Beramono e neretto di medio spessore

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  • #64361
    lorenzo.pantieri
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      Ciao a tutti.

      Il Bera Mono è un font a spaziatura fissa (che trovo) di gradevole aspetto. Il neretto del Beramono, però, non mi piace: lo trovo troppo marcato.
      `\documentclass{scrreprt}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[beramono]{classicthesis}

      \begin{document}
      \texttt{twoside} \\
      \textbf{\texttt{twoside}}
      \end{document}`
      Esiste un modo per avere un Bera Mono “di media nerezza”? O è solo una pia illusione (e tocca quindi cambiare font per avere un neretto “più discreto”)?

      Grazie,
      L.

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      • #64362
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        C’è un solo neretto.

        Ciao
        Enrico

      • #64363
        OldClaudio
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          Ho sott’occhio aperti entrambi alla pagina 27 la versione di settembre e la versione di ottobre dell’arte, dove le opzioni sono in BeraMono nel secondo e (credo) in Iwona bold il primo. Non c’è dubbio che sia meglio ora. Se proprio voleste mantenere un poco di continuità cromatica con il passato potreste stampare le voci dell’ambiente description ugualmente in colore marrone.
          Secondo me sarebbe usabile anche il font Monaco, come disegno delle lettere, ma sarebbe necessario ricorrere a XeLaTeX per usarlo, visto che esiste solo OpenType. Probabilmente esiste un metodo per usare un sotto-insieme di un OpenType con pdfLaTeX. ma onestamente non me la sento di rimettermi a studiare al gestione dei font, quando c’è XeLaTeX che risolve tutti i problemi.

          Invece, se volete qualcosa di più nero, ma non troppo, ma solo nelle voci delle descrizioni, magari alleggerito usando il colore marrone, potete usare il font typewriter codificato T1; l’avete usato alla grande dal corpo 10 al corpo 24,88 quindi non avete nemmeno bisogno di introdurre un font nuovo — ripeto: sempre e solo per le descrizioni di oggetti che fan parte della sintassi di LaTeX come, per esempio, le opzioni.

        • #64364
          lorenzo.pantieri
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            OldClaudio” post=63488Ho sott’occhio aperti entrambi alla pagina 27 la versione di settembre e la versione di ottobre dell’arte, dove le opzioni sono in BeraMono nel secondo e (credo) in Iwona bold il primo. Non c’è dubbio che sia meglio ora. Se proprio voleste mantenere un poco di continuità cromatica con il passato potreste stampare le voci dell’ambiente description ugualmente in colore marrone.
            Secondo me sarebbe usabile anche il font Monaco, come disegno delle lettere, ma sarebbe necessario ricorrere a XeLaTeX per usarlo, visto che esiste solo OpenType. Probabilmente esiste un metodo per usare un sotto-insieme di un OpenType con pdfLaTeX. ma onestamente non me la sento di rimettermi a studiare al gestione dei font, quando c’è XeLaTeX che risolve tutti i problemi.

            Invece, se volete qualcosa di più nero, ma non troppo, ma solo nelle voci delle descrizioni, magari alleggerito usando il colore marrone, potete usare il font typewriter codificato T1; l’avete usato alla grande dal corpo 10 al corpo 24,88 quindi non avete nemmeno bisogno di introdurre un font nuovo — ripeto: sempre e solo per le descrizioni di oggetti che fan parte della sintassi di LaTeX come, per esempio, le opzioni.

            Innanzitutto chiedo scusa per il ritardo con cui riprendo questa discussione.

            Un problemino nell’Arte di adesso è che le etichette di molte description (per esempio, quelle di pag. 27 cui fa riferimento Claudio) sono in semplice typewriter. Vorremmo evidenziarle col neretto: il problema è che il neretto del Bera Mono (il font typewriter dell’Arte) è “troppo nero” per i nostri gusti. Usare il marroncino non è una soluzione: primo perché di regola lo usiamo per i link, secondo perché chi stampa l’Arte con una stampante in b/n vedrebbe le etichette in grigio (“smorzate”, dunque, anziché evidenziate).

            Enrico ci ha detto che il Bera Mono non ha un neretto di medio spessore. Quindi le “soluzioni” mi pare che siano queste:
            1. cambiare font typewriter, scegliendone uno con un neretto più sobrio;
            2. farci piacere il neretto del Bera Mono;
            3. lasciare le cose come stanno.

            Grazie, comunque. 🙁
            L.

          • #64365
            OldClaudio
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              Capisco il problema e continuo a suggerire di usare il typewriter CM oppure il typewriter LM, sono entrambi più neri del testo di nerezza media dei loro compagni della stessa collezione, nello stesso non sono neri quanto il neretto.

            • #64366
              lorenzo.pantieri
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                OldClaudio” post=63830Capisco il problema e continuo a suggerire di usare il typewriter CM oppure il typewriter LM, sono entrambi più neri del testo di nerezza media dei loro compagni della stessa collezione, nello stesso non sono neri quanto il neretto.

                No, cambiare font typewriter non risolve il problema.

                Pensa a una descrizione (fittizia) come questa.

                a4paper Questa opzione imposta la stampa per il formato A4. Si può usare anche l’opzione a5paper, ma l’opzione a4paper è la più diffusa.

                La voce “a4paper” è scritta due volte: la prima è l’etichetta della descrizione, e va evidenziata dal resto (qui ho usato il neretto); la seconda volta sta nel flusso del discorso, non va evidenziata.

                Ciao,
                L.

              • #64367
                OldClaudio
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                  Che ne diresti di un nuovo ambiente fatto così?
                  `
                  % Definizione dell'ambiente “opzione” uguale a “description” ma con un label diverso
                  %
                  \newenvironment{opzione}
                  {\list{}{%
                  \labelwidth\z@ \itemindent-\leftmargin
                  \let\makelabel\optionlabel}}
                  {\endlist}
                  \newcommand\optionlabel[1]{\hspace\labelsep
                  \normalfont\fontfamily{lmtt}\selectfont #1}}
                  `
                  Così evidenzi il nome dell’opzione nell’etichetta della descrizione, ma non cambi nulla per il modo di scrivere l’opzione nel corso del testo.

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