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Paolo Angeli.
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13 Febbraio 2014 alle 15:49 #92426::
Ciao a tutti! Devo creare una lista di simboli (o nomenclatura) per la mia tesi, e mi piacerebbe che la nomenclatura comparisse sia nell’indice sia nei segnalibri del pdf (uso hyperref).
Dopo aver cercato un po’ ho trovato questi due diversi pacchetti:
\listofsymbols
\nomenclNel package manager di MikTeX mi dice che il metodo con cui \listofsymbols crea la lista è diverso da quello usato da \nomencl. Voi sapete in cosa consiste questa differenza e quale dei due mi conviene usare?
Forse è il caso di dire anche che nel mio caso alcuni simboli hanno più di un significato.
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13 Febbraio 2014 alle 16:08 #92427::
alfling” post=92011Ciao a tutti! Devo creare una lista di simboli (o nomenclatura) per la mia tesi, e mi piacerebbe che la nomenclatura comparisse sia nell’indice sia nei segnalibri del pdf (uso hyperref).
Dopo aver cercato un po’ ho trovato questi due diversi pacchetti:
\listofsymbols
\nomenclNel package manager di MikTeX mi dice che il metodo con cui \listofsymbols crea la lista è diverso da quello usato da \nomencl. Voi sapete in cosa consiste questa differenza e quale dei due mi conviene usare?
Forse è il caso di dire anche che nel mio caso alcuni simboli hanno più di un significato.
Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza sulla scrittura. 🙂
Quelli che scrivi come
`\listofsymbols
\nomencl`
sono comandi e non pacchetti. La differenza è esiziale, direi. A parte questo, citi due pacchetti molto vecchi, uno del 2003 e l’altro del 2005. Io direi di tagliare la testa al topo e ti consiglio il pacchetto glossaries oppure acro. Meglio il primo dei due. Non so rispondere alla tua domanda, ma non me ne preoccuperei, data la vetustà dei due pacchetti.Ciao
Tommaso
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14 Febbraio 2014 alle 9:09 #92428
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14 Febbraio 2014 alle 9:48 #92429::
Per quanto mi riguarda la compilazione di un glossario di nomenclatura o di una lista di simboli si fanno molto semplicemente con due ambienti di tipo description, che sembrano fatti apposta epr queste cose; si tratta solo, magari, di personalizzarli per l’uso specifico e metterli ciascuno nella sua “appendice” o nella sua “sezione”. Quello che glossaries fa di più è che permette di marcare la definizione di certi nomi composta in modo “informale” nel testo, e riportando nome o simbolo in appositi file da gestire poi con makeindex e file di stile apposito, per avere in più nei rispettivi elenchi anche la pagina in cui è ripetuta quell’indicazione. Non risparmi niente come lavoro, e aggiunge solo il numero di pagina, informazione che io a torto o a ragione considero inutile.Per configurare come si deve l’ambiente description basta usare il pacchetto enumitem, che non serve solo per quello, ma permette di configurare e definire nuovi ambienti di tipo enumerate o itemize, oltre che nuovi ambienti di tipo description. A me sembra la via più semplice e diretta che giunge allo scopo preciso di dare una spiegazione a un nome o a un simbolo.
Quello che ti consiglio di fre è di tenere separati i nomi dai simboli; se devi definire il significato di trictetratomia lo fai in un elenco di nomo, scrivendolo magari in sans serif, e con la spiegazione rientrata come in una normale elencazione descrittiva.
Se devi spiegare un simbolo usato in fisica, in chimica, in tecnologia, e simili, devi fare un’altra lista, composta in modo completamente diverso, magari è preferibile una longtable rispetto a una description, dove il simbolo da spiegare è scritto in modo matematico e la spiegazione può essere sia una frase sia una formula. Se sia meglio una longtable rispetto a una description dipende dal genere di spiegazioni o definizioni che devi dare. Vale la pena di leggere la documentazione di enumitem con texdoc enumitem.
Se vuoi fare anche una lista di acronimi, la puoi fare sia con una terza lista descrittiva, sia mescolandoli alla nomenclatura, visto che gli acronimi spesso vengo pronunciati come singole parole; certo quando parlando o leggendo vedi scritto CNR leggi “ci enne erre”, non leggi per disteso “Consiglio Nazionale delle Ricerche”; e se vedi scritto radar, non sai nemmeno più di che cosa sia l’acronimo (radio detection and ranging), ma pronunci “radar” come se fosse una parola “vera” (di fatto lo è diventato). Quindi mi parrebbe giusto elencarla in una lista di nomi, ma non è certo vietato inserirla in una lista di acronimi.
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14 Febbraio 2014 alle 10:01 #92430::
Sostanzialmente devo fare un semplice elenco di simboli matematici e lettere con indicato di fianco a quale grandezza fisica si riferiscono, ma senza inoltrarmi in definizioni, formule o quant’altro (che metto nel corpo del testo), magari (se possibile) suddividendoli in lettere greche, caratteri latini, simboli matematici, acronimi..
Non voglio fare invece un glossario di definizioni, lo troverei più utile per un libro vero e proprio piuttosto che per una semplice tesi di laurea.
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14 Febbraio 2014 alle 10:30 #92431::
alfling” post=92030Sostanzialmente devo fare un semplice elenco di simboli matematici e lettere con indicato di fianco a quale grandezza fisica si riferiscono, ma senza inoltrarmi in definizioni, formule o quant’altro (che metto nel corpo del testo), magari (se possibile) suddividendoli in lettere greche, caratteri latini, simboli matematici, acronimi..
Non voglio fare invece un glossario di definizioni, lo troverei più utile per un libro vero e proprio piuttosto che per una semplice tesi di laurea.Be’, gli acronimi in una lista di simboli sono un po’ perci fur d’acqua.
Per il resto ti suggerirei una longtable, specialmente se di ogni simbolo non dai solo il simbolo, ma la spiegazione e un esempio d’uso. Potrebbero essere tre tabelle una sola longtable con le varie parti separate da appositi filetti orizzontali. A parte i filetti orizzontali mancanti, la tabella sui simboli matematici, che compare nel capitolo 24, tabella 24.8 della Guida GuIT, potrebbe fare al caso tuo.
Come poi tu separi i simboli latini dai simboli greci, dai simboli matematici che usi dipende da te. Non affidarti a glossaries che richiede l’uso di makeindex per mettere in ordine alfabetico le varie voci dell’elenco e specialmente se vuoi usare simboli non latini, perché makeindex non è capace di farlo; potresti usare xindy, ma mi sembra voler ammazzare una zanzara con un cannone.
Se ti crei la tabella lunga o le tabelle separate con tabular e usi l’estensione del pacchetto array per caratterizzare le colonne che contengono testo dalle colonne che contengono solo matematica, la cosa non è difficile; l’uso di queste personalizzazioni e descritto nel capitolo sulle tabelle della stessa Guida GuIT, scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito. Be’, ovviamente è anche descritta nella documentazione dei pacchetti longtable ed array.
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14 Febbraio 2014 alle 11:11 #92432
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