          • #96613
            Liverpool
            Partecipante
              Up
              0
              Down
              ::

              OldClaudio” post=96333L’operazione è certo fattibile se citi il riferimento da dove li hai tratti, altrimenti commetti plagio e sei perseguibile penalmente; c’è anche il rischio che in seguito ad un processo nel quale ti fosse appioppata una condanna, si apre il processo civile per rifondere i danni agli autori originali, e la tua università potrebbe annullarti la laurea.

              Vabbè, ma questo è terrorismo psicologico! Ho visto tante di quelle tesi con immagini scopiazzate da riempire le carceri di laureati! Comunque credo che non basti citare la fonte, ma per alcuni articoli ci vuole l’autorizzazione dell’autore e/o dell’editore (di solito gratis per i tesisti). Per la mia laurea avevo raccolto tutta una serie di licenze d’uso, alcune delle quali mi erano costate ore di lavoro solo per reperire i contatti.
              Nella quasi totalità dei casi avevo avuto anche il permesso di modificare le immagini (quando non ce l’avevo era perché non ero riuscito a contattare gli autori). In tal modo ho potuto tradurre in italiano le scritte originali. Ovviamente, nel farlo mi sono scelto il carattere e la dimensione che più mi andavano bene.

              Ciao

            • #96614
              Up
              0
              Down
              ::

              Liverpool” post=96334

              L’operazione è certo fattibile se citi il riferimento da dove li hai tratti, altrimenti commetti plagio e sei perseguibile penalmente; c’è anche il rischio che in seguito ad un processo nel quale ti fosse appioppata una condanna, si apre il processo civile per rifondere i danni agli autori originali, e la tua università potrebbe annullarti la laurea.

              Vabbè, ma questo è terrorismo psicologico! Ho visto tante di quelle tesi con immagini scopiazzate da riempire le carceri di laureati! Comunque credo che non basti citare la fonte, ma per alcuni articoli ci vuole l’autorizzazione dell’autore e/o dell’editore (di solito gratis per i tesisti).

              Io farei una distinzione.

              Se le immagini sono prese da articoli scientifici del relatore, direi che non ci sono problemi al 99.99%. Nel caso contrario, è sempre meglio andarci con i piedi di piombo e certamente provare a contattare gli autori come prima cosa. Se proprio si vuole inserire quell’immagine e non si ha la decenza di rifarla (che aiuterebbe abbastanza), almeno si citi il riferimento.


              @Liverpool
              : Non credo che qualcuno andrebbe in galera per una cosa del genere 😉 Ed è verissimo che una marea di tesi hanno quel problema. Tuttavia, se per caso si riesce a far passare il messaggio che non è un comportamento da tenere, tanto di guadagnato per tutti (chissà perché poi passiamo sempre per cheaters). Per la cronaca: se per caso un’autore un po’ permaloso scopre che le sue immagini sono finite su una tesi senza autorizzazione, le conseguenze almeno dal punto di vista accademico potrebbero non essere così rosee.

              Ciao
              Claudio

            • #96615
              Up
              0
              Down
              ::


              ringrazio tutti per le risposte e per i consigli.
              Inanzitutto volevo dire che è logico che cito i riferimenti. Ogni immagine tratta da un articolo ha il suo riferimento nella didascalia. Se ho tempo posso anche contattare i rispettivi proprietari, che tanto sono sicuro sarà più il tempo perso a farlo che la reale paura di non vedermi accettato il consenso. Se posso dire la mia, anche io penso che sia terrorismo psicologico, alla fine penso che la cosa che sto facendo ci sia in tutte le tesi….poi non capisco perchè per una figura non basti citare il riferimento e si debba chiedere esplicitamente il permesso mentre per riportare frasi o addirittura dati numerici è sufficiente la citazione. Per me è un controsenso e un esagerazione. Oppure forse voi avete inteso che nella tesi scrivevo che le figure riportavano grafici ottenute da me!?!?!?

              Tornando IT….ringrazio OldClaudio per i consigli sulla combo di textwidth e textheight, e chiedo scusa per la testardaggine ma non riesco ancora a capire quale sia il vantaggio di usare questa combo rispetto al comando scale, ovviamente sempre riferito a figure bitmap e non a figure vettoriali che mi costruisco in base alla grandezza della gabbia (e anche su questo sarei curioso di sapere come creare figure mie con le dimensioni della gabbia compatibili con Latex).

              Per chi mi ha suggerito di rifare i grafici di Origin con il pacchetto integrato a Latex: io potrei anche farlo, il problema è che alcuni grafici hanno delle informazioni sui linear fit (che sicuramente posso aggiungere con didascalie aggiuntive ecc, ma è meno immediato). Poi un problema non meno grave è l’opinione della correlatrice che già ha storto il naso quando ho detto che uso latex invece di word

            • #96616
              Liverpool
              Partecipante
                Up
                0
                Down
                ::

                cfiandra” post=96335Nel caso contrario, è sempre meglio andarci con i piedi di piombo e certamente provare a contattare gli autori come prima cosa.

                Nella maggior parte dei casi è sufficiente richiedere i permessi alla casa editrice, ma ogni rivista ha le sue regole perciò è bene verificare.

                Ciao

              • #96617
                Up
                0
                Down
                ::

                deltax” post=96337ringrazio tutti per le risposte e per i consigli.
                Inanzitutto volevo dire che è logico che cito i riferimenti. Ogni immagine tratta da un articolo ha il suo riferimento nella didascalia. Se ho tempo posso anche contattare i rispettivi proprietari, che tanto sono sicuro sarà più il tempo perso a farlo che la reale paura di non vedermi accettato il consenso. Se posso dire la mia, anche io penso che sia terrorismo psicologico, alla fine penso che la cosa che sto facendo ci sia in tutte le tesi….poi non capisco perchè per una figura non basti citare il riferimento e si debba chiedere esplicitamente il permesso mentre per riportare frasi o addirittura dati numerici è sufficiente la citazione. Per me è un controsenso e un esagerazione. Oppure forse voi avete inteso che nella tesi scrivevo che le figure riportavano grafici ottenute da me!?!?!?

                No, diamine. Tuttavia, dipende da che tesi hai fatto e in quale settore. Per esempio io nella mia non avrei mai e poi mai riportato grafici fatti da altri, però non lavoro in un settore dove ci sono tabelle standard da usare o roba simile.

                deltax” post=96337Per chi mi ha suggerito di rifare i grafici di Origin con il pacchetto integrato a Latex: io potrei anche farlo, il problema è che alcuni grafici hanno delle informazioni sui linear fit (che sicuramente posso aggiungere con didascalie aggiuntive ecc, ma è meno immediato). Poi un problema non meno grave è l’opinione della correlatrice che già ha storto il naso quando ho detto che uso latex invece di word

                Le opinioni sono opinioni e basta. Pensa che per me una figura schematica o un grafico non realizzati con TikZ/pgfplots sono soltanto “roba di scarsissima qualità” 😉 Ma è la mia opinione: vale quello che vale e non la imporrei mai. Suggerire caldamente forse invece lo farei 😉

                Liverpool” post=96338

                Nel caso contrario, è sempre meglio andarci con i piedi di piombo e certamente provare a contattare gli autori come prima cosa.

                Nella maggior parte dei casi è sufficiente richiedere i permessi alla casa editrice, ma ogni rivista ha le sue regole perciò è bene verificare.

                Ciao

                Vero!

                Ciao
                Claudio

              • #96618
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  Ragazzi, non è terrorismo psicologico, perché ho dovuto far parte di una commissione interna del PoliTO per analizzare un caso di plagio di una tesi arrivataci dal tribunale. So che il laureato è stato condannato par plagio, con la condizionale, m; non è andato in galera, ma ha la fedina sporca e la prossima volta, qualunque cosa gli accada, non beneficerebbe più della condizionale. Non ho più informazione di come sia andato il processo civile. Ma so che l’autore originale che l’aveva citato in tribunale faceva sul serio.

                  Certo non capita a tutti, ma se ti capita l’autore originale permaloso, sei fritto.

                  Io penso che nei limiti del possibile sia meglio rifare i disegni, gli schemi, e simili, piuttosto che correre rischi. Per altre cose ovviamante bsiogna chiedere le autorizzazioni ai detentori dei diritti di copyright, cioè le case editrici delle riviste che pubblicano articoli scientifici.

                  Il metodo di usare le dimensioni reali della gabbai, o loro frazioni evita di dover tirare ad indovinare il fattore di scala da usare. Le tre opzioni che ti ho indicato sono molto comode, ma prima di usarle bisogna essere sicuri che l’immagine da riprodurre sia scontornata. Inoltre non bisogna mai copiare immagini direttamente dallo schermo; molti siti consento di scaricare l’immagine originale anche con alta definizione, ma se bisogna copiare qualcosa semplicemente facendo una copia dello schermo, e ritagliandola, è sicuro che l’immagine sia di qualità piuttosto bassa, meno di 100 pixel al pollice; riproduzione ingrandita pessima e seghettata; rimpiccolita potrebbe dare luofgo a perdita di informazione.

                • #96619
                  Up
                  0
                  Down
                  ::


                  si però ancora nessuno mi ha risposto alla domanda: qual’è la differenza tra una figura in cui si mette il riferimento e un intera frase citata con il riferimento? perchè nella prima si dovrebbe richiedere un permesso speciale all’autore e nella seconda no? Non è comunque frutto del loro lavoro, protetto dai diritti d’autore ecc?

                  OldClaudio: sullo scontornamento non c’è problema, lo faccio sempre nelle mie figure.

                • #96620
                  OldClaudio
                  Partecipante
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    Secondo me una figura è un lavoro completo e fine a se stesso, anche se poi lo si inserisce all’interno di un documento più vasto, mentre una frase (non 20 pagine) è una frase soltanto, non è un lavoro completo. Sarà un modo di arrampicarsi sui vetri, ma di solito nella didascalia delle figure c’è scritto :per gentile concessione di…”, mentre per le citazioni del testo, a parte evidenziare con virgolette o ambienti di composizione specifici per le citazioni, c’è sempre solo il riferimento bibliografico.

                  • #96621
                    Up
                    0
                    Down
                    ::


                    ho capito. Vedrò di contattare i rispettivi proprietari dei lavori (comunque molto pochi, per ora ne ho contati 3, escludendo i miei relatori) per chiedere il permesso. Il problema si pone nel momento in cui non mi rispondono proprio 😐

                    Cmq tornando all’argomento principale del topic, ho provato ad usare width=\textwidth e in effetti è comodissimo per le figure che hanno una larghezza molto maggiore della lunghezza…il problema si pone ancora per figure quadrate o con altezza maggiore della larghezza….

                    Ho pensato di fare questo, ditemi secondo la vostra esperienze se ciò ha senso: ipotizzo che le proporzioni tra due elementi a schermo vengano mantenute anche nel foglio di carta, quindi supponiamo che io voglia che il più piccolo carattere dentro una figura sia la metà del carattere del testo, posso fare un grande zoom a schermo e prendere un righiello e aggiustare lo scale finchè non vedo le proporzioni che voglio? Queste proporzioni verranno mantenute su carta?

                  • #96622
                    OldClaudio
                    Partecipante
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Se fai le cose per bene, sì.

                      Ma secondo me stai affrontando il problema in modo sbagliato. Mi spiego; una cosa è la maniera di scalare una figura perché i caratteri che vi sono riportati appaino con un certo rapporto rispetto ai caratteri del testo. Una cosa del tutto diversa è subordinare questo problema al formato della figura; Che cosa c’entra se la figura à con l’altezza maggiore o uguale della larghezza, rispetto a quando è minore, per quel che riguarda lo scalamento? Al massimo devi usare l’opzione tripla che ti ho indicato, ma non poi /non devi scalare differentemente larghezza e altezza, pena la deformazione della figura.

                      Al massimo se devi presentare delle figure molto alte e strette, puoi usare wrapfig per mettere la figura al margine della gabbia ed avere il testo che ci scorre accanto, per restando entrambi dentro la gabbia di base \textwidth e altezza \textheight. \include graphics deve sempre essere usato con una i’opzione di ridimensionamento, ma comunque sta sempre a te scegliere di volta in vola la dimensione orizzontale o verticale relativa alla forma della gabbia, e relativa eprò anche alle dimensioni dei caratteri che compaiono nella figura. Tutto ciò ricordando sempre che le figure dovrebbero essere sempre importate alle loro dimensioni naturali, con eventuali opzioni di ridimensionamento che non le modifichino troppo, vale a dire non più o meno del 20%. Piuttosto le elabori in anticipo con GIMP o Photoshop o quello di cui disponi per elaborare immagini bitmapped, e riducendo la densità di pixel o le dimensioni apparenti, riesci già a vedere che cosa succede con la qualità del disegno. Quei programmi di editing grafico permettono di ottenere buoni risultati; se non altro ti permettono di vedere in anticipo di quanto peggiorano.

                    • #96623
                      Up
                      0
                      Down
                      ::


                      Ok, ma volendo ridimensionare una figura per regolarmi bene sulla qualità finale come dici tu, quali sono i valori con cui devo salvare queste nuove immagini bitmapped?

                    • #96624
                      OldClaudio
                      Partecipante
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        Hai due esigenze contrastanti: far stare la figura nella pagina; scalarla in modo che i font non diventino troppo piccoli. Devi trovare tu un compormesso fra le due esigenze, ma lo devi fare tu caso per caso, figura per figura.

                      • #96625
                        Up
                        0
                        Down
                        ::


                        si sicuramente ma queste due esigenze non vanno mai in contrasto, almeno fino ad ora ho caricato una trentina di immagini e non ho avuto mai problemi. Mi spiego, non è che ridimensionando un immagine per farla stare nella gabbia i caratteri non si leggono e quindi si pone il problema di aumentare ancora la dimensione dell’immagine che sfora la gabbia…questo problema sarebbe si grave ma come dicevo per fortuna non mi mai successo. Anzi è proprio il problema opposto che mi afflige ovvero scegliere un certo valore di textwidth molto spesso i caratteri risultano abbastanza grandi, e da qui la mia voglia di rimpicciolirli ancora per scalare l’immagine e lasciare più spazio al testo. Però credo che il tuo consiglio di valutare figura per figura sia comunque valido, visto che ognuna ha risoluzioni e densità di pixel differenti…pensavo ci fosse un modo anche indicativo per regolarmi (non sullo scaling, di cui mi hai detto i comandi, ma sul rapporto di dimensione dei caratteri stampati a schermo e su carta)

                    Visualizzazione 17 filoni di risposte
                    • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

                    Go to top