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OldClaudio.
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CreatoreTopic
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19 Ottobre 2014 alle 7:24 #97748::
Ciao, sto scrivendo la mia tesi di dottorato ma purtroppo riscontro un problema col pacchetto acronym nella gestione delle maiuscole. Leggendo la guida del pacchetto non ho trovato nulla a riguardo, ma trovo impossibile che nessuno si sia trovato nella medesima situazione.
Spiego brevemente il mio problema:Definisco un acronimo nell’apposita sezione con:
\acro{CaM}[CaM]{calmodulin}
La prima volta che l’acronimo viene inserito nel testo (\ac{CaM}), esso viene presentato nella forma lunga seguita dall’acronimo in parentesi: calmodulin (CaM), ma non c’è distinzione tra maiuscola e minuscola se l’acronimo è presente all’inizio della frase o meno. Mi trovo quindi ad avere lettere minuscole ad inizio frase o lettere maiuscole in mezzo alle frasi; entrambi i casi sono sbagliati, oltre ad essere anche brutti graficamente.
Esiste un modo per presentare un acronimo con la prima lettera maiuscola?
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AutoreRisposte
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19 Ottobre 2014 alle 7:50 #97749::
Mollan” post=97211Ciao, sto scrivendo la mia tesi di dottorato ma purtroppo riscontro un problema col pacchetto acronym nella gestione delle maiuscole. Leggendo la guida del pacchetto non ho trovato nulla a riguardo, ma trovo impossibile che nessuno si sia trovato nella medesima situazione.
Spiego brevemente il mio problema:Definisco un acronimo nell’apposita sezione con:
\acro{CaM}[CaM]{calmodulin}
La prima volta che l’acronimo viene inserito nel testo (\ac{CaM}), esso viene presentato nella forma lunga seguita dall’acronimo in parentesi: calmodulin (CaM), ma non c’è distinzione tra maiuscola e minuscola se l’acronimo è presente all’inizio della frase o meno. Mi trovo quindi ad avere lettere minuscole ad inizio frase o lettere maiuscole in mezzo alle frasi; entrambi i casi sono sbagliati, oltre ad essere anche brutti graficamente.
Esiste un modo per presentare un acronimo con la prima lettera maiuscola?
Mi verrebbe da dirti: evita di cominciare una frase con un acronimo. Forse è la soluzione migliore.
O forse, potresti dare un’occhiata al pacchetto acro, che ti consiglio vivamente.
Ciao
Tommaso
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19 Ottobre 2014 alle 8:02 #97750::
illinguista1972″ post=97216
Ciao, sto scrivendo la mia tesi di dottorato ma purtroppo riscontro un problema col pacchetto acronym nella gestione delle maiuscole. Leggendo la guida del pacchetto non ho trovato nulla a riguardo, ma trovo impossibile che nessuno si sia trovato nella medesima situazione.
Spiego brevemente il mio problema:Definisco un acronimo nell’apposita sezione con:
\acro{CaM}[CaM]{calmodulin}
La prima volta che l’acronimo viene inserito nel testo (\ac{CaM}), esso viene presentato nella forma lunga seguita dall’acronimo in parentesi: calmodulin (CaM), ma non c’è distinzione tra maiuscola e minuscola se l’acronimo è presente all’inizio della frase o meno. Mi trovo quindi ad avere lettere minuscole ad inizio frase o lettere maiuscole in mezzo alle frasi; entrambi i casi sono sbagliati, oltre ad essere anche brutti graficamente.
Esiste un modo per presentare un acronimo con la prima lettera maiuscola?
Mi verrebbe da dirti: evita di cominciare una frase con un acronimo. Forse è la soluzione migliore.
O forse, potresti dare un’occhiata al pacchetto acro, che ti consiglio vivamente.
Ciao
TommasoGrazie per la risposta!
Proverò a guardare acro, anche se immagino dovrei riformattare tutto il testo e il tempo è veramente poco. Un semplice comando capitalize \acc{acronimo} analogamente al plural (\acp{}) sarebbe la soluzione migliore. Provo a scrivere all’autore del pacchetto perché la dimenticanza mi sembra assurda.
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19 Ottobre 2014 alle 15:56 #97751
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20 Ottobre 2014 alle 7:49 #97752::
OldClaudio” post=97242Gli acronimi sono appunto acronimi e non possono essere scritti cambiando le lettere che li compongono. Quindi il tuo problema è un falso problema, e ancora più falso è il rpoblema di convertirlia l plurale, sarebbe come cambiare l’acronimo; poi il plurale in quel lingua…:eek:
Quello che dici è corretto (le mie sono per lo più abbreviazioni e non acronimi) ma per il mio scopo è necessario avere le maiuscole per la forma completa dell’acronimo.
Se definisco ISO un farmaco chiamato isoprenalina, devo poter adattare la forma lunga dell’acronimo/abbreviazione alle richieste del testo, come far iniziare un capoverso con la maiuscola. Non penso esistano regole che impediscano l’uso di acronimi/abbreviazioni con lettere maiuscole; se devo iniziare una frase con la parola “laser”, DEVO metterla maiuscola…non ha senso forzare la minuscola perché è un acronimo.
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20 Ottobre 2014 alle 11:10 #97753::
Mollan” post=97259
Gli acronimi sono appunto acronimi e non possono essere scritti cambiando le lettere che li compongono. Quindi il tuo problema è un falso problema, e ancora più falso è il rpoblema di convertirlia l plurale, sarebbe come cambiare l’acronimo; poi il plurale in quel lingua…:eek:
Quello che dici è corretto (le mie sono per lo più abbreviazioni e non acronimi) ma per il mio scopo è necessario avere le maiuscole per la forma completa dell’acronimo.
Se definisco ISO un farmaco chiamato isoprenalina, devo poter adattare la forma lunga dell’acronimo/abbreviazione alle richieste del testo, come far iniziare un capoverso con la maiuscola. Non penso esistano regole che impediscano l’uso di acronimi/abbreviazioni con lettere maiuscole; se devo iniziare una frase con la parola “laser”, DEVO metterla maiuscola…non ha senso forzare la minuscola perché è un acronimo.
Per come la vedo io:
1. Un acronimo va scritto sempre in tutte maiuscole senza punti in mezzo. Dunque, un acronimo che comincia una frase non dà problemi.
2. La forma estesa dell’acronimo potrebbe dare il problema di cui parli.
3. L’acronimo LASER, poi diventato laser perché si pronuncia come una parola, non rientra nei problemi di cui parli, appunto perché si è persa la consapevolezza che è un acronimo, un po’ come Fiat e Usa, che si possono scrivere come ho appena fatto.
Ciao
Tommaso
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20 Ottobre 2014 alle 14:44 #97754::
Gli acronimi NON sono abbreviazioni, sono sigle e come i loghi vanno scritte come il proprietario dell’acronimo vuole che si scriva; Tommaso dice tutte maiuscole, e ha ragione se intende “nome scritto con le iniziali”; ma se si intende “nome scritto con le parti inziali” allora alcune lettere intermedie potrebbero essere minuscole; per esempio DoS (Denial of Service); Per esempio CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento, se ricordo bene – mi pare che il o la CoReCo (Commissione Regionale di Controllo) non esista più).Se vuoi usare Iso per Isoprenalina, sei padronissimo di farlo, ma siccome le abbreviazioni non sono acronimi, non è il caso di farne una lista, perché nel testo non si devono usare abbreviazioni, tranne che negli incisi parentetiche dove si possono,non si devono, usare. Di conseguenza il significato di una abbreviazione deve essere evidente dal contesto dove la usi, tenendo conto che in pratica non la dovresti usare mai.
Il problema del plurale con le abbreviazioni non si pone nemmeno, sia perché le abbreviazioni non mutano al plurale (non stiamo scrivendo in burocratese) sia perché le abbreviazioni non vanno usate quasi mai, e in quei pochi casi in cui si possono usare il plurale deve essere evidente dal contesto, altrimenti l’abbreviazione non si può usare.
Guarda che non sto insistendo su questa cosa per il puro gusto della polemica; semplicemente ti sto dicendo che l’uso corretto dele abbreviazioni è talmente raro nella buona tipografia, che non merita pensarci sopra più di tanto.
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20 Ottobre 2014 alle 17:03 #97755::
OldClaudio” post=97272Gli acronimi NON sono abbreviazioni, sono sigle e come i loghi vanno scritte come il proprietario dell’acronimo vuole che si scriva; Tommaso dice tutte maiuscole, e ha ragione se intende “nome scritto con le iniziali”; ma se si intende “nome scritto con le parti inziali” allora alcune lettere intermedie potrebbero essere minuscole; per esempio DoS (Denial of Service); Per esempio CoReCo (Comitato Regionale di Coordinamento, se ricordo bene – mi pare che il o la CoReCo (Commissione Regionale di Controllo) non esista più).
Grazie della spiegazione.
Se vuoi usare Iso per Isoprenalina, sei padronissimo di farlo, ma siccome le abbreviazioni non sono acronimi, non è il caso di farne una lista, perché nel testo non si devono usare abbreviazioni, tranne che negli incisi parentetiche dove si possono,non si devono, usare. Di conseguenza il significato di una abbreviazione deve essere evidente dal contesto dove la usi, tenendo conto che in pratica non la dovresti usare mai.
Nella letteratura scientifica l’utilizzo delle abbreviazioni è la norma, altrimenti figure e discorsi sarebbero altamente confusionari.
Abbreviare un clone cellulare del paziente X come : Xc21 evita ogni volta di scrivere “clone cellulare n° 21 del paziente X”.
Una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo consiglia l’uso di abbreviazioni: http://www.nature.com/jid/abbreviations.htmlIl problema del plurale con le abbreviazioni non si pone nemmeno, sia perché le abbreviazioni non mutano al plurale (non stiamo scrivendo in burocratese) sia perché le abbreviazioni non vanno usate quasi mai, e in quei pochi casi in cui si possono usare il plurale deve essere evidente dal contesto, altrimenti l’abbreviazione non si può usare.
Vedi sopra, penso che la letteratura scientifica, dato il linguaggio tecnico, si possa accomunare al “burocratese”.
Guarda che non sto insistendo su questa cosa per il puro gusto della polemica; semplicemente ti sto dicendo che l’uso corretto dele abbreviazioni è talmente raro nella buona tipografia, che non merita pensarci sopra più di tanto.
Grazie, ne terrò conto nella scrittura di testi non scientifici. Purtroppo o per fortuna, nel campo scientifico è un obbligo
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20 Ottobre 2014 alle 17:31 #97756::
Sono nipote e figlio di medici; ho lavorato 50 anni in campo scientifico. Non ricordo l’ultima volta che ho usato un acronimo o una abbreviazione.
Anche in campo medico le lunghe denominazioni delle molecole organiche che costituiscono i farmaci hanno il nome tecnico chilometrico con simboli greci e numeri intercalati ai nomi dei radicali, ma poi ogni farmaco ha un nome non commerciale, ma utile per non perdersi nei meandri della formula chimica.Non ho nessun foglietto informativo sottomano ma quando si descrive il farmaco si usa un nome tecnico generalmente di 5 o sei sillabe, e poi in fondo dove si parla della composizione si usano i nomi impressionanti della chimica organica che, sono d’accordo con te, non sono molto “user friendly”. Ma le sigle con le quali identifichi i cellulari dei pazienti non sono acronimi e nemmeno abbreviazioni, caso mai in inglese li potresti chiamare “alias” ma non faresti mai la lista degli alias, perché per la privacy non poi divulgarne il nome vero. Quindi il problema rimane.
Iose dovessi fare una lista di queste sigle, senza svelare l’identità del paziente farei il tutto a mano, con un semplice ambiente description,; di fianco ad ogni sigla/alias metterei i dati biologici del pazienti, che non sono uguali per nessun altro paziente, e che quindi comunque non potrebbero beneficiare degli automatismi consentiti da LaTeX[ del tipo:[code]
\beginidescription}
\item[Xc21] maschio, 67 anni, 89 kg, pressione 168/95, eccetera
\item[Xc22] femmina, 52 anni, pre-menopausa, obesa, coefficiente corporeo 40,25, pressione 220.152, eccetera
…
\end{description}[code]e non avrei nessun problema con le maiuscole o le minuscole. I problemi con i plurali non esistono nemmeno.
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