Sono nipote e figlio di medici; ho lavorato 50 anni in campo scientifico. Non ricordo l’ultima volta che ho usato un acronimo o una abbreviazione.
Anche in campo medico le lunghe denominazioni delle molecole organiche che costituiscono i farmaci hanno il nome tecnico chilometrico con simboli greci e numeri intercalati ai nomi dei radicali, ma poi ogni farmaco ha un nome non commerciale, ma utile per non perdersi nei meandri della formula chimica.
Non ho nessun foglietto informativo sottomano ma quando si descrive il farmaco si usa un nome tecnico generalmente di 5 o sei sillabe, e poi in fondo dove si parla della composizione si usano i nomi impressionanti della chimica organica che, sono d’accordo con te, non sono molto “user friendly”. Ma le sigle con le quali identifichi i cellulari dei pazienti non sono acronimi e nemmeno abbreviazioni, caso mai in inglese li potresti chiamare “alias” ma non faresti mai la lista degli alias, perché per la privacy non poi divulgarne il nome vero. Quindi il problema rimane.
Iose dovessi fare una lista di queste sigle, senza svelare l’identità del paziente farei il tutto a mano, con un semplice ambiente description,; di fianco ad ogni sigla/alias metterei i dati biologici del pazienti, che non sono uguali per nessun altro paziente, e che quindi comunque non potrebbero beneficiare degli automatismi consentiti da LaTeX[ del tipo:[code]
\beginidescription}
\item[Xc21] maschio, 67 anni, 89 kg, pressione 168/95, eccetera
\item[Xc22] femmina, 52 anni, pre-menopausa, obesa, coefficiente corporeo 40,25, pressione 220.152, eccetera
…
\end{description}[code]e non avrei nessun problema con le maiuscole o le minuscole. I problemi con i plurali non esistono nemmeno.