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Tommaso, nemmeno la mia risposta era polemica; avevi chiesto un parere e ti ho dato il mio.
D’altra parte su Wiki si dice chiaramente che esso ha un codice Unicode è U+2042, cui corrisponde ⁂
Come vedi nel segno riportato nel testo di Wiki, i tre asterischi sono ben distanziati e corrispondono ad un glifo dotato di dimensioni verticali e orizzontali.
Ma per quel che riguarda il codice, l’oggetto della tua ultima domanda, ti dico intanto il mio giudizio su quel codice.
Il codice LaTeX associato alla voce Asterismo (punteggiatura) di Wiki secondo me è mal fatto perché rende gli asterischi quasi tangenti gli uni agli altri e il segno complessivo è privo di altezza (comando \smash).
Se poi mi è concesso di aggiungere un mio parere, volendo proprio usare un segno così inconsueto, benché dotato di codifica UNICODE, io eseguirei il disegno un po’ più parametrizzato in modo da controllare la grandezza degli asterischi e la loro distanza; un buon comando consentirebbe anche di mettere a triangolo tre segni uguali diversi da un asterisco; andando da tre semplici cerchietti neri alle numerose stelline con un numero di punte diverso da 6 presenti nei font di simboli; a ogni altro segno di struttura più o meno rotonda che faccia la caso.
Quindi se unsi XeLaTeX puoi provare a definire un segno che specifichi nella forma dovuta il codice UNICODE di quel segno e poi provare diversi font per vedere chi ce l’ha e chi invece richiede una costruzione.
Come hai visto nell’Introduzione anch’io ho parlato della possibilità di separare dei paragrafi non evidenziati con il loro titolo usando delle decorazioni; ho provato tre asterischi allineati in orizzontale, ma relativamente distanti fra di loro (1 em); ho provato con un solo asterisco; la cosa più difficile da fare è quella di mettere il disegno centrato fra la fine del primo paragrafo e l’inizio del secondo. Con un triangolo che non è simmetrico rispetto ad una linea orizzontale l’effetto ottico è ancora più difficile da raggiungere.
Ciao
Claudio