Bakoma TeX

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  • #90404
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    Cari tutti,
    c’è qualcuno che usa Bakoma TeX come editor? Cosa ne pensa?
    Il fatto che compila di continuo il file .tex può essere pericoloso per il computer?

    Grazie

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    • #90405
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      ceskito” post=89919Cari tutti,
      c’è qualcuno che usa Bakoma TeX come editor? Cosa ne pensa?
      Il fatto che compila di continuo il file .tex può essere pericoloso per il computer?

      Grazie

      Mai usato. Non è “pericoloso” per il computer ma certamente sembra uno spreco! 🙂

      Ciao,
      Antonio

    • #90406
      OldClaudio
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        Bakoma TeX, così come il buon vecchio Textures per il Mac, cercano di rendere sincrona la compilazione, nel senso che ti tengono accanto alla schermata di editing anche la schemrata di preview compilando di continuo in modo da avere la schermata di preview aggiornata quasi in tempo reale; con un software estrinsecamente asincrono come quello die programmi di composizione del sistema TeX, quei due software, Bakoma TeX e Texture fanno tutto il possibile per dare la sensazione del “what you see is what you get..
        In realtà qualunque utente che non sia stato colpito dal virus mentale del WYSIWYG, anche se usa quei programmi, ne disabilita la compilazione continua o si rivolge ad altri editor.

        Texture è apparentemente defunto, perché l’azienda che lo produceva per il Mac ha avuto un grave disastro (mi pare che sia andato a fuoco tutto quanto, come apparentemente succede spesso negli USA — a me non sembra che in Italia e in Europa ci siano tanti incendi disastrosi come negli usa — forse è una impressione errata, ma…).
        Quindi BakomaTeX sembre essere rimasto l’unico o uno delle poche GUI (interfacce grafiche per l’utente) che svolge quella funzione. L’unico svantaggio è che il processore e il sistema operativo ne vengono sovraccaricati, quando invece i processori moderni lavorano in multiporocessing e quindi devono dividere le loro attività su ogni calcolatore in un numero di processi che va da 50 a 100; non importa quale sia il sistema operativo; tutti gestiscono un numero inimmaginabile di processi simultaneamente, ricorrendo sia ai vari core, sia all’uso sfrenato della memoria RAM. Con una RAM molto grande (oggi si vendono calcolatori personali di varie marche che hanno normalmente 4GiB di RAM, ma se ne vendono anche con 8GiB di RAM); nel mio calcolatore con 4GiB da quando ho avuto un aggiornamento del sistema operativo, noto una certa lentezza di reazione ai comandi sia da tastiera sia attraverso el varie GUI dei vari programmi, mentre con la versione precedente la risposta era sostanzialmente immediata. tutta colpa della RAM diventata improvvisamente troppo piccola per il nuovo sistema operativo.

        In conclusione usa pure BakomaTeX, se le funzioni dell’editor ti piacciono, ma disabilita la sincronicità, attivandola sporadicamente, quando fai gli ultimi ritocchi.

      • #90407
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        OldClaudio” post=89923Bakoma TeX, così come il buon vecchio Textures per il Mac, cercano di rendere sincrona la compilazione, nel senso che ti tengono accanto alla schermata di editing anche la schemrata di preview compilando di continuo in modo da avere la schermata di preview aggiornata quasi in tempo reale; con un software estrinsecamente asincrono come quello die programmi di composizione del sistema TeX, quei due software, Bakoma TeX e Texture fanno tutto il possibile per dare la sensazione del “what you see is what you get..
        In realtà qualunque utente che non sia stato colpito dal virus mentale del WYSIWYG, anche se usa quei programmi, ne disabilita la compilazione continua o si rivolge ad altri editor.

        Texture è apparentemente defunto, perché l’azienda che lo produceva per il Mac ha avuto un grave disastro (mi pare che sia andato a fuoco tutto quanto, come apparentemente succede spesso negli USA — a me non sembra che in Italia e in Europa ci siano tanti incendi disastrosi come negli usa — forse è una impressione errata, ma…).
        Quindi BakomaTeX sembre essere rimasto l’unico o uno delle poche GUI (interfacce grafiche per l’utente) che svolge quella funzione. L’unico svantaggio è che il processore e il sistema operativo ne vengono sovraccaricati, quando invece i processori moderni lavorano in multiporocessing e quindi devono dividere le loro attività su ogni calcolatore in un numero di processi che va da 50 a 100; non importa quale sia il sistema operativo; tutti gestiscono un numero inimmaginabile di processi simultaneamente, ricorrendo sia ai vari core, sia all’uso sfrenato della memoria RAM. Con una RAM molto grande (oggi si vendono calcolatori personali di varie marche che hanno normalmente 4GiB di RAM, ma se ne vendono anche con 8GiB di RAM); nel mio calcolatore con 4GiB da quando ho avuto un aggiornamento del sistema operativo, noto una certa lentezza di reazione ai comandi sia da tastiera sia attraverso el varie GUI dei vari programmi, mentre con la versione precedente la risposta era sostanzialmente immediata. tutta colpa della RAM diventata improvvisamente troppo piccola per il nuovo sistema operativo.

        In conclusione usa pure BakomaTeX, se le funzioni dell’editor ti piacciono, ma disabilita la sincronicità, attivandola sporadicamente, quando fai gli ultimi ritocchi.

        In realtà la funzione che dici, o Claudio 🙂 , viene svolta anche da altri editor. Uno di questi, solo per Mac, è Latexian, a mio modesto parere pessimo. Lo provai a suo tempo, e vedevo con piacere che dopo qualche secondo il PDF si aggiornava anche senza rilanciare pdftex. Ma credo che il progetto si sia arenato. Come, del resto, si è arenato TeXworks, che non conosce aggiornamenti significativi da troppo tempo. E ce ne sarebbero da fare, credo. Pazienza.

        Un altro editor, sempre per Mac, da tenere sotto controllo, per me, è Texpad. Costa poco ma secondo me va alla grande. Diverso da TeXShop per chi ci è abituato, ma ugualmente scarno. Molto interessanti le preferenze e il concetto di typesetter. In pratica, si può scegliere con un semplice pulsante di avviare alcune catene di composizione come quelle che permette di attivare arara. Direi che non è male. Esistono video dimostrativi sul sito. Provatene la versione di prova, e dite le vostre opinioni.
        Certo, si paga, anche se poco, ma forse sono soldi ben spesi. Bisognerebbe impegnarsi provare a usarlo per un progetto di una certa dimensione. Poi si vede come va.

        Ciao
        Tommaso

      • #90408
        OldClaudio
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          illinguista1972″ post=89925
          In realtà la funzione che dici, o Claudio 🙂 , viene svolta anche da altri editor. Uno di questi, solo per Mac, è Latexian, a mio modesto parere pessimo. Lo provai a suo tempo, e vedevo con piacere che dopo qualche secondo il PDF si aggiornava anche senza rilanciare pdftex. Ma credo che il progetto si sia arenato. Come, del resto, si è arenato TeXworks, che non conosce aggiornamenti significativi da troppo tempo. E ce ne sarebbero da fare, credo. Pazienza.

          Un altro editor, sempre per Mac, da tenere sotto controllo, per me, è Texpad. Costa poco ma secondo me va alla grande. Diverso da TeXShop per chi ci è abituato, ma ugualmente scarno. Molto interessanti le preferenze e il concetto di typesetter. In pratica, si può scegliere con un semplice pulsante di avviare alcune catene di composizione come quelle che permette di attivare arara. Direi che non è male. Esistono video dimostrativi sul sito. Provatene la versione di prova, e dite le vostre opinioni.
          Certo, si paga, anche se poco, ma forse sono soldi ben spesi. Bisognerebbe impegnarsi provare a usarlo per un progetto di una certa dimensione. Poi si vede come va.

          Ciao
          Tommaso

          Sì, lo so, ed è per questo che ho provato Latexian e l’ho subito scaricato.

          Ho anche comprato TeXpad, buono, ma non entusiasmante; sul Mac preferisco di gran lunga TeXShop; è anche una questione di abitudine, ma è anche questione di supporto; Richard Kich mi ha sempre risposto in occasione dei quesiti e dei presunti bug che gli ho segnalato, e ha eseguite delle modifiche, non direi espressamente per me, ma certamente su mia iniziativa. TeXwork sarebbe eccellente se…; Il suo pregio maggiore è quello di essere multipiattaforma e di gestire le codifiche in modo superlativo. Ma per il lavoro quotidiano preferisco TeXShop. Semplice, pulito, il primo a inventare le righe magiche; non saprei come fare senza di esse e mi fa piacere che siano subito state estese a TeXworks e a TeXstudio, non so se anche a Texmaker, che uso troppo poco; Mi pare che anche TeXpad le sappia riconoscere, almeno in parte.

          Ma non userei mai BakomaTeX.

        • #90409
          alegenn
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            illinguista1972″ post=89925
            Come, del resto, si è arenato TeXworks, che non conosce aggiornamenti significativi da troppo tempo. E ce ne sarebbero da fare, credo. Pazienza.

            Ciao Tommaso,
            dal sito di TeXworks http://www.tug.org/texworks/ l’ultimo aggiornamento risale ad aprile 2013, non mi sembra sia passato un secolo 😎
            Saluti

          • #90410
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            alegenn” post=89938

            Come, del resto, si è arenato TeXworks, che non conosce aggiornamenti significativi da troppo tempo. E ce ne sarebbero da fare, credo. Pazienza.

            Ciao Tommaso,
            dal sito di TeXworks http://www.tug.org/texworks/ l’ultimo aggiornamento risale ad aprile 2013, non mi sembra sia passato un secolo 😎
            Saluti

            Ciao, io uso Mac OS X 10.6.8, e sono passati quasi 19 mesi dall’ultimo aggiornamento di aprile 2012 🙂

            Il sistema operativo che uso è un problema mio, lo so, però visto che TeXworks è stato scelto per essere incorporato in TeX Live, dovrebbe essere aggiornato per TUTTE le versioni dei sistemi operativi su cui TeX Live gira. Almeno io la penso così. TeX Live gira benissimo sul mio sistema operativo. Perché mai dovrei aggiornare a 10.8? Non ne vedo il motivo. Meglio: non mi basta il motivo di poter usare TeXworks 🙂 Che, poi, è identico a quello che ho già. Non mi sembra che le ultime versioni abbiano aggiunto chissà quali cose. Probabilmente funziona bene così com’è, dirai tu. Ma io avverto la mancanza di cose banali e pratiche. Ma io sono io, e tu sei tu 🙂

            In questo, TeXstudio e Texmaker sono nettamente avanti: ogni nuovo rilascio è disponibile per tutti gli OS su cui il programma gira. Questo è un dato di fatto.

            Ciao
            Tommaso

          • #90411
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            OldClaudio” post=89937il primo a inventare le righe magiche

            …coff coff… AUCTeX ce le ha da prima… coff coff…

          • #90412
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            Elrond” post=89944

            il primo a inventare le righe magiche

            …coff coff… AUCTeX ce le ha da prima… coff coff…

            Direi Emacs più che AUCTeX (ma anche, lo ammetto con riluttanza, [tt]vim[/tt]). La sintassi
            `
            -*- : , : , … -*-
            `
            di Emacs ha, credo, più di vent’anni. E davanti al primo [tt]-*-[/tt] può andarci qualsiasi altra cosa, per esempio il segno di commento proprio del linguaggio che interpreterà il file.

            Non va dimenticata, con Emacs, la possibilità di impostare variabili alla fine del documento:
            `%%% Local Variables:
            %%% mode: latex
            %%% coding: utf-8
            %%% TeX-engine: xetex
            %%% End: `
            che è anche più comoda. Le variabili impostate all’inizio hanno la precedenza su impostazioni finali.

            È vero che TeXShop è stato il primo editor dal volto umano (a spese della potenza) che le ha messe a disposizione. La scelta di come impostare le variabili è pessima, però: sintassi complicata e, in certi casi, perversa (come definire la codifica di input, per esempio).

            Ciao
            Enrico

          • #90413
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            egreg9″ post=89945

            [quote=”OldClaudio” post=89937]il primo a inventare le righe magiche

            …coff coff… AUCTeX ce le ha da prima… coff coff…

            Direi Emacs più che AUCTeX (ma anche, lo ammetto con riluttanza, [tt]vim[/tt]). La sintassi
            `
            -*- : , : , … -*-
            `
            di Emacs ha, credo, più di vent’anni.[/quote]
            Sì, ovviamente lo so 🙂 le variabili locali sono già citate nella pagina 14 del più vecchio manuale di Emacs che sono riuscito a trovare, risalente al 1981, ma non è escluso che ci fossero già da prima. Io mi riferivo in particolare alle variabili specifiche di TeX, come TeX-master, anche se naturalmente anche altre variabili indipendenti da AUCTeX sono molto utili, come quella per specificare la codifica.

            egreg9″ post=89945È vero che TeXShop è stato il primo editor dal volto umano (a spese della potenza) che le ha messe a disposizione.

            Se con “editor dal volto umano” vuoi escludere AUCTeX siamo d’accordo, ma AUCTeX ha introdotto la variabile [tt]TeX-master[/tt] (all’epoca si chiamava [tt]TeX-master-file[/tt]) nel 1992, otto anni prima della prima versione di TeXShop, stando a questa cronologia.

          • #90414
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            egreg9″ post=89945

            [quote=”OldClaudio” post=89937]il primo a inventare le righe magiche

            …coff coff… AUCTeX ce le ha da prima… coff coff…

            Direi Emacs più che AUCTeX (ma anche, lo ammetto con riluttanza, [tt]vim[/tt]). La sintassi
            `
            -*- : , : , … -*-
            `
            di Emacs ha, credo, più di vent’anni. E davanti al primo [tt]-*-[/tt] può andarci qualsiasi altra cosa, per esempio il segno di commento proprio del linguaggio che interpreterà il file.

            Non va dimenticata, con Emacs, la possibilità di impostare variabili alla fine del documento:
            `%%% Local Variables:
            %%% mode: latex
            %%% coding: utf-8
            %%% TeX-engine: xetex
            %%% End: `
            che è anche più comoda. Le variabili impostate all’inizio hanno la precedenza su impostazioni finali.

            È vero che TeXShop è stato il primo editor dal volto umano (a spese della potenza) che le ha messe a disposizione. La scelta di come impostare le variabili è pessima, però: sintassi complicata e, in certi casi, perversa (come definire la codifica di input, per esempio).

            Ciao
            Enrico[/quote]
            Anche TeXstudio le interpreta tutte, ora.

            Ciao
            Tommaso

          • #90415
            OldClaudio
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              Che bello vedere come dire qualcosa che non è esatto provoca una animata discussione. sono contento; grazie delle spiegazioni. Io nel 1981 usavo ancora un mainframe Digital che non consentiva di usare altro che VI (o altri editor molto “rozzi”).

            • #90416
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              Grazie mille

            • #90417
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              illinguista1972″ post=89925Come, del resto, si è arenato TeXworks, che non conosce aggiornamenti significativi da troppo tempo. E ce ne sarebbero da fare, credo. Pazienza.

              Lo sviluppo di TeXworks non si è arenato, certamente procede lento (come è sempre stato d’altronde). Soprattutto, procede su branch secondari, come quello per il visualizzatore PDF, che periodicamente vengono fusi sul trunk primario. Basta guardare la sfilza di aggiornamenti pubblicati proprio di recente: https://code.google.com/p/texworks/source/list?num=50&start=1349.

              illinguista1972″ post=89940

              Ciao Tommaso,
              dal sito di TeXworks http://www.tug.org/texworks/ l’ultimo aggiornamento risale ad aprile 2013, non mi sembra sia passato un secolo 😎
              Saluti

              Ciao, io uso Mac OS X 10.6.8, e sono passati quasi 19 mesi dall’ultimo aggiornamento di aprile 2012 🙂

              Il sistema operativo che uso è un problema mio, lo so, però visto che TeXworks è stato scelto per essere incorporato in TeX Live, dovrebbe essere aggiornato per TUTTE le versioni dei sistemi operativi su cui TeX Live gira. Almeno io la penso così. TeX Live gira benissimo sul mio sistema operativo. Perché mai dovrei aggiornare a 10.8?

              In effetti da qui si vede che l’ultima versione compatibile con Mac OS X 6 risale ad Aprile 2012. Bah, strano, per i sistemi Linux i manutentori di TeXworks stanno attentissimi alla compatibilità (leggasi Stefan Löffler). Potresti, se ti interessa, provare a contattare Charlie Sharpsteen, credo che lui si occupi dei rilasci per Mac.

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