- Questo topic ha 22 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 16 anni, 4 mesi fa da
robitex.
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CreatoreTopic
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2 Maggio 2010 alle 13:41 #44900::
1. Mi piace molto la pulizia e l’eleganza dei documenti prodotti con LateX, e senz’altro conto di usarlo per impaginare. Ho letto anche che LateX offre il vantaggio di poter scrivere concentrandosi sul testo, senza preoccuparsi della formattazione. Questo mi lascia perplesso. Può essere che debba abituarmi, ma francamente avrei seri problemi a scrivere articoli o libri direttamente con LateX: con Winedit quasi tutte le parole risultano sottolineate in rosso, il carattere è piccolo, la finestra di testo troppo ampia. Penso che continuerò a scrivere i testi con OpenOffice e userò LateX solo per impaginare, anche se ciò comporta una doppia fatica. Voi come fate?2. Esiste un modo, usando \maketitke o \titlepage, per invertire l’ordine titolo/autore?
3. C’è un modo per impostare in modo estremamente personalizzato la grandezza della pagina? (Ad esempio, altezza 23cm e larghezza 17 cm).
Grazie,
a.
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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2 Maggio 2010 alle 14:52 #44901::
1. Mi piace molto la pulizia e l’eleganza dei documenti prodotti con LateX, e senz’altro conto di usarlo per impaginare. Ho letto anche che LateX offre il vantaggio di poter scrivere concentrandosi sul testo, senza preoccuparsi della formattazione. Questo mi lascia perplesso. Può essere che debba abituarmi, ma francamente avrei seri problemi a scrivere articoli o libri direttamente con LateX: con Winedit quasi tutte le parole risultano sottolineate in rosso, il carattere è piccolo, la finestra di testo troppo ampia. Penso che continuerò a scrivere i testi con OpenOffice e userò LateX solo per impaginare, anche se ciò comporta una doppia fatica. Voi come fate?
2. Esiste un modo, usando \maketitke o \titlepage, per invertire l’ordine titolo/autore?
3. C’è un modo per impostare in modo estremamente personalizzato la grandezza della pagina? (Ad esempio, altezza 23cm e larghezza 17 cm).
Grazie,
a.Provo a rispondere al primo e al terzo punto.
Per quanto riguarda WinEdt, mi sembra un non problema. Le parole sono quasi tutte in rosso perché non hai installato il dizionario italiano, che è lo stesso di OpenOffice. Per quanto riguarda la finestra di testo troppo ampia, basta stringerla. Se il carattere è troppo piccolo, basta ingrandirlo: sono tutte cose che nella finestra delle preferenze si possono modificare molto facilmente. Per quanto riguarda usare LaTeX come impaginatore importando testi da OpenOffice, credo che non sempre sarà possibile: ci sono moltissimi caratteri che LaTeX non riconosce (le virgolette alte, per esempio, vanno scritte con “e ”, e non con il carattere corrispondente dalla tastiera) e quello della codifica è un problema che si presenta già tra un editor e l’altro. FIguriamoci tra OpenOffice e LaTeX. Personalmente, LaTeX non mi dà nessun problema: scrivo con Aquamacs o TeXworks e compilo. Non capisco perché tu non possa scrivere articoli o libri direttamente: hai voglia, poi, a sostituire un carattere alla volta! 😀Per impostare i margini di pagina, c’è il pacchetto geometry, completamente configurabile. Ma è una bella bestia, ti assicuro.
Ciao
Tommaso
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2 Maggio 2010 alle 15:08 #44902::
1. Mi piace molto la pulizia e l’eleganza dei documenti prodotti con LateX, e senz’altro conto di usarlo per impaginare. Ho letto anche che LateX offre il vantaggio di poter scrivere concentrandosi sul testo, senza preoccuparsi della formattazione. Questo mi lascia perplesso. Può essere che debba abituarmi, ma francamente avrei seri problemi a scrivere articoli o libri direttamente con LateX: con Winedit quasi tutte le parole risultano sottolineate in rosso, il carattere è piccolo, la finestra di testo troppo ampia. Penso che continuerò a scrivere i testi con OpenOffice e userò LateX solo per impaginare, anche se ciò comporta una doppia fatica. Voi come fate?
2. Esiste un modo, usando \maketitke o \titlepage, per invertire l’ordine titolo/autore?
3. C’è un modo per impostare in modo estremamente personalizzato la grandezza della pagina? (Ad esempio, altezza 23cm e larghezza 17 cm).
Sulla questione 1 ti ha già risposto adeguatamente Tommaso: l’editor non ha nulla a che vedere con la resa finale del documento.
2. Pensaci alla fine. Ma con titlepage è piuttosto facile
`\begin{titlepage}
\vspace*{\stretch{2}}
\centering
\Large Alessandro Manzoni\vspace{\stretch{1}}
\LARGE I promessi sposi
\vspace{\stretch{4}}
\end{titlepage}`3. Basta dirlo a geometry. 😉
`\usepackage{geometry}
\geometry{width=17cm,height=23cm,heightrounded}`
Ma sono certamente dimensioni eccessive per un buon risultato finale.Ciao
Enrico
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2 Maggio 2010 alle 15:46 #44903::
illinguista:Grazie, ho installato il dizionario italiano e messo un font georgia nero che è più leggibile. Va decisamente meglio, anche se non sono ancora riuscito ad ingrandire quanto vorrei il font. Ma devo studiarmi con calma il programma.
Non sapevo del pacchetto geometry. Con Lyx la modifica della grandezza della pagina è molto semplice, pensavo che fosse lo stesso con LateX.Enrico:
Perché dici che sono dimensioni eccessive? Non mi sembrano inadeguate per una rivista – anche se forse per la largherra è meglio 16 cm.
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2 Maggio 2010 alle 15:49 #44904
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2 Maggio 2010 alle 17:30 #44905::
3. C’è un modo per impostare in modo estremamente personalizzato la grandezza della pagina? (Ad esempio, altezza 23cm e larghezza 17 cm).
Aggiuungo alle risposte di Enrico e Tommaso un consiglio: cerca “il tormentone dei margini” nell’Arte di scrivere con LaTeX, quassù. Ci sono diverse indicazioni, TeXniche e tipografiche.
Ciao,
L.
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3 Maggio 2010 alle 7:14 #44906::
Ciao Naciketas,Voi come fate?
Se può esserti utile, io utilizzo LEd, che reputo migliore rispetto a Winedit. Se non sbaglio in Winedit non c’è l’autocompletamento dei comandi, cosa che invece trovi in LEd e che ti fa risparmiare tempo. Non è così noto come altri TeX Editor, ma trovo che sia comunque piuttosto ben fatto.
Penso che continuerò a scrivere i testi con OpenOffice e userò LateX solo per impaginare, anche se ciò comporta una doppia fatica.
Secondo me sarebbe un’inutile unione del sacro con il profano… 😀
Ciao e buon LaTeX!
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3 Maggio 2010 alle 7:56 #44907::
… Può essere che debba abituarmi, ma francamente avrei seri problemi a scrivere articoli o libri direttamente con LateX: con Winedit quasi tutte le parole risultano sottolineate in rosso, il carattere è piccolo, la finestra di testo troppo ampia. Penso che continuerò a scrivere i testi con OpenOffice e userò LateX solo per impaginare, anche se ciò comporta una doppia fatica. Voi come fate?
…
Grazie,
a.La tua perplessità riguarda l’editor, ed in proposito ti segnalo che alcuni editor come il piccolo e potente SciTE o Kile, permettono di ingrandire il testo premendo per esempio la combinazione CTRL e +, o permettono di regolare il “ritorno a capo automatico”.
Tieni conto comunque che credo sostanzialmente sia una questione d’abitudine. Io infatti all’inizio ero disorientato dall’uniformità del sorgente visualizzato nell’editor (penso all’epoca utilizzassi TeXniCenter). In altre parole, quando volevo lavorare su un paragrafo facevo fatica a trovarlo essendo abituato a contrassegnare visivamente il documento visualizzato da un word processor per mezzo di elementi grafici come immagini, e posizione nella pagina del titolo.Anche per questo punto esistono editor come Kile che segna in “grassetto” i titoli delle sezioni od che consente l’utilizzo dei bookmark. Ho provato anche a segnare gli inizi delle sezioni con righe particolari commentate tipo:`%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
%
% sezione tal dei tali
%
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%`
ma alla fine fanno solo perdere tempo!!!Ma l’abitudine di cui rimpossessarci è quella di concentrarsi sul testo (quindi sul contenuto) mentre si lavora al sorgente.
Il pensiero non deve distrarsi e forse a volte ci si abitua ad evitare di affrontare direttamente la costruzione del contenuto che è sempre mai banale da elaborare.
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3 Maggio 2010 alle 8:58 #44908::
Anch’io prima di TeXworks ho usato per un buon anno e mezzo LEd, che qualche mese fa ha finalmente cambiato il vestito vecchio.
Però, devo dire, mi dava un sacco di problemi con XP, nel senso che si chiudeva improvvisamente e via dicendo. Il completamento dei comandi è utile, anche se non lo usavo molto spesso: mi distraeva, perché ero continuamente tentato di curiosare su quanti comandi cominciano in questo o in quell’altro modo 😀Da quando sono passato a TeXworks non ho avuto più nessun problema. Troppo scarno? Pochi pulsanti? Vero, ma è questione di abitudine. L’editor è una questione di abitudine e basta. Ora, per dirti, sto conoscendo Aquamacs, perché da gennaio ho un MacBook, e va benone. Non è per nulla immediato, però. Vero anche che c’è TeXShop, davvero ben fatto, e solidissimo. Ma è la bella copia di TeXworks. E questo la dice lunga sull’opportunità di provarlo.
Se poi mi dici che quelli di TeXworks soffrono di una lentezza pachidermica nel migliorare il programma, non discuto. Vero vero 😉WinEdt, poi, va pagato, a meno di non fare qualche giochetto…
Ciao
Tommaso
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3 Maggio 2010 alle 11:27 #44909
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3 Maggio 2010 alle 11:33 #44910::
WinEdt, poi, va pagato, a meno di non fare qualche giochetto…
Eh?
Il programma WinEdt è shareware. Chi lo usa è tenuto a pagare il corrispettivo all’autore: $40 per “education”, $70 per “business/government”, $30 per studenti.
Se lo usi da più di 31 giorni sei in debito con l’autore della cifra indicata.
Ciao
Enrico
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3 Maggio 2010 alle 11:37 #44911
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3 Maggio 2010 alle 13:08 #44912::
Ciao illinguista1972,Però, devo dire, mi dava un sacco di problemi con XP, nel senso che si chiudeva improvvisamente e via dicendo. Il completamento dei comandi è utile, anche se non lo usavo molto spesso: mi distraeva, perché ero continuamente tentato di curiosare su quanti comandi cominciano in questo o in quell’altro modo…
Io lo utilizzo (versione .52…) con MiKTeX 2.8 sia su Windows XP che su Windows Vista, e non ho alcun problema. Io ti posso dire che l’autocompletamento dei comandi in realtà lo sfrutto scrivendo solo una piccola parte del comando e dando rapidamente Invio (ormai mi sono abituato a sfruttarli e risparmio tempo). Avendo letto quello che ha scritto robitex, mi sento di dire che troverei molto utili le funzionalità citate di editor come Kile (che spero di poter utilizzare molto presto). In ogni caso, ti do ragione, alla fin fine si tratta di abitudini e di gusto personali 🙂 .
Ciao!
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3 Maggio 2010 alle 14:09 #44913::
Anch’io prima di TeXworks ho usato per un buon anno e mezzo LEd, che qualche mese fa ha finalmente cambiato il vestito vecchio.
L’ho scaricato ed installato. Dagli screenshot sembra ottimo, ma non riesco a lavorarci: nell’anteprima a destra mi compare il messaggio di errore “Il file DVI non esiste”.
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3 Maggio 2010 alle 14:48 #44914::
@Naciketas
Naturalmente, il programma va configurato attraverso l’apposita finestra, e va adattato all’italiano con il dizionario che si scarica dallo stesso sito dell’editor.Ciao
Tommaso
@Marco87
In questo senso, Aquamacs è fenomenale: ingrandisce l’argomento dei comandi di sezionamento in modo proporzionale all’importanza della sezione, mette in corsivo l’argomento di \textit e in nero quello di \textbf, e ha una funzione preview con cui puoi vedere parti del sorgente come anteprima già composto. E molte altre cose. Ma è difficile.
Non so, però, se le stesse cose si possono avere anche su Linux e Win con Emacs+AUCTeX.Forse qualche anima buona risolverà il dilemma 😉
Ciao
Tommaso
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3 Maggio 2010 alle 16:02 #44915::
@Naciketas
Naturalmente, il programma va configurato attraverso l’apposita finestra, e va adattato all’italiano con il dizionario che si scarica dallo stesso sito dell’editor.Fatto, ma niente.
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3 Maggio 2010 alle 16:23 #44916::
In questo senso, Aquamacs è fenomenale: ingrandisce l’argomento dei comandi di sezionamento in modo proporzionale all’importanza della sezione, mette in corsivo l’argomento di \textit e in nero quello di \textbf, e ha una funzione preview con cui puoi vedere parti del sorgente come anteprima già composto. E molte altre cose. Ma è difficile.
Non so, però, se le stesse cose si possono avere anche su Linux e Win con Emacs+AUCTeX.Forse qualche anima buona risolverà il dilemma 😉
Emacs va con tutto. 🙂
Ciao
Enrico
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3 Maggio 2010 alle 18:42 #44917::
Ciao illinguista1972,In questo senso, Aquamacs è fenomenale: ingrandisce l’argomento dei comandi di sezionamento in modo proporzionale all’importanza della sezione, mette in corsivo l’argomento di \textit e in nero quello di \textbf, e ha una funzione preview con cui puoi vedere parti del sorgente come anteprima già composto. E molte altre cose. Ma è difficile.
Aquamacs è disponibile anche per windows? E per linux?
Ciao e grazie,
Marco.
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4 Maggio 2010 alle 6:08 #44918::
Aquamacs è disponibile anche per windows? E per linux?
Google mi dice che:
Aquamacs: Emacs for Mac OS X
Quindi direi che la risposta alla tua domanda è “no”. Cerca però “Emacs” nell’Arte: trovi i riferimenti alle versioni di Emacs per le diverse piattaforme.
Sempre se davvero vuoi usare Emacs… 🙄
Ciao,
L.
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4 Maggio 2010 alle 7:37 #44919::
Verrò sicuramente corretto tra qualche minuto, ma credo di aver capito che le cose stiano così.
Emacs è un editor potente disponibile per tutte le piattaforme. Su Win bisogna installarlo, mentre in genere fa parte dei programmi integrati in Linux.
L’estensione che permette di scrivere con LaTeX si chiama AUCTeX, e su Win va sicuramente installata, e credo anche su Linux.
Su Mac, invece, è già compresa in Aquamacs: è sufficiente aprire un novo buffer in LaTeX mode e si hanno i pulsanti (molto pochi) e i menu che servono. Il fatto è che Aquamacs non è per nulla immediato, specie per quanto riguarda le personalizzazioni. La futura versione 2.0, però, promette di risolvere qualcuno di questi inghippi attraverso interfacce grafiche. Enrico, ora a te. 😉Ciao
Tommaso
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4 Maggio 2010 alle 9:44 #44920::
Sempre se davvero vuoi usare Emacs… 🙄
Ho dato una rapida occhiata a Emacs sul sito gnu.org ed effettivamente, almeno per il momento, non credo che faccia al caso mio. Credo che su Windows rimarrò su LEd, mentre su linux punterò su Kile. Comunque lo terrò in conto, non si sà mai…
Ciao e grazie,
Marco.
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8 Maggio 2010 alle 22:45 #44921::
Può darsi che interessi Nacitekas; può darsi che interessi anche altri frequentatori del forum.Premetto che io non lo farei mai e sono perfettamente soddisfatto di usare TeXShop, il progenitore di TeXworks; tuttavia vale la pena di segnalare che il team di OpenOffice.org, che ha già messo a punto un plug-in abbastanza buono per Writer, che si chiama Writer2LaTeX, sta lavorando su un ulteriore plug-in che vuole inserire nella versione 1.2 del suddetto Writer2LaTeX, e che potrebbe far diventare la componente Writer di OpenOffice.org un succedaneo di LyX. In altre parole Writer verrebbe usato come shell editor e cliccando un opportuno bottone si avrebbe la compilazione con pdflatex e cliccando un altro bottone si avrebbe direttamente la vista del documento compilato.
Chi vuole può scaricare dal sito di sourceforge lo screenshot del plug-in allo stato attuale, per usarlo o per testarlo. Io non l’ho fatto, perché la cosa non mi interessa, ma potrebbe interessare altri.
Invece mi permetterei di consigliare a Nacitekas di non ascoltare il canto delle sirene dei word processor che ti fanno vedere subito quello che stati facendo (magari in modo tipograficamente scorretto).
La forza del mark-up di LaTeX è proprio quella di non vedere subito quel che si otterrà obbligando l’autore a concentrarsi sul testo; poi l’autore può usare i trucchi che vuole per marcare il testo sorgente in modo da evidenziare i sezionamenti; usando certi editor, come TeXmakerX può anche contrarre certi ambienti, in modo da non essere distratto dal loro contenuto; oppure può usare la finestra laterale, contenente la struttura, per navigare rapidamente nelle varie sezioni che sta componendo; lo fanno anche altri editor, ma ho citato TeXmakerX perché, come TeXworks, è multipiattaforma e non è legato a un sistema operativo piuttosto che a un altro; la colorazione diversa per distinguere i comandi dal testo ce l’hanno praticamente tutti gli shell editor decenti; la possibilità di eseguire la ricerca dalla finestra tex alla finestra pdf in entrambi i sensi ce l’hanno pochi shell editor, e trovo che sia una cosa decisamente fondamentale.
Poi, in fondo, si tratta sempre di una questione di abitudine; la cosiddetta rampa di apprendimento molto ripida di LaTeX è una storia priva di valore; riguarda solo il cambiamento di una abitudine da “what you see is all you get” a “what you see is what you mean”.
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9 Maggio 2010 alle 8:55 #44922::
Può darsi che interessi Nacitekas; può darsi che interessi anche altri frequentatori del forum.
Premetto che io non lo farei mai e sono perfettamente soddisfatto di usare TeXShop, il progenitore di TeXworks; tuttavia vale la pena di segnalare che il team di OpenOffice.org, che ha già messo a punto un plug-in abbastanza buono per Writer, che si chiama Writer2LaTeX, sta lavorando su un ulteriore plug-in che vuole inserire nella versione 1.2 del suddetto Writer2LaTeX, e che potrebbe far diventare la componente Writer di OpenOffice.org un succedaneo di LyX. In altre parole Writer verrebbe usato come shell editor e cliccando un opportuno bottone si avrebbe la compilazione con pdflatex e cliccando un altro bottone si avrebbe direttamente la vista del documento compilato.
Chi vuole può scaricare dal sito di sourceforge lo screenshot del plug-in allo stato attuale, per usarlo o per testarlo. Io non l’ho fatto, perché la cosa non mi interessa, ma potrebbe interessare altri.
Invece mi permetterei di consigliare a Nacitekas di non ascoltare il canto delle sirene dei word processor che ti fanno vedere subito quello che stati facendo (magari in modo tipograficamente scorretto).
La forza del mark-up di LaTeX è proprio quella di non vedere subito quel che si otterrà obbligando l’autore a concentrarsi sul testo; poi l’autore può usare i trucchi che vuole per marcare il testo sorgente in modo da evidenziare i sezionamenti; usando certi editor, come TeXmakerX può anche contrarre certi ambienti, in modo da non essere distratto dal loro contenuto; oppure può usare la finestra laterale, contenente la struttura, per navigare rapidamente nelle varie sezioni che sta componendo; lo fanno anche altri editor, ma ho citato TeXmakerX perché, come TeXworks, è multipiattaforma e non è legato a un sistema operativo piuttosto che a un altro; la colorazione diversa per distinguere i comandi dal testo ce l’hanno praticamente tutti gli shell editor decenti; la possibilità di eseguire la ricerca dalla finestra tex alla finestra pdf in entrambi i sensi ce l’hanno pochi shell editor, e trovo che sia una cosa decisamente fondamentale.
Poi, in fondo, si tratta sempre di una questione di abitudine; la cosiddetta rampa di apprendimento molto ripida di LaTeX è una storia priva di valore; riguarda solo il cambiamento di una abitudine da “what you see is all you get” a “what you see is what you mean”.
Interessantissima questa cosa di OpenOffice.org ma anche un tantino pericolosa!!!
Infatti, dal punto di vista della diffusione di LaTeX e compagni è da una parte formidabile visto l’elevatissimo numero di utenti OpenOffice.org che non conoscono LaTeX e che così potrebbero considerarne finalmente l’utilizzo.
Dall’altra parte tuttavia, i nuovi utenti potrebbero miscomprendere LaTeX. Alcuni utilizzatori già oggi confondono lo shell editor come il motore tipografico vero e proprio.Alla fine penso che il beneficio alla diffusione superi l’inconveniente, se solo la guida in linea del plug-in dichiarasse per prima cosa ed in modo molto chiaro cosa fa il plug-in e cosa fa LaTeX.
Per quanto riguarda l’uso dei word processor penso che il peggior difetto non sia in un problematico approccio ai contenuti, ma l’insieme di cattive abitudini su cui l’utente si adagia.
Grazie ed a presto.
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