Ragazzi, non è terrorismo psicologico, perché ho dovuto far parte di una commissione interna del PoliTO per analizzare un caso di plagio di una tesi arrivataci dal tribunale. So che il laureato è stato condannato par plagio, con la condizionale, m; non è andato in galera, ma ha la fedina sporca e la prossima volta, qualunque cosa gli accada, non beneficerebbe più della condizionale. Non ho più informazione di come sia andato il processo civile. Ma so che l’autore originale che l’aveva citato in tribunale faceva sul serio.
Certo non capita a tutti, ma se ti capita l’autore originale permaloso, sei fritto.
Io penso che nei limiti del possibile sia meglio rifare i disegni, gli schemi, e simili, piuttosto che correre rischi. Per altre cose ovviamante bsiogna chiedere le autorizzazioni ai detentori dei diritti di copyright, cioè le case editrici delle riviste che pubblicano articoli scientifici.
Il metodo di usare le dimensioni reali della gabbai, o loro frazioni evita di dover tirare ad indovinare il fattore di scala da usare. Le tre opzioni che ti ho indicato sono molto comode, ma prima di usarle bisogna essere sicuri che l’immagine da riprodurre sia scontornata. Inoltre non bisogna mai copiare immagini direttamente dallo schermo; molti siti consento di scaricare l’immagine originale anche con alta definizione, ma se bisogna copiare qualcosa semplicemente facendo una copia dello schermo, e ritagliandola, è sicuro che l’immagine sia di qualità piuttosto bassa, meno di 100 pixel al pollice; riproduzione ingrandita pessima e seghettata; rimpiccolita potrebbe dare luofgo a perdita di informazione.