Allineamento a sinistra immagine

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  • #103462
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    Salve ragazzi,
    mi chiamo Francesco e sto scrivendo la mia tesi di laurea con LaTex. Diciamo che ho finito quasi tutto e sto ultimando il frontespizio e proprio lui mi sta creando un grattacapo.
    Premetto che ho cercato sempre di attenermi alla guida e alle domande già fatte in merito ma non riesco a risolvere il problema ergo vi chiedo aiuto nel forum.
    Il problema è che all’inizio del frontespizio devo mettere i tre loghi di Università, Dipartimento e Corso di Laurea e non riesco ad ottenere il primo logo allineato a sinistra perchè rimane sempre un po’ centrato (mentre gli altri due, modificando le distanze di separazione, riesco a spingerli nel posto giusto). Vorrei far venire fuori una cosa del genere.
    Logo 1 ——- Logo2 ——- Logo3

    Sorgente:

    \documentclass[12pt,a4paper,oneside,openright]{book}
    \usepackage[english,italian]{babel}
    \usepackage[strict]{changepage}
    \usepackage{graphicx}

    \begin{document}
    \changepage{5cm}{}{}{}{}{-2cm}{}{}{}
    \begin{titlepage}

    \begin{minipage}[t]{.32\textwidth}
    \flushleft
    \includegraphics[scale=0.9]{immagini/40.png}
    \end{minipage}
    \hspace{1,2em}
    \begin{minipage}[t]{.32\textwidth}
    \centering
    \includegraphics[scale=0.9]{immagini/50.png}
    \end{minipage}
    \hspace{1,2em}
    \begin{minipage}[t]{.32\textwidth}
    \flushright
    \includegraphics[scale=0.9]{immagini/60.png}
    \end{minipage}

    Ringraziandovi mi scuso se ho dimenticato qualche passaggio. Grazie ancora,
    Francesco

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    • #103463
      OldClaudio
      Partecipante
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        Prova con questo:`\noindent
        \begin{minipage}[t]{.32\textwidth}
        \flushleft
        \includegraphics[scale=0.9]{immagini/40.png}
        \end{minipage}
        \hspace{1,2em}
        \begin{minipage}[t]{.32\textwidth}
        \centering
        \includegraphics[scale=0.9]{immagini/50.png}
        \end{minipage}
        \hspace{1,2em}
        \begin{minipage}[t]{.32\textwidth}
        \flushright
        \includegraphics[scale=0.9]{immagini/60.png}
        \end{minipage}`
        Sarei curioso di sapere il nome dell’università che oltre al proprio logo (giusto: ha personalità giuridica) ha anche il loghi dei dipartimenti e dei corsi di laurea che sono senza personalità giuridica. Non me ne intendo molto; può darsi che oggi, che le facoltà non esistono più (ma non avevano loghi quando esistevano), sia giusto fare così; vorrei quindi imparare le novità delle ultime riforme.

      • #103464
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        Intanto ti (mi permetto di darti del tu) ringrazio Claudio. 🙂
        Effettivamente funziona meglio così (magari un pelo maggiormente a sinistra ma va bene anche così). L’Università che frequento è quella di Trieste, quindi, nel modello di frontespizio riportano il logo dell’Università (logo n.1), del Dipartimento di Scienze Mediche (logo n.2) e quello del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia (logo n.3).
        Effettivamente, anche io, memore delle tesi a cui ho assistito, ricordo un solo logo in frontespizio quindi credo sia una novità degli ultimi tempi.
        Ti ringrazio di cuore ancora, quindi, a quanto ho visto, dimenticavo questo \noindent, a cosa serve di preciso?
        Ho notato che gli ambienti minipage e subfigure sono abbastanza “ostici” per i novellini come me quindi spero anche di aver fatto cosa gradita con questo topic a chi, come me, ha incontrato questo tipo di difficoltà.

      • #103465
        OldClaudio
        Partecipante
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          Guarda, me ne dimentico anch’io di questo \noindent; per fortuna con l’esperienza che ho ora me ne accorgo subito, mentre una volta, senza forum, senza guide, senza documentazione ci perdevo delle ore.

          Qualunque cosa si metta nel file sorgente che viene elaborato mentre il compilatore è in modo verticale, ma quella cosa non può stare in modo verticale, fa passare il compilatore in modo orizzontale e quindi lo obbliga a cominciare un capoverso.

          I capoversi generalmente cominciano con una rientranza, che in inglese si chiama indentation; il verbo to indent indica l’azione di creare l’indentation, e il verbo not to indent, proibisce di eseguire l’indentation. \noindent è la macro, il comando, che comanda di non eseguire l’indenttion, il rientro.

          Ecco perché senza quel comando la prima minipage risulta spostata a destra; l’ammontare di quella rientranza è proprio \parindent, cioè paragraph indentation (ricord che paragraph vuol dire capoverso).

          Se vuoi spaziare di più i loghi devi mettere le tre minipage dentro una \makebox di larghezza \textwidth (ricordati del \noindent prima di \makebox) e poi tra una minpage e l’altra metti lo spazio che vuoi al posto di 1.2em; per esempio 1cm o 15mm. Non esagerare; ho indicato due valori qualsiasi, ma dipende dalla dimensione dei loghi e di quinto puoi uscire dai margini.

          Scatole, minipage e \parbox sono descritte abbastanza approfonditamente nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato, liberamante scaricabile dalla sezione Documentazione, sotto sezione guide tematiche di questo forum.

          PS. Ho avuto una ventina di anni fa una bella collaborazione telematica con un laureando di Trieste in filologia greca classica; non aveva mai usato LaTeX e gliel’ho insegnato mediante e-mail; era un ragazzo molto intelligente e ce l’ha fatta; nota che doveva di fatto redigere una edizione critica di un testo greco mai pubblicato, quindi ha dovuto imparare anche a comporre in greco classico con le notazioni filologiche che gli ho costruito apposta su sua indicazione. Abbiamo imparato molto l’uno dall’altro. Da allora mi sono appassionato alla filologia, non necessariamente greca; ma con un background culturale di “ingegnere matematico elettronico” sono evidentemente un dilettante alle prime armi. Mi diverto lo stesso.

          Ma allora Trieste richiedeva sul frontespizio il solo logo dell’Ateneo.:smile:

        • #103466
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          Che dire Claudio, ti ringrazio tantissimo per la disponibilità e per le spiegazioni! Anche per me, come per quel ragazzo, è la prima esperienza in LaTex e devo dire che i miei correlatori, vedendo l’impostazione del documento mi hanno fatto i complimenti. Sono stato indirizzato verso LaTex da un mio carissimo amico nonchè coinquilino ingegnere informatico e devo dire che una volta imparato ad usare (parlo dei fondamentali eh) e comunque avvalendosi di internet e soprattutto di questo forum il tutto è molto più facile, intuitivo e stimolante nel capire sempre meglio come funzioni questo bellissimo programma.
          Ti ringrazio e vi ringrazio per la disponibilità e le spiegazioni, un sincero grazie 🙂

          Francesco

        • #103467
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          Salve ragazzi, salve Claudio,

          mi permetto d’intervenire di nuovo nel topic che ho aperto qualche giorno fa (non vorrei aprirne uno nuovo) perchè ho una domanda da farvi.
          Come vi ho detto ho scritto la tesi in latex ed ora devo buttare giù un Power Point per la presentazione. Ora, passare dallo stile impeccabile di Latex a Power Point è parecchio avvilente e quindi volevo chiedervi in base alla vostra esperienza come meglio posso riprodurre lo stile Latex nel Power Point, cioè, qual’è il font che più si avvicina a quello di Latex?
          Grazie, un abbraccio a tutti,

          Francesco

        • #103468
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          Samaritan” post=103611Salve ragazzi, salve Claudio,

          mi permetto d’intervenire di nuovo nel topic che ho aperto qualche giorno fa (non vorrei aprirne uno nuovo) perchè ho una domanda da farvi.
          Come vi ho detto ho scritto la tesi in latex ed ora devo buttare giù un Power Point per la presentazione. Ora, passare dallo stile impeccabile di Latex a Power Point è parecchio avvilente e quindi volevo chiedervi in base alla vostra esperienza come meglio posso riprodurre lo stile Latex nel Power Point, cioè, qual’è il font che più si avvicina a quello di Latex?
          Grazie, un abbraccio a tutti,

          Francesco

          Obbligatorio farlo in powerpoint? Non puoi usare LaTeX con beamer?

        • #103469
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          Obbligatorio Power Point ragazzi.

        • #103470
          OldClaudio
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            No, nessuno ti può imporre PowerPoint, per altro ottimo programma, forse il migliore fra quelli della suite della Microsoft.

            La presentazione della tesi si può fare come ciascuno la vuole fare, basta che nella sala della discussione ci sia un PC, e questo c’è certamente, altrimenti non si potrebbe usare nemmeno PowerPoint, e che sul PC sia montato qualunque visualizzatore di file in formato PDF. Di solito è presente una qualche versione di Adobe Reader, che per le presentazioni in PDF è forse il migliore. Per giunta è gratuito.
            Se vene accettata una tesi in PDF, tesi che epr legge deve essere archiviata, non vedo perché non si possa fare una esposizione in PDF, comunque la si sia ottenuta, foss’anche con PowerPoint che può esportare in PDF…

            Dunque ti è stato consigliato di usare la classe beamer da usare con pdfLaTeX.

            Ti avviso: fare una presentazione con beamer si possono ottenere risultati magnifici ma è certamente più difficile da usare di PowerPoint. La differenza fra i due è la matematica, non il testo o le figure o altro.

            Io ho fatto al mia lectio magistralis usando beamer con pdfLaTeX, i font per le presentazioni che ho disegnato io, i disegni dei circuiti con il pacchetto che ho scritto io, i diagrammi con le curve (funzioni ellittiche) che ho scritto io. e chiunque abbia visto quella presentazione è rimasto sbalordito, anche se molti non hanno capito una parola (sai com’è, alle lectio magistalis partecipano anche persone che non sanno nulla della materia su cui verte la lectio…). Di matematica ce n’era a bizzeffe e i miei font funzionavano benissimo, ma non hanno affatto l’aspetto dei font Latin Modern ai quali forse hai fatto ricorso per la tesi; non assomigliavano nemmeno ai Times, o agli Helvetica; erano e sono i font per le slide senza grazie ma completi di tutto l’armaentario necessario; Li ho usati anche per un corso intensivo per dei dottorandi in scienze umane, e chi ho messo anche testo greco, sempre con i miei font per le slide.

            Tutto ciò non si si fa con PowerPoint.

            Ma io non so su cosa verte al tua tesi; quindi non so se beamer sia adatto e in particolare se valga lo sforzo di imparare l’uso di quella classe per creare delle belle slide. Solo tu puoi saperlo: ti suggerisco di cominciare a leggere i primi capitoli della documentazione di beamer per renderti conto se ne valga la pena. Se hai della matematica ti consiglierei di usare beamer, ma se non ne hai, forse il gioco non vale la candela. Il mio consiglio sarebbe diverso se tu avessi già alle spalle un buon numero di presentazioni predisposte con beamer.

            Leggi comunque il capitolo generale alla fine della parte iniziale della decumentazione di Beamer, mi pare sia il capitolo 7, ma Till Tantau, l’autore di beamer, mi ha permesso di tradurlo in italiano e di inserirlo nella Guida GuIT (sezione Documentazione di questo forum). Si imparano molte cose su come fare le presentazioni da proiettare, e sono consigli che valgono che si usi sia beamer sia PowerPoint.

          • #103471
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            Grazie Claudio per la risposta 🙂
            Capisco il tuo discorso e lo condivido al 100% ma purtroppo chi organizza la sessione di laurea esige un power point da pre-caicare sul pc dell’aula magna insieme a quelli degli altri candidati. Ergo devo seguire queste “regole”. La tesi è in medicina, matematica non ne ho, ho numeri e statistica, tabelle più che altro, non propriamente matematica. Non credo che valga la pena, per me, imparare ad usare questo nuovo programma, più che altro per i tempi che ho a disposizione. Sicuramente m’incuriosisce e me lo andrò a spulciare.
            Grazie Claudio 🙂

          • #103472
            OldClaudio
            Partecipante
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              Allora leggi comunque il capitolo sulle presentazioni che c’è sulla guida GuIT; sull’uso di beamer c’è relativamente poco, perché il suo manuale è di alcune centinaia di pagine… e non si può riassumere in un paio di paragrafi. MA c’è la traduzione del capitolo dove Till Tantau spiega come fare e come NON fare le slide. Sono indicazioni che valgono qualunque sia il programma usato.
              LA classe beamer permette di fare tutto quello che si fa con LaTeX, salvo che molte cose sono specifiche delle presentazioni e non c’è niente da di quelle cose quando si predispone un documento scritto.

              Ti raccomando comunque di tenere presente due regolette auree:
              1) metti poco materiale in ogni slide e parla “molto”; dedica circa un minuto per ciascuna slide. Ricorda di non mettere più di 10-12 righe scritte nelle slide, forse sono già troppe.
              2) non mettere tabelle piene zeppe di numeri; dovresti rimpicciolirle o scrivere con caratteri piccolissimi, e nessuno potrebbe leggere quello che c’è scritto; in particolare NON “estrarre” le tabelle che hai predisposto per la tesi; ci sono diversi programmi per file PDF che permettono di selezionare una pagina e di estrarla da un file pdf; poi ci sono diversi pogrammi di editing grafico che ti permettono di ritagliare e scontornare la tabella presente nella pagina pdf estratta e di salvarla in formato png;questa la puoi banalmente trascinare o importare nel file PowerPoint. ma quado la guardi proiettata vedi che c’è troppa roba e non si legge.
              Checché ne dica Tantau, per una presentazione o fai delle tabelle con poche caselle, oppure metti tanti dati in diagrammi a torta piatti o diagrammi ad anello piatti, non in prospettiva come una frittata nella padella, in modo che sia davvero circolare; in quel modo gli angoli che indichi sono davvero proporzionali alle grandezze da rappresentare. Oppure mostra degli istogrammi piatti, non tridimensionali, dove ogni barra è una riga piatta e la gradazione che vi compare dietro è leggibile senza errori di parallasse.
              Ricorda sempre che un diagramma ad anello a a torta piatto o un diagramma a barre non devono contenere troppa informazione perché o la leggi ad alta voce (e allora addio al minuto per ogni slide) o nessuno riesce a leggere le troppo legende vicino ad ogni barra o ad ogni spicchio.

              Vedrai che comunque l’esame di laurea sarà una bella esperienza.

              PS: va bene, ma se le presentazioni di tutti i laureandi devono essere caricati sul PC dell’aula magna, che importanza ha il fatto che il file abbia l’estensione .ppt, oppure .pdf, (cioè le estensioni dei file prodotti dai programmi usati dai candidati, PowerPoint, LibreOffice Impress, Keynote, PdfLaTeX,…) tanto poi l’operatore che lancia i programmi deve farci comunque solo un doppio click sopra e il programma giusto lo apre. Misteri della penetrazione occulta di produttori di software commerciale che impongono i loro prodotti anche agli impiegati dell’università in cambio di chissà quali benefici…
              Chissà perché la repubblica Federale Tedesca ha vietato di usare in tutti i suoi uffici qualunque programma che non sia aperto, tanto che ha finanziato lo sviluppo di Free Suse e consente solo le suite Open/Libre Office. Chissà perché le norme ISO per la conservazione e l’archiviabilità dei documenti prescrivono unicamente il formato PDF opportunamente arricchito di certi metadata, e non consente l’uso di file .doc, .docx, e simili.

            • #103473
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              Grazie Claudio per le informazioni e per i consigli 🙂
              Approfondirò comunque il discorso relativo a beamer perchè LaTex m’intriga tantissimo 🙂

              Grazie infinite,

              Francesco

            • #103474
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              Mi inserisco nella discussione sperando di dare un aiuto a Francesco raccontando la mia esperienza con beamer. L’ho usato per la presentazione di tesi magistrale e, comunque non essendo un esperto di Latex (mi limito alla compilazione di tesi utilizzando i pacchetti preimpostati o al massimo qualche piccola personalizzazione ma sempre trovata sul web o qui), sono riuscito a completarla in una settimana (dal momento in cui ho letto per la prima volta la guida di Pantieri su beamer alla stesura definitiva della presentazione). Questo per dirti che beamer non necessita di chissà quanto tempo per imparare i concetti base e riuscire a “padroneggiarli” in modo soddisfacente.


              @OldClaudio
              , sarebbe possibile avere accesso ai tuoi font per le presentazioni?

            • #103475
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              emlago, ti ringrazio per la risposta 🙂
              Di certo m’informerò a dovere, magari per dei lavori che dovrò fare più avanti, LaTex mi ha conquistato in tutto e per tutto 🙂

            • #103476
              OldClaudio
              Partecipante
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                emlago” post=103622

                @OldClaudio
                , sarebbe possibile avere accesso ai tuoi font per le presentazioni?

                Non è un problema; sono parte di TeXLive (suppongo anche di MiKTeX completa) e sono i font LX: documentazione sotto forma di presentazione eseguita con quei font semplicemente usando il terminale e dando il comando texdoc lxfonts-demo. Conviene leggere anche il documento non demo con texdoc lxfonts.

                Inoltre qui sul forum in uno dei numeri di ArsTeXnica c’è un mio articolo che ne descrive la genesi e l’uso.

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