bash e linee di comando UNIX nella classe memoir

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  • #109561
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    Salve a tutti,

    sto scrivendo degli appunti di informatica (che potrebbero col tempo diventare un libro) per studenti.
    Tempo addietro scrissi un libro utilizzando la classe book e spesso, quando si presentavano dei problemi, mi fu fatto presente che sarebbe stata più ricca di possibilità la classe memoir. Così avrei deciso di passare a questa per il nuovo lavoro.
    Nel libro ho la necessità di inserire spesso in forma isolata (ovvero tra dei blocchi di testo normale):

    1) listati di script bash
    2) linee di comando UNIX
    3) risultati di linee di comando UNIX
    4) (pseudo) pagine di manuale UNIX

    Il syntax coloring sarebbe carino come opzione ma non è indispensabile (e comunque non sarebbe adatto a un’eventuale edizione stampata).
    Le soluzioni che ho guardato finora (principalmente il package
    listings) non mi hanno soddisfatto (ma può darsi che non le abbia studiate a fondo).
    Qualcuno avrebbe gentilmente dei consigli da darmi?

    Grazie in anticipo
    Un saluto cordiale
    Marco

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    • #109562
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      Una valida alternativa a listings è minted.

      Ciao
      Claudio

    • #109563
      robitex
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        mstorti” post=109731Salve a tutti,

        sto scrivendo degli appunti di informatica (che potrebbero col tempo diventare un libro) per studenti.
        Tempo addietro scrissi un libro utilizzando la classe book e spesso, quando si presentavano dei problemi, mi fu fatto presente che sarebbe stata più ricca di possibilità la classe memoir. Così avrei deciso di passare a questa per il nuovo lavoro.
        Nel libro ho la necessità di inserire spesso in forma isolata (ovvero tra dei blocchi di testo normale):

        1) listati di script bash
        2) linee di comando UNIX
        3) risultati di linee di comando UNIX
        4) (pseudo) pagine di manuale UNIX

        Il syntax coloring sarebbe carino come opzione ma non è indispensabile (e comunque non sarebbe adatto a un’eventuale edizione stampata).
        Le soluzioni che ho guardato finora (principalmente il package
        listings) non mi hanno soddisfatto (ma può darsi che non le abbia studiate a fondo).
        Qualcuno avrebbe gentilmente dei consigli da darmi?

        Grazie in anticipo
        Un saluto cordiale
        Marco

        Ciao.
        Io scrivo spesso articoli per ArsTeXnica, la rivista del GuIT, e alla fine mi trovo bene con fancyvrb. Inserisco codice di tutti i tipi. Anche comandi da terminale.
        Imposto il font un po’ più piccolo, la distanza dal margine e vai.
        Niente syntax highlighting, solo eventualmente numeri di riga. Niente problemi di doppie compilazioni o pacchetti esterni (pygments per intenderci).
        Molto efficiente, ma niente simboli utf8 nativi. Cosa questa da controllare perché ora non ricordo i dettagli.
        OK. fancyvrb è in grado tranquillamente di comporre utf8 (vedi msg oltre di @OldClaudio).
        Guarda Ars, mi ricordo un articolo di ottobre 2013…
        Bye
        R.

      • #109564
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        Vi ringrazio,

        sperimenterò un po’ con quello che mi avete suggerito e magari riporterò qui le mie impressioni

        Un saluto cordiale
        Marco

      • #109565
        OldClaudio
        Partecipante
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          fancyvrb funziona benissimo con i codiciutf8 nativi si si usa un compilatore capace di gestire file con sorgente UNICODE, per esempio xelatex o lualatex. Perché? perché fancyverb fa le cose diversamente da come ce le aspettiamo se si usa un input utf8; l’imput, prima che sia inviato alla composizione verbatim di fancyvrb, in entrata viene tradutto in una seuenza di token chiamanta LICR tale da essere indipendente dalla codifica del font di scrittura; questo implica naturalmente che ogni lettere non ascii viene trasformata in una stringa di caratteri ascii gestibile dal pdflatex nel momento in cui esegue l’output: ovviamente in formato verbatim non trasforma niente e alle lettere accentate sostitisce le sequenze LICR.
          Invece con lualatex e xelatex l’input e l’ouput devono averse entrambe la codifica utf8 e quindi non vien usata nessuna sequenza LICR.

          @robitex
          , visto che sei diventato un estimatore avanzato di Lua, luatex, lualatex, prova e vedrai come il tutto funziona bene con fancyvrb.

        • #109566
          robitex
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            OldClaudio” post=109740fancyvrb funziona benissimo con i codiciutf8 nativi si si usa un compilatore capace di gestire file con sorgente UNICODE, per esempio xelatex o lualatex. Perché? perché fancyverb fa le cose diversamente da come ce le aspettiamo se si usa un input utf8; l’imput, prima che sia inviato alla composizione verbatim di fancyvrb, in entrata viene tradutto in una seuenza di token chiamanta LICR tale da essere indipendente dalla codifica del font di scrittura; questo implica naturalmente che ogni lettere non ascii viene trasformata in una stringa di caratteri ascii gestibile dal pdflatex nel momento in cui esegue l’output: ovviamente in formato verbatim non trasforma niente e alle lettere accentate sostitisce le sequenze LICR.
            Invece con lualatex e xelatex l’input e l’ouput devono averse entrambe la codifica utf8 e quindi non vien usata nessuna sequenza LICR.

            @robitex
            , visto che sei diventato un estimatore avanzato di Lua, luatex, lualatex, prova e vedrai come il tutto funziona bene con fancyvrb.

            Grazie Claudio.
            Ottima cosa.

            Ho fatto una prova con un breve listato che contiene il simbolo di pi greco come nome di variabile, ecco il codice:
            `% !TeX program = lualatex

            \documentclass{article}
            \usepackage{fontspec}
            \usepackage{polyglossia}
            \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
            \setmainfont{CMU Serif}
            \setsansfont{CMU Sans Serif}
            \setmonofont{CMU Typewriter Text}
            \setmainlanguage[babelshorthands]{italian}

            \usepackage{fancyvrb}

            \begin{document}
            \begin{Verbatim}
            fn primes_vec(n: usize) -> Vec {
            let lim = (n as f64).sqrt() as usize;
            let mut π _nums : Vec
            = Vec::from_elem(
            if n%2 == 0 {n/2 – 1} else {n/2}, // length
            true // value
            );
            for i in range(0, (lim-3)/2 + 1) {
            if *π _nums.get(i) {
            let π = 2*i + 3; // prime value
            let mut k = (n/ π -3)/2; // vec index
            while k+1 > i {
            *π _nums.get_mut(( π *(2*k+3) – 3)/2) = false;
            k -= 1;
            }
            }
            }
            π _nums
            }
            \end{Verbatim}
            \end{document}`

            Ed ecco il pdf scaricabile…
            [attachment=1832]e_2017-02-21.pdf[/attachment]

            Scriverò il prossimo articolo per Ars con LuaLaTeX!!!
            😉

            R.

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          • #109567
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            Sto sperimentando con fancyvrb e LuaLaTeX, come indicato. I risultati sono incoraggianti.
            Solo che ora incontro un problema assurdo: non riesco a fare i caratteri in corsivo (italics)!
            \textit, \itshape, non funzionano. Perché mai?

            Sfogo a margine (scusatemi, ignoratelo): ma perché qualcuno non prova a rendere tutta questa baracca più intuitiva e semplice? È così gratificante sentirsi i soli a poterla dominare? Ho scritto e pubblicato con successo un intero libro di 423 pagine con LaTeX e ho risolto una marea di problemi. Quindi non sono proprio un novellino. Eppure, ora che mi sono allontanato dallo strumento per un paio d’anni e ovviamente non ricordo più tutto, riscopro tante difficoltà davvero inconcepibili per uno strumento veloce di uso quotidiano e mi sembra quasi di dover ricominciare da zero.

            Scusatemi ancora
            Ciao
            Marco

          • #109568
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            Ovviamente non mi riferisco alla parte Verbatim ma a tutto il testo restante…

          • #109569
            robitex
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              mstorti” post=109752Sto sperimentando con fancyvrb e LuaLaTeX, come indicato. I risultati sono incoraggianti.
              Solo che ora incontro un problema assurdo: non riesco a fare i caratteri in corsivo (italics)!
              \textit, \itshape, non funzionano. Perché mai?

              Sfogo a margine (scusatemi, ignoratelo): ma perché qualcuno non prova a rendere tutta questa baracca più intuitiva e semplice? È così gratificante sentirsi i soli a poterla dominare? Ho scritto e pubblicato con successo un intero libro di 423 pagine con LaTeX e ho risolto una marea di problemi. Quindi non sono proprio un novellino. Eppure, ora che mi sono allontanato dallo strumento per un paio d’anni e ovviamente non ricordo più tutto, riscopro tante difficoltà davvero inconcepibili per uno strumento veloce di uso quotidiano e mi sembra quasi di dover ricominciare da zero.

              Scusatemi ancora
              Ciao
              Marco

              Intendi caratteri corsivi all’interno di Verbatim?

              Per il resto, lo so, TeX non è facile.
              R.

            • #109570
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              no, intendevo un normalissimo corsivo per il testo fuori dal Verbatim

            • #109571
              robitex
              Amministratore del forum
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                mstorti” post=109756no, intendevo un normalissimo corsivo per il testo fuori dal Verbatim

                Esempio minimo compilabile?
                R.

              • #109572
                OldClaudio
                Partecipante
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                  Non ci sarebbe nessun problema a scrivere in corsivo fuori dal Verbatim; basta non confondere la dichiarazione {\itshape …} con il comando \textit{…}

                  La domanda, caso mai, sarebbe: è opportuno scrivere in corsivo qualcosa più lungo di una singola parole o un lessema di più parole, ma capoversi interi in corsivo?

                  In tipografia , oggi, è una cosa che non si fa, se non per evidenziare una parola o un breve lessema. Aldo Manuzio, il primo prototipografo che ha usato il corsivo, avendolo commissionato all’incisore Grifo, se non vado errato, ma eravamo alla fine del ‘400 e nei primi anni del ‘500. È passato qualche anno, e oggi il corsivo ha ruoli molto più modesti, rispetto a quelli di Manuzio che pubblicava interi libri in corsivo.

                • #109573
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                  Si appunto, è proprio quello il problema, mi aspettavo che, come sempre, \textit{…} desse il corsivo e invece non lo dà.

                  In risposta ad un’altro suggerimento (grazie): vedo di approntare un esempio minimo compilabile (non è facile perché sono partito da un template di libro della classe memoir disponibile in rete ed ha un bel po’ di codice).

                • #109574
                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    Sei sicuro che non stai usando un font, esternamente a \textit{…}, che non disponga del corsivo? Per esempio, spesso i sans serif non dispongono del corsivo, ma solo dello slanted; generalmente in questi casi il file di descrizione dei font (.fd) dice come sostituire il font mancante con un altro della stessa famiglia e con la stessa codifica con caratteristiche vicine a quelle desiderate.

                    Commento non richiesto: è pericoloso servisi di template, perché spesso si riferiscono a vecchie versioni delle distribuzioni del sistema TeX e altrettanto spesso non sono commentate per spiegare perché si usino certi pacchetti o certi comandi; talvolta le spiegazioni ci sono, ma sono sbagliate.

                    Segui il consiglio generale: comincia con la classe che ti piacerebbe usare ma non specificare niente nel preambolo tranne le codifiche d’entrata e dei font in uscita e la lingua; poi aggiungi chiamante ai pacchetti che via via diventano necessari, perché devi fare qualcosa che la classe da sola non fa, ma conosci un pacchetto che lo fa e ne hai letto attentamente la documentazione (texdoc . Il comando texdoc seguito da nome del pacchetto dato al sistema operativo in na finestra comandi ti apre direttamante la documentazione senza che tu la debba cercare in rete). Ti garantisco che facendo così fai prima e impari di più ad usare il sistema TeX: due piccioni con una fava.

                    Comunque per preparare un esempio minimo, comincia con un corpo del documento assolutamnte minimo, per esempio che contenga solo \textit{Ciao} o quanto basta per replicare l’errore. Poi commenta nel preambolo via via i vari pacchetti la cui presenza non è essenziale per replicare l’errore. Quando hai tolto la maggior parte dei pacchetti, ma replichi l’errore, hai in mano l’esempio minimo desiderato.

                  • #109575
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                    Spero che non sia troppo lungo il file di esempio che allego (4K). Capisco la difficoltà che mi segnali coi template ma speravo di ottenere “gratis” un bell’aspetto grafico, senza doverlo decidere io e costruirlo a pezzetti.
                    Approfitto della vostra gentilezza per chiedervi anche: come ottengo “Capitolo Uno” o meglio ancora “Capitolo 1” invece di “Capitolo One”?
                    Per non appesantire il messaggio ometto il pdf (ma lo aggiungerò se me lo chiedeste). Ho usato LuaLaTeX.

                    Grazie
                    Marco

                    OldClaudio” post=109775Sei sicuro che non stai usando un font, esternamente a \textit{…}, che non disponga del corsivo? Per esempio, spesso i sans serif non dispongono del corsivo, ma solo dello slanted; generalmente in questi casi il file di descrizione dei font (.fd) dice come sostituire il font mancante con un altro della stessa famiglia e con la stessa codifica con caratteristiche vicine a quelle desiderate.

                    Commento non richiesto: è pericoloso servisi di template, perché spesso si riferiscono a vecchie versioni delle distribuzioni del sistema TeX e altrettanto spesso non sono commentate per spiegare perché si usino certi pacchetti o certi comandi; talvolta le spiegazioni ci sono, ma sono sbagliate.

                    Segui il consiglio generale: comincia con la classe che ti piacerebbe usare ma non specificare niente nel preambolo tranne le codifiche d’entrata e dei font in uscita e la lingua; poi aggiungi chiamante ai pacchetti che via via diventano necessari, perché devi fare qualcosa che la classe da sola non fa, ma conosci un pacchetto che lo fa e ne hai letto attentamente la documentazione (texdoc . Il comando texdoc seguito da nome del pacchetto dato al sistema operativo in na finestra comandi ti apre direttamante la documentazione senza che tu la debba cercare in rete). Ti garantisco che facendo così fai prima e impari di più ad usare il sistema TeX: due piccioni con una fava.

                    Comunque per preparare un esempio minimo, comincia con un corpo del documento assolutamnte minimo, per esempio che contenga solo \textit{Ciao} o quanto basta per replicare l’errore. Poi commenta nel preambolo via via i vari pacchetti la cui presenza non è essenziale per replicare l’errore. Quando hai tolto la maggior parte dei pacchetti, ma replichi l’errore, hai in mano l’esempio minimo desiderato.

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                  • #109576
                    MatteoF
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                      mstorti” post=109752Sto sperimentando con fancyvrb e LuaLaTeX, come indicato. I risultati sono incoraggianti.
                      Solo che ora incontro un problema assurdo: non riesco a fare i caratteri in corsivo (italics)!
                      \textit, \itshape, non funzionano. Perché mai?

                      Hai provato ad aggiornare TexLive (o qualunque altra distribuzione tu stia usando)?

                      Qualche settimana fa, usando LuaLaTeX, anch’io avevo problemi con il corsivo (però con il comando \emph… non usavo \textit o \itshape…).
                      Avevo letto una discussione a riguardo su tex.stackexchange.com, è bastato aggiornare LuaTeX.

                      Ciao

                    • #109577
                      robitex
                      Amministratore del forum
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                        mstorti” post=109776Spero che non sia troppo lungo il file di esempio che allego (4K). Capisco la difficoltà che mi segnali coi template ma speravo di ottenere “gratis” un bell’aspetto grafico, senza doverlo decidere io e costruirlo a pezzetti.
                        Approfitto della vostra gentilezza per chiedervi anche: come ottengo “Capitolo Uno” o meglio ancora “Capitolo 1” invece di “Capitolo One”?
                        Per non appesantire il messaggio ometto il pdf (ma lo aggiungerò se me lo chiedeste). Ho usato LuaLaTeX.

                        Grazie
                        Marco

                        Sei sicuro che non stai usando un font, esternamente a \textit{…}, che non disponga del corsivo? Per esempio, spesso i sans serif non dispongono del corsivo, ma solo dello slanted; generalmente in questi casi il file di descrizione dei font (.fd) dice come sostituire il font mancante con un altro della stessa famiglia e con la stessa codifica con caratteristiche vicine a quelle desiderate.

                        Commento non richiesto: è pericoloso servisi di template, perché spesso si riferiscono a vecchie versioni delle distribuzioni del sistema TeX e altrettanto spesso non sono commentate per spiegare perché si usino certi pacchetti o certi comandi; talvolta le spiegazioni ci sono, ma sono sbagliate.

                        Segui il consiglio generale: comincia con la classe che ti piacerebbe usare ma non specificare niente nel preambolo tranne le codifiche d’entrata e dei font in uscita e la lingua; poi aggiungi chiamante ai pacchetti che via via diventano necessari, perché devi fare qualcosa che la classe da sola non fa, ma conosci un pacchetto che lo fa e ne hai letto attentamente la documentazione (texdoc . Il comando texdoc seguito da nome del pacchetto dato al sistema operativo in na finestra comandi ti apre direttamante la documentazione senza che tu la debba cercare in rete). Ti garantisco che facendo così fai prima e impari di più ad usare il sistema TeX: due piccioni con una fava.

                        Comunque per preparare un esempio minimo, comincia con un corpo del documento assolutamnte minimo, per esempio che contenga solo \textit{Ciao} o quanto basta per replicare l’errore. Poi commenta nel preambolo via via i vari pacchetti la cui presenza non è essenziale per replicare l’errore. Quando hai tolto la maggior parte dei pacchetti, ma replichi l’errore, hai in mano l’esempio minimo desiderato.

                        Sembra che funzioni..

                        [attachment=1834]esempio.pdf[/attachment]

                        R.

                        Attachments:
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                      • #109578
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                        Lavoro su Mac. Ho aggiornato TeXShop (con nessun effetto) ma immagino tu ti riferissi alla distribuzione TeX in generale. In effetti vedo che tutto quanto uso si trova in /usr/local/texlive/2013/bin/x86_64-darwin,
                        e i 2013 nell path mi fa supporre di non essere aggiornato. Solo che in questo momento non ricordo come fare ad aggiornare il tutto (a meno di non riscaricare integralmente tutta la distribuzione MacTeX).

                        MatteoF” post=109777

                        Sto sperimentando con fancyvrb e LuaLaTeX, come indicato. I risultati sono incoraggianti.
                        Solo che ora incontro un problema assurdo: non riesco a fare i caratteri in corsivo (italics)!
                        \textit, \itshape, non funzionano. Perché mai?

                        Hai provato ad aggiornare TexLive (o qualunque altra distribuzione tu stia usando)?

                        Qualche settimana fa, usando LuaLaTeX, anch’io avevo problemi con il corsivo (però con il comando \emph… non usavo \textit o \itshape…).
                        Avevo letto una discussione a riguardo su tex.stackexchange.com, è bastato aggiornare LuaTeX.

                        Ciao

                      • #109579
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                        Allora sarà un problema di aggiornamento di TexLive, come suggerito da MatteoF. Ho ricordato come reistallare TexLive, sto procedendo.

                        robitex” post=109778

                        Spero che non sia troppo lungo il file di esempio che allego (4K). Capisco la difficoltà che mi segnali coi template ma speravo di ottenere “gratis” un bell’aspetto grafico, senza doverlo decidere io e costruirlo a pezzetti.
                        Approfitto della vostra gentilezza per chiedervi anche: come ottengo “Capitolo Uno” o meglio ancora “Capitolo 1” invece di “Capitolo One”?
                        Per non appesantire il messaggio ometto il pdf (ma lo aggiungerò se me lo chiedeste). Ho usato LuaLaTeX.

                        Grazie
                        Marco

                        [quote=”OldClaudio” post=109775]Sei sicuro che non stai usando un font, esternamente a \textit{…}, che non disponga del corsivo? Per esempio, spesso i sans serif non dispongono del corsivo, ma solo dello slanted; generalmente in questi casi il file di descrizione dei font (.fd) dice come sostituire il font mancante con un altro della stessa famiglia e con la stessa codifica con caratteristiche vicine a quelle desiderate.

                        Commento non richiesto: è pericoloso servisi di template, perché spesso si riferiscono a vecchie versioni delle distribuzioni del sistema TeX e altrettanto spesso non sono commentate per spiegare perché si usino certi pacchetti o certi comandi; talvolta le spiegazioni ci sono, ma sono sbagliate.

                        Segui il consiglio generale: comincia con la classe che ti piacerebbe usare ma non specificare niente nel preambolo tranne le codifiche d’entrata e dei font in uscita e la lingua; poi aggiungi chiamante ai pacchetti che via via diventano necessari, perché devi fare qualcosa che la classe da sola non fa, ma conosci un pacchetto che lo fa e ne hai letto attentamente la documentazione (texdoc . Il comando texdoc seguito da nome del pacchetto dato al sistema operativo in na finestra comandi ti apre direttamante la documentazione senza che tu la debba cercare in rete). Ti garantisco che facendo così fai prima e impari di più ad usare il sistema TeX: due piccioni con una fava.

                        Comunque per preparare un esempio minimo, comincia con un corpo del documento assolutamnte minimo, per esempio che contenga solo \textit{Ciao} o quanto basta per replicare l’errore. Poi commenta nel preambolo via via i vari pacchetti la cui presenza non è essenziale per replicare l’errore. Quando hai tolto la maggior parte dei pacchetti, ma replichi l’errore, hai in mano l’esempio minimo desiderato.

                        Sembra che funzioni..

                        [attachment=1834]esempio.pdf[/attachment]

                        R.[/quote]

                      • #109580
                        OldClaudio
                        Partecipante
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                          Come fare a ottenere Capitolo 1 o Capitolo Uno?

                          Be’, visto che la definizione dell’header del capitolo è nel file esempio.tex che hai inviato, cioè nel preambolo del tuo documento, non hai che da modificare quella definizione.

                          1) per il numero ti basta eliminare \numtoName

                          2) per la parola devi ridefinire \numtoName; siccome non si tratta di un comando “normale” devi cercarne la definizione dentro a memoir.cls o dentro altro pacchetto che non ho identificato, e prendere spunto da quella per eseguirne la definizione. Vedi sotto (*).

                          Tornando ai template: il problema del numero dipende dall’aver preso un template di origine americana, che si manifesta anche nell’uso dei pollici nelle definizioni relative alla dimensioni della carta e della geometria della pagina. E tutto ciò va modificato per riferirti alla carta che si usa in Europa, cioè la carta A4 che ha dimensioni ben diverse da quella di 9in per 6in.
                          Suppongo che chi ha scritto il template volesse un formato finale (9in=228.6mm e 6in=152.4mm) un po’ più piccolo di quello che noi chiameremmo b5paper (176mm per 250mm), ma noi in Europa non abbiamo quella carta americana, anzi, si trova, ma con grande difficoltà, la carta B5 e normalmente bisogna fare riferimento alla carta A4 o pensando di piegarla in due alla carta A3; in entrambi i casi bisogna rifilarla con spreco di carta (riciclabile, ma comunque si tratta di uno sfrido importante).

                          Vedi dunque che il template ti può dare delle idee per un formato e una composizione piacevole, ma devi comunque aggiustarlo in modo considerevole; e non è detto che lavorando con carta delle serie UNI il risultato finale sia ugualmente gradevole.

                          Per ridefinire in italiano i nomi dei numeri devi ridefinire le seguenti macro:`\newcommand*\nNameo{\iflowernumtoname z\else Z\fi ero}
                          \newcommand*\nNamec{\iflowernumtoname h\else H\fi undred}
                          \newcommand*\nNamem{\iflowernumtoname t\else T\fi housand}
                          \newcommand*\nNamemm{\iflowernumtoname m\else M\fi illion}
                          \newcommand*\nNamemmm{\iflowernumtoname b\else B\fi illion}

                          \newcommand*\nNamei{\iflowernumtoname o\else O\fi ne}
                          \newcommand*\nNameii{\iflowernumtoname t\else T\fi wo}
                          \newcommand*\nNameiii{\iflowernumtoname t\else T\fi hree}
                          \newcommand*\nNameiv{\iflowernumtoname f\else F\fi our}
                          \newcommand*\nNamev{\iflowernumtoname f\else F\fi ive}
                          \newcommand*\nNamevi{\iflowernumtoname s\else S\fi ix}
                          \newcommand*\nNamevii{\iflowernumtoname s\else S\fi even}
                          \newcommand*\nNameviii{\iflowernumtoname e\else E\fi ight}
                          \newcommand*\nNameix{\iflowernumtoname n\else N\fi ine}
                          \newcommand*\nNamex{\iflowernumtoname t\else T\fi en}
                          \newcommand*\nNamexi{\iflowernumtoname e\else E\fi leven}
                          \newcommand*\nNamexii{\iflowernumtoname t\else T\fi welve}
                          \newcommand*\nNamexiii{\iflowernumtoname t\else T\fi hir\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexiv{\iflowernumtoname f\else F\fi our\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexv{\iflowernumtoname f\else F\fi if\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexvi{\iflowernumtoname s\else S\fi ix\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexvii{\iflowernumtoname s\else S\fi even\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexviii{\iflowernumtoname e\else E\fi igh\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexix{\iflowernumtoname n\else N\fi ine\teenstring}
                          \newcommand*\nNamexx{\iflowernumtoname t\else T\fi wenty}
                          \newcommand*\nNamexxx{\iflowernumtoname t\else T\fi hirty}
                          \newcommand*\nNamexl{\iflowernumtoname f\else F\fi orty}
                          \newcommand*\nNamel{\iflowernumtoname f\else F\fi ifty}
                          \newcommand*\nNamelx{\iflowernumtoname s\else S\fi ixty}
                          \newcommand*\nNamelxx{\iflowernumtoname s\else S\fi eventy}
                          \newcommand*\nNamelxxx{\iflowernumtoname e\else E\fi ighty}
                          \newcommand*\nNamexc{\iflowernumtoname n\else N\fi inety}`:sad: 😮 😐 👿

                        • #109581
                          MatteoF
                          Partecipante
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                            mstorti” post=109779Lavoro su Mac. Ho aggiornato TeXShop (con nessun effetto) ma immagino tu ti riferissi alla distribuzione TeX in generale.

                            Sì, intendevo l’aggiornamento dell’intera distribuzione, che si fa tramite il programma Tex Live Utility (basta selezionare la voce ‘Aggiorna tutti i pacchetti’).

                            mstorti” post=109779vedo che tutto quanto uso si trova in /usr/local/texlive/2013/bin/x86_64-darwin, e i 2013 nell path mi fa supporre di non essere aggiornato.

                            Effettivamente la tua distribuzione è di qualche anno fa… Fossi in te taglierei la testa al toro e scaricherei TeXLive2016. Nel tuo computer manterresti entrambe le distribuzioni (2013 e 2016), ma non è un male, anzi. Qualora avessi problemi o esigenze particolari puoi sempre, tramite Tex Live Utility fare uno switch e cambiare la distribuzione in uso (basta selezionare la voce ‘Cambia la versione di default di TeXLive’)

                          • #109582
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                            Effettivamente sto riscaricando TeXLive2016 (anche perché la TexLive utility mi dava errore al comando “Update”). Vediamo come procede la cosa.

                            Intanto, anche tenendo conto delle altre osservazioni ricevute, mi chiedevo: avreste un template memoir “italiano” da suggerirmi per questo tipo di libro/appunti?
                            Dico questo perché è vero che scelgo LaTeX per i tanti suoi vantaggi, ma è anche vero che idealmente vorrei dedicare il 90% del tempo riservato all’impresa ai contenuti e il 10% allo strumento. Se la cosa minaccia (come temo) di procedere a percentuali invertite, mi troverò costretto, mio malgrado, dirigermi su uno strumento banale (tipo Pages, che, oltretutto ha un’automatica esportazione a ePub) rinunciando a tali vantaggi ma rendendomi la vita estremamente più facile. Dopotutto agli studenti gli appunti andrebbero bene anche se non rappresentassero una tappa nella storia della tipografia 🙂

                            Grazie ancora per la vostra pazienza nei confronti delle mie richieste e dei miei mugugni
                            Marco

                            MatteoF” post=109782

                            Lavoro su Mac. Ho aggiornato TeXShop (con nessun effetto) ma immagino tu ti riferissi alla distribuzione TeX in generale.

                            Sì, intendevo l’aggiornamento dell’intera distribuzione, che si fa tramite il programma Tex Live Utility (basta selezionare la voce ‘Aggiorna tutti i pacchetti’).

                            mstorti” post=109779vedo che tutto quanto uso si trova in /usr/local/texlive/2013/bin/x86_64-darwin, e i 2013 nell path mi fa supporre di non essere aggiornato.

                            Effettivamente la tua distribuzione è di qualche anno fa… Fossi in te taglierei la testa al toro e scaricherei TeXLive2016. Nel tuo computer manterresti entrambe le distribuzioni (2013 e 2016), ma non è un male, anzi. Qualora avessi problemi o esigenze particolari puoi sempre, tramite Tex Live Utility fare uno switch e cambiare la distribuzione in uso (basta selezionare la voce ‘Cambia la versione di default di TeXLive’)

                          • #109583
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Il sistema TeX in effetti privilegia i contenuti rispetto alla forma, ma se dedichi un’ora alla forma è tanto, mentre per le dispense o gli appunti dedichi molto di più, molte settimane, direi, per non parlare di diversi mesi.
                              Per mia esperienza un testo didattico di 250 pagine richiede un anno (ovviamente non a tempo pieno, perché bisogna pur sempre le cose per le quali ci pagano lo stipendio, tuttavia…)

                              Veniamo al tuo caso. Hai cominciato col piede sbagliato; hai scelto un template americano, mentre la classe book ti sarebbe stata più che sufficiente; qui ti metto lo stesso template corretto per le dimensioni europee, ma ci sarebbero altre cose da correggere che dipendono dalle scelte che vuoi fare. `% !TEX TS-program = LuaLaTeX
                              % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                              \documentclass[9pt]{memoir}

                              \usepackage{fontspec}
                              \setmainfont[ItalicFont=Arial]{Linux Libertine O}
                              \usepackage{polyglossia}

                              \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
                              \setmainfont{CMU Serif}
                              \setsansfont{CMU Sans Serif}
                              \setmonofont{CMU Typewriter Text}
                              \setmainlanguage[babelshorthands]{italian}

                              \usepackage{fancyvrb}
                              \usepackage[osf]{mathpazo}
                              \usepackage[mathcal,mathbf]{euler}
                              \usepackage{amsmath,amssymb,amsthm}
                              \usepackage{graphicx,sidecap,tikz}
                              \usepackage{siunitx} % automatic number formatting, decimal point alignment
                              \usepackage{listings}
                              \usepackage{lipsum}
                              %\usepackage{courier}
                              \lstset{basicstyle=\footnotesize\ttfamily,breaklines=true}
                              \lstset{framextopmargin=50pt,frame=bottomline}

                              \SetMathAlphabet{\mathrm}{normal}{U}{eur}{m}{n}

                              \setSingleSpace{1.2}
                              \SingleSpacing

                              %\setstocksize{9in}{6in}
                              %\settrimmedsize{\stockheight}{\stockwidth}{*}
                              %\settrims{0pt}{0pt}
                              %
                              %\settypeblocksize{46\baselineskip}{4in}{*}
                              %\setlrmargins{*}{0.5in}{*}
                              %\setulmargins{*}{0.5in}{*}

                              \paperwidth=176mm
                              \paperheight=250mm

                              \setstocksize{250mm}{176mm}
                              \settrimmedsize{\stockheight}{\stockwidth}{*}
                              \settrims{0pt}{0pt}

                              %\settypeblocksize{46\baselineskip}{4in}{*}
                              %\setlrmargins{*}{0.5in}{*}
                              %\setulmargins{*}{0.5in}{*}

                              \settypeblocksize{46\baselineskip}{126mm}{*}
                              \setlrmargins{*}{25mm}{*}
                              \setulmargins{*}{25mm}{*}

                              \setheadfoot{\baselineskip}{\baselineskip} % headheight and footskip
                              %\setheaderspaces{0.5in}{*}{*} % headdrop, headsep, and ratio
                              \setheaderspaces{15mm}{*}{*} % headdrop, headsep, and ratio

                              \checkandfixthelayout[lines]

                              % Set up custom headers and footers
                              \makepagestyle{stylish}
                              \copypagestyle{stylish}{headings}
                              %\makerunningwidth{stylish}{5in}
                              \makerunningwidth{stylish}{126mm}
                              \makeheadposition{stylish}{flushleft}{flushright}{}{}
                              \pagestyle{stylish}

                              % ============================
                              % = Table of contents tweaks =
                              % ============================
                              \renewcommand*{\contentsname}{Indice dei contenuti}
                              \setsecnumdepth{subsubsection}
                              \settocdepth{subsection}

                              % ============
                              % = Chapters =
                              % ============
                              \newcommand{\swelledrule}{%
                              \tikz \filldraw[scale=.015,very thin]%
                              (0,0) — (100,1) — (200,1) — (300,0) –%
                              (200,-1) — (100,-1) — cycle;}
                              \makeatletter
                              \makechapterstyle{grady}{%
                              \setlength{\beforechapskip}{0pt}
                              \renewcommand*{\chapnamefont}{\large\centering\scshape}
                              \renewcommand*{\chapnumfont}{\large}
                              \renewcommand*{\printchapternum}{%
                              \chapnumfont \ifanappendix \thechapter \else %\numtoName
                              {\number\c@chapter}\fi}
                              \renewcommand*{\printchapternonum}{%
                              \vphantom{\printchaptername}%
                              \vphantom{\chapnumfont 1}%
                              \afterchapternum
                              \vskip -\onelineskip}
                              \renewcommand*{\chaptitlefont}{\Huge\itshape}
                              \renewcommand*{\printchaptertitle}[1]{%
                              \centering\chaptitlefont ##1\par\swelledrule}}
                              \makeatother
                              \chapterstyle{grady}

                              % See below, after introduction, for \clearforchapter

                              % Prevent page numbers from appearing on chapter pages
                              \aliaspagestyle{chapter}{empty}

                              % ===================
                              % = Marginal labels =
                              % ===================
                              \strictpagecheck % Turn on robust page checking
                              \captiondelim{} % Don't print a colon after “Figure #.#”

                              \makeatletter
                              \renewcommand{\fnum@figure}{%
                              \checkoddpage%
                              \ifoddpage%
                              \makebox[0pt][l]{\hspace{-1in}{\scshape\figurename~\thefigure}}%
                              \else
                              \makebox[0pt][r]{{\scshape\figurename~\thefigure}\hspace*{-5in}}%
                              \fi%
                              }
                              \renewcommand{\fnum@table}{%
                              \checkoddpage%
                              \ifoddpage%
                              \makebox[0pt][l]{\hspace{-1in}{\scshape\tablename~\thetable}}%
                              \else
                              \makebox[0pt][r]{{\scshape\tablename~\thetable}\hspace*{-5in}}%
                              \fi%
                              }
                              \let\mytagform@=\tagform@
                              \def\tagform@#1{%
                              \checkoddpage%
                              \ifoddpage%
                              \makebox[1sp][l]{\hspace{-5in}\maketag@@@{(\ignorespaces#1 \unskip \@@italiccorr)}}%
                              \else
                              \makebox[1sp][r]{\maketag@@@{(\ignorespaces#1 \unskip \@@italiccorr)}\hspace*{-1in}}%
                              \fi%
                              }
                              \renewcommand{\eqref}[1]{\textup{\mytagform@{\ref{#1}}}}
                              \makeatother

                              \usetikzlibrary{arrows,positioning,decorations.pathmorphing,trees}

                              \usepackage{kantlipsum}
                              \begin{document}

                              \frontmatter
                              \thispagestyle{empty}

                              \mbox{}\vspace{2in}
                              \noindent
                              \begin{flushright}
                              {\LARGE\itshape il}\hspace{1.5em}{\HUGE\scshape Libro}\\[2\baselineskip]
                              {\LARGE\itshape su}\hspace{1.5em}{\Huge\scshape Qualsiasi cosa}
                              \end{flushright}

                              \vspace{6\baselineskip}
                              \hfill{\Large\scshape Marco Storti}

                              \cleartorecto\tableofcontents*

                              \mainmatter

                              \chapter{Introduzione}
                              Ciao quella dopo i due punti è la parola in corsivo: \textit{corsivo}

                              \kant[1-5]

                              \begin{equation}
                              x_1,2 =
                              \begin{cases}
                              \dfrac{-b \pm\sqrt{b^2-4ac}}{2a} &\quad \text{se } b^2-4ac>0\\[2ex]
                              \dfrac{-b}{2a} &\quad \text{se } b^2-4ac=0\\[2ex]
                              \dfrac{-b \pm \mathrm{i}\sqrt{4ac-b^2}}{2a}&\quad \text{se } b^2-4ac<0
                              \end{cases}
                              \end{equation}

                              \end{document}`

                              Non so su che cosa vertano le tue dispense/appunti; ma se usi la matematica devi stare attento; non so nemmeno se davvero vuoi stampare gli appunti su carta o se vuoi distribuire solo il pdf. Se scrivi della matematica non sperare assolutamente che Pages ti esporti un epub che la contenga: ti lascia solo gli spazi. Ricordati che un libro elettornico può avere anche il formato PDF, non esiste solo l’epub, che va bene solo per libri che contengano solo testo e qualche figura solo in formato png, neanche in formato vettoriale; non parliamo dei disegni fattibili con tikz, pgfplots, o anche semplicemente con l’ambiente picture.

                              Se devi mettere della matematica non hai altre scelte che il formato pdf e la scrittura con LaTeX; ma l’uso di LaTeX sarebbe conveniente anche per scrivere di letteratura, di greco e latino, di storia, eccetera, perché questi testi non contengono solo parole, ma figure, tabelle, brani poetici, testi in alfabeti diversi, e compagni bella che il formato epub si sogna…

                              Ma veniamo al tuo esempio di documento: per scrivere con l’uscita in formato pdf devi specificare il formato della carta, altrimenti a schermo vedi solo come se il tutto fosse messo in un foglio A4, che sarebbe il formato preimpostato per l’installazione di MacTeX.
                              Devi scegliere i margini convenientemente; nel tuo file iniziale essi erano impostati a mezzo pollice (12.5mm), il testo era largo 4 pollici (101.6mm) e quindi su una pagina larga 6 pollici le cose non andavano, in quanto restava un pollice e mezzo non allocato per il testo, che quindi non poteva stare al centro della pagina.

                              Venendo alla matematica, tu usi un misto di cose in parziale contraddizione fra di loro. Usi i font CMU OpenType per il testo. compreso il CMU monospaziato per il font da telescrivente, poi più avanti specifichi il courier Type 1 per il monospaziato; devi scegliere, evidentemente senza mescolare i font OpenType con i font Type 1, che richiedono impostazioni diverse e indicate in una sequenza particolare. Trascurando il fatto che i font Latin Modern Math di tipo Opentype si adattano perfettamente ai font CMU Opentype, che cosa ci stanno a fare i mathpazo, Palatino, con i CMU? e poi poco dopo chiami i font Euler in modo che non vengano usati nemmeno i Palatino. Il file compila lo stesso, a poi la matematica viene fuori tutta in Euler, che è un bellissimo font, ma… Dipende da quale matematica scrivi: se scrivi matematica pura non sei tenuto a rispettare nessuna regola sui fon da usare, ma se scrivi matematica delle scienze che fanno uso di grandezze misurabili (fisica e scienze tecnologiche), dei obbligatoriamente usare per la matematica un font inclinato perché il font eurler non consentono di distinguere le variabili matematiche dai simboli delle unità di misura. Questo è quanto sta scritto nella guida L’Arte di scrivere con LaTeX, ultima edizione, dove gli autori si sono convinti che i font matematici nativi di LaTeX soddisfano alle norme ISO, mentre i font Euler, pur bellissimi, non le soddisfano.
                              Nell’esempio che ti ho accluso, che ti consiglio di selezionare, e copiare in un tuo nuovo file sorgente con estensione .tex, per poi compilarlo (TeXShop capisce le prime due righe e si autoconfigura in modo tale che quando premi Typeset usa LuaLaTeX, invece di pdfLaTeX), vedi in fondo un piccolo esempio di matematica, e vedi che i font Euler non sono inclinati, anche se il loro disegno è decisamente ammirevole.

                              Infine il pacchetto listings non funziona bene con i caratteri unicode; ci penserei due volte ad usarlo, mentre il pacchetto fancyvrb funziona benissimo con LuaLaTeX.

                              Quindi il tuo problema non è tanto quello di usare come modello il file che ti ho accluso, invece di una altro modello, così da prendere a scatola chiusa. Il tuo problema è quello di conoscere un po’ meglio il sistema TeX; è chiaro che se lo conosci poco consumi un mucchio di tempo a modificare impostazioni che non ti sono chiare. Non usare template; prima scrivi il tuo documento con una classe standard qualsiasi, poi alla fine, a bocce ferme, puoi anche badare alla forma grafica e geometrica del tuo documento. ma a quel punto saprai esattamente che cosa fare e non perderai che qualche decina di minuti per il lavoro di rifinitura finale.

                            • #109584
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                              No, il testo che devo scrivere non riguarda la matematica (ero ben consapevole che Pages non sarebbe assolutamente adatto e in quel caso non avrei il minimo dubbio sull’uso di LateX).
                              Le uniche esigenze di testo “tecnico” che ho sono quelle che ho elencato nel mio primo post e che per comodità riporto qui:

                              1) listati di script bash
                              2) linee di comando UNIX
                              3) risultati di linee di comando UNIX
                              4) (pseudo) pagine di manuale UNIX

                              Ero partito da un template perché mi ero detto: se trovo un template di libro che funziona di per sé, mi basta trovare il modo di inserire decentemente le 4 cose di cui sopra e poi non devo più assolutamente pensare allo strumento ma esclusivamente ai contenuti. Vedo che tu mi consigli una via differente. Ti ringrazio di questo e dell’esempio che mi hai inviato. Vediamo se risolve il mio problema.

                              Un saluto cordiale
                              Marco

                            • #109585
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                              A quanto pare tutto è in ordine, era una questione di aggiornamenti. Ora il corsivo funziona.
                              Per chi dovesse averne bisogno, ho reistallato TeX Live (/usr/local/texlive/2016) e scaricata una nuova versione di TeX Live Utility (la vecchia non funzionava e comunque in questo momento non serviva visto che i package sono tutti appena scaricati e quindi aggiornati). TeX Live Utility non è un’applicazione “da App Store o da sviluppatori identificati” e quindi, in prima istanza Sierra si rifiuta di aprirla. Il rimedio al problema è di facilissimo reperimento in rete.

                              Grazie ancora a tutti dell’aiuto e dei consigli forniti
                              Marco

                              mstorti” post=109788No, il testo che devo scrivere non riguarda la matematica (ero ben consapevole che Pages non sarebbe assolutamente adatto e in quel caso non avrei il minimo dubbio sull’uso di LateX).
                              Le uniche esigenze di testo “tecnico” che ho sono quelle che ho elencato nel mio primo post e che per comodità riporto qui:

                              1) listati di script bash
                              2) linee di comando UNIX
                              3) risultati di linee di comando UNIX
                              4) (pseudo) pagine di manuale UNIX

                              Ero partito da un template perché mi ero detto: se trovo un template di libro che funziona di per sé, mi basta trovare il modo di inserire decentemente le 4 cose di cui sopra e poi non devo più assolutamente pensare allo strumento ma esclusivamente ai contenuti. Vedo che tu mi consigli una via differente. Ti ringrazio di questo e dell’esempio che mi hai inviato. Vediamo se risolve il mio problema.

                              Un saluto cordiale
                              Marco

                            • #109586
                              robitex
                              Amministratore del forum
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                                mstorti” post=109790A quanto pare tutto è in ordine, era una questione di aggiornamenti. Ora il corsivo funziona.
                                Per chi dovesse averne bisogno, ho reistallato TeX Live (/usr/local/texlive/2016) e scaricata una nuova versione di TeX Live Utility (la vecchia non funzionava e comunque in questo momento non serviva visto che i package sono tutti appena scaricati e quindi aggiornati). TeX Live Utility non è un’applicazione “da App Store o da sviluppatori identificati” e quindi, in prima istanza Sierra si rifiuta di aprirla. Il rimedio al problema è di facilissimo reperimento in rete.

                                Grazie ancora a tutti dell’aiuto e dei consigli forniti
                                Marco

                                No, il testo che devo scrivere non riguarda la matematica (ero ben consapevole che Pages non sarebbe assolutamente adatto e in quel caso non avrei il minimo dubbio sull’uso di LateX).
                                Le uniche esigenze di testo “tecnico” che ho sono quelle che ho elencato nel mio primo post e che per comodità riporto qui:

                                1) listati di script bash
                                2) linee di comando UNIX
                                3) risultati di linee di comando UNIX
                                4) (pseudo) pagine di manuale UNIX

                                Ero partito da un template perché mi ero detto: se trovo un template di libro che funziona di per sé, mi basta trovare il modo di inserire decentemente le 4 cose di cui sopra e poi non devo più assolutamente pensare allo strumento ma esclusivamente ai contenuti. Vedo che tu mi consigli una via differente. Ti ringrazio di questo e dell’esempio che mi hai inviato. Vediamo se risolve il mio problema.

                                Un saluto cordiale
                                Marco

                                ehm, ci sarebbe un paio di cosette…
                                Il problema di tenere allineati i sorgenti effettivi con quelli riportati nel testo si può risolvere importando il file con fancyvrb.
                                La domanda è: fancyvrb è in grado di importare file ma di comporne solamente un’intervallo di linee?

                                E’ possibile digitare nel sorgente .tex il comando UNIX e ottenere il verbatim del risultato?
                                R.

                              • #109587
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Non ho capito perché hai dovuto fare acrobazie con TeXLive Utility.app. Ti sarebbe bastato installare MacTeX 2016 che arriva e si installa da solo l’ultima versione del pacchetto e che contiene già TeXLive Utility.app. L’installazione però è eseguita con un .pkg creato a gungo scorso, quindi va aggiornata subito; bene inteso usando il TeXLive Utility.app appena installato. Serra non ha da dire niente a proposito dell’ .app non verificata da Apple, e se dicesse qualcosa basta aprirla Una tantum} con un alt+click come hai fatto tu.
                                  Ma l’installazione con MacTeX.pkg installa anche TeXShop e altri programmi adatti al Mac come LaTeXit per la matematica e BibDesk per la bibliografia. Ricordatene a giugno prossimo quando ci sarà da installare MacTeX-2017. Ricorda anche che il cuore di questa installazione non è altro che TeXLive con qualche aggiunta per il Mac.

                                • #109588
                                  robitex
                                  Amministratore del forum
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                                    Ciao.
                                    Ecco un piccolo assaggio di come si possa rendere il libro su bash e i comandi UNIX, “direttamente connesso” con i comandi.
                                    `% !TeX program = LuaLaTeX-shell-escape

                                    \documentclass{article}
                                    \usepackage{fancyvrb}
                                    \begin{document}
                                    \directlua{
                                    local af = io.popen('luatex –credits', 'r')
                                    local body = af:read(“*a”)
                                    local bs = string.char(92)
                                    tex.print(bs..'begin{Verbatim}')
                                    tex.print(body)
                                    tex.print(bs..'end{Verbatim}')
                                    }
                                    \end{document}`

                                    Il sorgente va compilato con LuaLaTeX attivando l’opzione –shell-escape.
                                    Ecco il risultato…
                                    [attachment=1837]t2.pdf[/attachment]

                                    Ovvio che occorre essere consapevolli di quel che si fa perché in questo modo si possono attivare comandi che potrebbe ledere alla sicurezza del sistema.

                                    Ringrazio Luigi Scarso per avermi insegnato il trucco di “popen()” qualche tempo fa.
                                    Grazie Luigi!

                                    Ciao

                                    Attachments:
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                                  • #109589
                                    OldClaudio
                                    Partecipante
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                                      Anche fancyvrb può estrarre e stampare un intervalo di righe da un file ca comporre Verbatim; Sta tutto scritto nella sua documentazione.
                                      Io con fancyvrb e xelatex e un po’ di FORTRAN ho fatto cose che probabilmente con LuaLaTeX si sarebbero potute fare meglio, ma che un anno fa non mi sarei nemmeno immaginato.

                                      Tanto per intenderci: prendere un elenco di esercizi a risposte multiple chiuse, scrivere le spiegazioni per ogni risposta giusta o sbagliate, rimescolare esercisi e spiegazioni in modo casuale mantenendo però corretti i collegamenti ipertestuali da ogni esercizio alle sue risposte, ritornando all’esercizio dopo una spiegazione per risposta sbagliata e procedendo all’esercizio successivo dopo la spiegazione della risposta giusta. Il file PDF finale è illeggibile in modo sequenziale, quindi non si possono sbirciare le risposte per poi passare all’esercizio successivo, ma bisogna necessariamente seguire la sequenza dei collegamenti ipertestuali. Sembra che sia un ottimo metodo per obbligare a risolvere gli esercizi. Purtroppo non posso mostrare il codice che fa queste cose, perché sono private dell’ateneo che me le ha richieste.

                                      Grazie codifica UNICODE (solo xelatex e lualatex); grazie fancyvrb (lavora benissimo con UNICODE ed esegue benissimo lettura e scrittura di file in modo verbatim con quella codifica); grazie FORTRAN (che nonostante i suoi anni, esegue quel che ha da fare ad una velocità non confrontabile rispetto rispetto a quella ai linguaggi interpretati, nel senso che é di alcuni ordini di grandezza più veloce). Mi ero ripromesso di usare lualatex al posto di FORTRAN per eseguire lo scrambling in modo tale da non avere mai due elementi adiacenti che rimangano tali anche dopo lo scrambling. Ma il tempo che consumerei per imparare ad usare Lua, mi sembra eccessivo e mi pare che il gioco non valga la candela.

                                      Questa è anche una parziale risposta a Ivan che si chiede quali vantaggi un normale utente ricavi da xelatex e lualatex.Nessun vantaggio per cose normali, ma molti vantaggi per cose fuori dal comune.

                                    • #109590
                                      robitex
                                      Amministratore del forum
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                                        OldClaudio” post=109830Anche fancyvrb può estrarre e stampare un intervalo di righe da un file ca comporre Verbatim; Sta tutto scritto nella sua documentazione.
                                        Io con fancyvrb e xelatex e un po’ di FORTRAN ho fatto cose che probabilmente con LuaLaTeX si sarebbero potute fare meglio, ma che un anno fa non mi sarei nemmeno immaginato.

                                        Tanto per intenderci: prendere un elenco di esercizi a risposte multiple chiuse, scrivere le spiegazioni per ogni risposta giusta o sbagliate, rimescolare esercisi e spiegazioni in modo casuale mantenendo però corretti i collegamenti ipertestuali da ogni esercizio alle sue risposte, ritornando all’esercizio dopo una spiegazione per risposta sbagliata e procedendo all’esercizio successivo dopo la spiegazione della risposta giusta. Il file PDF finale è illeggibile in modo sequenziale, quindi non si possono sbirciare le risposte per poi passare all’esercizio successivo, ma bisogna necessariamente seguire la sequenza dei collegamenti ipertestuali. Sembra che sia un ottimo metodo per obbligare a risolvere gli esercizi. Purtroppo non posso mostrare il codice che fa queste cose, perché sono private dell’ateneo che me le ha richieste.

                                        Grazie codifica UNICODE (solo xelatex e lualatex); grazie fancyvrb (lavora benissimo con UNICODE ed esegue benissimo lettura e scrittura di file in modo verbatim con quella codifica); grazie FORTRAN (che nonostante i suoi anni, esegue quel che ha da fare ad una velocità non confrontabile rispetto rispetto a quella ai linguaggi interpretati, nel senso che é di alcuni ordini di grandezza più veloce). Mi ero ripromesso di usare lualatex al posto di FORTRAN per eseguire lo scrambling in modo tale da non avere mai due elementi adiacenti che rimangano tali anche dopo lo scrambling. Ma il tempo che consumerei per imparare ad usare Lua, mi sembra eccessivo e mi pare che il gioco non valga la candela.

                                        Questa è anche una parziale risposta a Ivan che si chiede quali vantaggi un normale utente ricavi da xelatex e lualatex.Nessun vantaggio per cose normali, ma molti vantaggi per cose fuori dal comune.

                                        Hai fatto bene a rimanere con FORTRAN. Non è un granché in Lua la generazione di numeri pseudocasuale. Si rifà a una lib in C standard ma non molto utile.
                                        Servirebbe un modulo diverso.
                                        R.

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