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Tanto per scoprire che cosa fa TeX con la matematica, ricorda che esso usa 8 modi distinti per comporre e tre corpi distinti..
1) corpo normale(uguale a quello del testo circostante}
2) corpo dei pedici e apici primi
3) corpo dei pedici secondi
a) modo testo: corpo normale , apici e pedici abbassati; estremi degli integrali e delle sommatorie a destra dell’operatore; estremi dei limiti a destra
b) modo display: corpo normale, apici e pedici più distanziati in verticale; estremi degli integrali e delle sommatorie sopra o sotto l’operatore; estremi dei limiti sotto l’operatore.
I modi possono essere scelti con i quattro comandi \texstyle, \displaustyle, \scriptstyle, \scriptscriptstyle; questi si possono usare indipendentemente dal modo; nel senso che se si vuole contenere una formula in altezza in una formula in display si può specificare \textstyle mentre si è in modo display; per esempio quando si compongono matrici in display e ci sono termini frazionari, questi vengono composti in modo testo, mentre gli altri sono in modo display; in questo modo righe e colonne restano allineate meglio. Lo stesso vale per gli esponenti o i pedici; se un esponente in una formula in display è frazionario, esso viene in copro esponente,ma in modo testo coì da non diventare troppo grande.
Questa mia descrizione, abbastanza imprecisa per limitarne la lunghezza, è descritta in modo dettagliato nel TeXbook; un libro che dovrebbe essere sulla scrivania di ogni utente del sistema TeX, ma che purtroppo la maggior parte degli utenti ignora completamente; vabbè, non ne esiste una versione pdf on line (a parte una versione mica tanto legale distribuita dai cinesi, incompleta ma leggibile), ma ne esiste il sorgente non compilabile distribuita con l’installazione del sistema TeX; però è difficile da leggere, in quanto scritto in Plain TeX e con un insieme di macro e di comandi descritti in un file a parte; sono cose che riguardano specalemente i programmatori che creano macro. Oggi Plain TeX è usato da pochissimi, a parte Knuth che, essendone il padre, lo usa sempre, e pochissimi altri. I programmatori ne usano alcune funzionalità e talvolta ne usano gli «sporchi trucchi» (sono chiamati così nel TeXbook) quando bisogna fare qualcosa di veramente «acrobatico». Oggi, poi, i programmatori possono usare il linguaggio LaTeX3, anch’esso molto complesso, ma decisamente efficace.