Biblatex, ivi e ibidem

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  • #116610
    GuITstaff
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      Buongiorno,
      da quello che ho capito, con il package biblatex, l’uso di “ibidem” sarebbe previsto per default con philosophy-verbose. Io invece uso:

      `
      \usepackage[
      bibstyle=philosophy-verbose,
      citestyle=philosophy-classic,
      firstinits=true,
      scauthors=all,
      backend=biber]{biblatex}
      `

      E vorrei, nelle citazioni:

      – “ivi” quando l’opera è già stata appena citata
      – “ibidem” come ivi ma quando anche i numeri di pag sono gli stessi

      E’ possibile?

      Esempio:
      `
      Testo numero uno con citazione1\footcite[8-9]{opera1}
      Bla bla bla
      Testo numero due con citazione2 dalla stessa opera\footcite[10-11]{opera1} %qui vorrei “ivi”
      Bla bla bla
      Testo numero due con citazione3 dalla stessa opera stesse pagine\footcite[10-11]{opera1} %qui vorrei “ibidem”
      `

      Ho provato anche a usare \footnote{prova \cite[10-11]{opera1}} ma non cambia nulla.

      Vi ringrazio anticipatamente
      Elisa

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      • #116611
        GuITstaff
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          Forse quello che ho chiesto non è molto facile e comunque giudicato poco utile per la comunità.
          Aggiungo, già che ci siamo, altre due richieste di personalizzazione che mi sono state fatte dal relatore:
          1) mettere sempre il punto (.) a fine citazione \cite o \footcite che sia
          2) distinguere tra pagina p e pagine pp quando si usa il parametro opazionale tra []
          Chiedo qui perché nel caso in cui qualche esperto mi consigliasse l’introduzione di un comando ad hoc, magari con poco sforzo, si riesce a fare anche questo.
          Altrimenti nulla, la priorità per me rimarrebbe quella di avere almeno IBIDEM in automatico.
          Grazie in anticipo del tempo dedicatomi.

        • #116612
          OldClaudio
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            Elisa, se ti risponde Ivan, sei a posto. Ma se nessun altroti risponde, bneché la cosa sia sicuramente fattibile se ci si leggono tutte, senza saltare una sillaba le centinaia di pagine della documentazione di biblatex e di philosophy.

            Ma siccome quello che chiedi è un capriccio del tuo relatore (non voglio dire che sia un capriccio di tutti gli umanisti) non credo che ci siano molte persone, a parte Ivan creatore del modulo philosophy, con le sue varianti legate alla possibili opzioni, che abbiano voglia di leggersi quelle centinaia di pagine

            Se nessuno ti risponde, che cosa puoi fare? una volta usato biber sulla bibliografia completa,, ti editi a maono il file .bbl e non lo modifichi più.

            Riassumo i motivi per i quali da prof. universitario non umanista, ritengo personalmente che si tratti di capricci, legati ad un modo ottocentesco di far fare ad altri quello che non si è capaci di fare da soli; Nell’ottocento i prof(tutti, non solo gli umanisti) davano il manoscritto alla casa editrice; se questa accettava di pubblicare il lavoro, passava il manoscritto ad un revisore editoriale che marcava con opportuni segni i fogli scritti a mano o a macchina dall’autore, segni che andavano interpretati dal tipografo; costui componeva a mano, un carattere alla volta, poi passava le bozze al redattore, che le rivedeva e le sottoponeva per approvazione all’autore, il quale trovava sempre qualcosa che non andava, non per capriccio, ma perché le varie operazioni eseguire avevano alterato il senso del suo scritto (o anche perché, rileggendosi a distanza di tempo, decideva di modificare alcuni capoversi); poi ripassava il tutto al redattore e il ciclo finiva solo quando l’autore interrompeva il ciclo vistando e firmando le bozze con la fatidica frase “Visto. Si stampi). Oggi si fanno le cose in modo meno barocco. Intanto non si mettono citazioni in nota, se non forse nelle edizioni critiche; una tesi certamente non è una edizione critica, quindi niente citazioni in noto; di conseguenza nessun ivi e ibidem nessun loc. cit.. Inoltre le abbreviazioni non si fanno raddoppiando la lettera finale dell’abbreviazione per indicare il plurale: niente p. né pp., niente vol. né voll., eccetera. Se l’abbreviazione si riferisca ad una sola pagina, volume, e simili, si capisce dai numeri che seguono. Altrimenti si cade nel burocratese OO.SS. (Organizzazioni Sindacali); VV.F (Vigili del fuoco).

            Detto questo, fai quello che ritieni più opportuno. Il tuo relatore, forse vorrebbe insegnarti come si scrive nel mono umanistico (sia pure in modo tradizionale antiquato); ma tu poi, una volta laureata, tu che cosa vorrei fare? Domandatelo, e a seconda della risposta scegli il modo di procedere.

            Io ai miei laureandi ho sempre lasciato la massima libertà; la tesi è la loro e la compongono come vogliono L’importante è che non contengano frasi contorte o, peggio, errate.

          • #116613
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            Ciao Elisa.

            Purtroppo la scelta che hai fatto non consente di ottenere facilmente ivi e ibidem nelle citazioni.
            Infatti usi lo stile verbose per la bibliografia, ma lo stile classic per le citazione. Bene, lo stile philosophy-classic non prevede né ivi né ibidem.
            Quello che puoi fare è:
            – provare con un altro stile di citazione, tipo: citestyle=authoryear-ibid (mi pare si chiami così). Dubito che funzioni.
            – usare lo stile verbose anche per le citazioni (scelta almeno più coerente).
            – convincere il tuo relatore che la tesi va bene così (opzione più razionale, intelligente e probabilmente impraticabile)
            – modificare il file .bbl a mano, come ti consiglia Claudio (un lavoraccio assurdo, da fare solo come ultimissima spiaggia…ma questo Claudio lo sa bene…)
            – modificare lo stile philosophy-classic (un lavoraccio. Non impossibile, ma richiede un minimo di esperienza)

            Il punto alla fine della citazione? In che senso?
            Se usi \footcite il punto viene messo in automatico. Spero che tu non intenda mettere il punto alla fine di ogni citazione in testo… con \textcite o \parencite

            Per quanto riguarda l’ultimo problema, ovvero il raddoppiamento consonantico, Claudio ti ho spiegato dove sta la ragione.
            Ora, siccome io conosco i miei polli, ho previsto un’opzione per ottenere questo obrorio:
            `
            classical=true`

            Ciao
            Ivan

          • #116614
            GuITstaff
            Amministratore del forum
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              Ciao a tutti.
              Vi ringrazio del tempo dedicatomi.
              Nel frattempo ho convinto il relatore ad accettare la tesi senza ivi,ibidem, data la scelta dello stile “stringato” delle citazioni. …Anche se non l’ha presa benissimo, non credo di avere il tempo di modificare a mano il bbl.
              Per il resto, ringrazio Ivan per avermi fatto comprendere meglio il senso del . nel footcite o eventualmente () nel testo ed anche per l’opzione classical=true che funziona benissimo (così abbiamo fatto un compromesso) 😉
              Buon fine settimana, ciao
              Elisa

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