Ecco un esempio, “più minimo” in cui c’è l’infinito circolo vizioso fra pdflatex e biber
e in cui, forse per mia miopia, non riesco a vedere nulla che non vada bene
`\begin{filecontents*}{\jobname.bib}
@book{ kuhn:1982,
author = “Thomas Kuhn”,
title = “La struttura delle rivoluzioni scientifiche”,
publisher = “Einaudi”,
location = “Torino”,
year = “1978”,
edition = “4”,
}
\end{filecontents*}
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
%%% NOTE DI CONCLUSIONE
\usepackage{enotez}
\DeclareInstance{enotez-list}{plain}{paragraph}{notes-sep=0pt}
\let\footnote=\endnote
%%% BIBLIOGRAFIA
\usepackage[babel,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[style=philosophy-classic,backend=biber,scauthors=true,%
classical=true,volnumformat=strings,volumeformat=romansc,sorting=nyt]{biblatex}
\DeclareFieldFormat[article]{title}{\mkbibemph{#1}} % in corsivo tutti i titoli
\DeclareFieldFormat[inbook]{title}{\mkbibemph{#1}} % in corsivo tutti i titoli
\DeclareFieldFormat[incollection]{title}{\mkbibemph{#1}} % in corsivo tutti i titoli
\renewcommand*{\bibfont}{\normalfont\footnotesize} % riduce il font della bibliografia
\addbibresource{\jobname.bib}
\begin{document}
\section{Il concetto di paradigma in Kuhn}
È largamente noto che il concetto kuhniano di paradigma — così come definito e
adottato ne \emph{La struttura delle rivoluzioni scientifiche} del 1962 — è
stato alla base di significative innovazioni\footcite[23]{kuhn:1982} nel metodo
storiografico applicato alla storia della scienza, ma fecondo anche nella
ricerca sociologica, e tuttavia che, da subito, è stato oggetto di numerose
critiche per le sue ambiguità e difficoltà.
\printendnotes
\printbibliography
\end{document}`