Biblatex, bibliografia vuota!

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  • #94837
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    Salve, è il mio primo post che scrivo nel forum! Sto scrivendo la mia tesina di maturità, ma sto riscontrando problemi con la bibliografia.. ho seguito varie guide (anche quella trovata qui nel forum), ma nonostante tutti i tentativi la bibliografia mi resta sempre vuota! Nel preambolo ho scritto
    `\usepackage{filecontents}

    \begin{filecontents*}{ref.bib}
    @article{art:rif.1,
    author={R. Tizio and E. Caio},
    title={Using \LaTeX},
    year={1991},
    journal={JAm Stat Soc},
    }
    @book{book:rif.2,
    author={F.Sempronio},
    title={S-{P}lus is better than {SAS}},
    year={1990}
    editor={Wiley},
    }
    \end{filecontents*}

    \usepackage[backend=biber]{biblatex}
    \addbibresource{ref.bib}`

    e poi nella posizione che mi interessa

    `\nocite{*}
    \printbibliography`

    Sbaglio qualcosa? È più di un’ora che sto sbattendo la testa!

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    • #94838
      OldClaudio
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        Se leggessi una qualsiasi guida; Fatto il databse .bib, bisogna compilare il main file .tex, poi bisogna lanciare in esecuzione biber o bitex, e poi bisigna ricompilare il main file .tex due, meglio tre volte.

        biber e bibtex sono due programmi esterni al pdflatex, e servono proprio per leggere nei file ausiliari creti con la prima compilazione quali elementi estrarre dal database .bib (d’accodo, hai specificato \nocite{*}, quindi questo passaggio dovrebbe essere inutile, ma ci vuile lo stesso perché l’informazione di estrali tutti viene scritta nei file ausiliari); le altre tre complazioni servono epr scopi diversi dovuti all’elaborazione asincrona dei dati che transitano per i file ausiliari.

      • #94839
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        Naturalmente una volta che hai capito il meccanismo non usare l’ambiente filecontents
        ma scrivi direttamente nel file .bib

        Ciao
        Ivan

      • #94840
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        Hai fatto bene a utilizzare [tt]filecontents[/tt] come test, ma lo sconsiglierei nel caso la bibliografia contenesse molti elementi: rischi di avere un preambolo lunghissimo e a quel punto conviene davvero agire direttamente sul file .bib che l’ambiente crea comunque.

        E non scoraggiarti se dopo un’ora non hai trovato la soluzione ai tuoi problemi 😉

        Ciao
        Claudio

      • #94841
        OldClaudio
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          Ragazzi, non so se aprire un nuovo filone, ma in fondo quello che sto epr dire vale anche con questo filone.

          NON È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO CARICARE IL PACCHETTO FILENCONTENTS!

          gli ambienti filecontents e filecontents* sono nativi di LaTeX2e fin dalla nascita. Servono per scrivere in modo dei file in modo verbatim perché siano disponibili quando si comincia un nuovo documento: sono gli unici due environment che si possono usare prima di \documentclass; sono stati espressamente creati per poter distribuire insieme a un file .tex(un main file, visto che questo contiene la riga \documentclass. In particolare servono per distribuire pacchetti non standrd o file di macroistruzioni personali, così come qualunque altro file in modo verbatim che sia scritto solo con caratteri ASCII (solo? non sono del tutto convinto, perché non ho mai provato a usarlo per tramettere pacchetti che contengano anche caratteri non ASCII, ma penso che sia decisamente meglio confinarsi a questi caratteri, altrimenti si possono incontrare i soliti guai con le codifiche).

          Per trasmettere una bibliografia lunga o corta che sia, vanno benissimo e possono essere usati anche dopo \documentclass, prima di \begin{document}. Il loro pregio è che se i file con quel nome esistono già nella cartella di lavoro, i file NON vengono riscritti, ma viene emesso solo un avvertimento nel file .log. Questo può essere anche un inconveniente, nel caso che si debba trasmettere una nuova versione modificata di un file già presente nella cartella di lavoro.

          Il pacchetto filecontents.sty è stato scritto da Scott Pakin per evitare alcune delle limitazioni degli ambienti nativi, per esempio quello di non poter riscrivere file con lo stesso nome già trasmessi con precedenti compilazioni del master file.

          Scott dice che può servire anche per usare il comando \LTXtable, scritto da David Carlisle nel 1995; siamo quasi a livello di archeologia LaTeXiana. In sostanza il pacchetto filecontents.sty non serve a molto, in particolare non serve per l’esempio di bibliografia non riuscita che ha dato origine a questo filone.

        • #94842
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          Grazie per le risposte! Nel mio primo post ho dimenticato di specificare che utilizzo Texmaker e che quindi pensavo che i software per la compilazione (incluso quello per la bibliografia) venissero eseguiti tutti, ma non è così. Scrivo la soluzione per chi dovesse avere lo stesso problema, è possibile cambiare l’ordine e i software per compilare dalle impostazioni di texmaker: opzioni -> configura texmaker -> compilazione rapida

          Ovviamente, sia filecontents che il contenuto li ho messi di esempio per copiare qui un’ulteriore, inutile, file 🙂

        • #94843
          OldClaudio
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            Sì, infatti, quello che suggerisci è quello che un utente esperto non farebbe mai; si perde inutilmente del tempo, perché la bibliografia viene ricompilata sempre, ma non viene modificata così spesso, basta ricorrere al bottone della compilazione rapida ogni tanto, diciamo una volta alla settimana, giusto epr non scordarselo, ma basta usarlo solo quando si modifica il file .bib, il che non avviene così spesso; se anche modificassi il file .bib ogni volta che aggiungi in comando \cite nel tuo testo, non serve compilare subito la bibliografia,; servirà certamente per la versione finale del tuo documento.

            Naturalmente non è vietato lanciare 4-5 programmi ogni vola che fai qualche modifica al file sorgente (pdflatex, bibtex oppure biber, pdlatex, pdflatex e talvolta ancora pdflatex); oggi i calcolatori sono sufficientemente veloci da non lasciare lì sospesi ad aspettare la fine della compilazione. Si dice che Knuth stesso, il Grand Wizard creatore di TeX, nel 1978 e negli anni immediatamente successivi, necessitasse di un’oretta per ottenere una compilazione del suo libro il TeXbook. Io nel 1994 compilavo un libro di quasi 700 pagine (quasi il doppio de TeXbook) in circa 30 secondi su una macchina dotata solo del sistema operativo DOS 6 e con un clock da 30 MHz. Allora era essenziale risparmiare tempo; oggi non è più così essenziale.

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