- Questo topic ha 6 risposte, 4 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni, 8 mesi fa da
ivan.
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18 Dicembre 2013 alle 8:28 #91059
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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18 Dicembre 2013 alle 14:13 #91060::
ernded” post=90633Come mai con la classe suftesi il comando per cambiare la label di enumi
`\renewcommand{\labelenumi}{qualcosa}`
non dà errori né warning ma non agisce?
ciao
ErnestoMeno male…significa che la classe si comporta come vorrebbe il suo autore 😀
Potresti essere un po’ più chiaro sul cambiamento che vuoi apportare?Ciao
Ivan
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18 Dicembre 2013 alle 14:53 #91061::
ivan” post=90634
Meno male…significa che la classe si comporta come vorrebbe il suo autore 😀
Potresti essere un po’ più chiaro sul cambiamento che vuoi apportare?Ciao
IvanVorrei che la label di primo livello fosse in \roman e seguita da una parentesi
`\renewcommand{\labelenumi}{\roman{enumi})}`
Perché il “suo autore” non vuole che si cambi la label degli enumerate?
ciao
Ernesto
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18 Dicembre 2013 alle 14:57 #91062::
ernded” post=90636
Meno male…significa che la classe si comporta come vorrebbe il suo autore 😀
Potresti essere un po’ più chiaro sul cambiamento che vuoi apportare?Ciao
IvanVorrei che la label di primo livello fosse in \roman e seguita da una parentesi
`\renewcommand{\labelenumi}{\roman{enumi})}`
Perché il “suo autore” non vuole che si cambi la label degli enumerate?
ciao
ErnestoCredo per quanto riportato in pagina 3 della documentazione:
The most essence of this class is the set of styles it provides. For this reason
do not modify the styles of this class with packages
and/or commands which change the laytout of the document.
If you do not like these styles, use another class.
If you use suftesi in a document typeset with another class (for example
book), remember to clean up the preamble from all the layout redefinitions.Ciao
Claudio
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18 Dicembre 2013 alle 16:46 #91063::
ernded” post=90636
Meno male…significa che la classe si comporta come vorrebbe il suo autore 😀
Potresti essere un po’ più chiaro sul cambiamento che vuoi apportare?Ciao
IvanVorrei che la label di primo livello fosse in \roman e seguita da una parentesi
`\renewcommand{\labelenumi}{\roman{enumi})}`
Perché il “suo autore” non vuole che si cambi la label degli enumerate?
ciao
ErnestoCredo che l’autore della classe suftesi non voglia che si cambi niente nella classe se non per mezzo delle opzioni e dei comandi di configurazione già predisposti.
L’Autore della classe, ha fatto ogni possibile sforzo affinché l\uscita della classe sia tipograficamente, se non proprio perfetta, almeno quasi perfetta. Egli stesso ammette che con le infinite combinazioni che si possono fare con gli stili e le impostazioni previste (alcune decine di migliaia) non tutte potrebbero passare il vaglio di un valente book designer; tuttavia quanto si può ottenere in generale è eccellente per testi umanistici. L’autore non mette mano alla matematica se non nel fatto che le opzioni per i font consentono una completa personalizzazione con font testuali e matematici compatibili, non come spesso succede che i font testuali abbiano uno stile e quelli matematici ne abbiano un altro.
Ma nel tuo caso, la numerazione romana minuscola per un ambiente enumerate è sbagliata per due motivi:
1) i romani non conoscevano le lettere minuscole, anche se certi graffiti sui muri di Pompei lascerebbero intendere che la loro scrittura “corsiva” (non è il corsivo che intendiamo oggi) preludesse alle lettere minuscole; La storia dei caratteri è una storia affascinante e la scrittura rustica era forse la prima che usava altezze diverse per le lettere iniziali rispetto alle lettere interne; forse, perché non si hanno molti codici scritti bene in rustica. Se ti interessa, ci sono diversi testi dedicati alla storia della scrittura, non nel senso di comporre testi, ma nel senso di quali segni usare, come disporli, che strumenti scrittori, eccetera; interessantissimo.
2) i numeri romani (minuscoli o) maiuscoli non sono adatti per lunghe enumerazioni incolonnate, come quelle che si possono avere con l’ambiente enumerate; infatti il numero è inserito dentro una scatola di larghezza fissa, col contenuto allineato a destra, congegnata in modo tale da accogliere un paio di cifre arabe; se si va oltre il numero 99, le cifre cominciano a sporgere a sinistra e sporgono nel margine sinistro del blocco del testo; i numeri romani sono fatti di molti segni: pensa a xiii per 8; peggio ancora se è maiuscolo: XIII. Perciò dopo pochi item inseriti nell’enumerazione il numero romano sporge nel margine sinistro.
3) La numerazione romana viene usata (nelle classi di default; in suftesi si può configurare) per numerare le parti generate con il comando \part{…}; le parti di solito sono poche, quindi anche il loro riferimento nell’indice non disturba più di tanto; ma i capitoli sono spesso numerosi; mi è capitato di dover aiutare un collega a numerare i capitoli in numeri romani, perché così voleva la casa editrice per cui scriveva; aveva trenta capitoli da numerare con numeri romani maiuscoli; il più lungo era XXVIII, ma ben prima nell’indice il titolo si sovrapponeva al numero. Non era possibile configurare il campo per il numero nell’indice mediante comandi di configurazione o mediante pacchetti esterni, perché la casa editrice aveva fornito il suo file di classe e vietava ogni uso di \newcommand o \renewcommand, nonché l’uso di pacchetti di configurazione esterni. Con il collega cambiammo la definizione della riga di formato per i capitoli nell’indice ([tt]\l@chapter[/tt]) quel tanto che bastava e il revisore editoriale o ha chiuso un occhio, o non se ne è accorto; solo in quel modo siamo riusciti a comporre il suo libro in formato “camera ready” (come si usava allora) e il libro venne pubblicato così.
Ma, conclusione di questa lunga digressione, i numeri romani minuscoli bisognerebbe sempre scriverli in maiuscoletto e quelli maiuscoli invece, in maiuscolo (oh, che sorpresa) e non andrebbero mai usati per essere inseriti in campi incolonnati, come quello dell’indice o quello di una enumerazione.
Se proprio ci tieni ad eseguire quella modifica, nonostante quello che ti ho detto, puoi sempre farlo o mediante il pacchetto enumitem (ma definendo un nuovo ambiente sul modello di enumerate, col contatore definito diversamente diversamente) oppure prendi Il LaTeX Reference Manual commentato e in itlaiano (dalla sezione delle guide tematiche sotto Documentazione, in questo sito) e configuri l’ambiente list, con il quale puoi definire qualunque elencazione di qualunque tipo, con qualunque etichetta per ogni voce, usando qualunque carattere, e con le spaziature verticali e orizzontali che vuoi.
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18 Dicembre 2013 alle 17:31 #91064::
Sono d’accordo, solo un paio di osservazioni:
1) al primo livello nella classe suftesi non è previsto alcun rientro, per cui i numei degli \item sporgono comunque dal margine sinistro. È bello anche così.
2) Non mi piace, invece, il fatto che alcuni comandi semplici ed usuali siano stati bloccati: il bello di LaTeX è che tutto è configurabile, con restrizioni di questo tipo si perde metà del divertimento. Certo, si possono aggirare configurando l’ambiente list, come suggerisce Oldclaudio, però bloccare un comando del genere mi pare un po’ troppo.
Ciao
ernesto
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18 Dicembre 2013 alle 18:49 #91065::
ernded” post=90639Sono d’accordo, solo un paio di osservazioni:
1) al primo livello nella classe suftesi non è previsto alcun rientro, per cui i numei degli \item sporgono comunque dal margine sinistro. È bello anche così.Prova l’opzione liststyle, che mette a disposizione tre stili per le liste: bulged, aligned, indented
ernded” post=90639
2) Non mi piace, invece, il fatto che alcuni comandi semplici ed usuali siano stati bloccati: il bello di LaTeX è che tutto è configurabile, con restrizioni di questo tipo si perde metà del divertimento. Certo, si possono aggirare configurando l’ambiente list, come suggerisce Oldclaudio, però bloccare un comando del genere mi pare un po’ troppo.Non sono stato io a bloccare quel comando. La cosa è dovuta al fatto che suftesi usa il pacchetto enumitem per configurare le liste.
Basta provare questo codice
`\documentclass{book}\usepackage{enumitem}
\setlist{itemsep=.5ex,parsep=0pt}
\setlist[description]{font=\normalfont\itshape}
\setlist[enumerate,1]{leftmargin=0pt,label=\arabic*.}
\setlist[enumerate,2]{leftmargin= 1.3\parindent,label=\alph*.}
\setlist[enumerate,3]{leftmargin= 1.3\parindent,label=\roman*.}
\setlist[itemize,1]{leftmargin=0pt}
\setlist[itemize,2]{leftmargin=1.3\parindent}
\setlist[itemize,3]{leftmargin=1.3\parindent}\renewcommand{\labelenumi}{qualcosa}
\begin{document}
\begin{enumerate}
\item
\item
\item
\end{enumerate}\end{document}`
per rendersi conto che suftesi non c’entra.Per quanto riguarda il divertimento non posso darti ragione. Se uno vuole divertirsi con LaTeX può creare un nuovo file di classe oppure partire da una classe standard e da lì apportare tutte le modifiche del caso. Al limite è possibile copiare tutto il contenuto del file suftesi.cls (cambiando naturalmente le righe che identificano la classe) in un altro file, poniamo ernded.cls. A quel punto tutto diventa possibile e anche “lecito”.
La classe suftesi è restrittiva per impedire che uno possa peggiorarla. Il costo di questa restrizione è che nessuno può produrre con questa classe un documento migliore sul piano dello stile (tipo)grafico di quello che la classe permette di default con tutte le sue opzioni. È una certezza che nelle mani giuste la classe potrebbe migliorare parecchio.
D’altra parte, sono sempre aperto a consigli per migliorare la classe. Cerco solo di non implementare nuove opzioni, perché la difficoltà di gestione aumenta esponenzialmente.Ciao
Ivan
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