Come tradurre non-blank.

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  • #24883
    DMW
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      Salve a tutti,

      Non capisco come tradurre non-blank characters cioè i caratteri diversi dallo spazio e dal tab.

      Va bene caratteri pieni? O faccio rimanere non-blank?

      Ciao

      Andrea

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      • #24884
        lorenzo.pantieri
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          Salve a tutti,

          Non capisco come tradurre non-blank characters cioè i caratteri diversi dallo spazio e dal tab.

          Va bene caratteri pieni? O faccio rimanere non-blank?

          Ciao

          Andrea

          Ciao Andrea,mi metto nei panni di un lettore.

          1. “Caratteri pieni” è vago: non arriverei a capire che significa “diversi dallo spazio e dal segno di tabulazione”.

          2. “Non-blank” mi sembrerebbe un segno di pigrizia di chi ha scritto/tradotto il lavoro.

          Scarterei entrambe queste idee.

          Io scriverei proprio “caratteri diversi dallo spazio e dal segno di tabulazione”, o magari “caratteri diversi dallo spazio e dalla tabulazione”. Si tratta di una lunga perifrasi, lo so, ma a volte non si può fare diversamente. A me per esempio è capitato di tradurre “di default” con “in mancanza di impostazioni specifiche”.

          Materia affascinante, l’arte di trovare buone traduzioni!

          Ciao,
          L.

        • #24885
          DMW
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            Grazie mille,

            Il tuo ragionamento non fa una piega.

            Materia affascinante, l’arte di trovare buone traduzioni!

            Già! Poi con l’inglese…a volte è un casino.

            Ciao

            Andrea

          • #24886
            lorenzo.pantieri
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              Già! Poi con l’inglese…a volte è un casino.

              L’inglese è una lingua più sintetica dell’italiano: si riescono a dire con tre parole cose che in (buon) italiano ne possono richiedere dieci.

              Poi, lo “masticano” tutti, e questo lo rende (fra l’altro) una formidabile “lingua ponte”. Io purtroppo non lo conosco abbastanza bene: sto facendo un pensierino a “The art of writing with LaTeX”, ma è probabile che quel lavoro resterà nel mondo delle idee platoniche…

              Ciao,
              L.

            • #24887
              DMW
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                Hai ragione, è potente e la masticano tutti, però a volte le frasi non hanno proprio senso, il tutto a discapito della logica e del pensiero. Non usano quasi mai gli articoli, le preposizioni e i congiuntivi e parlano sempre con l’infinito e il gerundio (participio presente); per non parlare degli ausiliari. Il che non è proprio il massimo. Ma questo è un loro modo di ragionare.

                Pur non essendo molto bella da tutti i punti di vista, per fortuna non è molto difficile.

                Io la capisco quasi pefettamente scritta. Se devo scrivere o parlare o ascoltare non ci capisco una mazza.

                Ciao

                Andrea

                PS: tieni presente che io la odio, quindi sono stato pure troppo buono. 😀 😀

              • #24888
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  Hai ragione, è potente e la masticano tutti, però a volte le frasi non hanno proprio senso, il tutto a discapito della logica e del pensiero. Non usano quasi mai gli articoli, le preposizioni e i congiuntivi e parlano sempre con l’infinito e il gerundio (participio presente); per non parlare degli ausiliari. Il che non è proprio il massimo. Ma questo è un loro modo di ragionare.

                  Conoscevo questa tua antipatia per l’inglese. Se si tratta di qualcosa di “epidermico”, niente da dire, naturalmente (i gusti son gusti).

                  L’inglese è una lingua oggettivamente più semplice dell’italiano o del greco. I verbi (sostanzialmente) non vengono coniugati, i nomi non vengono declinati (in greco -antico e moderno- invece sì), non esiste il genere delle parole (maschile e femminile; il greco ha anche il neutro).

                  Il genere delle parole l’ho sempre trovato una cosa assai poco “logica”. “Mare” in italiano è maschile, in greco (credo anche in francese) è femminile. “Morte” in italiano è femminile, in greco maschile. IMHO appiccicare un genere (maschile o femminile) a una parola è un processo arbitrario. I problemi si presentano quando una lingua devi imparararla: si tratta di imemorizzare un sacco di cose che hanno un’origine “storica”, non logica. L’italiano, poi, è pieno di eccezioni:

                  Io vado
                  Tu vai
                  Egli va
                  Noi andiamo
                  Voi andate
                  Essi vanno

                  Ora prova a metterti nei panni di uno straniero che deve imparare l’italiano. Confronta la differenza di difficoltà che è richiesta per imparare la stessa cosa in inglese!

                  L’inglese è più semplice di altre lingue, ma non credo sia per questo meno espressivo: Shakespeare ha scritto delle cose interessanti, in quella lingua… 😉

                  Chiedo venia per l’OT.

                  Ciao,
                  L.

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