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Be’, sì, le lingue vanno trattate nel modo giusto. Eccoti un file minimo compilabile (il tuo non era compilabile, perché mancava la figura sorgente; con il pacchetto mwe che ho aggiunto nel tuo preambolo, si dispone di un certo numero di figure fittizie)`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[a4paper,12pt,twoside]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage[italian]{varioref}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{mwe}
%————————–
\begin{document}
\tableofcontents
\listoffigures
\selectlanguage{italian}
\chapter{Prova riferimento}
Nella figura~\vref{fig:imm}.
\chapter{Capitolo immagine}
\begin{figure}[!b]
\centering
% \includegraphics[width=0.9\textwidth]{Pictures/dispSep.eps}
\includegraphics[width=0.9\textwidth]{example-image-a}
\caption{Immagine}
\label{fig:imm}
\end{figure}
\selectlanguage{english}
\chapter{A chapter in English}
See figure~\vref{fig:imm}.
\end{document}`
Ricordati di mettere la tilde fra il nome dell’oggetto e il suo riferimento;
Ricordati che se un oggetto è identificato con il suo numero, in italiano ci vuole la preposizione articolata, al contrario dell’inglese che non vuole l’articolo.