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egreg9.
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27 Aprile 2009 alle 21:50 #33395::
Buona (quasi notte 😮 )Chiedo agli esperti ( 😀 ) se conosco/immaginano un metodo per imporre che il carattere nelle formule di ClassicThesis sia il computer modern (lettere, simboli, … come il normale latex); cosa che, beninteso, non userei mai e mai poi mai per tutte le ragioni tipografiche del mondo 😉 però vorrei vedere come viene 😉
Grazie,
notte
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AutoreRisposte
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27 Aprile 2009 alle 22:13 #33396::
Buona (quasi notte 😮 )
Chiedo agli esperti ( 😀 ) se conosco/immaginano un metodo per imporre che il carattere nelle formule di ClassicThesis sia il computer modern (lettere, simboli, … come il normale latex); cosa che, beninteso, non userei mai e mai poi mai per tutte le ragioni tipografiche del mondo 😉 però vorrei vedere come viene 😉
Userei l’opzione eulerchapternumbers, altrimenti i numeri di capitolo verrebbero in Palatino e poi
`\renewcommand{\familydefault}{cmr}`
subito prima di \begin{document}. Il problema maggiore è che non ci sono i numeri “minuscoli”.Ciao
Enrico
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27 Aprile 2009 alle 22:43 #33397::
A dir la verità a me così viene il corpo del testo (penso si dica così) in computer modern e le formula o in eulermath (se c’è l’opzione) o in palatino (se non c’è l’opzione eulermath).Io vorrei proprio l’opposto, cioè testo in palatino e formule in computer modern… se a te viene quello che desidero io, evidentemente ho qualcosa di troppo nel preambolo (che però non ho granché toccato rispetto a quello di Miede).
Au revoir

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27 Aprile 2009 alle 23:19 #33398::
A dir la verità a me così viene il corpo del testo (penso si dica così) in computer modern e le formula o in eulermath (se c’è l’opzione) o in palatino (se non c’è l’opzione eulermath).
Io vorrei proprio l’opposto, cioè testo in palatino e formule in computer modern… se a te viene quello che desidero io, evidentemente ho qualcosa di troppo nel preambolo (che però non ho granché toccato rispetto a quello di Miede).
Direi che nessuno dei due modi ha senso: testo in Palatino e formule in Computer Modern o viceversa sarebbe un abominio. Se non hai formule, quello che ti ho indicato è corretto. Se vuoi tutto in Computer Modern occorre qualcosa di più (un biechissimo trucco):
`\makeatletter
\@namedef{ver@mathpazo.sty}{3000/01/01}
\makeatother`
prima di caricare ClassicThesis (e ignorare l’errore che ne viene fuori). Se non vuoi l’errore, elimina quel bieco trucco a favore di un altro: creare un file mathpazo.sty nella directory di lavoro, contenente
`\ProvidesPackage{mathpazo}
\DeclareOption*{}
\ProcessOptions\relax
\endinput`
Questo impedisce il caricamento del vero mathpazo.sty, a favore di un pacchetto fittizio che non fa nulla di nulla. 🙂Ciao
Enrico
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28 Aprile 2009 alle 21:17 #33399::
Direi che nessuno dei due modi ha senso: testo in Palatino e formule in Computer Modern o viceversa sarebbe un abominio.
Si si non in metto in dubbio l’abominio, ma si potrebbe vedere ‘sto scempio? Cioè è possibile fare una cosa del genere (intendo con 10 righe non di più) o no (=troppo lungo)?
Su su, aiutami a partorire quest’orrore tipografico 😆
Grazie,
bye
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28 Aprile 2009 alle 21:44 #33400::
Direi che nessuno dei due modi ha senso: testo in Palatino e formule in Computer Modern o viceversa sarebbe un abominio.
Si si non in metto in dubbio l’abominio, ma si potrebbe vedere ‘sto scempio? Cioè è possibile fare una cosa del genere (intendo con 10 righe non di più) o no (=troppo lungo)?
Su su, aiutami a partorire quest’orrore tipografico 😆
Grazie,
byeNon è difficile avere il testo in Palatino e le formule in CM: nel file fittizio aggiungi la riga
`\renewcommand{\rmdefault}{ppl}`
Ma non dire a nessuno che te l’ho suggerito io. 😉Ciao
Enrico
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29 Aprile 2009 alle 22:54 #33401::
Grande Enrico, funziona perfettamente. . . ehm. . . ma tu non mi hai aiutato per niente 😉Un ultima domanda, di carattere tipografico. Non ho mai ben capito perché se si scrive “sia data una funzione $f(t)$” la “f” debba essere scritta in corsivo, come se fosse una variabile. Alla fin fine, se io dicessi “sia \sin(x)=k\pi allora …” la parola “sin” verrebbe scritta in tondo.
Ho pensato forse che la “f” di cui sopra vada scritta in corsivo perché alla fine “può variare”, nel senso che non è nota a priori (insomma è un elemento di uno spazio, ma non sappiamo chi sia). In tal caso si raggiungerebbe la stranezza che se io scrivo: “$f(t)\coloneq \sin(x)” allora la “f” andrebbe scritta in tondo perché l’ho fissata… ma sicuramente sono solo un mare di scemate 😮
Attendo l’illuminazione
Notte
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29 Aprile 2009 alle 23:14 #33402::
Grande Enrico, funziona perfettamente. . . ehm. . . ma tu non mi hai aiutato per niente 😉
Un ultima domanda, di carattere tipografico. Non ho mai ben capito perché se si scrive “sia data una funzione $f(t)$” la “f” debba essere scritta in corsivo, come se fosse una variabile. Alla fin fine, se io dicessi “sia \sin(x)=k\pi allora …” la parola “sin” verrebbe scritta in tondo.
Ho pensato forse che la “f” di cui sopra vada scritta in corsivo perché alla fine “può variare”, nel senso che non è nota a priori (insomma è un elemento di uno spazio, ma non sappiamo chi sia). In tal caso si raggiungerebbe la stranezza che se io scrivo: “$f(t)\coloneq \sin(x)” allora la “f” andrebbe scritta in tondo perché l’ho fissata… ma sicuramente sono solo un mare di scemate 😮
Attendo l’illuminazione
Notte
Funzioni come seno, coseno, logaritmo hanno un nome proprio. Quella “f” che scrivi invece non è un nome proprio, ma un nome comune.
Se poi vuoi la verità, “sin” si scrive in tondo perché così non ci si può confondere con altri significati di lettere una vicino all’altra; rischio che con identificatori “monolettera” non c’è.
Ciao
Enrico
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