aggiungere simboletto alla fine di un esempio

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  • #119819
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    Salve!!!
    Come da titolo avrei bisogno di aggiungere un simboletto alla fine di un esempio;quello che voglio fare è simile a quello che si fa alla fine di una dimostrazione di un teorema in cui si aggiunge c.v.d oppure il quadratino.
    Come posso fare?

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    • #119820
      Heinrich Fleck
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        Silvio, lasciando anzitutto ai matematici puri presenti su questo sito il giudicare se i tuoi desiderata siano conformi ad un buon stile tipografico-matematico, quanto desideri si può ottenere con una semplice istruzione di base come
        `\rule{5pt}{5pt}`
        fermo restando, ovviamente, che puoi mutare i punti in millimetri o altra unità di misura ammessa.

        Il quadratino che invochi, è spesso presente a fine articolo di una pubblicazione nelle riviste anglosassoni, ma anche in questo caso si deve considerare pleonastico in quanto, seguendo un nuovo articolo, è ovvio che in quel punto termina il precedente (articolo). A mio parere è superfluo, perché non aggiunge nulla ad un’equazione che termina con l’ultima lettera simbolico o l’ultimo numero, ma, come ti scrivevo, io non sono un matematico.

        Ciao, Enrico M.

      • #119821
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        Ciao heinrich e grazie per avermi risposto.
        Sto riscrivendo dei miei appunti e mi rittrovo il dover riportare esempi di applicazioni di alcuni concetti ossia non si tratta di vere e proprie dimostrazioni.
        Nel libro di testo usato per studiare la mateira su cui si basano i miei appunti si riportano gli esempi terminanti con un rombo.
        Ho seguito quanto riportato nella guida ‘l’arte di scrivere con latex’ ma non ho risolto.
        Forse dovrei usare l’ambiente proof…

      • #119822
        OldClaudio
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          Non necessariamente, ma se allegassi un esempietto minimo compilabile ti si potrebbe aiutare meglio.
          Vedi la scritta in rosso qui sotto; se vuoi una guidina più semplice guarda la scritta in ross nei messaggi di Ivan.

        • #119823
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          Buongiorno!!!
          Ciao OldClaudio e grazie per la risposta,provvedo subito…
          `
          \documentclass[4paper]{article}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[italian]{babel}
          \usepackage{amsmath,amssymb,bm,amsthm}
          \usepackage{lipsum}

          \theoremstyle{definition}
          \newtheorem{definizione}{Definizione}[section]

          \theoremstyle{plain}
          \newtheorem{proposizione}[definizione]{Proposizione}

          \theoremstyle{definition}
          \newtheorem{esempio}[definizione]{Esempio} %ho ridefinito questo ambiente per gestire l'esempio

          \begin{document}
          \begin{esempio}[Circuito puramente resistivo]
          \begin{proof}
          Si consideri il circuito in Fig.(da inserire) costituito da una resistenza R[$\Omega$] posta in parallelo con un generatore di tensione $v(t)$ [V].

          Assumiamo come variabile di ingresso la tensione $v(t)$ e come variabile di uscita la corrente $i(t)$ [A], ossia poniamo
          \[
          u(t)=v(t),\,\,y(t)=i(t)
          \]
          Per quanto riguarda la scelta dello stato, osserviamo subito che il sistema non ha elementi in grado di immagazzinare energia. Questo significa che l'ordine del sistema è $n=0$ ossia che lo stato non esiste.

          Per ricavare un modello in grado di descrivere il comportamento di tale sistema scriviamo le \emph{leggi dei componenti} (in questo caso la sola resistenza) e le \emph{leggi delle connessioni} (in questo caso l'\emph{equazione della maglia}):
          \[
          v_R(t)=R\, i(t)
          \]
          e
          \[
          v(t)=v_R(t)
          \]
          da cui si ottiene
          \[
          y(t)=\frac{1}{R}\,u(t)
          \]
          Tale equazione può essere considerata allo stesso tempo:
          \begin{itemize}
          \item un modello IU in cui l'ordine di derivazione è $n=m=0$ (dunque l'equazione differenziale si riduce ad una equazione algebrica),
          \item un modello in VS di ordine $n=0$ che comprende la sola trasformazione di uscita (non compare l'equazione di stato perchè lo stato non esiste).
          \end{itemize}
          \end{proof} %vorrei poter inserire un simboletto(a mia scelta se possibile) in basso a destra(o sinistra,sempre a mia libera scelta) alla fine di questo esempio
          \end{esempio}
          `
          Qual è la differenza tra l’ambiente proof e l’aver fatto la ridefinizione
          `
          theoremstyle{definition}
          \newtheorem{esempio}[definizione]{Esempio}
          `
          ?

        • #119824
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          Spiego meglio l’ultima domanda:posso ridefinire l’ambiente proof in modo da scrivere invece che dimostrazione,scrivere ‘esempio’ in modo tale poi che con l’ambiente proof esso mi metta il simboletto in basso a destra?Domanda già fatta:e se volessi decidere io il tipo di simboletto e dove metterlo(sinistra o destra)?
          M a non vi è un comando apposito per inserire dei simboli (come sibolo di fine dimostrazione)?Io ho provato con
          `
          \qedhere
          `
          inserito direttamente nell’ambiente esempio da me ridefinito ma non funziona.

        • #119825
          OldClaudio
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            @Silvio
            , l’esempio compilabile non era compilabile perché mancava la riga di fine documento. Quando uno copia un “sedicente” EMC, vorrebbe che mandandolo in esecuzione funzionasse, altrimenti deve andare a cercare dov’è l’errore. Vabbe’, questo era facilissimo da trovare.

            Veniamo al punto; qui sotto ti metto il tuo esempio, riveduto e corretto e commentato; permettimi alcune osservazioni.

            1) quando scrivi di matematica devi stare attento che la matematica delle grandezze non è la matematica dei matematici; se vuoi commentare una relazione algebrica o non algebrica fra x e y sei in matematica; quando vuoi commentare una relazione tra v (tensione) e i (corrente} sei nella matematica delle grandezze, anche se apparentemente sembra solo un cambio dei simboli delle variabili.

            2) In relazione al punto 1, la discussione dell’esempio diventa quasi incomprensibile (vabbe’ che si ratta solo di un esempio per verificare la fattibilità di una soluzione tipografica) ma non c’è nessun bisogno di chiamare con nomi diversi la tensione del generatore e la tensione sulla resistenza connessa al generatore –in parallelo? in serie? in quali altri modi vuoi connettere due bipoli?–)

            3) La matematica delle grandezze ti è del tutto ignota: leggiti al guida tematica Comporre matematica scritta apposta per gli utenti di LaTeX perché la conoscano e, in particolare, conoscano l’uso corretto delle unità di misura. Le norme ISO regolano la scrittura della matematica delle grandezze e nessuno, ripeto, nessuno (come dice la canzone), né fisici, né ingegneri, né chimici, né biologi, né… può permettersi di derogare da quelle norme se scrive relazioni fra grandezze della sua disciplina.

            4) come simbolo ho messo la losanga; nel tuo primo messaggio avevi accennato a questo simbolo. Ovviamente puoi usare qualunque altro simbolo, anche il quadrato vuoto o il quadrato nero, o quel che vuoi; i font matematici di LaTeX e quelli aggiunti dalla American Mathemmatical Society ne offrono tantissimi.
            5) non ho fatto acrobazie particolare per mettere il simboletto il linea con l’ultima riga del discorso, si potrebbe fare, ma è complicato, perché bisogna confrontare la lunghezza dell’ultima riga con la giustezza del testo per vedere se lo spazio è sufficiente on un adeguato distanziamento.

            5) scrivi in buon italiano, non usare le abbreviazioni e non usare la lettera iniziale maiuscola delel parole comuni; in italiano figura è un nome comune e si scrive con la minuscola; l’abbreviazione fig. è consentita solo dentro incisi fra parentesi.

            Scusami se ti ho fatto tante critiche, ma spero di averti aiutato non solo col tuo problemino, ma anche per scrivere bene i tuoi appunti e domani la tua tesi.`\documentclass[a4paper]{article}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[italian]{babel}
            \usepackage{amsmath,amssymb,bm,amsthm}
            \newcommand\simboletto{$\lozenge$}% Questo è un simbolo a cui si accede solo in
            % matematica grazie al pacchetto amssymb; nella definizione dell'ambiente
            % esempio viene chiamato col nome \simboletto, ma per cambiare simbolo non
            % hai bisogno di modificare la definizione dell'ambiente; ti basta modificare
            % questa definizione.

            \newcounter{esempio}
            \counterwithin{esempio}{section}% il contatore esempio si azzera ad ogni
            % nuova section. Se usi un'altra classe diversa da article scegli tu il
            % nome del comando di sezionamento che ti fa comodo.
            % Se usi book sarebbe meglio scegliere chapter.

            \newenvironment{esempio}[1][]{%
            \refstepcounter{esempio} % per incrementare il contatore e renderlo
            % accessibile a \label
            \def\tempA{#1}%
            \paragraph{Esempio \theesempio\unless\ifx\tempa\empty\quad\tempA\fi }
            }{\par\noindent\makebox[\textwidth][r]{\simboletto}\par\medskip}

            % Cambia il nome della macro \soluzione e la parola che il comando scrive
            % con qualcosa di più adatto.
            \newcommand\soluzione[1]{\paragraph{#1}}

            \begin{document}

            \section{Prova dell'ambiente esempio}
            \begin{esempio}[Circuito puramente resistivo]
            Si consideri il circuito della figura (…) costituito da una resistenza R posta in parallelo con un generatore di tensione $v(t)$.
            % Ehi, non scherzare: le unità di misora non si indicano mai fra parentesi
            % quadre, magari fra tonde, ma assolutamente mai fra quadre. Inoltre quando
            % si usano formule fra grandezze, si assume che ogni grandezza sia misurata
            % con le unità di misura SI, e che le formule siano metrologicamente corrette
            % e senza unità di misura esplicitate.
            % Leggi la guida tematica “Comporre Matematica”, sezione Documentazione del forum
            %
            \soluzione{Svolgimento}% cambia “Svolgimento” con quel che ti pare
            %
            Assumiamo come variabile di ingresso la tensione $v(t)$ e come variabile di uscita la corrente $i(t)$, ossia poniamo
            \[
            u(t)=v(t) \mbox{ e } y(t)=i(t)
            \]
            Per quanto riguarda la scelta dello stato, osserviamo subito che il sistema non ha elementi in grado di immagazzinare energia. Questo significa che l'ordine del sistema è $n=0$ ossia che lo stato non esiste.

            Per ricavare un modello in grado di descrivere il comportamento di tale sistema scriviamo le \emph{leggi dei componenti} (in questo caso la sola resistenza) e le \emph{leggi delle connessioni} (in questo caso l'\emph{equazione della maglia}):
            \[
            v_R(t)=Ri(t)
            \]
            e
            \[
            v(t)=v_R(t)
            \]
            da cui si ottiene
            \[
            y(t)=\frac{1}{R}\,u(t)
            \]
            Tale equazione può essere considerata allo stesso tempo:
            \begin{itemize}
            \item un modello IU in cui l'ordine di derivazione è $n=m=0$ (dunque l'equazione differenziale si riduce ad una equazione algebrica),
            \item un modello in VS di ordine $n=0$ che comprende la sola trasformazione di uscita (non compare l'equazione di stato perché lo stato non esiste).
            \end{itemize}
            \end{esempio}
            \end{document}
            `

          • #119826
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            Salve!!!
            Ciao OldClaudio grazie per la risposta e scusami se ti rispondo dopo così tanto tempo.
            L’esempio che riporto l’ho quasi totalmente estratto dal libro di testo perchè anche a lezione il prof a preso spunto da lì e diciamo che anche lo ‘stile tipografico ‘ è quasi del tutto assunto dal libro.Comunque, come mi hai suggerito ho dato uno sguardo alla guida tematica Comporre matematica.
            A pensarci bene però la cosa degenera parecchio andando avanti con gli appunti per quanto riguarda il rigore matematico 😳 ma tanto sono appunti che rimarrano a me.
            Tornando alla tua risposta,potresti spiegarmi cosa hai fatto nelle righe di codice:
            `
            \newcounter{esempio}
            \counterwithin{esempio}{section}% il contatore esempio si azzera ad ogni
            % nuova section. Se usi un'altra classe diversa da article scegli tu il
            % nome del comando di sezionamento che ti fa comodo.
            % Se usi book sarebbe meglio scegliere chapter.

            \newenvironment{esempio}[1][]{%
            \refstepcounter{esempio} % per incrementare il contatore e renderlo
            % accessibile a \label
            \def\tempA{#1}%
            \paragraph{Esempio \theesempio\unless\ifx\tempa\empty\quad\tempA\fi }
            }{\par\noindent\makebox[\textwidth][r]{\simboletto}\par\medskip}

            % Cambia il nome della macro \soluzione e la parola che il comando scrive
            % con qualcosa di più adatto.
            \newcommand\soluzione[1]{\paragraph{#1}}
            `
            ?
            Come faccio a cambiare a piacimento il simboletto?

          • #119827
            OldClaudio
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              Te lo cerchi sul documento symbols.pdf, che leggi dando da terminale il comando texdoc symbols-a e li vi trovi descritte le migliaia di simboli che puoi usare e quali pacchetti puoi usare per poterli inserire nei tuoi documenti.
              Oppure ti disegni il simbolo che vuoi usando l’ambiente picture esteso con il pacchetto pict2e; oppure esteso ulteriormente con il pacchetto curve2e; oppure usando l’ambiente grafico tikz, oppure…

              Non hai che l’imbarazzo della scelta; però se hai scaricato la guida tematica ComporreMatematica, hai visto che sin sono molte tabelle che contengono simboli di vario genere (da usare in ambente matematico) che hanno accanto il comando per produrli; hai a disposizione la losanga, quella che ho usato io, ma hai quadrati, triangoloi, ciascuno col solo bordo o con l’interno riempito di colore nero; puoi cambiare il colore se ne selezioni uno usando il pacchetto xcolor che ti permette di creare colori a piacimento e con il comando {\color{$simbolo$}} o il comando \textcolor{}{$simbolo$} puoi, appunto, colorare qualunque testo o qualunque segno; negli esempi ho scritto simbolo fra is segni di apertura e chiusura dell’ambiente matematico, perché di solito questi simboli sono da inserire in un ambiente matematico; vada sé che se non trai i tuoi simboli da un font matematico, i segni di dollaro non servono.

              Attento, Silvio, a non cercare di fare passi più lunghi della gamba…

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