- Questo topic ha 16 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 17 anni, 7 mesi fa da
lorenzo.pantieri.
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CreatoreTopic
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18 Gennaio 2009 alle 11:27 #30215::
Come si fa in questo caso per avere un risultato decente?`\documentclass[]{scrreprt}
\PassOptionsToPackage{table,svgname,hyperref}{xcolor}
%%%%%%%%%Layout%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
\usepackage{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[eulerchapternumbers,subfig,pdfspacing, listsseparated]{classicthesis}
\usepackage[]{arsclassica}
\usepackage{multirow}
\begin{document}
\begin{table}[]
\rowcolors{4}{}{gray!10}
\begin{tabular}{cll}
\toprule
\multicolumn{1}{c}{\cellcolor{gray!20} Indice di} & \multirow{2}*{\cellcolor{gray!20} Tipo Casa} & \multirow{2}*{\cellcolor{gray!20} $S_{TOP}$}\\
\rowcolor{gray!20}\multicolumn{1}{c}{\cellcolor{gray!20} bellezza} & & \\
\midrule
A & Casa in perferia & 1.0\\
B & Casa in montagna & 2.5\\
C & Casa sul ciglio della strada & 7.5\\
D & Casa in campagna & 10.4\\
E & Casa al mare & 15.0\\
\bottomrule
\end{tabular}
\end{table}
\end{document} `Il problema é che nelle celle multirow il testo nella seconda riga viene “nascosto dal colore”.
Ciao
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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18 Gennaio 2009 alle 11:31 #30216
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18 Gennaio 2009 alle 15:18 #30217::
In questo frangente volevo anche chiedervi come trovate la soluzione di colorare l’intestazione della colonna con un colore piú scuro e poi alternare le righe con un colore piú chiaro.
O é meglio usare il grassetto nell’intestazione?
\multirow non va d’accordo con colortbl. Di solito sconsiglio l’uso di multirow: meglio allineare rispetto alla riga superiore, secondo me. Né colorerei lo sfondo dell’intestazione di tabella, i filetti dati da \toprule e \midrule sono sufficienti per distinguerla; usare il nero è questione di gusti, dipende da molti fattori; nel tuo caso, con la presenza di una formula nell’ultima colonna, sceglierei di non metterlo; sii però coerente per tutto il tuo documento. Siccome poi hai scelto ClassicThesis, il nero non andrebbe usato mai.
Attento: un pedice che non sia un simbolo matematico, ma una parola, va scritto con \textup (o, se usi il modulo italiano di babel, con \ped):
`$S_\textup{TOP}$ oppure $S\ped{TOP}$`
Ciao
Enrico
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20 Gennaio 2009 alle 8:50 #30218::
\multirow non va d’accordo con colortbl. Di solito sconsiglio l’uso di multirow: meglio allineare rispetto alla riga superiore, secondo me. Né colorerei lo sfondo dell’intestazione di tabella, i filetti dati da \toprule e \midrule sono sufficienti per distinguerla; usare il nero è questione di gusti, dipende da molti fattori; nel tuo caso, con la presenza di una formula nell’ultima colonna, sceglierei di non metterlo; sii però coerente per tutto il tuo documento. Siccome poi hai scelto ClassicThesis, il nero non andrebbe usato mai.
Infatti neanche a me piace \multirow. Crea sempre problemi. Insomma tu dici di allineare sempre in alto?…bene, credo che seguiró il tuo consiglio.
L’idea di alternare il grigio/bianco per tabelle con quattro e piú righe come la vedi?Attento: un pedice che non sia un simbolo matematico, ma una parola, va scritto con \textup (o, se usi il modulo italiano di babel, con \ped):
`$S_\textup{TOP}$ oppure $S\ped{TOP}$`Grazie lo so. Questo era solo un esempio banale. Peró io nella mia tesi uso sempre
`S_\mathrm{TOP}`E’ sbagliato?
ciao
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20 Gennaio 2009 alle 8:57 #30219
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20 Gennaio 2009 alle 9:12 #30220::
Peró io nella mia tesi uso sempre
`S_\mathrm{TOP}`Concordo sull’uso di \mathrm per i pedici in tondo, naturalmente.
Secondo Lars Madsen è meglio \textup, per vari motivi: è testo. non simboli matematici; con \mathrm non vengono mantenuti gli spazi; con \mathrm non è possibile usare gli accenti; con \textup si usa la famiglia di font corrente (che potrebbe essere diversa da quella scelta da \mathrm) in forma diritta e, in contesto “nero”, viene usato il nero.
Ti viene in mente altro? 🙂
Ciao
Enrico
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20 Gennaio 2009 alle 9:18 #30221::
Infatti neanche a me piace \multirow. Crea sempre problemi. Insomma tu dici di allineare sempre in alto?…bene, credo che seguiró il tuo consiglio.
L’idea di alternare il grigio/bianco per tabelle con quattro e piú righe come la vedi?Non tanto bene: dipende dalla tabella. Una tabella complicata, con righe lunghe, potrebbe beneficiare dell’alternanza dello sfondo; una tabella a tre colonne, senza troppe spaziature fra una colonna e l’altra, diventa bruttina. Tieni conto che quegli sfondi turbano molto la distribuzione del colore sulla pagina (colore bianco e nero, si intende), creando un punto di attrazione per l’occhio.
Ciao
Enrico
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20 Gennaio 2009 alle 9:37 #30222
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20 Gennaio 2009 alle 9:40 #30223::
Non tanto bene: dipende dalla tabella. Una tabella complicata, con righe lunghe, potrebbe beneficiare dell’alternanza dello sfondo; una tabella a tre colonne, senza troppe spaziature fra una colonna e l’altra, diventa bruttina. Tieni conto che quegli sfondi turbano molto la distribuzione del colore sulla pagina (colore bianco e nero, si intende), creando un punto di attrazione per l’occhio.
Non hai tutti torti. Credo che useró questo metodo solo per le tabelle più complicate, lasciando le altre completamente in bianco. E lascerò le righe di intestazione sempre bianche.
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20 Gennaio 2009 alle 9:41 #30224::
Secondo Lars Madsen è meglio \textup, per vari motivi: è testo. non simboli matematici; con \mathrm non vengono mantenuti gli spazi; con \mathrm non è possibile usare gli accenti; con \textup si usa la famiglia di font corrente (che potrebbe essere diversa da quella scelta da \mathrm) in forma diritta e, in contesto “nero”, viene usato il nero.
Qui ci vorrà un aggiornamento all’Arte… 😉
Ciao,
L.
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20 Gennaio 2009 alle 9:44 #30225
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24 Gennaio 2009 alle 8:51 #30226::
Ciao a tutti, alla luce di quanto emerso in questa discussione, ho appena aggiornato l’Arte, consigliando (a pagina 120) \textup al posto di \mathrm per ottenere apici e pedici in tondo.I pedici e gli apici letterali vanno scritti in corsivo matematico se rappresentano quantità variabili (cioè se sono dei simboli), in tondo se rappresentano delle apposizioni di una grandezza fisica (cioè se sono semplice testo). In quest’ultimo caso si usa il comando \textup.
A differenza di \text, le parole dentro a \textup vengono sempre composte in tondo, e non con il font “attuale”, cioè quello in vigore fuori dalla formula: perciò se il contesto è in corsivo, il risultato di \textup è in tondo. A differenza di \mathrm, il comando \textup mantiene gli spazi, permette di usare gli accenti, impiega la famiglia di font corrente (che potrebbe essere diversa da quella scelta da \mathrm) e, se il contesto è in neretto, produce correttamente un risultato in (tondo) neretto.
Ovviamente, se c’è qualcos’altro da rivedere, sono qui…
Ciao,
L.
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24 Gennaio 2009 alle 11:15 #30227::
Ciao a tutti, alla luce di quanto emerso in questa discussione, ho appena aggiornato l’Arte, consigliando (a pagina 120) \textup al posto di \mathrm per ottenere apici e pedici in tondo.
I pedici e gli apici letterali vanno scritti in corsivo matematico se rappresentano quantità variabili (cioè se sono dei simboli), in tondo se rappresentano delle apposizioni di una grandezza fisica (cioè se sono semplice testo). In quest’ultimo caso si usa il comando \textup.
A differenza di \text, le parole dentro a \textup vengono sempre composte in tondo, e non con il font “attuale”, cioè quello in vigore fuori dalla formula: perciò se il contesto è in corsivo, il risultato di \textup è in tondo. A differenza di \mathrm, il comando \textup mantiene gli spazi, permette di usare gli accenti, impiega la famiglia di font corrente (che potrebbe essere diversa da quella scelta da \mathrm) e, se il contesto è in neretto, produce correttamente un risultato in (tondo) neretto.
Ovviamente, se c’è qualcos’altro da rivedere, sono qui…
Occorre amsmath, meglio dirlo.
Ciao
Enrico
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24 Gennaio 2009 alle 11:19 #30228
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24 Gennaio 2009 alle 11:38 #30229
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24 Gennaio 2009 alle 11:43 #30230::
Inoltre voglio segnalare che in questo caso
`$v_\textup{s_d}$`
il codice restituisce un errore, che se si usa
`$v_\mathrm{s_d}$`
non avviene.
È ovvio che dia errore: l’argomento di \textup è trattato come testo. Probabilmente usi \mathrm in modo scorretto nel tuo documento. Perché non fai qualche esempio?
Ciao
Enrico
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26 Gennaio 2009 alle 9:45 #30231::
Occorre amsmath, meglio dirlo.
Come sai, in omaggio al principio di semplicità, nella guida non distinguo che cosa si possa fare con i pacchetti AMS e che cosa si possa fare con il semplice LaTeX.
Da qui in avanti, per tutto il capitolo, diamo per scontato che siano caricati i pacchetti amsmath e amssymb.
In generale, penso che i pro di questa scelta sopravanzino di gran lunga i contro!
Grazie mille,
L.
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AutoreRisposte
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