andare a capo con un integrale

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  • #112567
    davidebond
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      Salve a tutti. Questo il mio mwe:

      `
      \documentclass{amsart}
      \usepackage{latexsym, amssymb}

      \begin{document}

      $10\otimes \int_{\mathbb{R}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\text{dy}=10$

      \end{document}

      `

      Si può dividere l’integrale? Non sto chiedendo come fare, ma se è lecito farlo, perché si trova in una tabella e fa sbordare la cella rispetto al filetto in alto con il nome dell’autore, ecc.

      Grazie.

      Ciao,

      davide

      P.S. Nella classifica delle domande assurde o sceme come sono messo? 🙂

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      • #112568
        OldClaudio
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          Non si capisce ene che cosa vuoi dire che l’integrale si trova in una tabella e lo vuoi dividere per un motivo che non capisco.

          Però ti sposso segnalare che il tuo esempio minimo compilabiie contiene alcuni errori e va modificato così, almeno perché sia compilabile:[code]\documentclass{amsart}
          \usepackage{amssymb}

          \begin{document}

          $10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\text{d}y=10$

          \end{document}[code]Il primo errore è costituito dal fatto che non bisogna mai usare il pacchetto latexsym perché serve solo con latex nella versione 209, defunta nel 1994, puì serivre per ricompilare un documento “antico” con più di 20 anni d’età.
          Il secondo errore è che manca di una graffa chiusa.
          Il terzo errore è che la y inserita nell’argomento di \text esce in tondo invece che in corsivo matematico

          Il quarto errore, opinabile, ma che consiglierei di tenere presente, è che gli integrali in text mode (n linea col testo o dentro le celle di una tabella, diventano troppo piccoli e diventano quindi orrendi. Io specificherei dentro una cella di tabella il \displaystyle; ovviamente è una questione di gusti, ma…

          Se poi rimandassi un esempio minimo compilabile che mostri davvero il tuo problema, sarebbe meglio…

        • #112569
          OldClaudio
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            Non si capisce ene che cosa vuoi dire che l’integrale si trova in una tabella e lo vuoi dividere per un motivo che non capisco.

            Però ti sposso segnalare che il tuo esempio minimo compilabiie contiene alcuni errori e va modificato così, almeno perché sia compilabile:`\documentclass{amsart}
            \usepackage{amssymb}

            \begin{document}

            $10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\text{d}y=10$

            \end{document}`Il primo errore è costituito dal fatto che non bisogna mai usare il pacchetto latexsym perché serve solo con latex nella versione 209, defunta nel 1994, puì serivre per ricompilare un documento “antico” con più di 20 anni d’età.
            Il secondo errore è che manca di una graffa chiusa.
            Il terzo errore è che la y inserita nell’argomento di \text esce in tondo invece che in corsivo matematico

            Il quarto errore, opinabile, ma che consiglierei di tenere presente, è che gli integrali in text mode (n linea col testo o dentro le celle di una tabella, diventano troppo piccoli e diventano quindi orrendi. Io specificherei dentro una cella di tabella il \displaystyle; ovviamente è una questione di gusti, ma…

            Se poi rimandassi un esempio minimo compilabile che mostri davvero il tuo problema, sarebbe meglio…

          • #112570
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            No,`\text{d}y`è proprio sbagliato (basta provare a usarlo nell’ambito di validità di un [tt]\itshape[/tt], per esempio). Come ricorda questo commento a una risposta su TeX.SX, un certo numero di anni fa tale Claudio Beccari insegnò a noi tutti un modo elegantissimo ed estremamente succinto di ottenere il risultato voluto… 😉

            Ciao.


            Gustavo

          • #112571
            OldClaudio
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              Sì, è vero che ho mostrato un modo più corretto di comporre sil segno del differenziale (valido solo per le scienze “sperimentali”; i matematici non sono tenuti a osservare le norme ISO, anche se personalmente le ritengo molto utili e sensate in ogni ambito; ma io ho il peccato originale di non essere un matematico, quindi non impongo niente a nessuno).

              Il MWE di @davidebond conteneva molti errori e non volevo infierire più di tanto nel segnalarglieli.

              Ma hai ragione: [tt]\text{d}y[/tt] mette la y in corsivo matematico lasciando al d in tondo, ma non inserisce lo spazietto prima della d.

              Ora mi permetto di aggiungere un consiglio per @davidebond, consiglio che credo di avergli già dato alcune volte: leggi la documentazione. Nella sezione Documentazione di questo sito ce n’è a volontà, anche per la matematica delle grandezze. Se @davidebond è un matematico che non si sente vincolato alle norme ISO è padronissimo di non seguirle, tuttavia la guida tematica sulla matematica insegna anche molte altre cose su come comporre la matematica; forse c’è persino descritto un modo per affrontare il problema che l’ha spinto a chiedere assistenza al forum.

            • #112572
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              No, io intendevo riferirmi al fatto che [tt]\text[/tt] usa la forma del carattere che risulta corrente nel modo testo che circonda immediatamente la formula. Si provi con
              `
              \documentclass{amsart}
              \usepackage{amssymb}

              \begin{document}

              {\itshape $10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\text{d}y=10$}

              \end{document}
              `

              Ciao.


              Gustavo

            • #112573
              OldClaudio
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                Hai ragione anche in questo.

              • #112574
                davidebond
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                  Chiedo scusa degli errori. Ma proprio voi mi avevate detto di metter in tondo il differenziale, quando io proposi un esempio con il differenziale in corsivo (come l’ho sempre visto). Chiedo scusa dello sbaglio della parentesi. È vero che latexsym non andrebbe caricato, ma è forza dell’abitudine. Del resto, più che un errore è un qualcosa di non necessario, che è diverso. Tutti gli altri errori non so dove siano. Per me, risolto il problema della parentesi, l’esempio è compilabile. Io voglio spezzare la formula preceduta dall’integrale. Si può fare? Ad essere sinceri, in teoria tra la funzione e il differenziale dovrebbe esserci un segno di moltiplicazione (vedi definizione di integrale riemanniano). Questo, il mio nuovo mwe:

                  `
                  \documentclass{amsart}
                  \usepackage{amssymb}

                  \begin{document}

                  $10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)dy=10.$

                  \end{document}
                  `

                  Grazie. Chiedo scusa se non ho risposto prima, ma le risposte andavano nella mia spam.

                  Ciao,

                  davide

                • #112575
                  OldClaudio
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                    Per quel che riguarda il differenziale la questione se metterlo in tondo o in corsivo dipende dal contesto; se si tratta di un documento di fisica o di qualunque altra scienza che faccia uso della matematica delle grandezze, il differenziale va in tondo “obbligatoriamente”, altrimenti i matematici preferiscono usare il corsivo; in ogni caso il differenziale va staccato dall’integrando con uno spazio sottille`$10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\,dy=10.$`

                    Ora la tua domanda: perché vuo spezzare l’integrale, cioè vuoi andare a capo prima dell’integrale? Solo perché hai messo l’espressione in linea col testo?

                    Ma questo è “sbagliato”; attento: la parola è fra virgolette perché non c’è nessuna regola per definire che cosa sia giusto o sbagliato; è più una questione di gusto e di opportunità. La matematica in linea col testo è indicata per brevissime espressioni che non si sviluppino in altezza e profondità; se LaTeX trova una espressione troppo alta o profonda in linea col testo la schiaccia più che può; e se non riesce a sciacciarla abbastanza, inserisce delle adeguate interlinee prima e/o dopo quell’espressione matematica ancora troppo grande.

                    Perciò sia l’una sia l’altra cura estrema a cui LaTeX ricorre sono esteticamente brutte. Siccome l’estetica è una questione di gusti, è chiaro che non ci sono due persone con gli stessi gusti. Se poi l’esprressione in linea no è brevissima, entra in ballo anche l’opportunità, perché LaTeX va a capo nella matematica in linea molto malvolentieri, in quanto ogni “andata a capo” in tale matematica è soggetta a penalità piuttosto alte, tali da fargli preferire un’espressione che sporge, piuttosto che un’espressione spezzata.

                    Perciò il mio consiglio è di mettere quell’espressione in display come espressione matematica non numerata:`Testo testo testo
                    \[
                    10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)\,dy=10
                    \]
                    testo testo testo` Ma se proprio vuoi spezzarla, allora prova ad inserire nel punto in cui vorresti farlo questo codice`\discretionary{}{}{}`oppure sostituisci [tt]\otimes[/tt] con `\discretionary{\otimes}{}{\otimes}`

                  • #112576
                    davidebond
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                      Io pensavo una cosa del genere:

                      `
                      \documentclass{amsart}
                      \usepackage{amssymb}

                      \begin{document}

                      $10\otimes \int_{\mathbb{R}}^m j_{\epsilon}(x-y)f(y)dy=10$\\

                      Io pensavo che si potesse fare una cosa del genere:
                      \begin{align}
                      10\otimes\int_{\mathbb{R}}^m &j_{\epsilon}(x-y)\cdot\\
                      &\cdot fydy=10.\notag
                      \end{align}

                      \end{document}
                      `

                      Si può? Mi rendo conto che tra la funzion di Dirac e quella seguente non c’è una moltiplicazione, ma si potrebbe inserire un segno diverso.

                      Grazie. Ciao,

                      davide

                    • #112577
                      OldClaudio
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                        In ogni caso non si deve ripetere \cdot alla fne della prima riga e all’inizio della seconda.

                        Visto che sei in modalità di matematica in linea potresti usare il comando \- che in modo testo consente una cesura in fin di riga, e in modo matematico fa la stessa cosa ma con un segno di “a capo” diverso.

                        Continuo a pensare che l’espressione intera dovrebbe essere in display e non in modo testo, ma non riesco a convincerti; quindi qualunque soluzione tu riesca a trovare, accontentati di quel che ottieni e non chiedere “Si può?”. Tutto si può fare; anche violare le regole di buona tipografia, ma devi esserne cosciente e decidere a ragion veduta.

                      • #112578
                        davidebond
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                          Ascolta. Io ti ringrazio, ma non sempre riesco a capire cosa dovrei fare. Io ho questo integrale in una cella di una tabella. Ovviamente, me la allunga troppo. Da qui, la necessità di dividere la formula. Io ho usato due volte \cdot perché molti matematici lo fanno; cioé, usano due volte il +, il x, l’uguale o altro. La mia domanda era se matematicamente corretto dividere l’integrale. Al di là di questioni tipografiche.

                          Grazie. Ciao,

                          davide

                        • #112579
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Dividere una espressione matematica è difficile non tanto tipograficamente, quanto “lessicalmente”. Bisognerebbe dividere fra una “frase” e l’altra. Ecco perché i programmi (LTeX core, classi, pacchetti) mettono valori di penalità piuttosto severi per evitare la cesura in fin di riga in modo testo (però, vedi dopo); in ongi caso la penalità è minore in vicinanza degli operatori di relazione e maggiore in vicinanza degli operatori binari. Quindi sembrerebbe più addato andare a capo dopo “10=”, lasciando l’integrale integro dal suo segno fino all’integratore.

                            Ma…

                            … il fatto chela tua espressione dia all’interno di una cella di una tabella rende le cose più difficili: in primis perché le normali tabelle sono delle “scalore orizzontali, all’interno delle quali non is può andare a capo. In secondo luogo per poter fare quello che vorresti fare devi dichiarare che quel contenuto sta dentro una cella di di tipo p e ne devi specificare la larghezza; questo perché dentro una cella di topo p sei in modo “capoverso”, come se fossi dentro una minipage.

                            Non commento sul risultato che otterrai.

                            Ti posso dire che quando ho composto le tabelle matematiche per le notazioni e i simboli delle grandezze nella Guida GuIT e nella guida tematica “Comporre matematica”, o fatto acrobazie di diverso genere per non spezzare certe formule e le ho composte in modo che strabordassero in una cella adiacente lasciata appositamente vuota. Non è stato facile, ma il risultato è certamente accettabile anche da un punto di vista tipografico, magari non il massimo,ma non brutto come quello che la tua proposta di cesura lascerebbe prevedere.

                            Il fatto che molti docenti di matematica ripetano il segno + o X dopo essere andati a capo, non vuol dire che quella sia una regola; nella guida tematica Comporre matematica” ho anche scritto il perché. Ma non mi sono inventato niente; anch’io lo facevo fin quando non ho cominciato a scrivere dispense per i miei allievi e, quindi, finché non mi sono documentato sulla “best practice” da seguire nel comporre la matematica.

                            Capisco che fra matematici e ingegneri spesso non ci si capisce, ma mentre i matematici sono liberi di scrivere la matematica come meglio credono, gli ingegneri solo vincolati dalle norme ISO, considerate al livello di blasfemie da parte dei matematici. Dunque, da ingegnere seguo le regole che mi sono imposte, ma non impongo niente a nessuno; la mia guida Comporre Matematica si riferisce a chi scrive la matematica delle grandezze, quella vincolata dalle norme ISO. Quindi se non vuoi o non credi opportuno seguire quelle regole è una una tua scelta.

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